Primarie PD: brogli alla luce del sole

Oggi si decide chi sarà il nuovo segretario del PD. Sono sempre stato convinto che una carica interna di un partito dovesse essere decisa dagli iscritti al partito. Perché il rischio è poi quello di trovarsi un Segretario votato da 3 milioni di persone che però nelle sedi non ci vanno. Un segretario con una base che la pensa all’opposto non funziona molto bene.

Ma hanno deciso di fare le primarie, e tant’è. E anche se la mia affinità col PD è simile a quella di una banana con una ruota di scorta, penso sia comunque importante verificare come si stanno svolgendo queste primarie. Perché tutto sommato decideranno sì una carica interna di un partito, ma decideranno – indirettamente – chi sarà il prossimo candidato premier della Sinistra. E che questo venga deciso con dei brogli, un po’ mi fa girare le scatole

Brogli, sì, perché imbrogliare in queste elezioni, e moltiplicare i voti come i pani e i pesci, è davvero semplice, se si è all’estero. È vero che anche le elezioni, quelle vere, hanno visto tanti brogli (ne avevo dato una dimostrazione qua), ma a queste primarie si rasenta il ridicolo.

Ricetta per imbrogliare alle primarie del PD

PASSO 1

Andare in un paese dove le carte SIM (quelle dei cellulari) si comprano liberamente. Esempio a caso? La Repubblica Ceca. Ecco un video, girato di nascosto, dove potete vedere quanto sia semplice comprare in un paio di minuti una scheda SIM senza presentare alcun documento d’identità.

Come vedete ho comprato una scheda SIM per 99 corone, circa 4 Euro. Il commesso specifica che non ha credito. In realtà, quando ho controllato la confezione, ho scoperto che ha un credito simbolico di 10 corone, che però non basta per fare la chiamata di conferma in italia. Le alternative sono, caricare con un taglio minimo la scheda, oppure comprare una SIM della vodafone (sempre ceca), che – anch’essa anonima – costa 200 corone, ma contiente 200 corone di traffico. Magari c’è anche qualche operatore più economico, ma alla peggio una SIM con credito viene a 8  Euro circa.

sim

PASSO 2

Andare sul sito del PD, e registrarsi come fantomatici italiani all’estero. Per votare via internet bisogna fornire i propri dati e il numero di cellulare.

brogli_primarie1

Ovviamente inserisco dei dati di pura fantasia. Vediamo, oggi sento di chiamarmi Marco Colombo, e di essere nato nel 1944. Abito a Usti nad Labem e mi identifico con una carta d’identità ceca (che tra l’altro non dànno nemmeno agli stranieri) il cui numero è uscito premendo a caso il tastierino numerico.

PASSO 3

Tramite email ci viente fornito un codice PIN che ci servirà per la votazione.

brogli_pd2

Ora è tutto pronto: abbiamo una SIM card straniera, anonima, e abbiamo un codice PIN che ci farà votare a nome di un inesistente Marco Colombo di Usti nad Labem.

PASSO 4

Domenica voto. Mi collego al sito del Partito Democratico e inserisco la mia email e il mio pin.

brogli_pd_autentificazione

Dopo mille tentativi (visto che il sito funzionava benissimo!) riesco ad accedere a questa pagina dove mi dicono di chiamare un numero telefonico italiano usando il mio telefonino. Il sistema vede che hai chiamato e riaggancia subito per non farti spendere soldi, ma intanto ha visto che il tuo numero di telefono esiste veramente.

Chiamo, sento che suona e mette giù, e in due secondi mi appare la scheda elettorale delle primarie.

Voto Marino, giusto per far felice il mio amico antonio (che mi ha rotto i maroni per mesi con ‘sto Marino).

brogli_pd_voto

Procedo e il sito mi chiede di confermare il voto. Confermo, e il mio voto è registrato. Marino +1.

brogli_pd_confermato

IL BROGLIO

Come abbiamo visto, la discriminante per poter votare non consiste nell’averne diritto, ma nel possedere un indirizzo email e un numero di cellulare.
Nulla ci vieta quindi di votare più volte, basta avere più indirizzi email e più numeri di cellulare (ad ogni cellulare può corrispondere un solo voto). Di indirizzi email possiamo farcene quanti ne vogliamo gratuitamente, mentre di schede SIM ne possiamo comprare a mazzi, in modo del tutto anonimo, al prezzo – alla peggio –  di 8 euro circa l’una.

E tutto è esattamente ai vecchi tempi della DC, quando si compravano i pacchetti di tessere, iscrivendo al partito anche i morti. Bastava investire un po’ di soldi in tessere per avere abbastanza delegati al congresso per condizionarlo.
Nell’anno di grazia 2009, non si tesserano più i morti, basta andare all’estero e comprare un mazzo di schede SIM. Come diventare segretari di un partito nell’era del 2.0.

Poi  qualcuno può chiedersi: ma quanto verrebbe a costare un’operazione simile. Be’, fate voi i conti. Poniamo che la differenza tra il primo e il secondo classificato sarà mezzo milione di voti. Considerando schede SIM da 8 euro, sono quattro milioni di Euro. Per prendere il possesso di un grosso partito non sono nemmeno tanti.

IL BROGLIO – PARTE II

Dopo aver votato su internet sono pure andato a votare di persona al seggio di Praga, per non farmi mancare niente. Ovviamente non c’era alcun controllo se mi fossi registrato tra i votanti on-line, quindi ho votato una seconda volta.
E sempre per far contento Antonio, ho votato ancora Marino.
Ecco il filmato che ho girato di nascosto

voto_doppio_marino

CONTROLLI?

Chi diventerà segretario del PD sarà pure affar loro, ma  se tutta questa faccenda ha un senso sarebbe auspicabile ci si sia un qualche minimo accenno di controllo. Nel caso, iniziate a togliere questi due voti a Marino.

3 Comments

  1. […] Abbiamo già visto che alle primarie PD è stato semplicissimo imbrogliare (io stesso ho votato due volte). […]

    3 Novembre 2009

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