Trovata viva una bambina

Ieri sera sono arrivato a New York. O meglio, ieri pomeriggio, però ho scritto ieri sera perché era sera per chi sta in Europa.

Lunga coda al controllo immigrazione, passata guardando lo schermo che trasmetteva le notizie di Haiti e il discorso di Obama in diretta.

Qua a New York senti questa storia di Haiti ad ogni angolo. Oggi a Time Square c’era un famoso illusionista che raccoglieva fondi per Haiti con la croce rossa (me l’hanno detto che era famoso, perché io mica lo conoscevo).
Un mio collega ha comprato qualcosa (che non ricordo) e doveva pagare 8.70; gli hanno chiesto se voleva arrotondare e lui ha consegnato una banconota da venti e ha detto di sì. Così gli hanno restituito solo dieci, non undici come pensava, e sullo scontrino c’era scritto: 1.30, donazione per Haiti.

E lui non ha osato chiedere il dollaro indietro.

Parliamo di queste raccolte fondi. Che non sono una mania americana, visto che appena sono venuti giù tre palazzi ad Haiti mi sono trovato dieci contatti di FB che hanno messo nel proprio profilo l’invito a mandare l’SMS benefico.

A me queste raccolte fondi sembrano una gran stupidaggine, e non ha paura di essere impopolare nel dirlo. Ora siamo (siete) tutti col telefonino in mano a mandare i messaggini per donare due euro, anche se la cosa che più necessitano ora non è denaro ma supporto logistico. Il problema ora è arrivare lì ed essere in grado di aiutare, cosa che non è facile se è venuto giù tutto il paese.
Il denaro servirà dopo, quando bisogna ricostruire. Ma lo si raccoglie adesso, perché se chiedono il denaro tra un mese non donerebbe quasi nessuno. Ovvio, se non vedi i cadaveri sulle strade ogni sera al TG te ne fotti.
Se qualcuno oggi ti chiede un dollaro per Haiti ti senti una merda a non darlo. Però se tra una settimana ti chiedono un dollaro per i bambini indiani che tutti i 365 giorni dell’anno crepano di fame, tu fai finta di non sentire, perché non ti impressiona.

Odio queste raccolte fondi perché si basano su sentimenti irrazionali. La gente viene impressionata da un disastro e dona. Non dona dove serve di più, ma dove viene sconvolta di più. Ad Haiti ci sono stati 200 mila morti, e allora mandi l’obolo. Ma se 200 mila persone crepano suddivise in gruppi di 200 per mille alluvioni, terremoti, epidemie etc. non manddi l’obolo. Allora ti viene da pensare che se deve capitare un disastro nel tuo paese è meglio che capiti bello grande e crepi tanta gente tutta assieme, perché se – per disgrazia – la tua disgrazia è piccola nessuno corre ad aiutarti.

Sarà che ho una formazione scientifica, perciò l’uguale è un uguale. Ma a me 200 mila morti tutti insieme fanno la stessa sensazione di 200 mila morti sparpagliati: è un’equivalenza. Per questo motivo mi sembra insensato concentrare gli aiuti solo nelle tragedie grandi.

Ovviamente uno mi dice: ok, ma mica posso aiutare tutti io, come faccio a scegliere chi aiutare? Qui sta il punto, la gestione della solidarietà non può essere demandata alla gente e ai suoi sentimenti irrazionali.
La solidarietà deve essere gestita da agenzie con questo scopo, dove lavorano persone che hanno studiato quelle cose come relazioni internazionali, e sanno come e dove mandare i fondi in modo efficace ed equo. Persone che non si basano sui sentimenti, ma su piani di azione ponderati.

Facciamo pure un calcolo di quello che i cittadini di una nazione danno in carità ogni anno, e carichiamolo sulle tasse. Ogni cittadino paga la sua “quota carità” nelle tasse e poi questi fondi vengono gestiti – con raziocino – dalle agenzie di cui sopra.
Poi cancelliamo tutte le raccolte fondi per i terremoti, le alluvioni, la lotta al tumore alla prostata e la battaglia al glaucoma ai peli del naso.

Basta con le anance della salute per le stade. Io pago il mio contributo carità sulla busta paga e tu stato mi togli dalle palle i banchetti con le azalee contro il pollice valgo.

Così mi togli dall’imbarazzo tra il combattere esso o il glaucoma ai peli del naso.

PIESSE: chi si chiede il senso del titolo, può guardare qui sotto il ritaglio di giornale. “trovata viva una bambina di due anni”. E mi sono ricordato di un altro commento dove ci si domandava che senso avesse parlare di questi dettagli in un constesto del genere.
haiti

4 Comments

  1. fedeornot said:

    Sono pienamente daccordo con te e in questi casi ho come l’impressione che chi manda il messaggino , lo fa solo perchè deve…e non perche lo sente.Un pò come consegnare il compitino alla maestra :”Sei stato bravo,ti do un buono , ora puoi tornare a giocare”!

    17 Gennaio 2010
  2. disma said:

    innanzitutto beato te che sei a ny, in secondo luogo, ma hai cambiato tutto il blog o sbaglio??

    17 Gennaio 2010
  3. mattia said:

    Ho cambiato il blog tipo sei mesi fa.

    17 Gennaio 2010
  4. […] che secondo me tutte le raccolte fondi di beneficenza dovrebbero essere abolite (perché i fondi non vengono […]

    2 Dicembre 2010

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