AIRE e obbligo di iscrizione

Mi sono accorto che c’è molta confusione in merito all’AIRE, e specialmente all’obbligo di iscrizione.

Sì, obbligo. Perché il cittadino italiano che si trasferisce all’estero è obbligato ad andare al consolato entro novanta giorni e iscriversi all’AIRE. Non c’è scelta se iscriversi o meno: è un obbligo. Stop.

E non lo dico io, ma la legge 470 del 1980.

Art 6 comma 1.

I cittadini italiani che trasferiscono la loro residenza da un comune italiano all’estero devono farne dichiarazione all’ufficio consolare della circoscrizione di immigrazione entro novanta giorni dalla immigrazione.

Il termine per discriminare se si è emigrati o se si  vive all’estero in maniera temporanea sono 12 mesi (art. 1 comma 8 citata legge).

Sì, lo so cosa sta pensando “eh… ma io  almeno una volta all’anno torno a casa a fare le ferie. quindi non mi devo iscrivere all’AIRE”.
Cazzata: la tua dimora abituale  (art. 43 CC) è all’estero perché è lì che abitualmente vivi. Quindi la tua residenza è all’estero anche se fai due giorni di vacanza in italia.  Perciò sei obbligato a iscriverti all’AIRE.

Beninteso, ciò non ha nulla a che vedere con le regole di immigrazione del paese dove sei andato a vivere. In molti paesi dell’UE  è imposta la registrazione della residenza in quel paese,  per soggiorni superiori ai tre mesi. Quindi se vivi,  ad esempio in Rep. Ceca per sei mesi devi registrarti come residente in Rep. Ceca, presso la polizia per stranieri ceca. Ma non potrai iscriverti all’AIRE perché soggiorni all’estero meno di dodici mesi. Come volevasi dimostrare le due cose sono svincolate.

Sì, ma io me ne frego e non mi iscrivo

Oh, certo,  probabilmente nessuno ti dirà nulla. E a meno che i tuoi vicini di  casa non facciano la spia col sindaco, non ti cancelleranno dall’anagrafe del tuo comune per irreperibilità.

Però stai violando la legge (il perché sono affari tuoi… ad esempio perché non vuoi perdere l’assistenza sanitaria in italia).
E quindi sei nel torto. Perciò, non iscriverti all’AIRE se non vuoi, però per cortesia non andare al consolato a richiedere un certificato, perché non te lo possono fare. Alza le chiappe e va’ in italia a farlo.  E zitto, perché  sei nel torto, in quanto quello è un servizio  riservato agli AIRE.
E non protestare se l’ambasciata non ti fa il passaporto, ma per rinnovarlo devi andare in italia. Cazzi tuoi che non ti sei iscritto all’AIRE.

E  fra qualche anno, quando la finanza verrà a chiederti conti dei soldi che hai accumulando lavorando all’estero, quando invece risultava che vivevi in italia, nullafacente…. be’, sta’ zitto  perché è solo colpa tua che non hai rispettato la legge e non ti sei iscritto all’AIRE.

In quel giorno mi riderà  ul bus del gnau.

8 Comments

  1. […] statistico ceco io?). Tanti che si chiedono “e’ obbligatoria iscrizione aire ?” (sì che lo è, arrendetevi). Un’infinità di persone cerca “tema su facebook” (che mi fa […]

    24 Ottobre 2009
  2. Turz said:

    In realtà non è chiaro se vi sia una “punizione” per chi non rispetta l’obbligo di iscriversi all’AIRE.
    E, si sa, un obbligo senza pena è un obbligo di cartapesta.

    26 Marzo 2010
  3. mattia said:

    No, la punizione non c’è proprio.
    Ma, come ho già scritto, gli effetti ci sono.
    Poniamo che tu lavori alcuni anni all’estero e metti da parte un po’ di soldi. Poi torni in italia e ti compri la barca piuttosto che un appartamento etc.
    Fanno una verifica fiscale e ti chiedono da dove arrivano i soldi con cui hai comprato tali beni. Tu dici “Be’, ho lavorato all’estero” e loro dicono “no, perché altrimenti risulteresti iscritto all’aire. tu all’estero non hai lavorato”. “Ma guardi ho qua il contratto di lavoro, e i soldi vengono dal mio conto estero su quale mi accreditavano lo stipendio”. E loro “ah bravo, falsifichi dei documenti per riportare illegalmente dei capitali in italia che chissà da dove vengono”.
    E così ti denunciano per evasione fiscale, il tutto perché, non essendo iscritto all’aire, risulti residente in italia.
    Contento?

    26 Marzo 2010
  4. Alessandro said:

    Ci puo’ essre differenza tra residenza anagrafica (AIRE) e residenza fiscale.

    29 Giugno 2010
  5. mattia said:

    Certo, perché tu puoi avere la residenza all’estero ma avere interessi in italia, comprese attività economiche su cui paghi le tasse in italia.
    La differenza tra residenza anagrafica e fiscale, serve allo stato italiano per non fare in modo che una volta iscritti all’aire si sia automaticamente dispensati dal pagare le tasse in italia.
    Quindi è comunque un tuo onere poter provare di aver lavorato all’estero e aver prodotto reddito all’estero. Vero, l’AIRE non basta, ma se non hai nemmeno quella…

    29 Giugno 2010
  6. Roberto said:

    Il trecentosessantaquattresimo giorno di permanenza a San Paolo, mi sono iscritto all’AIRE. L’unica domanda che mi é stata rivolta é stata perché non mi sono iscritto prima. Ho risposto che ero indeciso, sopratutto perché non sapevo come sarebbe andata a finire la mia richiesta di soggiorno.
    Non mi hanno detto null’altro, se non gli auguri per il futuro.

    Devo lamentare che nel sito ufficiale dell’AIRE, come in tutti i siti istituzionali (o meglio, quelli che ho visitato dato la mia volontá di mettrmi in regola), non c’é oltre agli obblighi, una guida che illustri gli iter.

    Sto andando avanti passo passo, senza sapere cosa mi toccherá in futuro.

    Un esempio. Dopo che la mia richiesta di soggiorno in Brasile é stata accettata, ho dovuto regolarizzare producendo degli altri documenti, uno di questi si chiama “Cedula Consolare”, sulla quale (nel mio caso in lingua portoghese) vengono riportati oltre ai dati personali, quelli relativi ai nomi e cognomi dei genitori (richiesto espressamente dalle Autoritá Brasiliane). Per mia fortuna, non ricordo perché lo avevo chiesto prima ancora di emigrare, avevo con me il mio estratto di nascita dove si possono leggere appunto i nomi dei genitori. Questo particolare l’ho saputo soltanto quando sono stato a prendere la lista dei nuovi documenti per poter fare la mia, qui equivalente, carta di identitá.

    Perció dico, sarebbe una bella cosa che i siti istituzionali oltre che a rammentare gli obblighi, dessero anche idea di cosa si deve fare “durante e dopo”. Tipo il mio dubbio che so cercando di risolvere, riferente all’indirizzo di residenza presente nel passaporto che non corrisponde piú a quello reale, dato appunto l’iscrizione all’AIRE. Immagino che dovró recarmi presso il Consolato ecc… ma temo che andó li per doverci tornare di nuovo per avviare la pratica. Ho inviato una e-mail, aspettiamo.

    Ma intanto é bene che ci siano questi siti per aiutarci almeno tra connazionali.

    Buon 2011 a tutti!!!

    Roberto

    10 Gennaio 2011
  7. Giuseppe said:

    “ah bravo, falsifichi dei documenti per riportare illegalmente dei capitali in italia che chissà da dove vengono”. D’accordo su tutto, ma questa fa un po’ ridere. Basta che facciano una telefonata al datore di lavoro estero per confermare che la tua colpa non e’ evasione fiscale ma mancata iscrizione all’AIRE. Un po’ come un dipendente che si assenta dall’ufficio, viene borseggiato, va a fare denuncia e gli dicono “impossibile, eri in ufficio, risulta dal timbro del cartellino”. Siamo seri dai.

    5 Marzo 2011
  8. mattia said:

    Perché tu vuoi farmi credere che all’Agenzia delle Entrate si mettano a fare una telefonata al datore di lavoro estero?
    Parlando una lingua straniera?
    Per fare un favore a te?
    E pensi che tutto si risolva con una telefonata?
    LOL

    5 Marzo 2011

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