21km di festa

Era l’11 Dicembre quando, allenandomi, mi sono disfatto un piede. Dieci giorni di stampelle e tutore. E quel dolorino che non va a posto.
Da quel giorno ho fatto tre allenamenti di numero. Perciò oggi correre la mezza è stata una semplice follia. Non ero preparato e lo sapevo. Le 2 ore e 10 minuti sono quindi un risultato da leccarsi il naso. Anche se un po’ di delusione rimane, visto che lo scorso anno valevo un 1h 51′ sullo stesso tracciato.

In realtà le cose non sono partite nel migliore dei modi. Prima della partenza ho perso una mezz’ora cercando Manlio, che poi ho scoperto era intento a intervistare Nedved (che ha corso pure lui). Un vento mariano, e interminabili code ai cessi (grazie mamma per avermi fatto col pisello, così che posso pisciare dove voglio).

A due km dalla partenza un picio mi ha dato dentro un ruzzone che mi ha fatto piegare di nuovo il piede malconcio: mi sono così trovato a zoppicare per mezzo km. Se lo ritrovo lo prendo a mazzate, altro che “pardon, pardon”. Coglione.

Fino al 15  km è andato poi tutto abbastanza bene. Temperatura ottimale, e un ritmo che il mio garmin mi dava sui 5’50” circa. Al 15km il tracollo: ho dovuto tirare il freno a mano, perché il cuore mi ha guardato, mi ha fatto una pernacchia e mi ha imposto di rallentare altrimenti minacciava di lasciare un ventricolo a Holesovice. Nel giro di mezzo km ho rallentato il passo di circa 50” al km. Non avevo il cardiofrequenzimetro, ma  la sensazione di tachicardica era chiarissima. Mai successo in vita mia che tutto succedesse così alla svelta, di solito uno rallenta un po’ alla volta, mentre in questo caso sono crollato tutto d’un botto. Ho tenuto duro e ho chiuso gli ultimi 6 km mancanti.

Esclusi gli ultimi due km dove ero in completa saturazione, le gambe hanno tenuto. Solo le articolazioni ora fanno un po’ male (oltre al piede maledetto). Rifacendo partire il cardio, dovrei rimettermi in pista senza trppi problemi.

Poi uno si chiede perché ho titolato 21 km di festa. Subito detto: fare una mezza maratona nella tua città è sempre una festa, anche se la corri male e se stringi i denti alla fine. È una festa quando incontro sul percorso il mio ex studente messicano Victor che ora lavora in Germania (e che correva il doppio di me, ma sospetto facesse la staffetta): uno che di cognome fa “Sotomayor”, cosa che continua a ricordarmi i busto garolfo cops. È una festa quando a 400 m dal traguardo hai la lucidità di riconoscere una tua studentessa, o quando ritrovi uno che al kolej stava di fronte a casa tua. Ed è una festa quando scopri che Linda e Lubka sono venute a vederti e a fare il tifo per te, festeggiando poi con un paio di birre.

È una festa anche per quelle persone che non conosci e che si trovano bloccate sul tram o in macchina a causa della corsa. È bello quando passi un pullman di koreani che tutti (tutti!) ti salutano con la manina. Ma è anche bello quando passi un tram di cechi che non ti applaude, ma rimane composto e rispettoso, senza gridare o insultare come fanno a Milano.

È una festa di popolo, è una bella atmosfera, di quelle che non ti dispiace di stare nelle retrovie senza accesso alle aree vip, perché il gusto lo provi quando ti senti addosso la città.

5 Comments

  1. antonio said:

    Bene, sono contento che ti è piacuita la maratona!…dai che pian piano ti passa il dolore al piede e torni in forma alla grande!!

    28 Marzo 2010
  2. gab said:

    hai corso 19 km su un piede stortato? oggi ti reggi in piedi?

    29 Marzo 2010
  3. mattia said:

    be’, la botta calda dopo mezzo km non la senti più (se non è troppo grossa).
    La senti il giorno dopo (anche se non tantissimo, devo ammettere, ma ancora un po’ zoppico).

    29 Marzo 2010
  4. mario said:

    bravo e bel rientro. Anch’io ieri ho fatto il rientro sulla mezza. A Varsavia, citta’ della mia futura moglie e se le cose girano in un certo modo, mia futura citta’. Credo di condividere le tue sensazioni: non c’e’ niente di piu’ esaltante che correre nella propria citta’. Ben fatta!

    29 Marzo 2010
  5. Turz said:

    Congratulazioni, anche se io con un piede rotto non l’avrei mai fatto.
    Stranissimo che tra piede malconcio e mancanza di allenamento abbia ceduto il cuore anziché le gambe. Dal grafico (che roba nerd!) direi che sei andato un po’ troppo forte intorno al km 11.

    Purtroppo al Grande Evento Podistico della mia città c’è solo la maratona intera, niente vie di mezzo (al massimo la staffetta che però costa a testa quasi quanto la maratona). Quindi prendo il tuo post come incoraggiamento a provare prima o poi i 42,195 km per avere la gioia di passare sotto le finestre di casa.

    31 Marzo 2010

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