Compro oro

Sono a Madrid, a lavorare. Sono arrivato domenica sera, anzi domenica notte, visto che ho tirato giù dal letto il tizio dell’affittacamere.
E Lunedì mattina sono andato presto al campus di Cantoblanco. Quindi sono passato per due volte in una Puerta del Sol che già (o ancora) dormiva.
Lunedì pomeriggio invece, al ritorno dal lavoro, Puerta del Sol mi ha sventrato appena uscito dalla stazione della Renfe (finalmente aperta, dopo anni di cantiere). La voce di Sol è quella di un sudamericano grassoccio, con una pettorina catarifrangente che gridava “Compro oro!”. Era lì, in cima alla scala, a gridare “Compro oro” a tutti quelli che uscivano.
Quando sono arrivato in cima alla scala ho visto i nuovi padroni di Sol, quelli che la mattina e la notte prima non c’erano. Senza muovermi di un passo, ma solo girando di 2 π radianti il volto, ho contato 7 personaggi con la pettorina del “Compro oro”. Non tutti dello stesso negozio, ovvio.
E non erano i soli, bastava entrare in una via che ne trovavi altri, che gridavano “compro oro”.
I negozi che acquistano oro diventati una mostruosità. Anche l’anno scorso c’erano, ma erano un paio. Ora sono tanti, grandi, invadenti con le loro luci colorate lampeggianti, stile luna park degli anni ’70.
Sono negozi di massa, dove puoi entrare senza nemmeno aprire la porta, perché la porta non c’è. Entri e vedi enormi bacheche con miriadi di anelli, croci, braccialetti in oro. Entri e guardi, senza chiedere il permesso, come si fa nelle gioiellerie dove ti aprono la porta col pulsante. Entri come se fosse un negozio di scarpe. Porte aperte, anzi spalancate, perché il cliente non deve avere alcun ostacolo per entrare, perché essi devono vendere tanto. Ci deve essere un fiume di oggetti d’oro che entra e che esce.
Alcuni “compro oro” non sono nemmeno al piano terra, ma in appartamenti al primo, secondo o anche terzo piano. Devi salire le scale per arrivarci.
E salendo le scale pensi alla gente che ha affittato un appartamento nel cuore di Madrid, e ha allestito in tutta fretta un “compro oro” per sfruttare l’occasione della crisi.

Puerta del Sol è gialla, ma non è il giallo del sole. È il giallo che copre le finestre degli appartamente che si affacciano sulla piazza. È il giallo di quelle finestre con le scritte nere che ripetono il mantra “compro oro”.

Tu puoi leggere tutto quello che vuoi della crisi, ma non la sentirai mai gridare fin quando non arrivi nell’asfissia di una piazza dove anche le panchine ti gridano “compro oro”.

Mi diranno che è questione di bisnis, ma io continuo a pensare a quelli che aprono i “compro oro”, che con questa storia della crisi stanno facendo soldi a palate.
Mi diranno che non c’è niente di illegale o amorale.
Ma io, quelli che sfruttano le disgrazie altrui per farci una barca di soldi continuerò a considerarli solamente dei figli di puttana.

3 Comments

  1. franco said:

    è un po’ di anni che ho notato la crescita anche in italia di queste catene di negozi che si comprano la “memoria” sfruttando le difficoltà economiche per speculare.
    non saranno illegali ma le trovo immorali.

    8 Febbraio 2010
  2. Mattia, non hai visto in Italia le persone che distribuiscono i volantini delle cessioni del quinto sulle pensioni davanti alle sedi Inps? Se vuoi faccio una foto la prossima volta che ci passo.

    22 Aprile 2010
  3. mattia said:

    No, non le ho mai viste, ma non ho difficoltà a crederci.

    23 Aprile 2010

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