Stupidità volanti

voli_sedutiDopo questo nuovo tentativo di attentato si ripresenta una nuova raffica di demenzialità nelle misure di sicurezza sui voli. Demenzialità perché basate sull’irrazionalità. Sembra che ora, quando si prenderà un volo verso gli U.S. of A sarà obbligatorio stare seduti (senza cuscini o coperte) per l’ultima ora di volo. E questo perché un pirla voleva far saltare all’aria l’aereo all’atterraggio.

Tralasciamo pure i disagi (metti che devi andare al cesso quando mancano 59 minuti all’atterraggio, che fai?, ti caghi addosso?). Ma che senso ha inasprire la sicurezza all’atterraggio? Certo, se l’aereo esplode quando è sull’atlantico, crepano le 300 persone che ci sono sull’aereo, mentre se esplode  quando sta atterrando, magari va a finire su una casa e ammazza altre 8 persone (di solito gli aeroporti si trovano in zone non fortemente urbanizzate, quindi un aereo che cade ammazza poche persone, di certo non un palazzo intero).

Tra 300 e 308 persone, cosa cambia? Mi stanno bene le misure per evitare il dirottamento di un aereo, perché un attentatore potrebbe usarlo per schiantarsi contro un grattacielo o una centrale nucleare, ma se il danno che può fare è far morire 300 o 308 persone, che senso ha inasprire le misure di sicurezza? A questo punto dovrebbero adottare le stesse misure in tutti i luoghi dove ci sono 300 o 400 persone. Un treno ad esempio (in Spagna i treni ad alta velocità hanno i controlli coi raggi X come in aeroporto, sperimentato tra Madrid e Toledo): se ti porti una bomba su un freccia rossa e la fai esplodere quando viaggi a 300 km/h, ti assicuro che fai tanti morti quanti ne faresti con un’esplosione di un aereo. In metropolitana, allo stadio, a teatro. In nessuno di questi posti veniamo controllati. Solo in aereo, solo perché gli attentati li fanno in aereo. Quando gli attentati li fanno sui treni (vedi Madrid) allora si controllano i treni. È una sicurezza ridicola, perché si basa sulle paure della gente, più che su dati di fatto.