Autorizzazione

Ieri parlavo con un mio studente brasiliano. Mi raccontava che nel suo paese normalmente la polizia fa fuori tre persone al giorno. Le ammazza, per intenderci.

In italia sono più moderati: di persone che crepano in carcere ce ne saranno tre all’anno. Tutte che cadono accidentalmente dalle scale, ovviamente. E tutte che, dopo essere cadute dalle scale, dichiarano che non vogliono comunicare le proprie condizioni di salute ai parenti.

Già” – dice l’autorità – “se il vostro parente non vuole farvi sapere che sta crepando perché è caduto delle scale, noi dobbiamo rispettare la sua privacy“. E magicamente appare sempre un foglio firmato dal morto in cui esercita il suo diritto alla privacy.

La cosa assurda è che tirino fuori ancora questa scusa, e che addirittura ministri vadano in parlamento a raccontarla. Senza vergogna. Mi chiedo: quando sei lì di fronte al senato e, in buona sostanza, dici “Ma, guardate che noi volevamo chiamare i parenti ma questo ce l’ha impedito. Volevamo salvarlo, ma questo ha detto che aveva solo un mal di testa“… non provi la stessa vergogna di quando l’insegnate ti chiede i compiti e tu dici “ma vede, io li ho fatti, solo che a mio fratellino è venuta una crisi di dissenteria e avevamo finito la carta da culo, così abbiamo usato i miei compiti. Però io li ho fatti, giuro!“?
Non hai l’intima convinzione che tutto il mondo capisca che la tua scusa è una cazzata? Non ti vergogni per aver inventato una scusa così banale?

A scanso di equivoci, questo post ha una funzione di tipo preventivo. Perché non sai mai che ti può capitare nella vita.
Allora, mettiamo che un giorno qualche figlio di puttana mi arresti e mi riempa di botte, no… scusate, mettiamo che un fedele servitore dello stato mi metta al gabbio e io – accidentalmente – cada dalle scale…

Fin d’ora autorizzo i miei genitori a sapere tutto delle condizioni di salute. Tutto, compreso quanti peli ho nel naso. Qualsiasi foglio in cui dichiaro il contrario (ossia che non voglio che i miei genitori siano informati delle mie condizioni di salute) sarà un falso. E se ci sarà la mia firma, sarà soltanto perché mi sarà estorta a suon di botte.

Dichiaro altresì che sarà un falso qualsiasi altra mia dichiarazione, benché firmata, in cui dichiaro che rifiuto le cure mediche.