Nessun boom per le fonti rinnovabili

Il problema di molti giornalisti è che spesso copiano i comunicati stampa senza capire niente dell’argomento di cui stanno parlando.
Un tipico esempio è questo articolo di Repubblica intitolato: Rinnovabili boom nel 2009 – coperti i consumi casalinghi.

Il giornalista copia i dati della Confartigianato; dati che sono corretti beninteso, ma non capendoli trae deduzioni completamente ingannevoli, a partire da quella del titolo. Perché il boom delle rinnovabili è una gran scemenza.

Vediamo cosa dice l’articolo:

nonostante la crisi che ha abbattuto la produzione ‘tradizionale’ dell’8,3%, la produzione ‘verde’ è salita: nel 2009 l’energia elettrica da fonti rinnovabili ha fatto segnare un più 19,2% rispetto al 2008, arrivando a un livello di produzione di 69.330 gigawattora (i consumi delle famiglie ammontano a 68.924 gigawattora). Nel 2008, la produzione ‘verde’ copriva fino all’85% dei consumi casalinghi.

Innanzitutto, i 69.330 GWh non si riferiscono alla produzione, come erroneamente scritto, ma al consumo. Tra produzione e consumo ci stanno di mezzo le perdite di distribuzione, l’energia persa per i pompaggi, e l’energia che compriamo dall’estero.

Guardiamo allora alla produzione di energia elettrica lorda in italia (ho eliminato le virgole per favorire la lettura):

2008 2009 variazione
idrica 47.227 53.443 +13,2%
geotermica 5.520 5.342 -3,2%
eolico 4.861 6.543 34,6%
fotovoltaico 193 677 250,6%
TOTALE 57.801 66.004 +14,2%

[Nelle energie rinnovabili si dovrebbe anche includere la quota di energia prodotta dai rifiuti biodegradabili e biomasse, ma il dato non è fornito scorporato, e comunque non cambia il discorso che segue.]

Guardiamo questa tabella e vediamo che sì, la produzione di energia elettrica da rinnovabili è salita del 14,2% (da 57,8 mila GWh a 66 mila GWh). Fico, stiamo diventando tutti più verdi e puliti! Le energie rinnovabili stanno finalmente prendendo un posto di primo piano? Buuu petrolio buuuu!

Calma.
Guardiamola meglio la tabella. Degli 8.203 GWh di energie rinnovabili in più (66.004 – 57.801), ben 6216 sono dovuti all’incremento di energia idrica. In pratica, per tre quarti, questo meraviglioso boom delle rinnovabili è dato da energia idrica.

Mi direte: E allora, anche l’energia idroelettrica è una rinnovabile. Sì, ma è una rinnovabile che NON può aumentare.
Non ci credete? Allora guardiamo l’andamento storico della produzione di energia idroelettrica in italia:


Vediamo che fino agli anni ’60 la produzione di energia idroelettrica è cresciuta (con la pausa per la seconda guerra mondiale). Poi, dagli anni ’60 in poi non è più cresciuta. Per una ragione molto banale: i bacini idrici utilizzabili, li abbiamo sfruttati tutti, e non c’è molto altro spazio per installare nuove centrali idroelettriche.

Certo, se uno guarda gli ultimi tre punti del grafico, deduce che c’è stato un boom dell’energia idroelettrica, che passa dai 38.481 GWh del 2007 ai 53.443 GWh del 2009.
Ma se guarda non solo gli ultimi tre punti del grafico, scopre che sono soltanto normali fluttuazioni come avvengono da cinquanta anni.
Tanto per dire, nel 2001 la produzione di energia idroelettrica è stata di 53.926, un fischio in più di quella del 2009.

E già qui abbiamo visto che il fantomatico boom si è sciolto come neve al sole.

Ma ragioniamo ancora un po’:

1) L’articolo  segue con una carrellata di dati sul fotovoltaico. Come se il boom fosse dovuto a quello (e non all’energia idroelettrica).
Dalla tabella sopra vediamo che sì, il fotovoltaico è aumentato del 250,6%. E uno dice, sticazzi!
Ma in valore assoluto la produzione da fotovoltaico nel 2009 è stata di 677 GWh, che è lo 0,23 % della produzione totale in italia (292.642 GWh). Sì, è aumentato di due volte e mezza, Puglia cool, Vendola figo!
Poi però due volte e mezza uno sputo resta ancora uno sputo.
ZERO virgola VENTITRE, amici freakkettoni del fotovoltaico.

2) Idem con patate per i freakkettoni dell’eolico.
6.543 GWh prodotti nel 2009 su 292.642 GWh sono il 2,2% del totale. Tutti a riempiersi la bocca con ‘sto eolico (o meglio, a riempirsi le tasche) ma poi ste pale non producono una mazza (e devastano il territorio).

3) Dire che le energie rinnovabili coprono interamente il fabbisogno dei consumi domestici è fuorviante se non dichiari a quanto ammontano i consumi domestici. Nel 2009 i consumi domestici sono stati sì 68.924 GWh, ma nel totale l’italia ha consumato 299.915 GWh. Perciò i consumi domestici sono solo il 23% circa del totale. Ed è ancora tanto perché nel 2009 sono calati di brutto i consumi di energia da parte dell’industria (da 151.367 nel 2008 a 130.506 GWh nel 2009) per via della crisi. Altrimenti in % i consumi domestici sarebbero ancora meno, sul totale (nel 2008 erano solo il 21.4 %).
Nella tabella sotto vediamo come terziario e industria si succhiano una bella fetta di energia.

GWh %
Agricoltura 5.650 1,88%
Industria 130.506 43,5%
Terziario 94.835 31,62%
Domestico 68.924 22,98%

Al lettore che non conosce questi dati, sparare il fatto che i consumi domestici sono coperti dalle energie rinnovabili dà un senso di tranquillità che distoglie dal vero problema energetico: abbiamo bisogno di energia per l’industria e il terziario.
Anche per questo sono ingannevoli gli spot di chi ti propone energia per la tua abitazione prodotta da fonti rinnovabili. Tu pensi di avere la coscienza pulita, ma non sai che stai usando anche altra energia sporca quando compri prodotti o usufruisci di servizi fatti da aziende che usando energia non rinnovabile.

4) L’articolo dice che se mentre nel 2008 le energie rinnovabili coprivano solo l’85% dei consumi domestici, nel 2009 si è arrivati al 100,6%. Abbiamo già visto che ciò è in gran parte dovuto a una fluttuazione naturale della produzione idroelettrica, e non è dovuta alle “nuove” energie rinnovabili.
Ma giusto per sottolineare la leggerezza con cui si può far passare un’idea a piacere, vi faccio un esempio. Prendiamo il già mostrato grafico della produzione di energia idroelettrica in italia, e calcoliamo a quanto ammonta la produzione di energia idroelettrica sulla produzione totale, in percentuale:

Cazzo, guarda che bravi che eravamo fino agli anni ’50, giravamo solo di energia pulita. Altro che coprire i consumi domestici, coprivamo tutti i consumi dell’italia intera. E poi adesso con l’idroelettica facciamo solo un misero 18%!
Poi vai a vedere la produzione totale e quella idroelettrica e capiamo cosa è successo.

Per dire, a voler dare per forza l’interpretazione che si vuole puoi inventarti un inesistente boom di energie alternative, o dire che la produzione di alternative è crollata dagli anni ’60 in poi.

5) Il giornalista, che già aveva sparato la notizia di un boom di rinnovabili inesistente, si mette a parlare di potenza installata:

[…]il nostro Paese è il secondo mercato al mondo nel fotovoltaico con il 9,9% della potenza installata nell’anno, dietro alla Germania che da sola rappresenta il 51,6% del mercato mondiale.

In particolare il Mezzogiorno e il Centro-Nord ricoprono una posizione di rilievo nel mercato mondiale collocandosi, rispettivamente, al quarto e al sesto posto della classifica: i 422 Mw del Centro-Nord sono pari al 5,7% del mercato mondiale; i 289 Mw installati del Sud corrispondono al 3,9% e sono pari alla potenza installata in Francia, Spagna e Portogallo messi insieme.

Allora, della potenza installata non me ne frega una beata mazza. Io voglio sapere quanta ENERGIA viene prodotta. Puoi installare impianti di produzione con tutta la potenza che vuoi, ma se non producono ENERGIA, me ne faccio una sega della potenza installata.
Parlare di potenza installata ha un senso solo in caso: quando puoi controllare la produzione di energia. Perché in quel caso l’avere una grossa potenza installata ti viene utile per coprire picchi di richiesta di energia. E questo non è il caso del fotovoltaico.

6)  Si scrive MW, non Mw né mw (cazzo, almeno la differenza tra 1.000.000 e 0,001).

19 Comments

  1. flomar said:

    ottimo post. Aggiungerei solo un’altra considerazione a quanto detto sull’idroelettrica: ci si dimentica di dire che cosa è stato il disastro del Vajont. Negli seconda metà degli anni ’60 parlare di nuovi bacini idroelettrici era come parlare di nucleare dopo Chernobyl. A conferma che nessuna fonte di energia è senza impatto sul territorio o sull’ambiente. Sul fatto che giornalisti (ma anche “tecnici” senza preparazione energetica) facciano un bel fritto misto di potenze ed energie (classico: “nuovo record nei consumi elettrici XXX MW”) oppure non azzecchino un suffisso o il simbolo di grandezza (mW, Mw, mW/h….), neppure mi scandalizza più.

    19 Luglio 2010
  2. Turz said:

    Ottima analisi, però non sono d’accordo che le pale devastano il territorio. A seconda dei gusti sono anche belle (insomma, più dei tralicci dell’alta tensione o delle stazioni di trasformazione) e comunque chissenefrega della bellezza o bruttezza se sono utili.
    Possiamo discutere se farle bianche o rosa o a pois, o se metterle sopra il Duomo di Firenze o sopra il Monte Desolato, ma fintantoché funzionano per 2000 ore all’anno o quel che dev’essere, più se ne mettono e meglio è, con buona pace dei critici d’arte.

    Detto ciò, dipenderemo ancora per molti anni dal petrolio e dal nucleare.
    E si scrive MW, se no il povero james watt si Volta nella Tomba.

    19 Luglio 2010
  3. mattia said:

    Be’, era una provocazione. Perché quelli delle pale eoliche di solito sono persone che la mattina fanno i sit-in contro la cementificazione del territorio, e poi il pomeriggio si dimenticano che per far star su una torre di 80 metri c’è da fare delle fondamenta.
    Senza considerare che nei parchi eolici devono fare delle “strade” per consentire ai tecnici di arrivare alle torri in macchina. Rustiche quanto vuoi, ma sono sempre delle strade.

    19 Luglio 2010
  4. camicius said:

    Peraltro, molte centrali idroelettriche funzionano a coprire i picchi delle centrali atomiche.
    Le centrali atomiche hanno una produzione sostanzialmente costante, nel senso che è costoso e difficile variare la potenza elettrica generata.
    Una centrale idroelettrica, magari con bacino a valle e turbine reversibili (possono funzionare da pompa, alimentandole dalla rete) può coprire il picco di domanda di energia (tipicamente di giorno) e aiutare a smaltire l’energia prodotta in eccesso durante la notte.
    In ciò la Francia (additata come paese figo che produce un sacco di corrente a beneficio di tutti) è spesso in difficoltà. È vero che esporta un sacco di energia ma quello che spesso è nascosto è che quando la Francia ha necessità di importare energia (perché le centrali nucleari non bastano), questa costa molto perché è energia di picco (la domanda è alta e l’offerta fatica a soddisfarla). Invece quando la Francia ha abbondanza di energia, ovvero di notte, fatica a venderla perché tutti ne hanno in discreta abbondanza.

    19 Luglio 2010
  5. leozaquini said:

    L’affermazione secondo cui l’energia idroelettricca “dagli anni ’60 in poi non è più cresciuta…. i bacini idrici utilizzabili, li abbiamo sfruttati tutti, ” e’ di una ingenuita’ sconfortante.

    Per crederci occorrerebbe non tenere conto che esistono interessi a che si venda petrolio.

    Per cui occorrerebbe essere tanto ignoranti da non sapere niente di Ippolito e il nucleare italiano.

    Si presume che chi lo abbia scritto ignori anche il caso Mattei.

    Non sappia della nazionalizzazione della produzione dell’energia (che guarda caso e’ precisamente di quelgi anni).

    Il poverello che ci casca non sa neppure della collocazione italiana nella geopolitca est-ovest ed il MANDATO (strategico) di privare l-italia di una autonomia energetica.

    Inoltre non non sa nemmeno che nel mio paese (piemonte, arco alpino) per decenni una turbina, privata, produceva energia elettrica per una segheria e per l-intero paese: l’energia era gratuita (il falegname non faceva pagare bollette).

    Il nuovo ENEL pilotato dagli ” amici del petrolio”, si affrettavano ad imporre la chiusura dell’ impianto imponendo la vendita di energia di stato, prodotta con petrolio di amici arabi-americani. Per cui, a ben vedere, i bacini idrici i bacini idrici (che tra l’altro non sfruttano l’acqua di fiumi importanti come il Po) piu’ che “sfruttati tutti” li avevamo “sfruttati troppo” troppo, dal punto di vista del venditore di petrolio …

    Raccomando di esercitare di piu’ l’ intelletto e meno la sicumera parolaia.

    22 Luglio 2010
  6. mattia said:

    L’affermazione secondo cui l’energia idroelettricca […] e’ di una ingenuita’ sconfortante.

    Ma è la risposta che ti darebbe un qualsiasi professore universitario di sistemi elettrici.

    Poi se tu vuoi credere ai men in black che arrivano alla sede di enel con le pistole puntate a dire che l’idroelettrico non s’ha da fare, ne hai facoltà.

    Poi però mi devi spiegare perché se i men in black hanno bloccato l’idroelettrico, non hanno fatto lo stesso con le altre energie alternative. Oh, sono nemiche del petrolio anche quelle.

    Ah, dimenticavo: dopo aver buttato giù le tue teorie complottiste da quattro soldi, mi porti anche delle fonti?
    Un’ultima cosa, che vuoi dire quando dici:
    Per cui, a ben vedere, i bacini idrici i bacini idrici (che tra l’altro non sfruttano l’acqua di fiumi importanti come il Po)
    ?
    Guarda che le centrali idroelettriche sul Po esistono.

    22 Luglio 2010
  7. Andrea said:

    Ciao, ho trovato questa affermazione sul rapporto sullo stato dell’ambiente della regione piemonte:
    “Nel mondo, la microgenerazione elettrica solare ed eolica è arrivata a coprire un sesto del totale di elettricità prodotta sorpassando il nucleare. Questi dati, riportati da Amory B. Lovins (Esperto energetico di fama mondiale co-fondatore e direttore scientifico dell’istituto Rocky Mountain in Colorado, ex consigliere di 19 capi di Stato), evidenziano che le ragioni del successo sono essenzialmente economiche: la microgenerazione è più a buon mercato e presenta meno rischi delle centrali nucleari, a carbone o a ciclo combinato.”

    Cosa ne pensi? E’ vero?
    Grazie,
    Andrea

    23 Luglio 2010
  8. Alessandro said:

    Complimenti per l’articolo e il blog in generale.
    Comunque molto meglio una pala eolica in più e un po di CO2 in meno.

    23 Luglio 2010
  9. mattia said:

    @Andrea

    Che fonti cita Lovins?
    Da alcuni dati che ho controllato quel dato mi sembra del tutto inverosimile.
    Ma in questi casi bisogna capire bene di cosa sta parlando e vedere la citazione originaria (in lingua originaria): cos’è la MICROgenerazione eolica? Una pala eolica sul terrazzo?

    Poi ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla microgenerazione e sui problemi che porta con sé…

    24 Luglio 2010
  10. mattia said:

    @Alessandro
    CO2?

    Una centrale nucleare durante il suo ciclo operativo butta fuori solo dell’innocentissimo vapore acqueo.

    24 Luglio 2010
  11. leonello zaquini said:

    @mattia,

    suggerisco maggiore attenzione sia agli aspetti tecnici che agli interessi in gioco, soprattutto quando si parla di energia.

    Il dire che “non ci sono piu’ bacini”, ribadisco, e’ una grossa ingenuita’.
    Il grafico che hai mostrato e’ interessante: la nazionalizzazione della energia ha stoppato una crescita di energia idroelettrica che era fino a quel momento era in crescita costante, praticamente rettilinea. La nazionalizzazione ha generato una interruzione brusca di questa tendenza.
    Un caso? … chissa’.
    Non ci fossero stati bacini idrici, improvvisamente venuti a mancare, non ci sarebbe stata comunque ragione di eliminare anche quelli che gia’ erano in funzione dall’inizio del secolo, imponendo la rimozione della turbina che alimentava il paese originario della mia famiglia e costringendo l’intero villaggio (e la segheria produttrice di elettricita’ per se e per gli altri) a comperare “energia elettrica di stato”, prodotta in massima parte con pretrolio.

    Poi ho citato il caso del fiume Po, ma tanto cosi’ per fare un esempio. Nasce al Pian de Re, a 2020 metri di quota e di questi 2020 metri se ne sfruttano ben 5, con lo sbarramento di Isola Serafini.

    Negli anni 30 un giovane ingegnere era stato incaricato di verificare la navigabilita’ del fiume fino a Cremona. Aveva scoperto che non e’ navigabile, ma che si sarebbe potuto realizzare un sistema di bacinizzazione simile a quello che proprio in quegli anni gli americani realizzavano nella valle del Tenessee (effetto del new deal).

    Gli americani sfruttano il Tenessee per produrre energia elettrica e navigare, in una valle simile a quella padana. Noi no. Gli unici canali navigabili della pianura padana sono quelli costruiti nel medioevo per portare le pietre del duomo giu’ dal Ticino (i “navigli”) oltre al canale della Giudecca, costruito dalla Serenissima. … di produzione di energia non se ne parla.
    E di certo non ci si e’ messo l’Enel, negli anni in cui per bloccare il nucleare italiano sbattevano in carcere Ippolito costruendogli attorno il celebre “scandalo dei cappuccini” … (se vuoi dei riferimenti, entra in una libreria e portati a casa una biblioteca).
    E perche’ tutto questo? … chissa’ …

    Non ti viene il sospetto che oltre che ai motivi tecnici esistono anche altri interessi di vario genere?

    Mattia, tu mi pari un ragazzo ingenuo che maschera la sua ingenuita’ con un linguaggio un po’ spaccone.

    Concludo per dire che dato che la “pacchia petrolifera” e’ finita, le fonti di energia occorrera’ trovarsele con intelligenza e persino con un po’ di caparbieta’. Vedo infatti con piacere e curiosita’ che il progetto del giovane ingegnere deli anni 30 (era mio padre) e’ riapparso (se cerchi in google battendo “bacinizzazione del po” trovi qualcosa, in “veste moderna” progetto sponsorizzato dalla regione Lombardia).

    Forse comunque non e’ tornato il momento di una ripresa dell’idroelettrico. Forse no.
    Io mi occupo di eolico (il progetto kitegen, di cui vedo che parli nel tuo blog) ma per favore tu evita di essere troppo superficiale.

    27 Luglio 2010
  12. mattia said:

    Un caso? … chissa’.

    c’è un tizio che fa un programma su rai 2 che dice sempre così.
    Un programma pieno di paranoie complottiste, ovviamente.
    Magari ti piace, prova a guardarlo.

    Non ci fossero stati bacini idrici, improvvisamente venuti a mancare, non ci sarebbe stata comunque ragione di eliminare anche quelli che gia’ erano in funzione dall’inizio del secolo, imponendo la rimozione della turbina che alimentava il paese originario della mia famiglia e costringendo l’intero villaggio

    Oh, forse non te ne sei accorto, ma dagli anni ’60 la produzione di energia idroelettrica in GWh non è calata, è rimasta costante. È calata in termini percentuali, perché è aumentata la richiesta. Sorprendetemente, visto che l’italia iniziò il processo di industrializzazione.
    Ma non è che sono stati eliminate le centrali idroelettriche.
    Poi vabbe’, se tu riesci a giudicare un sistema economico-energetico dalla turbina della segheria vicino a casa tua, non so cosa dirti.
    Potresti forse diagnosticare i reumatismi dal colore dei peli ascellari, con la stessa bravura.

    Poi ho citato il caso del fiume Po, ma tanto cosi’ per fare un esempio. Nasce al Pian de Re, a 2020 metri di quota e di questi 2020 metri se ne sfruttano ben 5, con lo sbarramento di Isola Serafini.

    Ecco, qui dimostri quanto sei incompetente. La differenza di altitudine non significa niente da sola, devi considerare anche la portata del fiume.
    A Torino il Po si trova già a soli 240 metri, e non ha ancora ricevuto tutta l’acqua che gli arriva dai numerosi immissari lungo tutta la pianura padana.
    Un rigagnolo che salta di 1800 metri produce assai poco, benché faccia 1800 metri di salto. Dare il dato dell’altitudine da solo non ha alcun senso.

    Gli americani sfruttano il Tenessee per produrre energia elettrica e navigare, in una valle simile a quella padana. Noi no.

    Ehi calma, ma gli americani non erano i nemici dell’idroelettico perché dovevano fare il business del petrolio?
    Ma non erano mica americane le sette sorelle (un paio inglesi, ok) del petrolio che venivano a rompere il cazzo in italia per farci fare usare il petrolio anziché l’idroelettrico?
    E adesso salta fuori che invece gli americani sono quelli buoni?
    Sei un po’ confuso, ciccio.

    Mattia, tu mi pari un ragazzo ingenuo che maschera la sua ingenuita’ con un linguaggio un po’ spaccone.

    A me tu sembri invece molto incompetente e paranoico.
    A ognuno i suoi difetti.

    Vedo infatti con piacere e curiosita’ che il progetto del giovane ingegnere deli anni 30 (era mio padre)

    Ah ecco, adesso si spiega tutto…
    Se uno cresce a pane e paranoie complottiste fin da piccolo, poi è dura farlo ragionare.

    28 Luglio 2010
  13. leonello zaquini said:

    Mattia,

    faresti meglio a calmarti e fornire ai tuoi lettori l’impressione di sapere anche ascoltare. Smettila di parlare di “complotti” che sembri solo assatananto. Ti sto semplicemente dicendo che la tua affermazione secondo cui i bacini idrici sono esauriti e’ ingenua e, sprattutto, NON VERA.
    Nel diluvio delle tue parole non la hai mai argomentata, ne’ illustrata (infatti non potresti, in quanto non ha fondamento).

    Tanto e’ vero che un progetto per fare produrre energia elettrica anche all’acqua del Po e’ tornato fuori dai cassetti: cerca in google “bacinizzazione del Po”.

    Inoltre da alcuni anni quello che era stato vietato ai privati (chissa’ poi perche’): produrre energia elettrica sfruttando cadute d’acqua, ora e’ tornato ad essere possibile.

    Pertanto esistono nuovi progetti, detti “micro idraulico”. Ed infatti questa e’ una delle “voci” della moderna lista di “fonti rinnovabili” che tu in blocco bolli (superificilmente) come “inesistente”.
    Il micro-idraulico consiste nel prelevare una frazione della portata di QUALSIASI corso d’acqua, per esempio i torrenti alpini, intubarla, e fare girare piccole turbine gestite automaticamente.
    Salvo l’alta automazione, per il resto e’ un modo di fare molto antico.
    L’alta automazione pero’ permette una grande diffusione (non solo le cadute d’acqua nelle vicinanza delle segherie).

    Altro che “bacini idrici esauriti” … .

    = = =
    Siccome poi mi dai dell’incompetente, e siccome ritieni che io non sappia tenere conto della portata d’acqua nella definizione della potenza (essendo tu spaccone, ma superficiale) forse faccio bene anche a presentarmi, sperando cosi’ che la smetti di divagare.
    Oltre a parlare di cose che (come ho spiegato) conosco da quando ero bambino, mi sono poi laureato in ingegneria, ho lavorato nell’industria (settore macchine utensili) per poi essere nomimnato professore all’universita’ di scienze applicate della Svizzera occidentale (risiedo in fatti in Svizzera).

    Sono socio co-fondatore della societa’ che sta realizzando il kitegen (che hai gentilmente messo nel tuo blog, eolico d’alta quota) e seguo il progetto kitves sullo stesso tema.

    29 Luglio 2010
  14. mattia said:

    faresti meglio a calmarti e fornire ai tuoi lettori l’impressione di sapere anche ascoltare. Smettila di parlare di “complotti” che sembri solo assatananto.

    Guarda, ti ho ascoltato talmente tanto che ho risposto ad ogni tuo commento quotando proprio quello che avevi scritto tu.
    Poi se io ascolto paranoie complottiste non posso far finta di ascoltare dotte disquisizioni in materia. Ascolto quello che scrivi e commento di conseguenza.
    Sì, perché quello che sta parlando di complotti sei stato proprio tu fin dal principio facendo menzione di amici del petrolio che si sarebbero affrettati a imporre il petrolio e a vietare l’uso dell’energia idroelettrica. Parlando di men in black che arrivano e dicono che noi dobbiamo dipendere da loro per l’energia.
    Il tutto partendo dalla segheria sopra casa sua.

    Nel tuo sproloquio complottista hai detto tante cose in contraddizione tra loro e tante ingenuità grosse come case.
    Invece di spostare ancora una volta i paletti veniamo al punto. Ti ho risposto su alcuni punti che – ovviamente – hai ignorato.

    1) Dici che gli amici del petrolio bloccano l’idroelettrico perché dobbiamo comprare da loro il petrolio. Ma stranamente non fermano lo sviluppo delle altre energie alternative. Anch’esse sono contro il petrolio. Perché ad esse non si oppongono?

    2) Hai detto che sono stati eliminati i punti di produzione di energia idroelettrica già in funzione. Mentre ti ho dettoo che in realtà la produzione di energia idroelettrica non è calata ma è rimasta costante. Dove hai visto lo smantellamento di centrali idroelettriche?

    3) Hai citato un salto di 2020 metri del Po commettendo senza dire che gran parte di questo salto il Po lo fa da pian del Re a Torino, prima di ricevere tutta l’acqua dei sui immissari.
    Dimmi che senso ha parlare di 2020 metri anziché i 240 da Torino alla foce?

    4) Hai accusato l’ENEL di opporsi all’idroelettrico in combutta coi petrolieri americani. Poi però gli americani diventano quelli bravi che sfruttano l’idroelettrico sul Tennessee. Ma allora questi americani sono i buoni o i cattivi della storia? Perché le sette sorelle vieterebbero di usare l’idroelettrico in italia ma non farebbero lo stesso a casa loro? Così, per sfizio preferiscono vendere all’estero per complicarsi la vita?

    Vedi di rispondere a questi punti e di non scappare ancora.

    Inoltre da alcuni anni quello che era stato vietato ai privati (chissa’ poi perche’): produrre energia elettrica sfruttando cadute d’acqua, ora e’ tornato ad essere possibile.

    Fornisci un riferimento al divieto?
    Ah, poi ti dimentichi forse che l’AEM (del Comune di Milano) ha prodotto idroelettrico a iosa in Valtellina. E i cattivoni dell’ENEL non sono andati ad aspettarli sotto casa con le rivoltelle.

    Pertanto esistono nuovi progetti, detti “micro idraulico”.

    Esistono anche progetti per produrre energia idroelettrica con lo sciacquone del cesso. Se però aspetta di risolvere così i problemi energetici dell’italia siamo a cavallo.
    O magari potremmo usare le flautolenze, del cavallo, per produrre energia. Cinque alto leo, che abbiamo risolto il problema della dipendenza del petrolio.
    Ma poi scusa, non c’è mica il kitegen che può fornire energia per tutta italia (100%, con chiusura di tutte le centrali termoelettriche e idrauliche) a costi inferiori al petrolio? E che te ne frega della turbina micro idraulica? Mah…

    Siccome poi mi dai dell’incompetente, e siccome ritieni che io non sappia tenere conto della portata d’acqua nella definizione della potenza (essendo tu spaccone, ma superficiale) forse faccio bene anche a presentarmi, sperando cosi’ che la smetti di divagare.

    A parte che quello che divaga, anzi scappa dalle osservazioni che ti faccio sei tu.
    Ma poi, hai notato che non ti ho mai portato le mie credenziali? Rimango sui fatti, lo preferisco.
    Dopodiché, caro mio, ti tiri la zappa sui piedi andando nel “lei non sa chi sono io”.
    Vediamo:

    Oltre a parlare di cose che (come ho spiegato) conosco da quando ero bambino, mi sono poi laureato in ingegneria, ho lavorato nell’industria (settore macchine utensili) per poi essere nomimnato professore all’universita’ di scienze applicate della Svizzera occidentale (risiedo in fatti in Svizzera).

    Quindi conosci queste cose da quando eri bambino? Ti divertivi a risolvere calcoli di load-flow da bambino? Dev’essere stato assai triste avere un’infanzia in cui passavi i pomeriggi risolvendo sistemi di equazioni non lineari con Newton. Studiavi il contenuto armonico della tensione in uscita da inverter e progettavi i filtri quanddo facevi le elementari? I miei complimenti. Studiavi macchine elettriche invece di uscire con gli amichetti? Qual spirito di sacrificio!
    Oppure la tua conoscenza dell’argomento si limita al “acqua fa girare turbina che produce energia” che potevi avere quando eri bambino?

    Ti tiri la zappa sui piedi quando parli della tua affiliazione universitaria. Perché la screditi. Per dirla tutta io i miei figli non li manderei nell’università dove insegni tu.
    Come tanti italiani hai i vezzo di considerarti qualcuno perché hai il tuo nome su una targhetta in una università o perché hai una laurea. Questo gioco vale solo con gli ignoranti che si lasciano facilmente impressionare.
    Devo farti l’elenco dei professori universitari e degli ingegneri rincoglioniti che ho incontrato nella mia vita?
    Tanti, te lo assicuro. Significa che oltre alla posizione bisogna guardare la qualità della persona.

    Ma soprattutto ti tiri la zappa sui piedi perché dopo uno va a ricercare sul tuo amico google chi sei, e salta fuori che esiste un tizio col tuo stesso nome e cognome, che guarda casa insegna in un Ecole d’Ingénieurs, e che fa parte degli amici di beppe grillo (http://www.meetup.com/beppegrillo-328/members/4839093/?op=&memberId=4839093)
    Dai, dimmi che è un tuo omonimo, perché non posso credere di aver perso tutto questo tempo per uno che si dichiara di amico di beppe grillo.
    Uno che si dichiara amico di beppe grillo dovrebbe essere sottratto da qualsiasi incarico di insegnamento, non solo all’università, ma anche alle elementari. Un ingegnere amico di beppe grillo! Dovrebbero ritirargli la laurea e farla a pezzettini sulla pubblica piazza.
    Forza, dimmi che è un tuo omonimo!

    Sono socio co-fondatore della societa’ che sta realizzando il kitegen (che hai gentilmente messo nel tuo blog, eolico d’alta quota) e seguo il progetto kitves sullo stesso tema.

    No scusa, ma l’aver investito dei soldi in un progetto in che modo ti rende più competente in una materia?

    29 Luglio 2010
  15. leonello zaquini said:

    con te ho chiuso, caro Mattia, sei estremamente superficiale ma ancora di piu’ arrogante.

    Non per te (che temo sia inutile) ma per chi passasse di qui, preciso semplicemente i punti e quanto segue:

    “1) … gli amici del petrolio bloccano l’idroelettrico … Ma stranamente non fermano lo sviluppo delle altre energie alternative. … .”

    Non hai letto quello che ho scritto: hanno bloccato anche e PERSINO il NUCLEARE italiano! Ti rimando allo scandalo dei “cappuccini” degli anni ’60 (credo che tu non fossi nato. E comunque mi domando se avresti capito). Negli anni ’60 le “altre energie alternative” (di cui parli) non se ne parlava nemmeno. In fondo non erano altro che il nucleare e l’idroelettrico. Del nucleare si sa (ma forse tu no). Per l’idroelettrcico, il “ginocchio” nel tuo grafico e’ parlante.

    “2) ….sono stati eliminati i punti di produzione di energia idroelettrica già in funzione. Mentre … la produzione di energia idroelettrica non è calata ma è rimasta costante.”

    Questo “argomento” e’ a mio favore e non a TUO favore: pur avendo bloccato la produzione “in proprio” (possibile, prima della nazionalizzazione) cioe’ i nuclei di quello che oggi si chiama “micro idralulico”, la produzione di energia elettrica (pur se bloccata come crescita) non e’ calata. Le piccole turbine sparpagliate nel territorio (che esistevano) sono state bloccate e sostituite da poche “centrali, centrali-di-stato”. Questo illustra ancora di piu’ che “l’esaurimento” (improvviso) ” dei bacini” e’ una panzana: i bacini c’erano e ci sono.

    “3) …un salto di 2020 metri del Po … che senso ha parlare di 2020 metri anziché i 240 da Torino alla foce?”

    La mia frase era volutamente sintetica: di 2020 metri se ne sfruttano poco piu’ di 5. Mi pare renda l’idea.
    Ovviamente converrebbe sfruttare quanta piu’ acqua possibile: infatti il progetto di “Bacinizzazione” che ti ho citato (io a te, non tu a me) punta a sfruttare dal punto di vista energetico l’acqua da Cremona alla Foce.
    Ma niente inpedirebbe di risalire fino a Torino … e stiamo parlando SOLO del fiume Po … niente impedirebbe di prendere affluenti o altri fiumi … . comunque la giri si vede che la leggenda secondo cui “i bacini si sono” (improvvisamente) “esauriti”, e’ una panzana che solo uno molto superficiale (ma cio’ nonostante vedo molto arrogante) puo’ sostenere.

    “4) ….gli americani diventano quelli bravi che sfruttano l’idroelettrico sul Tennessee. …”

    Anche qui non hai letto: la Tenessee autority era del 1930, nel quadro del New deal per cui lo stato spendeva per superare la crisi del ’29, creando infrastrutture (Keynes).

    L’ Enel ha visto la luce nel 1960 … sopo il dopo-guerra!.

    Inoltre il governo federale americano ed i singoli stati americani hanno programmi energetici nazionali diversi da quelle che sono le pressioni delle 7 sorelle all’estero … e indipendenti dalle decisioni dell’ Enel.
    Tanbto e’ vero che nelgi USA ci sono persino delle crentrali nucleari! Non so se ti sfugge.
    Se uno non fosse troppo superficiale potrebbe immaginarsi che dire “americani” (come stai facendo tu) non significa molto: di CHE “americani” stiamo parlando?.

    = = =
    Quanto alle mie attivita’ ed interessi politci (a differenza di te, credo) mi batto molto attivamente per difendere la democrazia nel mio paese.
    Democrazia che temo sia in pericolo.

    Per questo sono stato molto attivo nei girotondi prima, con beppe grillo poi, … con il “popolo viola” anche … cone le Colonie Libere Italiane, e con chiunque abbia programmi democratici, sia onesto e determinato.

    Inoltre sono anche attivo nella vita politica svizzera, non solo in quanto “italiano” (sono membro del COMITES, in rete forse trovi anche dei riferimenti a questo, essendo una carica elettiva) ma sono anche consigliere comunale nella cittadina di mia residenza dove sono membro della commissione ENERGIA (tanto per restare in tema).

    Che tutto questo sia ai tuoi occhi “incompatibile” con il fatto che io sia un docente universitario la dice lunga sulla tua ignoranza e soprattutto sulla tua superficialita’. Fossi in te ci penserei su.

    Detto questo, pero’ ripeto:
    con te ho chiuso, caro Mattia, sei estremamente superficiale ma ancora di piu’ arrogante.
    Vedo che ti manca la “democrazia” persino nell’anima: hai un modo di parlare persino volgare. La democrazia e’ umilta’ e, con essa, la capacita’ di ascolto e di confronto.

    Tutte cose che (purtroppo) ti mancano.

    Ciao.
    Leonello

    29 Luglio 2010
  16. mattia said:

    Ah, ma quindi sei davvero tu quel grillino?
    E non te ne vergogni?

    ROTFL

    Aspetta che finisco di ridere UHAUHAUHA

    29 Luglio 2010
  17. leonello zaquini said:

    Ecco, che mi confermi la tua superficialita’.
    Inoltre vedo che sei di quelli che scrivono messaggi anche senza avere niente da dire, senza contenuti, ne’ riflessione.

    Ho come l’impressione di essere piu’ vecchio di te, Mattia, permettimi un consiglio. Essere un po’ spacconi (come avevo percepito dal tuo modo di scrivere) puo’ creare problemi ma va ancora bene se si e’ effettivamente molto seri.
    Fai pero’ attenzione che spacconi e superficiali, assieme, e’ un mix molto pericoloso.

    Spero di no, ma tieni presente che potrebbe finirti col costare piu’ di quanto (valutando superficialmente) potresti immaginare.

    Ciao
    Leonello

    31 Luglio 2010
  18. leonello zaquini said:

    Accidenti, ho dimenticato che volevo postare il link ad un sito:

    http://www

    OfficinaDemocrazia.

    (di orientamento certamente “grillino”).

    Ciao a Tutti.
    Leonello

    31 Luglio 2010
  19. mattia said:

    Ma non avevi chiuso con me? Cosa ci fai ancora qui?

    Inoltre vedo che sei di quelli che scrivono messaggi anche senza avere niente da dire, senza contenuti, ne’ riflessione.

    Di contenuti te ne ho proposti a iosa.
    Fin troppi.
    Avessi saputo che eri un amico di beppe grillo non avrei nemmeno perso il tempo per risponderti. Ché proporre contenuti agli amici di beppe grillo non serve a niente, a meno che non comprendano un qualche complotto delle multinazionali.

    Ho come l’impressione di essere piu’ vecchio di te, Mattia, permettimi un consiglio.

    La cosa bella di avere un blog è che non devi riscrivere sempre le stesse cose. Ogni volta che uno ti propone una riflessione ad minchiam come questa lo rimando a quello che avevi già scritto.
    https://www.butta.org/?p=4036

    Fai pero’ attenzione che spacconi e superficiali, assieme, e’ un mix molto pericoloso.

    Superficiale. Già, uno che si basa sui fatti e non sui complotti adesso si chiama superficiale.
    Spaccone magari sì, posso permettermelo, ma superficiale no.

    Accidenti, ho dimenticato che volevo postare il link ad un sito:

    Esso dicesi spam. Qua non passa.

    E adesso, forza, corri dal tuo amico che crede che i cellulari possa rendere un uovo sodo, e poi insegna queste importanti nozioni scientifiche ai tuoi studenti.

    ROTFL.

    31 Luglio 2010

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