Il Cambio – I risultati delle elezioni in Rep. Ceca

Le elezioni politiche in Repubblica Ceca lanciano un segnale chiaro, spingendo decisamente il paese verso il centro destra.
Cinque partiti riescono a superare la soglia del 5% ed enterare in parlamento. A sinistra abbiamo il partito comunista che prende l’11,3 % e 26 seggi e i socialdemocratici del CSSD che si fermano al 22,1% che assegna loro 57 seggi. In totale quindi i partiti di sinistra possono contare su 83 deputati, lontanissimi dalla maggioranza assoluta di 100 deputati.
A destra abbiamo invece l’ODS, che nonostante abbia cercato di rifarsi una faccia espellendo Topolanek, non supera il 20,2 % (51 seggi), perdendo una marea di voti che vengono raccolti dal TOP09 di Schwarzenberg che raggiunge un’incredibile 16,6% alla sua prima prova elettorale (ben 41 seggi). Chiude i giochi Veci Verejne, che ottiene un ottimo 10,9% che gli valgono 25 deputati.

Rimangono fuori dal parlamento la KDU (partito cristiano), i Verdi e l’SPO, il partito dell’ex primo ministro Zeman, i quali non passano la soglia del 5%.

Quello che salta all’occhi è il mostruoso ridimensionamento di CSSD e ODS, partiti che superavano il 30% e che ora sono ridotti a un 20%. Ma bisogna fare attenzione, non è una generale tendenza a punire i grossi partiti a favore dei piccoli.
In realtà i partiti che escono con le ossa rotte sono i partiti “vecchi” mentre vengono premiati i partiti nuovi, creati da poco (o comunque usciti da poco sulla scena nazionale).

Anche i piccoli come i Verdi e la KDU infatti sono stati puniti dagli elettori, e hanno pagato lo scotto di errori fatti in passato. Avevano un’immagine appannata, come tutti i partiti cechi.

Gli elettori hanno preferito i partiti nuovi, non necessariamente i piccoli, per dare un segnale. Vogliono cambiare la classe politica, vogliono fare un repulisti delle stesse facce. E nei partiti nuovi hanno sentito una boccata d’aria fresca.

La strada per il governo vede ora una coalizione di destra, con alta probabilità. Tutto è nelle mani di Veci verejne, un partito nato attorno al giornalista Radek John per combattere la corruzione. E infatti le prime dichiarazioni dopo i risultati erano chiari: non abbiamo fretta per fare il governo, vogliamo vedere cosa ci offrono sui temi che abbiamo a cuore come la lotta alla corruzione.

TOP09 e ODS infatti hanno bisogno di Veci Verejne per raggiungere la maggioranza assoluta, che così cercheranno di sfruttare al massimo il ruolo di ago della bilancia. Vedremo ora il presidente della Repubblica Klaus a chi affiderà il governo (in Rep. Ceca ha un ruolo importante il Presidente della Repubblica, che non si limita a ratificare il governo deciso dai partiti ma dà una forte impronta sulla scelta del primo ministro e dei ministri – si ricordi lo scontro con Schwarzenberg, ora leader del TOP09, che Klaus non voleva come ministro degli esteri visto che possiede anche la cittadinanza svizzera).

Quello che però è chiaro è che la Repubblica Ceca avrà sicuramente un governo forte, con una maggioranza parlamentare non aggrappata ai raffreddori dei deputati. ODS con TOP09 e Veci Verejne raggiungono 117 deputati sui 200 della camera dei deputati. E questa è sicuramente una notizia positiva per un paese che ha vissuto quattro anni di assoluta instabilità politica.
Così come è positivo che non ci sarà un partito dominante nella coalizione ma tre partiti praticamente alla pari, nessuno dei quali può schiacciare la testa degli altri.

Vedremo nelle prossime settimane (qua vanno per le lunghe) come sarà formato il governo. Il segnale della popolazione è stato chiaro: la valanga di voti per TOP09 ha indicato che i cechi non si fidano dei partiti populisti ma preferiscono la via del rigore. Di fronte a una CSSD che promette di togliere i ticket sanitari, l’elettore ha preferito gli slogan liberisti della TOP09 (una sanità gratuita, o di qualità?, un governo vero, o protezionista?,  uno stato meno costoso, o tasse più alte?).

Queste elezioni sicuramente definiscono un punto di svolta, con partiti che scompaiono come i verdi, nonostante l’appoggio di Vaclav Havel (e questo dimostra la maturità dell’elettorato ceco che non abbocca al personaggio famoso che fa l’endorsement), e la KDU e gli Zemanovi (praticamente tutti i segretari di questi partiti si sono dimessi).
Con i grandi partiti che perdono un terzo del loro elettorato, e perdono il duopolio della scena politica, che ora non sarà più un continuo contrapporsi tra ODS e CSSD.
Stupisce la mobilità dell’elettorato ceco, che attua questi cambiamenti in tempi brevissimi.

Vedremo come funzionerà questa nuova età nella Repubblica Ceca.

Update Dicono ora che anche Paroubek sia sotto pressione per farlo dimettere da segretario del CSSD