Denigrando i valori

Lo so che non dovrei abbassarmi a commentare un articolo di questo qua.
Ma visto che è stato ripreso e condiviso anche da altri (quasi peggio di quello là) vale la pena di fare un commento.

La faccenda è semplice: Claudio Moffa tiene una lezione negazionista all’Università di Teramo, il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici chiede una legge per rendere illegale in negazionismo, e gli alfieri della libertà come quello lì si oppongono a che lo stato imponga una verità per legge.

Ora, che lo stato decida cosa è vero e cosa non lo è non piace nemmeno a me.
Però quello che sfugge al matematico è che la la legge non è un teorema. In un teorema tu parti da delle tesi e sviluppi il tuo ragionamento. Non torni indietro a modificare le tesi perché non vanno bene.

In questo caso il principio alla base di tutto, la libertà di espressione e il divieto per lo stato di stabilire verità per legge, non è intoccabile. Questa è una tesi che puoi benissimo tornare indietro a modificare se nel corso dello svolgimento ti accorgi che qualcosa non quadra.

Non sta bene dirlo, ma sono solo gli ignoranti a non capire che delle volte è utile emendare i principi per otterere un effetto pratico migliore.

E non bisogna andare molto lontano per accorgesene. Basta leggere la legge 20 giugno 1952, n. 645, dove si fissano i principi sui quali si deve vietare la ricostituzione del disciolto partito fascista.

Art. 1 – (Riorganizzazione del disciolto partito fascista). Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Non giriamoci troppo attorno, la legge italiana già lo dice chiaramente: i partigiani che hanno fatto la Resistenza erano i buoni e i fascisti i cattivi. Non è forse questa una verità storica imposta per legge?
Quando si dice che l’italia è una repubblica fondata sulla Resistenza si fa, niente più e niente meno, che stabilire come una verità storica sia imposta nella fondazione stessa dello stato.

Il fatto è che se per difendere la libertà dal fascismo bisogna vietare la libertà di espressione, allora è consentito farlo.
Il fascismo contro il fascismo non è fascismo, proprio perché la società non funziona come una moltiplicazione e meno per meno, in questo caso, non fa più.

4 Comments

  1. controcanto said:

    Moffa non ha fatto una lezione negazionista, come erroneamente riportato da Repubblica e ripreso da tutti i media.
    Guarda il video.
    Ha presentato le tesi di alcuni storici negazionisti o revisionisti, ma Moffa dice esplicitamente e chiaramente che lo sterminio è avvenuto.
    Nel video si sente più che bene, intorno al minuto 6:34: “l’evento storico dello sterminio e delle sofferenze degli ebrei nella II Guerra Mondiale, che indubbiamente ci sono state”.
    Puoi verificare qua:
    http://www.youtube.com/watch?v=mjmHCkv4atQ

    Negazionismo e revisionismo non sono la stessa cosa.
    Il revisionismo è l’essenza della storia.
    Inoltre, fare analisi e indagini storiche e dare giudizi sulla stessa non coincidono.

    Facciamo una legge sul negazionismo (o sul revisionismo)?
    Ok, ma vediamo cosa ne deriva, visto che parli di effetti concreti.
    Se io dicessi che lo sterminio degli ebrei c’è stato, che ne sono morti effettivamente 6.000.000 e ne sono felice ed è stata una cosa positiva, a quel punto non violerei una legge contro il negazionismo. Pur facendo un’affermazione smaccatamente filonazista.
    Se io invece dicessi che Hitler era un figlio di puttana, il nazismo il peggior abominio della storia e giustamente è stato spazzato via ma le mie indagini storiche, magari col beneficio del dubbio (come tutte le indagini storiche), concludessero che nei campi di sterminio sono morti “solo” 100.000 ebrei e non 6.000.000, allora finirei davanti a un tribunale, e condannato.
    Ha senso questo?

    Non abbiamo bisogno di leggi contro il negazionismo e la ricerca storica, che dev’essere libera, ma di leggi che fermino chi istiga all’odio razziale o lo organizza concretamente, a prescindere dall’indagine storica.
    È in questo che consiste una legge contro il fascismo, costituzionalmente coerente.
    Una cosa è tentare di ricostruire dai documenti cosa fu il periodo fascista in Italia, magari mettendone in luce i lati positivi (se ce ne sono), un’altra cosa è sostenere che in Italia ci vuole un nuovo fascismo e darsi da fare, magari con mezzi illegali, per instaurarlo.
    Le due cose possono andare di pari passo, ma non necessariamente.

    Poi si potrebbe ragionare su come tutta la questione su negazionismo, revisionismo e leggi sugli stessi peschino più da questioni attuali e internazionali che dalla possibilità che ritornino dalla tomba Baffetto e Mascellone…
    Chiediamoci come mai le leggi sul negazionismo comincino a fioccare negli anni Novanta, e non subito dopo la II Guerra Mondiale, come sarebbe stato logico…

    18 Ottobre 2010
    Reply
  2. Lorenzo said:

    Aggiungerei: quali risultati ha portato la legge dello stato contro il fascismo? Ci sono mai stati, in Italia, condannati in tribunale per apologia del fascismo o per tentata ricostituzione del partito fascista? Non mi sembra. Anche oggi Forza Nuova, giusto per fare un esempio, se la legge fosse applicata dovrebbe essere ospitata nelle patrie galere per intero.
    Nel nostro paese il “vietato” è sempre un “sarebbe vietato”.

    Ps. di solito ho la cattiva abitudine di non commentare i post che mi sono piaciuti o che condivido in toto. Trovo commenti come “bravo” o “sono d’accordo” ecc. estremamente stucchevoli. Comunque “Senza cappello” è veramente piacevole da leggere.

    18 Ottobre 2010
    Reply
  3. mattia said:

    @controcanto
    sì, ok, ci sono tanti distinguo da fare, specialmente sull formula con cui si fa la legge.
    Il mio punto era un altro, ed esulava dal fatto che la legge dovrebbe punire l’esaltazione o l’affermazione di una teoria storica.
    Quello che volevo sottolineare è che una legge, in una maniera o nell’altra, stabilisce una verità storica per legge.
    Ecco, o fa, ed è opportuno, in talini casi che lo faccia. Senza che ci si scandalizzi. Basta capire in quali casi è opportuno.

    @lorenzo
    A memoria mi sembra di ricordare un piccolo moviemtno neofascista che fu sciolto.
    Il problema dei movimenti neofascisti più grandi è che spesso hanno degli eletti nelle assemblee elettive.
    In pratica nella storia repubblicana tanti moviementi fascisti si sono salvati dallo scioglimento perché riuscivano ad eleggere anche solo un consigliere comunale, e la dottrina del Viminale era di non sciogliere chi aveva degli eletti, per evitare di essere accusati di attaccare la democrazia.

    18 Ottobre 2010
    Reply
  4. Lorenzo said:

    Certo. Inoltre provare in tribunale l’apologia del fascismo non è così facile come si pensa. Il tale tiene in casa statuette del Duce? E allora? E’ un collezionista. Tizio ha detto che Mussolini è stato un grande statista (true story)? Certo, ma mica ha detto che è stato un bene per l’Italia, ha solo dato un’opinione sulle sue capacità di governo. Caio sostiene che il fascismo in fondo è stato positivo? Beh, sta solo cercando di portare un punto di vista ulteriore in campo storico, cosa c’è di male? E così via… Per condannare qualcuno per apologia del fascismo, bisogna proprio che il soggetto in questione vada in tribunale a dichiararsi colpevole.
    Francamente non credo che una legge sul negazionismo avrebbe esiti migliori. Di storici “revisionisti” è pieno il mondo. Se c’è gente che sostiene che l’Iliade e l’Odissea si sono svolte realmente, nel 2000 a.C., nel Baltico (true story), ci sarà sempre e comunque gente che metterà in dubbio l’esistenza dei forni crematori pur pretendendo di rimanere entro l’ambito “storico”. Come distinguere revisionisti da negazionisti?
    Dall’altra parte, capisco bene il pericolo di affidare allo stato il diritto di decidere cosa sia giusto o sbagliato in campo storico. E se un domani diventasse reato dubitare della versione ufficiale in merito alle stragi mafiose (giusto per dirne una).
    Sono d’accordo che, in alcune situazioni, può essere accettabile il transigere su alcuni principi per ottenere un risultato pratico. Ma in questo caso il gioco non vale la candela.

    18 Ottobre 2010
    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota sui biscottini: questo sito usa solo i biscottini di base di Wordpress per il funzionamento del sito. Non usa biscottini per memorizzare vostri dati personali, anche perché non me ne frega niente. Pensate che non vengono nemmeno fatte le statistiche sugli accessi di questo sito. Non ci sono nemmeno i pulsanti per mettere apprezzamenti sul feisbuc, il tuitter o altre reti sociali. Ciao.