La caccia al wifi

Ci sono alcuni che parlano, e a volte sbraitano, di wifi libero e gratuito.
Come si fa negli U.S. of A., dove tu puoi stare seduto in un parco e navigare con tuo netbook, e pubblicare su FB le foto delle 19enni in short attillati che giocano a fresbee.

E allora uno si immagina che negli U.S. of A se vai in un parco li trovi tutti seduti sull’erbettina a navigare. Ma sarà poi vero?

Mi è venuto in mente di fare una verifica pratica. Perché tutti dicono che negli U.S. of A. c’è il wifi libero e gratuito ovunque, e parlano male dell’italia dove siamo all’anteguerra, però ho come la sensazione che sia una cosa che ripetono tutti, perché l’hanno sentita dire.

Lo scorso anno a San Francisco non trovai un rete pubblica che fosse una. Quest’anno, sulla cosa Ovest provo a ripetere l’esperimento con metodicità.

1 – New York, Albergo.
Chiedo alla Reception se l’albergo fornisce wifi. Il pacioso addetto dice di no, mi devo arrangiare con qualche rete non protetta. Così mi trovo a sostenere il netbook con una mano per tenerlo dove prende, e a digitare con l’altra mano.
Incominciamo bene.

2 – Starbucks
Mi sveglio il sabato mattina e vado a fare colazione da Starbucks sulla 5a Avenue. Prendo il mio cappuccino e accendo il netbook. Una wifi libera! Wow!
Ah no, aspetta, è quella di AT&T in collaborazione con Starbucks, e per accedere a internet bisogna sborsare dei dollaroni sonanti.
Rinuncio.

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3 – Time square
A mezzogiorno vado a Time square, per incontrare un amico new yorkese. Ovviamente arrivo mezz’ora in anticipo, così mi siedo ai graziosi tavolini che hanno messo negli angoli pedonali.
Trovo una rete chiamata “Time square”. Perfetto, almeno qui c’è un wifi pubblico fornito magari dal comune. Mi connetto, accetto le condizioni di utilizzo e mi si apre la home page di yahoo, che collabora al progetto.
Meraviglioso, funziona: posso leggere l’email, aprire repubblica.it… ma è LENTO come la fame. Talmente lento che è inutilizzabile e irritante.
Disastro.

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4 – Planetario
Il pomeriggio vado al Planetario. Cribbio, al planetario avranno un wifi libero per gli utenti, è un posto di cultura!
Esco dal planetario dopo la visita, mi siedo sulle panchine davanti all’ingresso e… tutte le reti del planetario sono protette.
Riesco a connettermi e a pubblicare un articolo sul mio blog, ma lo faccio aggrappato a una connessione sprotetta chiamata “barbara”.
Grazie Barbara, chiunque tu sia!

5 – Metropolitan Opera
Serata all’opera (Turandot, per la cronaca). Nella pausa tra il primo e secondo atto, mi siedo sui divani della lobby ed estraggo il mio notebook. Pensate abbia trovato una rete wifi “libera e gratuita”? Niente, neanche qua.

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6 – Treno per Washington
Su impulso del mio collega mi sposto verso Washington in treno (io avrei anche preso il bus che costava un terzo, ma vabbe’). Se il servizio è lo stesso (portarmi da NYC a DC), ma il prezzo è il triplo mi aspetto un extra. Per esempio una comoda rete wifi.
E invece niente wifi sul treno, e nemmeno alle stazioni dove ci siamo fermati.

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7 – Hotel a Washington
Dopo una lunga camminata sotto la pioggia arriviamo all’Hotel, dove finalmente ci forniscono wifi. Oh! (tra l’altro la password era 1234567890, si vede che hanno a cuore la sicurezza).

8 – Museo dell’aviazione e dello spazio
Un museo bellissimo, che vale davvero la pena di vedere. Ma senza wifi, né nel museo, né nell’annesso McDonalds.

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9 – Il Campidoglio
Non quello in Roma, ma quello a Washington. Sede del Parlamento, adesso che il Presidente è Obama sarà pieno di wifi tutt’attorno gli edifici governativi.
Immaginate? Niente.

10 – La sera sono in giro verso le 18.20 e devo tirare le 19.30. Allora mi rifugio da Starbucks a Chinatown, dove il wifi è ovviamente a pagamento. Come al solito mi appoggio a una rete aperta per navigare.

11 – McDonald
Il giorno successivo, prima di andare alla sessione di apertuta della conferenza il mio collega mi trascina a mangiare da McDonald vicino a Chinatown. E qui il wifi funziona, senza problemi.

12 – Filadelfia, Museo della scienza
E dove se non al museo della scienza dovrei trovare il wifi libero e gratuito? E infatti non c’è.

13 – Caffetteria ING
Questo posto è curioso: una caffetteria dove puoi prendere un cappuccino mentre ti propongono fondi di investimento. Bevi, naviga e investi, questo il motto del locale. Io mi fermo ai primi due. Il codice per accedere mi è stato fornito dal barista, così quelli sul marciapiede non posso scroccare la connessione. Curiosamente però hanno messo filtri alla navigazione, perciò siti come questo o questo non riesco ad aprirli. Clap, clap.

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14 – Brooklyn Tabernacle
Tornato a New York sono andato al Brooklyn Tabernacle (di cui ho già parlato). Siccome sugli schermi nella chiesa passavano i messagi che dicevano di diventare loro fan su Facebook e ti twittarli, ho preso il netbook e niente, non riesco a connettermi. Dannazione, non posso followarli.

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15 – CBS
E per finire, prima di ripartire per Praga provo a connettermi sulla 42esima, vicino alla fermata del metro. Perché c’è scritto che la CBS dà la connessione wifi gratis proprio lì. E ovviamente non funziona.

Conclusione

Quindi punti di interesse comune. L’unico in cui ho avuto accesso pubblico wifi a internet è stato a Time Square, ma era talmente lento che era inutilizzabile. Per il resto il wifi l’ho avuto solo quando ero in un locale e pagavo (quindi era parte del servizio acquistato). Ma solo in alcuni locali. In molti altri, come da starbucks, dovevo pagare se volevo una connessione a internet, anche se ero un cliente pagante.

Quindi, quando sentirete qualche bigolo sbraitare questa storia che dobbiamo fare come in America che ovunque hanno il wifi gratuito, fatemi una cortesia: chiedetegli quante volte ci è andato in America e quante volte ha aperto un computer (o il blackberry) per accedere a una rete wifi.

La domanda basta.

6 Comments

  1. Diego said:

    E’ già la seconda testimonianza simile che leggo, quindi non posso far altro che fidarmi pienamente.

    Sul wi-fi: il punto su cui discutere non è il fatto che sia GRATUITO, ma piuttosto che sia FRUIBILE. Se ho un’attività commerciale devo avere la possibilità di offrire ai miei clienti (gratis come valore aggiunto della mia attività stessa o a pagamento) l’accesso a internet.
    E questo, in Italia, non è fattibile a meno di investimenti troppo onerosi per chi vuole offrire il servizio. Non in modo legale, quantomeno.

    Piccola nota: la biblioteca di Cinisello Balsamo offre l’accesso wi-fi gratuito (previa registrazione con documento alla reception) e chi l’ha provato mi ha confermato che funziona abbastanza bene.
    Questo significa che ALMENO gli enti pubblici, quando vogliono, possono fare qualcosa in questa direzione.

    27 Gennaio 2010
  2. mattia said:

    Io infatti mica reclamo il wifi gratuito, perché a questo mondo nessuno lavora gratis.
    Mi piacerebbe riceverlo gratis come servizio accessorio dove già pago: se tu mi fai pagare 5 dollari una colazione, magari ti puoi anche permettere di darmi il wifi gratis, e non a 2 dollari l’ora.
    Il sistema trovato all’ING è semplice: se compri qualcosa ti danno un modernissimo pezzo di carta per accedere a internet.

    Ho già qualche dubbio sul dare però il wifi nei luoghi di studio. Certo, è utile, però il rischio è che si arrivi alla situazione che c’è nei corridoi della mia facoltà, dove se guardi sui portatili vedi tutti i nerd che usano il wifi per chattare su ICQ o fare giochi in rete…

    27 Gennaio 2010
  3. Mirco said:

    Io qualche hotspot gratis lo trovato su questo sito http://www.wifihotspot.it Quelli che ho provato hanno funzionato ..speriamo che aumentino!

    28 Gennaio 2010
  4. mattia said:

    Mirco, si parlava degli USA, mentre quel sito si riferisce all’italia.
    E poi, 4 hotspot a Milano? Quattro?
    Sti cazzi!

    28 Gennaio 2010
  5. coolmo said:

    io sono stato il mese scorso in USA per lavoro tra Ohio, Kentucky e Indiana e:
    – al bar Tazzamia in centro (piccolo): WiFi gratis
    – albergo Country Inn Apts. Hebron, KY: WiFi gratis
    – albergo del cazzo a Princeton, IN: WiFi gratis
    – da qualche parte in indiana in paninoteca da Subway: WiFi gratis
    – aeroporto di Cincinnati: WiFi gratis

    e TUTTO SENZA DOVER DARE IL DOCUMENTO (appena ti connetti c’è una pagina che ti informa dei tuoi diritti e ti permetti di navigare se accetti le condizioni -fine-)

    ovviamente non andavano a busso perchè c’erano molti connessi ma cosa vuoi fare con una WiFi gratis? non vorrai mica scaricare un torrent eh!

    In Italia col Decreto Pisanu fino a Dicembre 2010 siamo nel paleozoico.

    16 Aprile 2010
  6. mattia said:

    Si vede che in Ohio sono più virtuosi che a NYC dove non va nemmeno dove dovrebbe esserci (time square).

    P.S. Il discorso sul decreto pisanu è OT.

    16 Aprile 2010

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