Manifestare. Ma anche no.

Non manifesto da un paio di lustri, ma questa volta ero deciso a scendere di nuovo in piazza. Mi riferisco alla manifestazione di sabato a prossimo a roma contro il golpe elettorale del 5 Marzo. Avevo anche controllato gli orari dei collegamenti aerei.
Poi ho rinunciato.

Ho rinunciato quando ho visto le reazioni dei politici a difesa di napolitano. Tutti che gridano al golpe, però no… napolitano non c’entra niente. Era obbligato a firmarlo perché non era anticostituzionale…
Che poi non è nemmeno vero perché il presidente della repubblica può rifiutarsi di firmare anche solo perché ha il mal di denti, o perché sua moglie non gliel’ha data.
Ricordo, tra l’altro, che lo stesso napolitano, lo scorso anno non firmò il decreto su Eluana Englaro motivando che la faccenda era delicata e che non stava bene decidere di forza quando gli schieramenti non erano giunti a una posizione condivisa, e che nulla giustificava l’urgenza (art. 77 cost.) di un decreto se non l’impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso.
Vero, il caso qui non era uno, ma due (Lombardia e Lazio). La sostanza è però la stessa: con i medesimi argomenti avrebbe potuto rifiutare la firma al decreto.

A ciò si aggiunge l’assurda lettera pubblicata sul sito del Quirinale: avrei tollerato una barbosa presa di posizione tecnica, piena di cavilli legali per giustificare la sua firma, ma napolitano riesce a ripetere le frasi fatte dei vari La Russa & C.

Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo

No, un presidente della repubblica ha il dovere di difendere la costituzione, anche dove dice che la legge (compresa quella elettorale) è uguale per tutti. Uguale anche per il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo. In questo napolitano ha tradito la costituzione, vi ha marciato sopra con gli scarponi sporchi di fango.

Ma no, il presidente della repubblica non sbaglia mai, per definizione. Il presidente della repubbblica come il Papa, dotato anch’egli  del dogma dell’infallibilità.
E allora rimane che la manifestazione di sabato sarà la solita manifestazione contro berlusconi. La solita manifestazione di parte, contro la solita arroganza del governo. E allora io non partecipo, non faccio da stampella a questi mediocri e ipocriti politici.

Doveva essere una manifestazione di popolo per il rispetto della legalità, per protestare contro l’inzio del fascismo, per ricordare che qualche decina di anni fa al Quirinale c’era un altro tizio che firmava anche la carta del formaggio, e il paese è andato – come tutti sappiamo – in vacca.
A una cosa così avrei partecipato, ma al solito teatrino sx contro dx no.

Piesse: come al solito, il commento più acuto l’ho letto qui.

3 Comments

  1. Alessandro said:

    azzo come rode

    7 Marzo 2010
  2. Dario said:

    Però ci sono anche partiti o realtà che hanno promosso la manifestazione dicono che Napolitano non doveva firmare.
    E comunque tu alla manifestazione ci potresti andare anche con un cartello “Napolitano non dovevi firmare”

    11 Marzo 2010
  3. mattia said:

    sì, ma se io scendo in piazza non è che devo sentirmi l’angoscia di scegliere in quale cantuccio stare, perché di qui stanno quelli che “napolitano non doveva firmare”, e di là quelli che “non poteva fare altrimenti”.
    Questo è delirio puro.
    Una manifestazione si fa con una idea. una.
    Ad ogni modo, il cartello sarebbe stato molto più pesante.

    11 Marzo 2010

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