Mi dà un metro di pane?

Nel cazzeggiare su internet per il post precendente, ho trovato questa perla che mi era sfuggita.

La Regione Puglia ha approvato lo scorso anno una legge regionale per incentivare le energie rinnovabili: è la legge 9 marzo 2009, n. 3.
Il testo lo trovate sul sito della Regione Puglia; per sicurezza l’ho anche freezato (perché questa è proprio grossa). Firma di Vendola in fondo.

Ripoto, testuale, il comma 3 dell’art. 1

3. A decorrere dal 1° gennaio 2009, il regolamento edilizio deve prevedere, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 chilowatt (KW) per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 KW.

Produzione energetica di 1 kW?
Ma certo, io la mattina compro sempre un metro di pane. Poi faccio 200 kelvin di benzina al motorino, e per finire in 10 kg di tempo raggiungo l’ufficio.

Ironia a parte, l’energia si misura in joule, al massimo in Wh (o suoi multipli come kWh, MWh, GWh…).  La grandezza fisica che si misura in W (o suoi multipli come il kW) è la potenza, non l’energia. ASINI quelli che hanno scritto la legge e quelli che l’hanno votata.

E si badi bene, non è solo una questione di errore nell’indicare le unità di misure (che già è una cosa mostruosa), c’è anche una questione sostanziale.
La legge impone di installare impianti con una potenza nominale di 1 kW: quale che sarà poi l’energia che produrranno… un bel chisenefrega!
Per esempio, io posso anche installare un generatore elettrico con potenza da 1kW, connettere al rotore pale da dieci centrimenti, e metterlo in un angolo del balcone dietro i gerani. Ovvio che non produrrà niente, ma tu hai soddisfatto la legge: mica è colpa tua se il vento che scorre sul tuo balcone, dietro i gerani, non è abbastanza forte da farlo girare.

Al di là dell’assurdo, sappiamo bene che diverse fonti di energia rinnovabile hanno diversi capacity factor: a parità di potenza nominale, alcuni producono più energia di altri perché “funzionano più ore al giorno”. Se vuoi dare un vincolo serio devi dare un limite di potenza per ogni diversa tipologia di impianto. Sperando poi che l’utente lo metta davvero in funzione o lo metta dove produce qualcosa, è ovvio.

Il sospetto che viene nel leggere la legge ([…] in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a […]) è che quelli che l’hanno scritta intendessero veramente porre un vincolo alla produzione di energia, e non di potenza. Perché usano termini come garantire e produzione che fanno pensare proprio al concetto di energia e non di potenza.
Magari hanno proprio misurato l’energia in kW: insomma, se il contatore domestico è da 3kW allora 1 kW è un terzo dei consumi domestici.
Se riesco a trovare i verbali del consiglio regionale dove hanno votato questa legge provo a controllare come hanno partorito questa mostruosità.

Cercherò di tenere il pippone breve, ma porca troia! Come cazzo è possibile che una legge regionale venga scritta, letta, discussa, votata, stampata senza che nessuno, dico nessuno, si alzi e dica che “signori, ma guardate che l’energia non si misura in kW”. Nessuno che se ne è accorto?
Allora mettiamo nei testi delle leggi regionali delle parole a caso qua e là (tipo “nell’ambito del programma quadro per lo sviluppo pisella urbanistico della Regione, è obbligatorio…“) e vediamo chi se ne accorge.
Caro il mio Vendola, smettila di fare il figo andando in tv a dire che tu parli sofisticato a causa dei tuoi studi di letteratura ispanica. Me ne fotte una sega se vai in USA a incontrare Schwarzenegger e fare quello che salva il mondo dal riscaldamento globale. Piuttosto studia un po’ di fisica. STUDIA, STUDIA, STUDIA.
Perché sa uno che non sa distinguere tra energia e potenza, tra kW e kWh, non mi aspetto che salvi neanche il suo giardino, altro che alfiere dell’ecologia. Parla di meno e STUDIA! Che a uno che firma una legge così non fare amministrare nemmeno il mio condominio.

E per finire: ricordiamoci che il sistema internazionale di misura non è uno sfizio dei metrologi. Il SI è imposto in italia per legge (DPR 802 del 12 agosto 1982), compreso il fatto che il prefisso chilo si scrive k (minuscolo) e non K (maiuscolo), punto 1.3 dell’allegato al citato DPR.

6 Comments

  1. Io ieri l’altro ho incontrato Vendola. Ho fatto finta di non riconoscerlo…

    28 Novembre 2010
  2. Turz said:

    E se avesse scritto 1 kWh/h? O meglio 24 kWh al giorno?

    29 Novembre 2010
  3. mattia said:

    Non escludo che qualcuno lo considererebbe sensato. Soprattutto la seconda che hai detto

    29 Novembre 2010
  4. Turz said:

    Ah, comunque non scherzarci troppo sul metro di pane 😀

    29 Novembre 2010
  5. ErreBi said:

    se fossi donna, ti amerei 🙂

    29 Novembre 2010
  6. camicius said:

    E se avesse scritto 1 kWh/h? O meglio 24 kWh al giorno?
    so che rischio tantissimo, ma 1kWh/h non è uguale a 1 kW?
    Ovvero che è una potenza?

    Peraltro, potrebbe dare una misura di energia nel momento in cui si considera il giorno.
    Ribalto la cosa su un altro piano.
    C’era una legge per gli impianti idroelettrici che imponeva di rilasciare un tot di metri cubi di acqua al secondo. Siccome il calcolo veniva fatto di anno in anno (e non di secondo in secondo), il risultato era che rilasciavano molta acqua in alcuni momenti dell’anno (quando ce ne era in abbondanza) e in altri la captavano tutta.
    Lo spirito della legge imponeva una portata (quindi come se fosse una potenza) ma nella pratica veniva misurata l’energia (ovvero la quantità di acqua rilasciata) in un arco di tempo molto più ampio del secondo che formava l’unità di misura della portata.

    Vista secondo questa interpretazione potrebbe anche avere un senso (legale, non fisico…)…

    29 Novembre 2010

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