Un vfnc di quelli grandi

Il corriere compensa con la demagogia il non saper cosa dire (cit., vediamo chi la becca, sicuramente colui a cui era stata scherzosamente rivolta).

La storia compassionevole dello studente che vive con 13,6 euri al giorno la leggete qui. Che uno dice, come fai a vivere con tredicivirgolasei euro?

Poi però quando leggi l’articolo scopri che il tizio vive a casa coi suoi, che gli pagano il treno, il pasto di mezzogiorno e quello della sera in famiglia.

Quindi i restanti 13,6 per 30 uguale 408 euro sono già puliti di alloggio, trasporto e cibo.

Ora, non per mettere in piazza i cazzi miei, ma io ai tempi del poli, ci ballavo dentro 408 euro.
Tolte le tasse universitarie (un cento euro al mese) ne rimangono 300.
Benza per il motorino, assicurazione per lo stesso (che non mi ricordo quanto veniva), materiale scolastico di consumo, fotocopie, non credo proprio arrivassi a coprire le 300 euro. E per dire, facevo la vita da normale studente universitario.
Andando avanti nell’articolo noti le sue doglianze. Le riporto paragonandole a me stesso e alla mia esperienza:

Adesso, per esempio, sto dando una mano a sistemare l’archivio della Bicocca. Sono 9 euro all’ora».

Le 150 ore le abbiamo fatte tutti, caro.

Primo: in università solo libri usati.

Oddio, che strazio. Inizio già star male. Penso che in tutta la mia carriera universitaria ho comprato 5 libri nuovi (analisi 1, EMC, misure, fisica1-rivenduto al libraccio, elettrotecnica-rivenduto a un tizio).

E per prendere appunti «trenta matite al prezzo di un euro in offerta al supermercato e una risma di fogli A4».

Come se fosse un quanderno a mandarti in malora (comunque io ricordo i fine settimana a fare e rifare esercizi di analisi davanti al camino, cancellando con la gomma i fogli usati. Mi sono accorto di essere portato per l’ingegneria quando mi sono trovato a pensare che forse era meglio calcolare una f(costo_gomma,costo_foglio) da minimizzare per capire se conveniva cancellare o meno).

E il caffè alla macchinetta, 20 centesimi invece che 80 al bar.

Oddio che disastro, persino il caffè della macchinetta deve prendere. Mi viene da piangere.
Il caffè alla macchinetta lo prendono tutti in una Università. Di caffè al bar ne avrò presi 4 0 5 all’anno in quel periodo.
A parte che 20 centesimi il caffè alla macchinetta mi devi dire dove lo trovi (al poli era 35).

Fin qui il «diurno». Ma anche per il tempo libero e le uscite serali c’è un lungo ricettario del risparmio. «In macchina solo in quattro o cinque, e nei locali “fighetti” dove un cocktail costa 8 euro non ci mettiamo piede».

Caro il mio studentello. Il sottoscritto quando era studente universitario usciva due volte all’anno. Una a natale (cena di natale) e una d’estate per festeggiare la fine degli esami. E si andava per la prima in trattoria della bassa bergamasca, e per la seconda alla festa dell’Unità di Celadina. Dove un cocktail non lo paghi certo otto euro.
Quindi, dal mio punto di vista, uno che studia ed esce più di due volte all’anno fa la bella vita.

Meglio comprarsi qualche birra, tenerla in frigo per un giorno e godersela con gli amici all’aperto. Stessa formula per le vacanze: «Sono stato con la mia ragazza a Castiglione della Pescaia con una tenda del ’98. Ho messo via dieci euro al mese e comprato un materassino decente. La sera andavamo in giro per sagre: un primo, un secondo diviso in due. Spesa per 12 giorni: 450 euro».

Da quando mi sono immatricolato ho fatto la prima vacanza (Londra, in ostello e al risparmio)  dopo la laurea di primo livello, che le altre estati le usavo per studiare, mica per andare a spasso, bello mio.

I vestiti? «Solo in offerta. La maglietta che indosso ora, per esempio, è costata 4 euro e 90».

Qui lo ammetto, non so rispondere. Compro vestiti così raramente che non so dire quanto spendevo di quello. (anche ora, per intenderci, è lo stesso: d’inverno uso un piumino comprato ai saldi di gennaio 2000 e di primavera una giacca comprata a 500 corone nel Settembre 2004).

Il cellulare? «Massimo 10 euro al mese di ricarica, per il resto uso Internet».

Da universitario spendevo 50 euro l’anno di cellulare. Ti batto anche qua.

Film e musica? «Si possono prendere in prestito in biblioteca».

Film e musica? Ma studi o fai finta?

L’auto? «Di terza mano».

Ma pensa, il signorino, anche l’automobile ha. Ciccio, io fin quando non ho iniziato a lavorare non ho mai avuto un’automobile. Motorino e via.  Anche quando diluviava e arrivavo a casa coi pantaloni masarati.
Ma guarda ‘sto tizio che sfacciato, ha anche la macchina e si lamenta. Che faccia di tolla.

Confessione: «Se devo comprare qualcosa penso: quante ore di lavoro vale?».

Cosa che fanno tutti quelli che lavorano a ore, bello.

«Quando sento parlare di bambinoni, però, divento una belva».

No, meglio che sto zitto, alltrimenti la denuncia mi arriva sul serio.

17 Comments

  1. Diego said:

    Se penso alla condizione economica del mio periodo universitario, leggere queste finte storie mi fa morire dal ridere (per dire: io ci andavo in bicicletta in università, giusto per risparmiare anche la benzina del motorino. Non era Cormano – Milano ma Cinisello – Milano, forse un pizzico più lontano).

    26 Agosto 2010
  2. Turz said:

    Qui lo ammetto, non so rispondere.

    4,90 euro per una maglietta è un furto.

    No, va be’, non esageriamo, però 1) con 5 euro di magliette ce ne compri tre; 2) campavo (e in parte campo ancora) con le magliette delle gare. OK, l’iscrizione a una gara costava da 2 a 8 euro, però alla gara ci andavo comunque, la maglietta era una cosa in più.

    Detto ciò, fai bene a sottolineare che con 400 euro al mese al netto di vitto alloggio e treno sono anche troppi. C’è da dire però che la “generazione Y” è abituata a ben altri sprechi, quindi questo tizio dà comunque un buon esempio, per quanto non eccellente.
    C’è di meglio, ma c’è anche molto di peggio. L’unico problema è che lo esaltano come se fosse un eroe, quando invece, appunto, c’è di meglio.

    Poco tempo per lo studio? Beh, fa psicologia, mica ingegneria 🙂

    P.S.: Altro tema caro ai giornalisti: quelli che “non ce la fanno ad arrivare a fine mese”.

    26 Agosto 2010
  3. Marco said:

    Pienamente d’accordo.
    In compenso al posto della vita da asceta del Butta, consiglio: avendo l’abbonamento pagato di farsi le serate alle feste universitarie dove puoi bere a basso costo e conoscere un sacco di gente 🙂
    E per il cinema ci sono i cineforum che convengono un casino (1€ a pellicola l’ultimo abbonamento dell’anno scorso): certo avatar lo vedi dopo 6 mesi, ma chi se ne ftt
    Poi la necessità aguzza l’ingegno.
    Valore dell’articolo? Zero.

    26 Agosto 2010
  4. mattia said:

    @Turz
    Hai ragione, mi ero dimenticato le magliette delle gare.
    Praticamente io d’estate mi vesto unicamente con la collezione di magliette di maratone/mezzemaratone etc, messe assieme prima dell’infortunio. Tra l’altro magliette adidas, mica fuffa.

    Poi sì, come dici ci sono universitari viziati che spendo molto di più, infatti quello che mi è venuto da pensare è “se questo è livello di uno che va sul giornale perché campa con poco, cosa spende di solito uno studente milanese?”.
    Però, cavolo, quando facevo il poli io il mio livello era quasi la normalità, non è che ero uno straccione.

    @Marco
    Il problema dei pendolari come me è che a Milano la sera non ci sono, e quindi non possono andare a tutte quelle cose lì tipo i cineforum.
    Altrimenti arrivi a casa che è mezzanotte e alzarti alle 6.10 per tornare a Milano il giorno dopo è un casino.
    Io mi limitavo ad andare alla Scala (quando era in Bicocca), perché avevo un amico che lavorava come maschera, e alle prove generagli davano ai dipendenti dei biglietti omaggio da dare agli amici.
    Così mi capitava che finite le lezioni scappavo in Bicocca, mi gustavo l’opera (in anteprima rispetto al pubblico pagante, tiè) e prendevo l’ultimo treno per Lecco a Greco Pirelli (arrivava a Lecco passata la mezzanotte).
    Ecco, ad essere sincero quello era un dettaglio di “bella vita” che mi ero dimenticato. Ma il costo era zero euro. 🙂

    26 Agosto 2010
  5. vic.vega said:

    Non per fare demagogia al contrario o fare i conti in tasca a nessuno,ma con 14 eurini netti al giorno uno studente (“medio” ma neanche poi tanto) ci vive alla grande. Soprattutto in zona Bicocca, dove ci sono posti nemmeno così fuori mano dove con 3 euro mangi (e tanto) e di occasioni per andare al risparmio senza fare la fame ce ne sono in quantità.
    Visto che già sono state dette molte cose sulle quali concordo, aggiungo solo una cosa:

    I vestiti? «Solo in offerta. La maglietta che indosso ora, per esempio, è costata 4 euro e 90»

    Magari la qualità della foto che riporta il corriere mi inganna oppure si tratta di un “tarocco” ben fatto,quindi vado con i piedi di piombo, ma una maglietta della Quiksilver come quella che indossa lui a 4.90euro non la trovi nemmeno se vai a piangere in ginocchio alla fabbrica dove la producono.

    26 Agosto 2010
  6. flomar said:

    sarà che sono un ing laureato da almeno 3 generazioni universitarie ma non resisto alla tentazione di mandare a cagare ‘sto finghetto-vittima-del-sistema e il giornalista che ha scritto l’articolo.

    26 Agosto 2010
  7. Marco said:

    >Altrimenti arrivi a casa che è mezzanotte e alzarti alle 6.10 per tornare a Milano il giorno dopo è un casino.

    Su su su.
    A 20 anni quello non è un problema. Inizia a diventarlo dai 25. Ai 30 è drammatico e dopo manco per lo carmine… 😉

    26 Agosto 2010
  8. mattia said:

    Sì, ok, ti svegli però poi concentrarsi,ciao…

    26 Agosto 2010
  9. Natascha said:

    ho appena commentato codesto articolo in un altro blog!!

    e beh..devo semplicemente dire: 14 euro e fai pure il superfigo risparmioso senza pagare affitto, bollette (anche quella di internet!!), bollo ed assicurazione della macchina di terza mano che consumerà un botto in benzina, abbonamento treno e pure molti pasti perchè li fai a casa?!?!!?!?!?

    ma..ma..stiamo scherzando???

    io che pensavo fossero 14 euro compreso tutto l’elenco sopracitato!!! io con bollette e tutto il necessario (siamo in due) campo con 23 euro al giorno. Ma..non esco mai la sera, cucino sempre io e non vado al cinema. Ma ho sky e due macchine per necessità.

    vabbè dai.. facciamogli un plauso per aver raccontato la sua storia di povero risparmiatore!! no..alt..non risparmia nulla lui.. quindi.. storia di povero fighettino universitario!!! ^__^

    26 Agosto 2010
  10. mattia said:

    non siamo i soli. c’è mezza internet che gli ride dietro…

    26 Agosto 2010
  11. Mattia, ma il ganzetto saprà mettere le piastrelle in una stanza come hai fatto in passato?

    L’Economa Domestica

    26 Agosto 2010
  12. mattia said:

    Ma guarda che non è poi così difficile piastrellare. Poi ovvio, un piastrellista ci metteva un terzo del tempo che ci ho messo io, ma dopo quell’esperienza mi diverto a guardare i pavimenti delle case dove vado e mi accorgo che i piastrellisti veri non sono più precisi di me.
    Secondo me la gente si fa tutti i tipi di lavori a casa tranne le piastrelle perché c’è il problema della macchina per tagliarle (che in realtà affitti a 5 euri al giorno). Per questo si pensa che sia difficile, anche se in realtà non lo è.
    È faticoso, quello sì, ma difficile no.

    26 Agosto 2010
  13. Con quel post sulle piastrelle ti sei guadagnato la mia stima a vita.
    L’Economa Domestica

    26 Agosto 2010
  14. Diego said:

    Io ho una macchinetta per tagliare le piastrelle in box, inutilizzata da anni (la acquistò mio padre per piastrellare i balconi).
    La noleggio a 4.90€ al giorno 😀 .

    27 Agosto 2010
  15. mattia said:

    che fortuna sfacciata che hai!
    ma dimmi, è di quelle belle o è una di quelle a molla?

    27 Agosto 2010

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