Insospettabilmente

Già, anche negli hotel giapponesi c’è l’abitudine di far trovare una copia del vangelo nel cassetto.

11 Comments

  1. camicius said:

    In un sacco di alberghi ho trovato copie della Bibbia, e nella stragrande maggioranza dei casi era la Bibbia dei Gedeoni. Non sapevo si spingessero fino in giappone….

    8 Novembre 2010
  2. In che altri hotel e’ consuetudine?

    8 Novembre 2010
  3. mattia said:

    In pratica ho trovato una Bibbia nel comodino negli alberghi di mezzo mondo (dove c’era il comodino).
    Spesso nemmeno mai aperta (le pagine erano incollate ai bordi, tipico delle edizioni a basso costo).
    Stranamente non l’ho mai trovata in italia.

    9 Novembre 2010
  4. mattia said:

    Ah, comunque non lo sapevo della storia dei gedeoni. Cioè, non sospettavo ci fosse dietro un’organizzazione.
    Ma quante cose imparo dai vostri commenti!!!

    9 Novembre 2010
  5. Lo sapevate che dentro i Vangeli e/o le Bibbie che si trovano negli alberghi ci possono essere banconote nascoste da chi ce li ha messi, per premiare chi legge veramente il libro? Sapevatelo.
    L’Economa Domestica

    9 Novembre 2010
  6. Turz said:

    @camicius:
    In un sacco di alberghi ho trovato copie della Bibbia, e nella stragrande maggioranza dei casi era la Bibbia dei Gedeoni. Non sapevo si spingessero fino in giappone….

    Prima riga dell’articolo di Wikipedia da te linkato: I Gedeoni (Gideons International) sono un’organizzazione cristiana evangelica che distribuisce copie della Bibbia in oltre 80 lingue e 190 paesi del mondo.

    Mi sarei stupito parecchio se fra le 80 lingue e i 190 paesi non ci fossero stati il giapponese (nona lingua del pianeta) e il Giappone (decimo paese per popolazione).

    9 Novembre 2010
  7. davide said:

    lessi da qualche parte, non so se ricordo bene, che nei paesi cattolici di solito ci si fa spiegare la bibbia del prete, mentre nelle confesisoni riformate si ha un rapporto piú diretto e personale con la bibbia. da qui l’usanza di lasciarla nelle camere d’albergo e incoraggiarne la lettura, usanze pressoche sconosciuta da noi in italia e presumo in altri paesi cattolici.

    9 Novembre 2010
  8. Turz said:

    Infatti i protestanti conoscono la bibbia mediamente meglio dei cattolici. Ma i maggiori conoscitori di temi religiosi sono atei, ebrei e mormoni.

    10 Novembre 2010
  9. mattia said:

    Mah… Io negli ultimi trent’anni in cui sono su questa terra ho sempre visto preti cattolici che invitavano a leggere la bibbia e la regalavano in molteplici occasioni.
    Il primo motivo che mi viene in mente per giustificare il fatto che i protestanti leggano più bibbia è che magari nel computo dei cattolici rientrano anche i cattolici light, quelli di tradizione. Mentre se sei in un paese dove puoi scegliere tra dieci chiese diverse allora se scegli una chiesa in particolare significa che ci credi veramente.
    Un’altra cosa che mi viene in mente è che molte chiese protestanti, specialmente quelle fondate recentemente (e non staccatesi nei secoli dalla chiesa cattolica) non hanno una messa come rito. Si riuniscono e leggono la bibbia, c’è la predica e basta.
    Quindi c’è ovviamente molto più spazione per la bibbia perché non devi fare tutto il contorno del rito della messa.
    A questo aggiungiamo che le letture proposte nella messa cattolica sono fisse sue tre anni liturgici che ciclano. Perciò sono sempre le stesse letture ogni tre anni e gran parte della Bibbia non viene mai letta durante la messa.
    Dopodiché Turz, mi piacerebbe capire (lo ammetto non ho certato le note metodologiche, sono stanco) cosa significa “conoscere la Bibbia” per quell’indagine.
    Perché ti assicuro che tanti protestanti e atei la conoscono a livello concorrente di “per un pugno di libri”. Sì, magari sai chi era Onan, bravo.
    Ma la Bibbia non è una materia da quiz.
    C’è dell’esegesi da fare per capirla, e questa è una cosa che spesso i protestanti saltano a piedi pari.
    Poi, per quello che può valere, tutti gli atei che conosco io di Bibbia non sanno una mazza.

    10 Novembre 2010
  10. Turz said:

    Perché ti assicuro che tanti protestanti e atei la conoscono a livello concorrente di “per un pugno di libri”.

    Sì, il livello più o meno era quello.

    Il risultato sconcertante infatti non è una percentuale particolarmente alta di risposte esatte fra gli atei o i protestanti, ma una percentuale particolarmente bassa di risposte esatte fra i cattolici, anche sullo stesso cattolicesimo. Tipo che il 45% non sapeva della transustanziazione (non la parola, intendo proprio il “fatto”).

    Comunque ti do ragione sul fatto che magari nel computo dei cattolici rientrano anche i cattolici light, quelli di tradizione.

    15 Novembre 2010
  11. mattia said:

    Vabbe’, un cattolico che non sa cos’è la transustanziazione non è cattolico, dai.

    16 Novembre 2010

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