La risonanza

Ieri sera sono andato a sentire un concerto di laurea al Lichtenštejnský palác di Malostranske namesti.

Concerto di laurea, nel senso che lì dentro c’è il conservatorio, allora quando uno finisce gli studi invece di presentare la tesi fa un concerto.

Il tizio dev’essere stato un mezzo cugino della moglie di un mio amico (lo deduco dal fatto che mi ha invitato lei, che il cognome che aveva prima è circa uguale, e che al concerto c’era mezzo parentame che avevo già visto al matrimonio).

Ad ogni modo, il tizio parte con un solo di Bach per violino (mi ero dimenticato di dire che era violino). Nella sala si genera una fastidiosissima risonanza su una particolare frequenza. Forse era un vetro delle finestre, forse una canna dell’organo, forse il lampadario di cristallo. Solo che per tutti i quattro tempi si sentiva questa leggera risonanza che rompeva il cazzo quando una goccia d’acqua che gocciola dal rubinetto.

Io continuavo a girarmi, a voltarmi. Alzavo il collo e perlustravo la sala con gli occhi spalancati per capire quale fosse la causa della risonanza (nemmeno potessi vederla, e tanto meno fermarla).

Poi mi sono accorto che stavo facendo la figura di Sheldon Cooper al cinema. E ho smesso (con un po’ di compiacimento, però :D).

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