Post svaccato

Cambiare l’hosting è come andare dal dentista: hai deciso di farlo, sei deciso a farlo, ma è un gran sbattimento di coglioni. Questo quando l’hosting da cui te ne devi andare è aruba, per esempio, che ci ha messo tre giorni e mezzo a darmi un fottuto codice per trasferire il dominio.
Poi questo codice l’ho dato a bluehost, in modo che butta.org punti là. Ovviamente la procedura richiede delle misure di sicurezza, tipo che devi telefonare per confermare che stai spostando il dominio, e loro ti ritelefonano per vedere che sei proprio tu. Ecco, tutta la procedura su bluehost l’ho fatta in 7 minuti mentre mi cambiavo per uscire.

Ora aspetto che aruba, dia l’ok definitivo: hanno tempo fino a 7 giorni, quindi nel frattempo qualcosa la scrivo, e cerco di ribackuppare tutto. Uffa.

Ci sono alcune cose che in effetti volevo raccontare, come di quell’esperimento avvenuto un paio di giorni fa, nel cesso della mia facoltà. Una delle prime cose che ho imparato in fisica è che se vuoi lanciare qualcosa il più lontano possibile devi tirarlo a 45 gradi. Una delle dimostrazioni più belle perché è semplice e sfida l’intuito (la gente non ci crede mai che la gittata è massima a 45 gradi, chissà perché).
Allora ho fatto questo esperimento pratico: ero lì che facevo la pipì nel pisciatoio e mi sono messo a regolare l’angolo del pisello rispetto alla parallela al pavimento, e guardavo il punto in cui la pipì finiva nel pisciatoio. Ovviamente regolavo il flusso di urina in modo che restasse costante, utilizzando l’utilissimo prepuzio all’uopo destinato. Altrimenti se vari la potenza del flusso il gioco non vale più.
E in effetti notavo che la pipì arrivava il più lontano quando il pisello era a 45 gradi. Magnifico.

Poi ieri è successa un’altra cosa strana. O meglio, inusuale. Davanti alla mensa c’era una macchina di merda. Non una macchina brutta (sì, era anche una macchina brutta) ma proprio una macchina con un carico di merda, nel carrettino trainato. Ho provato a pensarci una buona mezz’ora: perché mai uno dovrebbe arrivare (o partire) a (o da) Praga con un carico di merda?

Notizia flash: questa sera alle 19.45 c’è la proiezione di videocracy al Lucerna (cinema che val la pena di visitare solo per la bellezza del cinema in sé). Io ci sarò, se qualcuno è nei paraggi si faccia vedere.
Il film rientra nella rassegna Jeden Svet, e verrà ripetuto anche il 13 e il 17 Marzo, ma oggi c’è anche il dibattito con il regista.

Ah, poi c’era un’altra cosa strana che ho notato (in realtà sto guardando a ritroso le immagini fatte col cellulare).
Ho notato che al supermercato hanno iniziato a mettere sotto chiave il tonno Rio Mare. Lo mettono dentro le confezioni di plastica con la tag RFID per non farlo rubare. Come il liquori o i vestiti. Anche col cioccolato (quello di marca) fanno lo stesso. Quello che non capisco è che questi prodotti magari sono cari per essere tonno e cioccolato, però in valore assoluto non sono cari. Perché metterli sotto chiave? Be’, è vero che in italia mettono in cassafore lo zafferano, ma qui si sta esagerando.  E poi, perché proprio tonno e cioccolato e non olive e parmigiano? Forse c’è una banda di vendicatori di tonni che si aggira per i supermercati vandalizzando le scatolette di tonno per revendicarne la libertà. Può darsi, però ancora non capisco perché accanirsi col cioccolato.

2 Comments

  1. disma said:

    ma poi il rio mare è uno dei tonni più dozzinali che ci sono, capisco consorcio o robe così, ma il rio mare non è mica costoso né buono

    12 Marzo 2010
  2. mattia said:

    ma figurati. qui il tonno consorcio mica esiste.
    ci sono i tonni di bassa qualità, che non hanno neanche i pezzi interi, sono solo briciole di tonno immerse in liquido, i tonni quasi decenti, e poi il rio mare che è il top dei top. quindi costa il doppio di un tonno bricioloso.

    12 Marzo 2010

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