Sui giornali on line a pagamento

Qualcuno mi ha detto che disprezzo tutto ciò che è gratis. Non è vero, io disprezzo la pretesa di servizi gratis quando i ragionamenti che ne sono alla base sono irrazionali. Sui giornali on line la penso infatti in modo diverso.

Gli editori dei giornali ci stanno pensando da tempo, anche se nessuno ha il coraggio di partire. Vorrebbero far pagare i quotidiani on line, perché dicono che non possono continuare ad offrirli gratis.

Alcuni si chiedono: perché la gente è disposta a pagare 1,20 Euro per il giornale di carta ma non vuole spendere nemmeno un centesimo per la versione on-line? Sembrerebbe assuro. Invece non lo è, e qui provo a dare alcune motivazioni per cui penso che i giornali on line debbano rimanere gratis:

1) Con 1,20 Euro non pago la carta, ma articoli degni di tal nome. Gli articoli proposti su internet sono – il più delle volte – dei riassuntini striminziti di quello che si trova sulla versione di carta (dove trovo anche commenti e approfondimenti, quasi assenti su internet). Non è solo una questione di supporto, ma anche di contenuti.

2) Quelle poche volte che sono in italia compro in corriere, e noto che la versione on-line pubblica i contenuti cartacei in ritardo di uno o due giorni (per i pezzi di non attualità). Riciclare i pezzi che hai già usato sul cartaceo, costa poco, giusto un copia-incolla con qualche sforbiciata.

3) I giornali on-line pullulano di immondizia quasi come un reality. Colonne pruriginose, foto spiritose…. Non pago per sapere se la divetta del reality ha la ricrescita ascellare.

4) I giornali on-line sono continuano a pubblicare bufale, spacciate per notizie vere (tanto poi quando capita basta un click e nascondi la figura di merda). Io non pago per leggere bufale.

5) Spesso gli articoli pubblicati on-line sono dei banali copia-incolla dei comunicati stampa o dei lanci di agenzia (ho le prove, con articoli su diverse testate che riportano le stesse frasi). Non ti serve allora un giornalista, ma solo una scimmia ammaestrata che sappia premere CTRL+C e CTRL+V. E le scimmie ammaestrate costano notoriamente poco.

6) I giornali ricevono contributi pubblici, ossia soldi che derivano dalle tasse di tutti i contribuenti italiani. Restituire informazione su internet fa parte del gioco. Se vuoi mettere tutto a pagamento, internet incluso, prima di tutto rifiuti i contributi pubblici.

7) Dicono che internet mandi in crisi l’editoria, con questa storia che devono regalare i contenuti on line. Cretinata: internet è uno strumento poderoso per un giornalista che vuole verificare le fonti (ma c’è qualcuno ancora che lo fa?). Grazie a Internet il costo orario del giornalista costa quindi meno. E al popolo di internet (che scrive wikipedia, per esempio) qualcosa va dato in cambio.

8) I giornali pretendono di farsi pagare per le versioni su Internet, però da Internet saccheggiano contenuti (es. i video su Youtube) ripubblicandoli sui loro siti, e mettendoci la loro pubblicità. Alla faccia del diritto d’autore.

9) Prima di pagare esigo che la redazione non contenga nessun apprendista sottopagato e sfruttato. Non si dovrebbe fare mai, ma a maggior ragione se pago vorrei che i soldi finissero al giornalista, non all’editore.