Pulenta e cunili is not good for running

Parliamo un po’ di corsa, va’ là.
In queste due settimane l’obiettivo era di consolidare i 15 km. Di renderli cioè normali, routine.
Se c’è qualcosa che ho consolidato, è la mia consapevolezza di essere un pippone. O meglio, che forse mi servono un po’ più di due settimane per consolidare i 15 km.

Il primo Novembre avevo fatto questi 15,22 km, fatti in 1h34’48”, co un passo medi di 6’14”. Ma ovviamente la media dice poco, visto che il passo è drammaticamente salito durante i 15 km, con un battito cardiaco che non cambia molto.
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Preso dalla foga ho ripetuto un 15 km due giorni dopo, il 3 Novembre. 15,16 km in 1h30’41”, che equivalgono a 5’59” di media. Allenamento ottimo, visto che il passo non subisce una drammatica salita come nell’allenamento precedente. Cosa è successo? Be’, vediamo che sono partito più lento all’inizio, a differenza dell’allenamento precedente dove sono partito a razzo per poi scoppiare. Errore da principiante, dannazione.

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Il 6 Novembre mi sono fatto 8.8 km lenti lenti, giusto per bruciare un po’ di grassi. In pratica ho lavorato col cardifrequenzimetro, cercando di stare tra i 140 e i 150 bom. Ecco qua il grafico.  In realtà avrei voluto fare 10 km, ma mi sono ingolfato. Andare troppo lento mi rende difficile spesso continuare…

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E arriviamo domenica, dove mi sono fatto un allenamento pomeridiano di 14,65 km. Disastro. Giusto tre ore prima mi era trangugiato mezzo coniglio con la polenta. E nonostante tutte le buone intenzioni, l’allenamento è stato una cosa ignobile. Notate che il passo aumenta terribilmente fino agli 11 km (poi ho avuto un moto d’orgoglio, aiutato da una discesa negli ultimi due km).  Al ritorno ero completamente disidratato: mi sono bevuto tre litri d’acqua! Probabilmente polenta e coniglio non sono adatti per un corridore. Non tre ore prima dell’allenamento almeno.
Tutto sommato sembra che il cuore funzioni correttamente: il passo aumenta e il battito diminuisce. Il problema non era quindi il cuore, ma le gambe che non andavano! Dure come il legno.

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E arriviamo a Martedì. 10 km alla media di 6’16” dove sono onestamente scoppiato. Forse per il sonno, forse perché ho fatto un giorno solo di pausa dopo i 15 km a base di polenta e coniglio. Ma davvero le gambe erano ingessate. Poco da dire, anche qui il cuore girava a battiti un po’ bassi (tra i 150 e i 160) mentre dovrei andare a 10 battiti di più (con un passo più decente!).

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Oggi dovrei riprovare i 15 km, solo che c’è una nebbia assurda, e tra due ore devo andare a sentire una conferenza della Albright (lo sapevate che era ceca?).
Vediamo come va.

2 Comments

  1. daniela said:

    la sig.ra Albright è nata nella Repubblica Ceca, credo l’ abbia lasciata con la famiglia per motivi raziali prima della 2 guerra per trasferirsi prima a Londra poi, con l’avvento del comunismo, negli States.

    14 Novembre 2009
  2. mattia said:

    Lei si definisce ancora ceca, anzi… oggi diceva di essere ceca-americana.
    Il ceco lo parla ancora discretamente, anche se delle volte se ne usciva con parole inglesi perché non si ricordava l’equivalente ceco.
    Poi certo, se ne è andata quando aveva dieci anni, e infatti dall’incontro di oggi posso dire che ha una mentalità americana al 200%. Ma di questo ne parlerò…

    14 Novembre 2009

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