Ryanair e la demagogia formato famiglia

Della lotta tra Ryanair ed ENAC avevo già parlato qua. In buona sostanza, ENAC chiede alle compagnie che effettuano voli nazionali in italia di accettare non solo carte d’identità e passaporti, ma altri documenti aventi valore di documento d’identità (come la patente di guida), e Ryanair se ne fotte. Perché ovvio, quando ti chiami Ryanair ti senti in diritto di fottertene della legge italiana e delle autorità di volo.

Il pericolo di questo braccio di ferro l’avevo fiutato quando Ryanair iniziò a mandare le email di disdetta dei voli, invitando i clienti a protestare con l’ENAC. Furbi, si tirano i cittadini dalla loro parte, per fare la voce ancora più grossa.
Così, i cittadini che vedeno il loro diritto di volare con la patente calpestato di Ryanair, invece di applauidre all’ENAC, si schierano come pecoroni dietro Ryanair e protestano su Facebook.

Che il cittadino sia imbecille lo capisco. Che però il politico cavalchi la faccenda per raggranellare due voti in più mi fa girare le palle.

Mi riferisco a Marcello Saponaro, cosigliere regionale lombardo, che sul suo blog pubblica un articolo complottista sulla vicenda, degno del peggior sciachimista.

Saponaro afferma:

L’ennesimo favore ad Alitalia, il tentativo di tagliare le ali a Ryanair e ad ogni possibile concorrenza al piccolo monopolista, l’incredibile vertenza sui documenti necessari per l’imbarco nei voli nazionali nasce da lei [l’on. Gabriella Giammanco, ndr], dalla richiesta di essere identificata dal tesserino parlamentare (che se è uguale a quello del Consiglio Regionale è un pezzo di carta con incollata una foto tessera).

Da lì il rifiuto di una dipendente Ryanair, da lì l’intervento del Presidente dell’ENAC Vito Riggio, da lì ricorso, etc…

Ovviamente Saponaro non riporta nessuna fonte che certifichi l’avvenimento [1]. Bisogna fidarsi dei suoi spettegolezzi (che poi si è trovato costretto a smentire dopo qualche ora)-
Il fatto che l’anonima deputata Giammanco abbia il potere, per uno screzio personale, di imporre decisioni all’ENAC è già ridicolo di suo. Nemmeno fosse un ministro o un presidente di commissione: la Giammanco alla Camera è deputato semplice e basta, nemmeno vice segretario precario aggiunto della commissione varie ed eventuali è.

Ma foss’anche vera la vicenda della Giammanco, analizziamo questa squisita perla complottista:

L’ennesimo favore ad Alitalia, il tentativo di tagliare le ali a Ryanair e ad ogni possibile concorrenza al piccolo monopolista

1) Urca. Perché tolta Ryanair non esistono altre compagnie low cost, vero? Ad esempio, non esiste EasyJet che copre Milano-Cagliari anche dopo il fatidico 23 Gennaio (sì, basta provare e sul sito vendono ancora i biglietti)? Saponaro, ha mai notato che solo Ryanair ha protestato, mentre le altre low cost hanno regolarmente accettato le nuove norme?
Se fosse un piano tramato contro le low cost, si sarebbero ribellate tutte le low cost, non solo una. E allora non è un problema delle low cost, è un problema di Ryanair in quanto Ryanair.

2) Perché mai dovrebbe essere un favore ad Alitalia? Forse che le nuove norme valgono per tutte le compagnie aeree tranne che per Alitalia? Forse che Alitalia abbia un vantaggio nell’applicarle? No.
Cerchiamo di dire cose sensate, dai.

3) Cito:

tesserino parlamentare (che se è uguale a quello del Consiglio Regionale è un pezzo di carta con incollata una foto tessera)

Già, perché la carta d’identità italiana cos’è? Sorprendentemente la carta d’identità italiana è proprio “è un pezzo di carta con incollata una foto tessera”. Saponaro, sveglia!

Ndr: la CI è un documento per cui gli italiani vengono presi per il culo in mezzo mondo (la percentuale di stranieri che crede davvero che la mia CI sia veramente una CI rasenta il 5%, per gli altri sto solo scherzando quando dico che quel pezzo di carta è una CI).

Operazione demagogia

Essendo vicini ad elezioni, scatta l’operazione demagogia, basata su un complotto senza senso (vedi punti 1 e 2)
Cito:

Lo sappiano i lavoratori bergamaschi che gravitano nel 7% di PIL prodotto e indotto da Orio al Serio. Lo sappiano gli studenti, i giovani, i manager che vorrebbero continuare a viaggare a 38 euro (di media). Lo sappiano anche gli altri semplicemente un po’ inc***ti. Sappiano che i ringraziamenti dovranno essere rivolti a una trentaduenne parlamentare per caso che non contenta di viaggiare gratis, non contenta di imbarcarsi senza coda dall’ingresso piloti (come tutti i parlamentari ed eventuale accompagnatore).

Un concentrato di demagogia stomachevole. Saponaro aizza il popolo delle low cost (di cui faccio fieramente parte), lanciandosi in una polemica senza senso. Il tutto per tre voti in più.

Aggiungo due note

4) Una volta, proprio al citato aeroporto di Orio al Serio, incontrai Di Pietro – allora ministro – che stava partendo per Roma. Egli ha sì scavalcato le persone in attesa dei controlli di sicurezza, si è fatto sì accompagnare dall’assistente che gli ha portato il trolley fino al gate, ma col cazzo che si è imbarcato dall’ingresso piloti: si è imbarcato dal gate come tutti i passeggeri. E se a Orio funziona così per un ministro (che volava Alitalia) non vedo perché

5) Il 7% di PIL, è un 7% di cosa? È il 7% del PIL nazionale, di quello prodotto nella provincia di Bergamo o del comune di Orio al Serio? No, perché le cose cambiano molto.
Dare una percentuale senza specificare di cosa è quella percentuale, non ha una beata mazza di senso.

La sicurezza, quella vera

Nel citato articolo, Saponaro rimanda a un suo precedente articolo in cui afferma:

Veramente non riesco a capire come si possa imporre a una Compagnia di *Ridurre* gli standard di sicurezza. Se qualcuno ha maggiori informazioni, per favore le inserisca nei commenti.

Saponaro, invece di lanciarsi in crociate demagogiche contro complotti senza senso, invece di ironizzare sul pezzo di carta con foto incollata, pensi alla sicurezza vera.

Sì, proprio nel suo adorato aeroporto di Orio al Serio. Sa che cosa mi è successo stamattina? Ho preso il volo delle 7.55 per Praga. Ho presentato il passaporto al check in e ho ricevuto la carta d’imbarco. Sono poi andato ai controlli di sicurezza, e l’addetta ha solo controllato che avessi la carta d’imbarco, ma NON ha nemmeno aperto il passaporto. Passati i metal detector sono andato al gate e, venuto il tempo di imbarcarci, ho notato che le addette al gate 16 hanno fatto passare tutti senza controllare i documenti. Vedevano che avevi la carta d’identità in mano e nemmeno l’aprivano. Ti prendevano la carta d’imbarco e basta. Non c’era alcun controllo sull’identità dei passeggeri. Avrei potuto dare la mia carta d’imbarco a chiunque, anche un terrorista inserito nelle peggiori liste di persone interdette al volo, e avrebbe potuto volare a nome mio perché NESSUNO ha controllato i documenti dopo l’emissione della carta d’imbarco.

Ryanair può fare le bizze quanto vuole, ma poi i controlli al gate li fanno gli impiegati dell’aeroporto, anzi NON li fanno.

Se davvero si vuole impegnare per i cittadini e la loro sicurezza nel volo, contatti i vertici dell’aeroporto di Orio e dica loro di fare una bella lavata di capo ai dipendenti che (NON) fanno i controlli sui documenti.

Aggiornamento

[1] Saponaro mi fa notare che la faccenda sia certificata dal Corriere della Sera. Buon per Saponaro che si fida del Corriere. Giusto qualche esempio di cretinate pubblicate dal corriere: uno, due, tre, quattro. Devo continuare? Guardi soprattutto la quattro: quando di parla di politica cadere nella bufala è facile.
Ora, analizziamo quello che ha scritto il Corriere:

Il caso è scoppiato quando l’ imbarco è stato negato a Gabriella Giammanco, la giovanissima (22 anni) [sic! Ma non ne servono 25 di anni per diventare deputato? ndr] deputata palermitana del Pdl, che esibiva il tesserino da parlamentare. Ma problemi hanno avuto anche consiglieri di Stato e avvocati con i tesserini di riconoscimento rilasciati dalle rispettive amministrazioni. Un affronto, secondo Riggio, che ha quindi emanato un’ ordinanza per richiamare la compagnia irlandese al rispetto delle regole italiane.

Qual è la fonte del Corriere? Nessuna. Quindi la catena di attendibilità si è già rotta. Mi sarei fidato se il giornalista avesse citato un comunicato stampa della stizzita deputata, se l’avesse intervistata (perdere dieci minuti per chiamare la sua segretaria e verificare la notizia è troppo difficile). Mi sarei fidato se ci fosse un comunicato ufficiale dell’ENAC, ma non c’è niente di tutto ciò.
Allora questa non è una fonte, è un pettegolezzo. Formato corriere, ma sempre pettegolezzo.

2 Comments

  1. marcello saponaro said:

    Caro Butta, ora è tardi e rispondo solo su un punto: la fonte è citata eccome. Nel post è infatti linkato l’articolo del Corriere della Sera di tre giorni prima che nei tre giorni intercorsi non è stato mai smentito.

    Saluti

    Marcello Saponaro

    31 Dicembre 2009
    Reply
  2. mattia said:

    Le ho risposto in un aggiornamento in fondo al post.

    31 Dicembre 2009
    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota sui biscottini: questo sito usa solo i biscottini di base di Wordpress per il funzionamento del sito. Non usa biscottini per memorizzare vostri dati personali, anche perché non me ne frega niente. Pensate che non vengono nemmeno fatte le statistiche sugli accessi di questo sito. Non ci sono nemmeno i pulsanti per mettere apprezzamenti sul feisbuc, il tuitter o altre reti sociali. Ciao.