Cercare betoniera sul dizionario

Delle volte mi commuovo per le cose che può fare il mio telefono. Ad esempio, ieri sera mi sono accorto che non sapevo come si dice betoniera in ceco.

Allora ho preso il telefono, mi sono connesso a www.slovnik.cz (un dizionario on line) e ho scopero in 20 secondi la traduzione di betoniera in ceco. Favoloso.

Mi trovavo al Futurum, un locale tipo discoteca, dove facevano musica anni 80-90. Cioè, non era di quelle discoteche tipo tunz-tunz-tunz, ma una di quelle dove la gente fa i gridolini esaltati sugli ABBA o sulla macarena, tanto per dire.

Sarà che per me il concetto di andare a ballare è ormai diventato il ballo vero proprio, dove si fa la polka, il valcik, la mazurka… dei balli dove hai delle figure, le segui, e ne viene fuori qualcosa di elegante. Forse per questo quando vado negli ambienti tipo questo Futurum mi viene da compatire la gente che sta in pista.

Li guardo e mi chiedo: ma quanti di loro fanno finta di divertirsi?

Molti di quelli che  “ballano” in realtà si muovono appena appena. C’è quello che ruota rispetto al proprio asse verticale (prima spalla destra avanti e sinistra indietro e poi viceversa). Poi c’è quello che le spalle invece di spostarle avanti e indietro le ruota (in pratica il busto ondeggia a destra e a sinistr adi 10 gradi). Infine c’è quello che si limita a muovere una gamba, giusto per non stare fermo del tutto.
Perché il concetto è quello: la gente si muove perché ha paura che gli altri li guardino e pensino che sono degli sfigati perché stanno fermi. Hanno il terrore dello stare fermi, e si muovono per necessità.

Poi c’è la categoria degli estatici: quelli che fanno larghi movimenti con le braccia tenendo gli occhi chiusi. È l’evoluzione dei terrorizzati dello star fermi. Essi hanno paura che muovendosi poco come quelli di prima, possano essere scambiati per gente che fa finta di divertirsi, allora fingono si sentire sensazioni particolari dalla musica, tanto da chiudere gli occhi e seguirla coi movimenti. Un po’ come a un concerto, solo che qui non c’è nessun cantante carismatico che trascina, ma solo dei videoclip. E farsi trascinare da Sabrina Salerno che canta Boys non è molto credibile

E passiamo alla categoria delle paolotte. Sono ragazze che non lo farebbero tirare a nessuno; di solito indossano improponibili golfini giallo canarino e hanno orecchini stile prima comunione ai lobi delle orecchie. Il massimo della trasgressività si concretizza quando si mettono il golfino al girovita. Le puoi riconoscere perché tengono la borsetta sotto l’ascella per paura che gliela rubino. Spesso fanno parte degli estatici.

Poi ci sono quelle fighe che spesso stanno in coppia e se uno si avvicina lo cacciano via perché vogliono stare da sole. Di queste non capisci bene cosa siano venute a fare nel locale, se non per rimorchiare il manico. Mi rifiuto di pensare che siano lì perché amano muovere un po’ il corpo ascoltando Tarzan Boy.

Anche quelli che ci provano sono dei bei personaggi. Si avvicinano sempre con un gran sorrisone, anche se vedi lontano un miglio che hanno paura di essere mandati via.

Immancabile è il tarantolato. Uno che per qualsiasi fottutissimo pezzo di mette a ballare qualcosa a metà tra la break dance dei poveri e l’imitazione di un robot.

Infine ci sono quelle calde come cavalle che si dimenano a mezzo metro da te sperando che ci provi (per poi magari dirti di no, mai sottovalutare la stronzaggine delle donne). Ecco, ieri c’era una così che si dimenava come se si fosse calata roba pesante. E pensava anche di essere figa, nonostante avesse un pokemon gigante tatuato sulle spalle e il volto che assomogliava a Miss Piggy.

Mitico il mio telefono: come avrei fatto senza di esso a tradurre la frase….

Scusa, ti puoi fare un po’ più in là che hai il culo largo come una betoniera?

P.S. il tizio sopra è uno che vomitava il mondo fuori dal locale. Non c’entra nulla, però è sempre bello fotografare uno che vomita (purtroppo non con le mani in tasca, si vede che è troppo giovane).

5 Comments

  1. disma said:

    ceto che quando si cita si dovrebbe mettere la fonte…. 😉

    19 Aprile 2010
  2. Turz said:

    C’è una ‘r’ di troppo nel titolo.

    19 Aprile 2010
  3. mattia said:

    Turz, corretto.

    Disma, ma era tua la storia del vomitare con le mani in tasca? Avevo la sensazione che l’avevi copiata da qualche parte.
    Comunque ci metti sotto il tuo commento con il link, e quindi sei automaticamente citato. 😀

    19 Aprile 2010
  4. disma said:

    certo che era mia! mica copio

    19 Aprile 2010
  5. […] club di quelli inglesi, ma un club dove si balla. In realtà non volevo entrare per ballare, ma per guardare la gente, osservare i suoi comportamenti. Solo che non mi hanno fatto entrare perché avevo i calzoni corti […]

    4 Maggio 2010

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