Ci ho l’inkan!

Come raccontavo, in giappone si usa apporre il proprio timbro per firmare.
Qualcuno mi raccontava che la tradizione è nata quando la gente era analfabeta e allora era più comodo timbrare che fare la firma.
Però non mi ha convinto molto questa spiegazione, perché al massimo facevano una X come dalle nostre parti, no?

Ad ogni modo, l’inkan è fondamentale, perché senza di esso non puoi aprire  un conto corrente (o forse puoi farlo ma alla posta, e io mica mi faccio il conto correnta alla posta come il più sfigato della compagnia, no?).
Allora sono andato a ordinare il mio inkan, e sorprendentemente me l’hanno fatto in due giorni: dico sorprendentemente perché mi avevano detto che ci voleva una settimana.

Ed eccolo qua sotto il mio inkan: c’è scritto il mio cognome, niente di che. Tra l’altro con un font sfigato, i nomi giapponesi almeno li scrivono con un font grazioso.

Vabbe’, comunque la cosa bella è che il commesso della ferramenta dove l’ho ordinato parlava un ottimo inglese. Tanto che quando sono andato là mi sono messo a biascicare qualcosa in giapponese e lui mi ha risposto in inglese, volevo quasi abbracciarlo.

Poi adesso ci sono tutte le altre cose: col timbro puoi aprire il conto corrente, col conto corrente puoi avere un telefono, con telefono puoi fare l’albero, e con l’albero puoi fare il se-e-me.

7 Comments

  1. Bravissimo! Ora, dato il tuo desiderio, posso contribuire a creare un flame sul tuo blog?
    Suggeriscimi un argomento che non sia tra i soliti (religione, politica, ambiente) e ci metto del mio.
    L’Economa Domestica

    29 Settembre 2010
  2. mattia said:

    Anni fa un mio amico finlandese disse che con me si può parlare solo di religione, politica e figa.
    Ne hai beccati due su tre. Non male.

    29 Settembre 2010
  3. gab said:

    no, dai, si può parlare anche di misure 😉

    29 Settembre 2010
  4. Turz said:

    Veramente è per fare l’albero che ci vuole il seme. Con l’albero puoi fare il legno e ti tocca cantare la canzone al contrario.

    Scherzi a parte, sbaglio o l’inkan è sicuro quanto il 2ROT13?

    29 Settembre 2010
  5. mattia said:

    l’inkan è sicuro come una firma.
    Solo che per fare una firma falsa ti basta una penna e un po’ di pratica (anche se quella in molti la fanno alle medie), mentre per l’inkan almeno devi farti lo sbatti di andare da uno che li fabbrica e ordinarlo

    29 Settembre 2010
  6. Ehm… la figa non è che sia un argomento di grandissimo interesse per me. Parliamo di cucina?

    29 Settembre 2010
  7. Stefano said:

    Oppure te lo rubano, come avevo visto in un film giapponese. 🙂

    29 Settembre 2010

Comments are closed.