Un grande spettacolo

IMG_1875Oggi sono andato alla messa del Brooklyn Tabernacle. Che poi non è neanche una messa in senso stretto, visto che sono protestanti; lo chiamano piuttosto “service”, ossia funzione.

In realtà ci sono andato perché volevo sentire il Brooklyn Tabernacle Choir, uno dei più famosi cori del mondo. E visto che alla messa non si pagava il biglietto sono andato ad ascoltarli durante la messa.

Io non so come un non cattolico vede un cattolico, ma io posso dire questi sono tutti partiti per la tangente. La non-messa si svolge in una non-chiesa: quando arrivo all’indirizzo di questa via malafamata di Brooklyn mi trovo davanti a qualcosa che sembra un teatro. E infatti è un teatro, che hanno comprato una decina di anni fa; l’hanno ripitturato, gli hanno messo una croce, e hanno trasformato il palco in altare.

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Quando entro la funzione è già cominciata; il coro sta cantando e la sala è piena di fedeli che – quando gli partono i cinque minuti – si alzano, chiudono gli occhi e alzano le mani accarezzando l’aria. Più che gente in preghiera mi sembrano invasati che vedono la Madonna.

In mezzo alla sala un posto di comando regia che mi fa esclamare (mentalmente): sti gran cazzi! Non gli mancano i soldi.

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Dopo un quarto d’ora di canzoni sale sul palco un tizio che assomiglia a Paul McCartney con 15 kg in meno. Scopro poi che si tratta di Jim Cymbala, il pastore di quella chiesa, nonché marito di Carol Cymbala, direttrice del coro, una donna che sale sul palco vestita con un tale gusto (cito solo due stivaloli di pelle nera …).

La messa prosegue per due ora con il coro che canta intervallato dagli interventi di questo sosia di Paul McCartney. La prima ora la passa sostanzialmente a fare pubblicità, tipo che è uscito il nuovo CD, che Martedì non c’è l’incontro dei vecchi, che il pomeriggio c’è il concerto per Haiti. Riesce addirittura a parlare dei cazzi suoi raccontando che sua figlia ha finalmente adottato un bambino di sei mesi in Nigeria. E dopo un’ora di avvisi inizio a chiedermi se prima o poi conterà su qualcosa di concreto.

Finalmente si mette a commentare un passo di una lettera di Pietro. Ora, tralasciamo pure le ingenuità teologiche che ha sparato, e tralasciamo anche una predica così la scrivevo anche io, e con buona probabilità anche molto meglio.
Quello che mi ha sconvolto è che per tre volte si è rivolto al pubblico e ha gridato qualcosa come “Allora, non vi sento! Dove siete! Fate casino!“. Mi spiego, questo non è che predicava, questo cercava il consenso, era come un politico a un comizio. E la gente (i fulminati di prima che accerezzavano l’aria) ogni tre per due gli gridava qualcosa come “Sì!”, “È vero” per confermare quello che diceva, conditi con una marea di “alleluja” e di “amen” (che qui si pronuncia eimen), che poi li usano con gli stessi significati.

Quindi mi sono trovato un tizio su un palco che dice cose banalissime, ma con un’intonazione di voce da venditore di piazza e almeno duemila persone che si esaltavano. Quindi il pastore dice cose come “Se semini poco mieterai poco. Per mietere tanto devi seminare tanto” (sconvolgente, non l’avrei mai detto!) e tra il pubblico gli invasati che gli gridano “Yeah!”, “Amen!”, “Alleluja”, e giù che scrosciano applausi. Come se fossimo a un concerto, o a teatro. E in effetti siamo in un teatro, e non a caso mi è venuto spontaneo usare la parola palco anziché altare. Alla fine ti rendi conto che è tutto un grande spettacolo.

Non sono riuscito a capire  se tutta quella gente facesse sul serio o fingesse. Quando entri tutti ti sorridono, anche se sei in ritardo, tutti ti salutano, durante la cerimonia ti dicono di abbracciarti coi tuoi vicini, e questi – completamente sconosciuti – ti abbracciano. Come se fosse un mondo zuccherato dove si vogliono tutti bene. Poi magari capita che dietro le quinte girino il coltelli.
Non ho capito, in definitiva, se lo spettacolo fosse solo sopra il palco o anche sotto il palco.

Piesse: siccome sono andato per sentire il coro, posso confermare che sono davvero molto bravi, merito anche di strutture non comuni per una chiesa (trovamene te una con lo spazio orchestra dotato di paratie per batteria) e una buona ascustica difficilemente ottenibile in una chiesa (e infatti questo era un teatro). Davvero bravi sia i cantanti che i musicisti; una solista molto giovane da pelle d’oca.
Quindi dal punto di vista musicale, fenomenale!

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