Il ricomincio

Non ho parlato per un po’ di corsa perché… non correvo. Ho passato alcuni mesi, dopo la maratona di Stoccolma, in completo blackout. Per la prima volta mi era venuta la notte dei maratoneti, quando arrivi cioè al traguardo e dici “mai più”. Ma poi passa, quasi sempre, per tutti. Perché è difficile accettare di aver corso più volte una maratona e non essere più capaci di farlo. La notte è passata, ora è momento di ricomincio. Ma questa volta voglio fare le cose un po’ diversamente, anche perché altrimente non ci sarebbe gusto a fare gli stessi errori. Farò una preparazione di tipo scientifico. No, non mi farò guidare da un personal trainer, il mio corpo lo conosco già bene e so come si comporta nella corsa. E so anche cosa dovrei fare, anche se faccio fatica a farlo (maledette ripetute!). Cercherò piuttosto di dare un taglio misuristico alla mia preparazione. Mi allenerò col mio fidato Garmin Forerunner 305 (un orologio con GPS e cardiofrequenzimetro) e terrò accurata analisi di tempi e prestazioni, per verificare i miglioramenti. Cercherò innanzitutto di perdere qualche chiletto, che sono una zavorra importante sulle lunghe distanze. E anche per questo affiancherò la preparazione podistica con tanta piscina nei primi mesi (poi si vedrà). Riempirò queste pagine con dati e grafici, miglioramenti e peggioramenti. Farò a intervalli regolari un test di Conconi per verificare come sta andando la preparazione. Insomma, mi terrò sotto costante monitoraggio e farò un’attenta analisi dei dati. Lo scopo è ovviamente auto-motivante (mettere sul sito che si peggiora non è bello, e spinge a migliorarsi) e ovviamente molto edonistico. Ma ha anche uno scopo scientifico, perché mostrerà l’evoluzione di un normale corpo umano di fronte a una preparazione atletica e i suoi miglioramenti, il tutto fornito di dati e misure. E si comincia proprio con un Conconi Il test di Conconi, per chi non lo sapesse, consiste nel correre tratti consecutivi di 200 metri aumentando progressivamente la velocità. All’aumentare della velocità aumenta anche il battito cardiaco, in proporzione alla velocità. Ma fino a un certo punto, laddove raggiunge la saturazione. Lo scopo del test è verificare la propria funzione di trasferimento “velocità-battito cardiaco” e capire il proprio battito di soglia (laddove si perde linearità) che diventa un parametro importante in allenamento (tagliata giù col fulciotto: meglio restare sotto quella soglia, a meno di lavori come le ripetute). Ho Fatto questo pomeriggio sulla pista di atletica vicino a casa, preceduto da due km di riscaldamento. È venuto bene per quanto riguarda la progressione, con tanti punti e ben spaziati (c’è sempre il rischio di accelerare troppo, e ottenere pochi punti). Ho presi in verità le misure ogni cento metri, ma i risultati così elaborati erano troppo rumorosi, perciò ho usato solo i valori sui 200 metri.  Ho preso in considerazione sia i valori medi di battito cardiaco nel tratto, sia il valore massimo. Mi sarei aspettato un risultato più linear coi valori medi (se non altro perché non prendo solo un valore ma tengo contro di tutti i valori nel giro, quindi avrò un po’ di offset ma il calcolo della media pulisce via un po’ di rumore, anche di quantizzazione). Al contrario invece, sembra più lineare il grafico dei valori massimi. Pazienza. cocnoni 1 -a La cose che stupisce è che la perdita di linerità è bassissima. Solo nell’ultimo tratto si può osservare un accenno di saturazione. Ma è solo un punto ed essendo così basso, vuol dire tutto e niente. cocnoni 1 -b Perché sono così lineare? L’ultimo giro ero davvero allo spasmo, con la milza che gridava vendetta al cospetto di Dio (ergo, non ditemi che avrei dovuto continuare, se proprio non volete la mia morte). Eppure il cuore continuava a lavorare in linearità. Forse non potevo continuare, nemmeno per un altro giro, a causa di qualche altro motivo che non fosse il cuore. Chissà. Per adesso teniamo questo grafico da parte, e vediamo fra un paio di mesi come sarà.

2 Comments

  1. […] che questa cosa che sto facendo, di misurare tutti gli allenamenti, deve avere un nome. Allora ho pensato di chiamare questo […]

    22 Novembre 2009

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