Quei cattivoni dell’UE che vogliono male al mio gattino

Sta girando un appello su Facebook (e ti pareva) contro una Direttiva europea che andrà in voto a Settembre. L’appello è promosso da un’associazione che si chiama LEAL – Lega Antivisisezionista, da non confondere con la ben più nota LAV – Lega Antivivisezione. Lo stesso appello è riproposto con un testo leggermente diverso sullo stesso sito della LEAL, eccolo:

Ai primi di settembre, il Parlamento Europeo voterà la nuova Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. È una legge a misura di vivisettore, che NON OBBLIGA a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono.

In compenso essa permette di:
– sperimentare sui primati anche in assenza di gravi motivazioni riguardanti la salute umana (articoli 5, 8 e 55)
– sperimentare anche su gatti e cani randagi (art. 11)
– riutilizzare più volte lo stesso animale anche in procedure che gli provocano intensio dolore, angoscia e sofferenza (art. 16)
– sperimentare senza anestesia e/o non somministrare antidolorifici a un animale sofferente se i ricercatori lo ritengono opportuno (art. 14)
– sperimentare su animali vivi a scopi didattici (art. 5)
– creare animali genericamente modificati mediante procedure chirurgiche
– somministrare scosse elettriche fino a indurre l’impotena
– tenere in isolamento totale per lunghi periodi animali socievoli come i cani e i primati
– praticare toracotomie, e cioè l’aperura del torace, senza somministrare analgesici
– costringere  gli animali al  nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento … (allegato VIII)

Noi proviamo vergogna e profondo dolore nel cconstatare quanto peso abbiano gli interessi dell’establishment economico e scientifico che trae profitto dlla vivisezione, e quanto poco contino le idee di umanità e giustizia nei confronti delle altre specie viventi.
Scienziati e medici di fama internazionale sostengono la superiorità dei metodi di ricerca sostitutivi ai fini del benessere umano: chiediamo anche noi che vengano convalidati e resi obbligatori!
Facciamosentire la nostra voce, mandiamo un messaggio di protesta ai parlamentari europei, diffondiamo ilpiù possibile!

Il mio bufalometro ha iniziato a lamentarsi, così sono andato a leggere il testo della direttiva.
Il testo italiano del progetto di direttiva lo trovate qui.
Analizziamo punto per punto l’appello per verificare queste accuse (le sottolineature sono mie). Fortunatamente per alcuni dei punti ci sono gli articoli citati, quindi il lavoro è molto semplificato.

– sperimentare sui primati anche in assenza di gravi motivazioni riguardanti la salute umana (articoli 5, 8 e 55)

Questo punto è davvero curioso. Detto così sembrerebbe che la sperimentazione si faccia per gioco. Perché ovvio, se non c’è di mezzo la salute umana qualsivoglia altro scopo è deprecabile.
L’art. 5 invece ci fa un elenco delle finalità ammesse.
Ho sottolineato le finalità che non c’entrano un fico secco con la salute umana, decidete da soli se sono ammissibili o meno. Faccio solo notare che molte delle finalità sono volte a tutelare la salute degli animali, come ad esempio la prevenzioni e la cura delle malattie e dei loro effetti sugli animali, oppure i test per l’innocuità di mangimi e farmaci.
Prevenire e curare animali non ha niente a che vedere con la salute umana, vero. Ma non è forse un nobile motivo?
Solo che detto così come fa l’appello uno pensa a chissà quali crimini…

Articolo 5
Finalità delle procedure
Le procedure possono essere eseguite unicamente per i seguenti fini:
a)     la ricerca di base;
b) la ricerca applicata o traslazionale che persegue uno dei seguenti scopi:
i)     la profilassi, la prevenzione, la diagnosi o la cura delle malattie, del cattivo stato di salute o di altre anomalie, o dei loro effetti sugli esseri umani, sugli animali o sulle piante;
ii)    la valutazione, la rilevazione, il controllo o le modificazioni delle condizioni fisiologiche negli esseri umani, negli animali o nelle piante; oppure
iii)   il benessere degli animali ed il miglioramento delle condizioni di produzione per gli animali allevati a fini agronomici;
c)   per realizzare uno degli scopi di cui alla lettera b) nell’ambito dello sviluppo, della produzione o delle prove di qualità, di efficacia e di innocuità dei farmaci, dei prodotti alimentari, dei mangimi e di altre sostanze o prodotti;
d)   la protezione dell’ambiente naturale, nell’interesse della salute o del benessere degli esseri umani o degli animali;
e)   la ricerca finalizzata alla conservazione delle specie;
f)   l’insegnamento superiore o la formazione ai fini dell’acquisizione, del mantenimento o del miglioramento di competenze professionali;
g)   le indagini medico-legali.

– sperimentare anche su gatti e cani randagi (art. 11)

L’art. 11 invece dice:

Articolo 11
Animali randagi e selvatici delle specie domestiche
1. Gli animali randagi e selvatici delle specie domestiche non sono utilizzati nelle procedure.
2. Le autorità competenti possono concedere deroghe al paragrafo 1 soltanto alle condizioni
seguenti:

a)    è essenziale disporre di studi riguardanti la salute e il benessere di tali animali o gravi minacce per l’ambiente o la salute umana o animale; e
b)    è scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio.

Quindi l’art. 11 dice l’esatto opposto dell’appello. Cani e gatti randagi (che sono notoriamente animali domestici) NON possono essere usati.
Le uniche deroghe si possono fare sotto condizioni strettissime stabilite dal secondo comma.
Perciò l’idea di ricercatori pazzi che rincorrono cani e gatti randagi (col ghigno famelico dell’accalappiacani) per fare scorta di animali gratis da usare è una sciocchezza.

Si noti che l’appello su Facebook ha come titolo “A SETTEMBRE IL PARLAMENTO EUROPEO VOTERA’ UNA LEGGE PER POTER SPERIMENTARE SU GATTI E CANI RANDAGI.FIRMIAMO E FACCIAMO GIRARE !!”, titolo che induce a pensare a una situazione completamente opposta a quella descritta dalla norma in approvazione.

– riutilizzare più volte lo stesso animale anche in procedure che gli provocano intenso dolore, angoscia e sofferenza (art. 16)

L’art. 16 invece dice:

Articolo 16
Riutilizzo
1. Gli Stati membri assicurano che, anche quando sia possibile utilizzare un diverso animale
al quale non sia stata applicata alcuna procedura, un animale che sia già stato usato in una
o più procedure possa essere riutilizzato in nuove procedure solo se sono soddisfatte le
seguenti condizioni:
a)    l’effettiva gravità delle procedure precedenti era “lieve” o “moderata”;
b)    è dimostrato che è stato pienamente ripristinato il benessere e lo stato di salute
generale dell’animale;

Quindi questo punto è fuorviante. L’animale può essere riutilizzato solo se la proceduca precedente era lieve o moderata e si sia completamente rimesso.
Dall’appello sembrerebbe che gli animali possano essere usati e riusati per trattamenti angoscianti più e più volte mentre così non è: perché una volta che applichi una procedura che non sia lieve o moderata poi non puoi ripeterla.

L’appello dice proprio che l’animale può essere riutilizzato in procedure che gli provochino intenso dolore, angoscia e sofferenza.
Tuttavia la classificazione di procedura “lieve” e “moderata” viene data così:

Lieve:
Le procedure sugli animali che causano probabilmente dolore, sofferenza o angoscia lievi e di breve durata, nonché le procedure che non provocano un significativo deterioramento del benessere o delle condizioni generali degli animali sono classificate come “lievi”.
Moderata:
Le procedure sugli animali che causano probabilmente dolore, sofferenza o angoscia moderati e di breve durata, ovvero dolore, sofferenza o angoscia lievi e di lunga durata, nonché le procedure che provocano probabilmente un deterioramento moderato del benessere o delle condizioni generali degli animali sono classificate come “moderate”.

Quindi quando si parla di procedura lieve o moderata il dolore può essere solo lieve o moderato. Non intenso come dice l’appello. Le procedure che causano dolore intenso sono classificate come “gravi” e non possono essere fatte sull’animale più volte.

– sperimentare senza anestesia e/o non somministrare antidolorifici a un animale sofferente se i ricercatori lo ritengono opportuno (art. 14)

Mentre l’art. 14 dice:

Articolo 14
Anestesia
1. Gli Stati membri assicurano che, salvo non sia opportuno, le procedure siano effettuate
sotto anestesia totale o locale, e
che siano impiegati analgesici o un altro metodo
appropriato per ridurre al minimo dolore sofferenza e angoscia
.
Le procedure che comportano gravi lesioni che possono causare intenso dolore non sono
effettuate senza anestesia.

2. Allorché si decide sull’opportunità di ricorrere all’anestesia si tiene conto dei seguenti
fattori:
a)     se si ritiene che l’anestesia sia più traumatica per l’animale della procedura stessa; e
b)     se l’anestesia è incompatibile con lo scopo della procedura.
3. Gli Stati membri assicurano che agli animali non sia somministrata alcuna sostanza che
elimini o riduca la loro capacità di mostrare dolore senza una dose adeguata di anestetici o
di analgesici
.
In questi casi è fornita una giustificazione scientifica insieme a informazioni dettagliate sul
regime anestetico o analgesico.
4. Un animale che, una volta passato l’effetto dell’anestesia, manifesti sofferenza riceve un trattamento analgesico preventivo e postoperatorio o è trattato con altri metodi antidolorifici adeguati sempre che ciò sia compatibile con la finalità della procedura.
5. Non appena raggiunto lo scopo della procedura sono intraprese azioni appropriate allo
scopo di ridurre al minimo la sofferenza dell’animale
.

L’appello anche qua dipinge una realtà molto distorta. L’articolo è estremamente tutelativo verso gli animali: il primo comma obbliga ad usare l’anestesia o analgesici per ridurre al minimo dolore sofferenza e angoscia.
È vero che dice “salvo non sia opportuno”, ma lo stesso comma 1 specifica che nei casi di gravi lesioni che possono causare intenso dolore bisogna obbligatoriamente usare l’anestesia. Quindi l’immagine del ricercatore pazzo che si diverte a squarciare le pance degli animali senza fare l’anestesia è fuorviante. Anzi, da tutto l’articolo si nota come la protezione degli animali dal dolore sia il punto cardine.

– sperimentare su animali vivi a scopi didattici (art. 5)

L’art. 5 dice:

Articolo 5
Finalità delle procedure

Le procedure possono essere eseguite unicamente per i seguenti fini:
[…]
f)   l’insegnamento superiore o la formazione ai fini dell’acquisizione, del mantenimento o del miglioramento di competenze professionali;

Attenzione, si parla di insegnamento superiore e di insegnamento finalizzato a professionisti.
Quindi non è che si consente ai bambini delle scuole medie di martoriare animali vivi solo per divertirsi nell’ora di scienze.
Lo scopo di questo punto è consentire la formazione di ricercatori del campo. Cosa anche abbastanza ovvia, altrimenti senza didattica una volta che hai finito i ricercatori che ora hanno competenze, non ne avrai più degli altri.

Punti senza articolo.

I seguenti punti sono invece inclusi nella classificazione delle attività. L’allegato VIII infatti si preoccupa di classificare le procedure, in modo che siano ben definiti i termini “Lieve”, “Moderata” e “Grave” attribuiti ad ogni attività.
Le attività sotto elencate sono solo esempi esplicativi delle definizioni che vengono dati per classificare le attività. La norma stessa dice che bisogna valutare caso per caso seguendo dei criteri aggiuntivi.
Quasi tutte le attività citate sono classificate come “Gravi”, ad eccezione della prima che è “Moderata”.

Moderata
– creare animali genericamente modificati mediante procedure chirurgiche (punto g)

Grave
– somministrare scosse elettriche fino a indurre l’impotena (punto j)
– tenere in isolamento totale per lunghi periodi animali socievoli come i cani e i primati (punto k)
– praticare toracotomie, e cioè l’aperura del torace, senza somministrare analgesici (punto f)
– costringere  gli animali al  nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento … (punto m)

Quindi classificarle come gravi è tutelativo verso gli animali perché per queste attività sono previsti limiti più stringenti.

Conclusione

L’appello è per larga parte fuorviante ed è confezionato allo scopo di creare scandalo gratuito. Leggendo la direttiva ci si trova davanti un testo concepito per tutelare quanto più possibile gli animali, compatibilmente con l’attività di ricerca.
Poi possiamo parlare per ore se sia meglio fare ricerca suglia animali o far morire i cristiani (vista la qualità della gente che conosco, propenderei per la seconda). Ma di certo non si fa una corretta informazione scrivendo un appello con stringate frasettine che stravolgono il senso di quello che c’è scritto nella norma.

13 Comments

  1. Alessandro said:

    Complimenti per la puntualità e la precisione dimostrate.

    21 Agosto 2010
  2. Fabio said:

    Preciso e puntuale veramente.Si potrebbe provare a pubblicarlo su facebook,magari sulla pagina del gruppo della LEAL (e ovviamente con il permesso dell’autore),anche se non so quanto ci sia spazio per discussioni costruttive:probabilmente finirebbe tutto in flames gratuiti e inutili

    22 Agosto 2010
  3. mattia said:

    Vista la qualità dei commenti all’appello su FB il flase è praticamente garantito.
    E voglia di flame non ho proprio.
    Dopodiché linkate pure questa pagina dove volete.

    22 Agosto 2010
  4. Matteo said:

    sono un ricercatore e amante di qualsiasi forma di vita, come te propenderei per far morire i cristiani piuttosto di utilizzare povere bestie per allungarci la vita di 2 mesi, ma ahimè non è possibile…farò girare questa pagina non tanto per diffamare gli autori dell’appello (anche se un bel vaffa se lo meriterebbero) ma piuttosto per tranquillizzare quanti piu amici possibile già profondamente indignati
    grazie per il lavoro

    25 Agosto 2010
  5. Alessia said:

    Però mi chiedo, se indicano anche gli articoli, non c’è nulla di nascosto o tergiversato, se non ridotto ai minimi termini per semplificare e non creare così una petizione lunga 50 pagine….Certo, leggere tutto per il meglio se la prospettiva è voler firmare, credo che sia d’obbligo….
    E chi non legge e firma non è detto per forza che sia un boccalone, ma magari qualcuno a cui anche per quelle minime deroghe non stanno bene, sapendo che comunque ci sono altri metodi che possono essere usati!
    Tanto più che anche la citata LAV – Lega Anti Vivisezione, si sta muovendo in protesta!
    Forse la LEAL doveva essere più precisa in modo che anche quelli che pensano che qualcosa in fatto di vivisezione va bene e qualcosa no, potessero valutare al meglio, però proprio perchè è, come dice il nome stesso, una lega ANTIVIVISEZIONISTA la vede completamente nera in fatto di vivisezione, e sa che chi condivide lo stesso pensiero non accetta appunto nemeno queste deroghe se esistono metodi alternativi!
    La sostanza è che in quei casi indicati i randagi possono essere prelevati ed utilizzati…e conoscendo come gira l’Italia, quali interessi ci sono dietro moltissime cose, sono sicura che molti vivisettori saranno in grado di dimostrare, grazie a chiusure d’occhio generali e via dicendo, che quel caso è uno da deroga…. Proprio per questo motivo gli animalisti si preoccupano e magari esaltano le cose….perchè siamo tutti consapevoli di vivere in un paese incivile e disonesto dove gli interessi personali, monetari, politici e via dicendo sono più importanti di qualcunque rispetto per gli esseri viventi(compresi quelli umani) presenti al nostro mondo…

    9 Settembre 2010
  6. mattia said:

    Alessia,

    la petizione dice che la norma permette di
    sperimentare anche su gatti e cani randagi

    mentre invece la norma dice che è vietato, a meno che

    a) è essenziale disporre di studi riguardanti la salute e il benessere di tali animali o gravi minacce per l’ambiente o la salute umana o animale; e
    b) è scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio.

    Quindi la petizione è falsa.
    Non mi interessa niente del fatto che la petizione sarebbe diventata di 50 pagine.
    Ciò non giustifica che sia falsa.
    Si poteva scrivere che permette di
    sperimentare anche su gatti e cani randagi qualora non sia scientificamente possibile farlo su animali non randagi
    Non si allungava di molto, ma già iniziava ad essere un filino più corretta.

    Forse la LEAL doveva essere più precisa

    Togli il forse. L’appello scritto così è falso.

    La sostanza è che in quei casi indicati i randagi possono essere prelevati ed utilizzati…e conoscendo come gira l’Italia, quali interessi ci sono dietro moltissime cose, sono sicura che molti vivisettori saranno in grado di dimostrare, grazie a chiusure d’occhio generali

    E questo che c’entra con la norma?
    La norma la valuti per quello che è. Se dice che è vietato usare gli animali randagi, non puoi dire che è una brutta norma perché poi le autorità chiudono gli occhi.
    Prenditela con chi chiude gli occhi, perché potrebbe farlo davanti a qualsiasi norma.
    Dai, non facciamo i qualunquisti da bar a tutti i costi.

    9 Settembre 2010
  7. Alessia said:

    La petizione non è precisa, ma non è falsa….
    Comunque me la prendo anche con chi chiude gli occhi ma purtroppo quello non è sempre dimostrabile, o non viene fuori, quindi lunico modo che conosco per limitare le cose è protestare su una normativa che a mio avviso non è comunque bella, perchè NON VIETA, limita l’ultilizzo a di particolari casi….e questo non è vietare a casa mia, poi mi sbaglio.
    Quindi anche la norma è falsa???
    Mio caro, tu hai pubblicato una cosa che permetti di commentare a chiunque… se chi la pensa come te è ok e chi in qualche modo vuole appoggiare persone che cercano di fare qualcosa, anzi hanno cercato di fare qualcosa visto che ormai dopo ieri la petizione non serve più, contro una cosa che ritengono “brutta” è un qualunquista da bar che vuole solo dire la sua a tutti i costi???

    9 Settembre 2010
  8. mattia said:

    La petizione non è precisa, ma non è falsa…

    La petizione sarebbe stata “non precisa” se avesse detto che è consentito
    sperimentare anche su gatti e cani randagi a talune condizioni
    il non specificare le condizioni sarebbe essere imprecisi.

    Fermare invece la frase a

    sperimentare anche su gatti e cani randagi

    significa essere deliberatamente scorretti e dire una cosa falsa.

    9 Settembre 2010
  9. Natascha said:

    sta tornando in voga il tutto..ma se vado sul sito delle votazioni noto che l’otto settembre è stata rigettata. quindi, se non erro, non è passata la modifica. O cosa mi sono persa come passaggio??

    ad ogni modo far capire quello che scrivi tu è assai difficile. Anche troppo. Tanto che sto litigando con una persona che dice che non ho letto il testo (falso, lo lessi già alla pubblicazione del tuo articolo e me lo sono riletto oggi sia in italiano che inglese), un’altra persona che dice che siccome la brambilla e veronesi hanno parlato allora io sto errando e che comunque siccome la maggioranza dice che i randagi si possono torturare a piacere io sbaglio ed una terza persona mi ha semplicemente eliminato dalle amicizie di facebook.

    però poi quando gli palesi gli articoli ti rispondono come se stessi rincretinendo immensamente.

    La cosa buffa?!? è che ora sono ancora più cocciuta nel far capire alle persone di leggere e controllare le notizie e non condividere perchè fa figo e lo fanno tutti!!

    grazie cmq mattia per avermi fatto aprire gli occhi ancora di più.

    ps: ti ho linkato il post. Forse con te riscuoterò più successo ^__^

    12 Settembre 2010
  10. mattia said:

    Ciumbia! Se la detto la Brambilla, allora!

    12 Settembre 2010
  11. Alessandro said:

    Se uno è contrario alla vivisezione a prescindere, non c’è direttiva che tenga. E’ una posizione discutibile ma pur sempre una posizione. Ma sostenere in giro che la direttiva dice aglio anzichè cipolla solo perchè qualcuno bravo a farsi pubblicità ha detto che dice aglio, quella non è una posizione, è un belato. Oltretutto la direttiva non obbliga gli stati membri dotati di legislazioni più stringenti, come l’italia, ad adeguarsi alle sue linee guida. Essa determina un “limite inferiore” alla tutela delle cavie.
    Inoltre propongo questa lettera
    http://www.unita.it/news/mondo/103355/de_castro_risponde_sulla_vivisezione_ue_crudele_vi_spiego_perch_non_vero

    12 Settembre 2010
  12. Emy said:

    @mattia
    alessia ha sollevato un punto che non è assolutamente qualunquista ne tantomeno da bar. non so se il tuo è un essere un po’ naive…ma ti assicuro che su questo punto dai l’impressione più te da fare un discorso da bar. davvero non offenderti, ci stiamo solo confrontando le opinioni. purtroppo credo che affrontare certe questioni con troppa superficialità sia un danno. apprezzo moltissimo il lavoro da te svolto. nella ricerca della verità il non bersi tutto ciò che ci propinano è veramente nobile. tornando al merito: è vero che le norme andrebbero affrontate per quello che sono, ma qui c’è un errore di fondo. creare delle leggi, nell’unione europea dove ci sono stati membri che non c’azzeccano l’uno con l’altro è difficile redigere un testo che vada bene per tutti. l’italia è un caso speciale. quelle norme ti vanno bene in finlandia o che cavolo ne so in germania, dove se ti beccano a sgarrare non esisti più. una norma del genere in italia, come tutte le altre del resto, creano certe scappatoie che nel nostro paese vengono sempre abusate. E qui starebbe alla comunità europea sapere con chi ha a che fare. io ultimamente dubito anche della buona volonta dell’UE. sanno bene che hanno a che fare con un paese di truffatori, evasori e mafiosi eppure sembra che non gli dia fastidio. dovrebbero creare degli organi di controllo, seri perchè quando si parla di medicina e di sofferenza non si può lasciare la tutela dello stesso animale allo stesso “carnefice”. e soprattutto creare una legge con delle scappatoie spesso è un modo per lavarsene le mani: eh ma se poi abusano delle scappatoie non è colpa nostra! invece magari sarebbe bello prendersi le proprie responsabilità e fare in modo che sia categorico il no alla sofferenza. come ha detto più in alto in un commento un ostesso ricercatore: tutto per aggiungermi 2 mesi di vita a me. un conto è la ricerca si malattie serie. un conto è sperimentarmi la puttanata chimica da mettermi nello shampoo o nel cibo o nella aspirina o che cazzo è. qua stiamo perdendo il cervello e i confini dell’umana decenza. E’ un discorso che si dirama in mille altre questioni e fattori, ma non me la sento di arrabbiarmi con chi si indigna di fronte a queste cose. ingenuamente, sueprficialmente …ma preferisco uno che si indigna di fronte al dolore di un animale piuttosto che uno che cinicamente lo analizza e lo tollera sempre e comunque. scusatemi per essere stata così prolissa.

    13 Settembre 2010
  13. mattia said:

    Ma prima di scrivere questo commento, ti sei preoccupata di capire cos’è una DIRETTIVA dell’U.E., e cosa la differenzia da una legge?

    13 Settembre 2010

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