Antibufala: mozione di Gasparri “anti solare e pro nucleare “

Ricevo su FB la segnalazione di un articolo, che non posso evitare di commentare.

Ecco il testo della folle mozione anti solare e pro nucleare di Gasparri” è il titolo dell’articolo pubblicato da greenreport.it. Il testo completo si può leggere qua.

Viene riportato il testo della mozione presentata da Gasparri (che ne è cofirmatario, il primo firmatario è D’Alia) che può essere letta qui. Il commento di greenreport.it, già riassunto nel titolo è il seguente.

LIVORNO. Incredibile ma vero. L’Italia sta recuperando terreno sul versante delle energie rinnovabili, e quindi del raggiungimento degli obiettivi che a noi spettano su questo settore nella ripartizione degli obiettivi del pacchetto clima energia varato dall’Unione europea, e la maggioranza di governo cosa fa? Mette i freni.

Sarà infatti discussa oggi pomeriggio nell’aula del senato una mozione della maggioranza di cui sono primi firmatari Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello, rispettivamente capogruppo e vice capogruppo Pdl , per chiudere i rubinetti dei fondi alla ricerca sul solare. Il motivo nasce da una comparazione spanno metrica che mette in relazione la tecnologia solare termodinamica con quella nucleare , ma per “apprezzare” sino in fondo l’assurda razio della mozione si invita a leggerla per intero.

A parte che mi dovrebbero spiegare dov’è che l’italia “ sta recuperando terreno sul versante delle energie rinnovabili“. Ma lasciamo perdere.

Il punto è che la mozione viene tacciata di essere “anti solare e pro nucleare”. Lo stesso articolista di greenreport invita a leggerla per intero. Ok, facciamolo (le evidenziazioni sono mie).

Il Senato,
premesso che:

il solare termodinamico si basa sull’impiego di due tecnologie, la prima delle quali serve a catturare l’energia solare attraverso specchi parabolici che la concentrano su contenitori puntuali o longitudinali entro cui scorre un fluido che si riscalda, raggiungendo temperature comprese tra 300 e 400 gradi centigradi, mentre la seconda tecnologia utilizza il fluido caldo così generato per produrre vapore ad alta temperatura da inviare in una turbina-alternatore di tipo tradizionale per la produzione dell’energia elettrica;

il solare termodinamico, inoltre, incontra difficoltà realizzative dovute al “siting”. Occorre, infatti, reperire spazi molto ampi (i moduli standard da 50 MW come si stanno sviluppando in Spagna richiedono 120 ettari, ovvero un rettangolo di 1.200 per 1.000 metri lineari) che devono avere anche le seguenti caratteristiche: a) devono essere in una zona soleggiata (sud Italia) e vicino ad una fonte di acqua (altrimenti c’è una forte penalizzazione per il raffreddamento ad aria); b) il terreno deve essere in piano o comunque avere una limitata pendenza; c) la distanza da un possibile punto di connessione alla rete non deve essere troppo elevata;

Vabbe’, poteva anche evitare di spiegare cos’è un ettaro, ma andiamo oltre.

al confronto due unità nucleari EPR (3.200 MW ma con 8.000 ore anno di funzionamento) occupano 65-70 ettari. Anche volendo considerare il terreno per il cantiere (50 ettari) si arriva a 120 ettari. Quindi le aree richieste dal solare sono 64 volte più ampie a parità di potenza ma 180 volte più ampie a parità di energia;

Allora, L’EPR che stanno costruendo in Francia ha effettivamente potenza di 1.6GW (fonte 1, fonte 2). Quindi due unità EPR fanno 3.200 MW, tutto a posto. Sull’area, possiamo notare qui che una unità EPR occupa circa 60 ettari. Quindi due unità fanno 120 ettari: la mozione calcola 120 ettari per vie diverse, ma alla fine si fa il conto di 120 ettari comunque. Facciamo i conti: 3.200 MW per 8000 ore annue fanno 25.600.000 MWh annui, che divisi per 120 ettari significa: 213.333 MWh annui a ettaro.

Per il solare che i bravi spagnoli stanno sviluppando, possiamo vedere qui che un impianto solare da 50MW occupa 150 ettari, e fornisce 100.000 MWh all’anno. Significa 667 MWh all’anno per ettaro.

Quindi: solare 667  vs. nucleare 213.333  MWh annui per ettaro. Significa 320 volte di più, anche meglio di quanto dischiarato da Gasparri.

sotto il profilo dell’efficienza energetica, è stato stimato che l’impianto che impiega la prima tecnologia può lavorare con un’efficienza termodinamica del 70 per cento, mentre il secondo impianto è in grado di sviluppare un’efficienza del 37 per cento; l’efficienza complessiva di conversione dell’energia solare in energia elettrica, attraverso la tecnologia solare termodinamica, si può ragionevolmente considerare tra il 22 ed il 25 per cento, limite questo difficilmente superabile;

inoltre, la turbina a vapore dell’impianto termodinamico deve funzionare senza soluzione di continuità ed è necessario un generatore di vapore a combustibile per le ore di mancanza di insolazione; tale aspetto non permette quindi di poter definire compiutamente ecologica questa tecnologia;

i costi sono significativi e certamente riducibili nel tempo per la prima parte dell’impianto, mentre non sono ulteriormente comprimibili per la seconda parte dell’impianto che impiega tecnologie mature per le quali la curva di apprendimento è già vicina ai valori di costo minimo;

i costi di produzione di energia per tale tipo di impianti sono nell’ordine dei 6 euro a watt, e quindi si tratta di un sistema che necessita di sostegno economico;

i costi del solare termodinamico sono comunque molto elevati sia poiché gli impianti sono piccoli e non beneficiano di fattori di scala, sia perché non si è ancora sviluppato un sistema industriale, specialmente in Italia, che consenta di sostenere la tecnologia;

il costo degli impianti che adottano la tecnologia del solare termodinamico può essere ammortizzato nell’arco di più di 20 anni, sempre che gli impianti siano inseriti in formule di cogenerazione con cicli combinati o impianti a carbone;

nonostante l’incentivazione introdotta dal Governo italiano 15 mesi fa non risulta che ad oggi ci siano domande di erogazione dell’incentivo;

la tipologia di impianto è piuttosto complessa e quindi non è alla portata di piccoli imprenditori privati (al contrario del fotovoltaico), poiché richiede dimensioni rilevanti per godere dei fattori di scala (e quindi difficoltà nel reperimento dei terreni);

l’incentivo potrebbe non essere sufficiente a superare tutte le barriere tecnologiche e amministrative per garantire lo stesso ritorno sull’investimento di altre forme di energia rinnovabile concorrenti;

considerato che:

i primi tentativi di realizzare impianti di solare termodinamico anche di consistenti dimensioni, risalenti a più di 30 anni or sono, non sono stati persuasivi nei risultati e quindi abbandonati e attualmente è inoltre difficile prevedere quali potranno essere i costi di installazione e gestione di tale tecnologia in futuro, e pertanto appaiono molto incerte le potenzialità;

pertanto, appare economicamente più vantaggioso puntare sulle tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per le quali i costi connessi alla curva di apprendimento risultano prossimi alla combinazione ottimale di efficacia ed efficienza quali, in particolare, le tecnologie del solare fotovoltaico, del consumo di biomasse e dell’eolico,

Vabbe’, un po’ di considerazioni varie sui cui potremmo discutere anni, ma sui conti ci siamo. Ora viene il bello.

impegna il Governo:

a persistere nell’attuazione del piano energetico nazionale, come di recente approvato dal Parlamento nella legge contenente “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, al fine di diminuire l’elevato tasso di dipendenza da fonti energetiche tradizionali ed esterne;

Cioè: non si può andare avanti con il termodinamico da idrocarburi come si fa oggi perché il petrolio sta finendo e dobbiamo trovare altre fonti. Che c’è di sbagliato?

Dobbiamo ridurre la dipendenza da fonti straniere: energia significa indipendenza del paese (guardate come abbiamo dovuto dare il deretano al quel signore libico per non restare a secco…). Che c’è di male nel diventare energeticamente indipendenti?

ad assicurare un giusto equilibrio degli investimenti per la produzione di nuova energia che privilegino le fonti rinnovabili i cui costi siano sostenibili in rapporto all’accertamento dei benefici prodotti in termini di efficienza energetica e di compatibilità ambientale;

Significa: privilegiamo le fonti rinnovabili (avete aperto le orecchie, miei ambientalisti da quattro soldi? ha detto fonti rinnovabili) che però devono essere economicamente compatibili. Cioè, prendi gli ambientalisti sognatori che parlano di cifre a caso e li metti in un angolo. Poi prendi gli ingegneri che fanno i progetti e gli chiedi quanto ti viene a costare, se è sostenibile dal punto di vista di aree occupate etc. Esattamente quello che chi governa dovrebbe fare: ascoltare gli ingegneri.

ad adottare nell’ambito della promozione delle energie rinnovabili ogni iniziativa utile allo sviluppo della ricerca per il perfezionamento ed il miglioramento dell’efficienza energetica nel settore dell’energia solare fotovoltaica, di quella eolica, di quella proveniente dalle biomasse, di altre forme di energia rinnovabile in fase di sperimentazione, tra cui anche quella connessa allo sfruttamento del mare;

Chiedono al  Governo di potenziare la ricerca per migliorare l’efficienza del solare (visto che oggi ancora arranca). Ambientalisti da quatto soldi, lavatevi le orecchie: c’è scritto che impegna il governo a PROMUOVERE E SVILUPPARE LA RICERCA SUL SOLARE. Mi spiegate dov’è che c’è scritto che è “anti solare”?

a considerare l’inderogabile necessità di sviluppare processi virtuosi di risparmio energetico principalmente nel settore dell’edilizia ed in quello dei trasporti che tuttora costituiscono i settori a maggiore dispersione energetica del Paese;

Ambientalisti della domenicaaaaaa. Leggere bene, si parla di risparmio energetico!!! Mi spiegate che male c’è a risparmiare energia (soprattutto nella dispersione termica delle case)?

a destinare ai suddetti obiettivi tutte le possibili risorse, ivi comprese quelle dei fondi non attivati per l’incentivazione di energie non ritenute proficue;

Cioè… se nessuno chiede i fondi per l’eolico, io investo quei soldi per isolare termicamente gli edifici. Che male c’è?

a privilegiare lo strumento degli accordi di programma sui progetti in ricerca e tecnologia indirizzati allo sviluppo di attività per la produzione di impianti e apparecchi per le fonti rinnovabili utili a sostenere l’efficienza del mondo produttivo e l’economicità dei consumi dei privati cittadini.

E certo, perché cari miei, mentre voi parlate di impiantini per fa funzionare due fornelletti, l’industria deve andare avanti e i vostri sogni ambientalisti fanno il solletico alle necessità energetiche del paese.

Conclusione

Odio dover difendere Gasparri, ma la mozione mi sembra decisamente di buon senso. Non è contro il solare: realisticamente constata che il solare, allo stato dell’arte non ha l’efficienza per sostenere le necessità energetiche del paese. Pertanto ne finanzia la ricerca per migliorarlo. Mi devono spiegare certi ambientalisti dov’è che la mozione è “anti-solare”. Io aspetto…

Comparazione spannometrica

Mi piacerebbe vedere quali sono i numeri di greenreport secondo i quali la compazarione fatta nella mozione tra solare e nucleare viene considerata spannometrica. Che numeri avete?

11 Comments

  1. Major Havok said:

    Ormai l’ambientalismo Italiano è diventato una barzelletta. Certo che anche quello Estero lascia MOLTO a desiderare… In ogni caso ci vorrebbe una riforma totale del modo di pensare di certe persone, che non capiscono o fanno finta di non capire i reali bisogni energetici di una società avanzata.

    25 Luglio 2009
  2. mauro said:

    qualche osservazione:dobbiamo ridurre la dipendenza dall’estero,ma l’uranio dove lo andiamo a prendere? e a chi lo facciamo arricchire? in italia di uranio ce ne è appena per far funzionare una centrale per due anni,mentre ne sono in progetto sei.dopo ventanni dove sono gli ingegneri nucluari italiani in grado di portare avanti una ricerca seria sul nucluare? le centrali le compreremo dalla francia,importando anche il know-how.e le centrali saranno italianamente pronte fra sei,sette,boh anni. nel mio piccolo credo che tutto questo casino si sarebbe potuto risparmiare investendo di più nella ricerca,ma non da domani,da venti anni a questa parte.e qui mi fermo perchè poi si va a scavare nello sprofondo del nostro paese. saluti,mauro.p.s.non ho niente a che vedere con gli ambientalisti o simili,ma mi piace vedere le cose da più punti di vista.

    25 Luglio 2009
  3. mattia said:

    Mauro,
    ridurre la dipendenza dall’estero non significa necessariamente ridurre le importazioni di energia. Significa anche differenziarle, in modo da poter giocare su più fronti.

    dopo ventanni dove sono gli ingegneri nucluari italiani in grado di portare avanti una ricerca seria sul nucluare?

    Certo, importeremo ingegneri nucleari, così come esportiamo ingegneri in mezzo mondo per tutte le restanti discipline. E’ una cosa normalissima che accade ovunque. Così come i nostri ingegneri costruiscono le centrali in Bulgaria e in Egitto i Francesi faranno le nucleari a noi. E quindi?
    Più il livello di lavoro è specializzato più è normale che le competenze viaggino da un punto all’altro del mondo.

    26 Luglio 2009
  4. Major Havok said:

    E questo, io credo, fa molto bene sia ai paesi che esportano sia a quelli che importano, dato che lo scambio di conoscenze sta alla base del progresso tecnologico-scientifico.

    26 Luglio 2009
  5. mauro said:

    hai ragione,il libero scambio di idee e persone è alla base della crescita,quello che volevo sottolineare è che gli italiani che potrebbero fare ottime cose in italia sono costretti ad andarsene mentre noi comperiamo cash competenze e risorse.creare ricercatori capaci costa molto,e se poi riusciamo a farli scappare i vantaggi per la collettività svaniscono,e i costi aumentano per tutti.io non sono contrario al nucleare per principio,credo che siamo rimasti troppo indietro per poter fare qualcosa di utile.i costi per rimetterci in pari con le tecnologie sono secondo me troppo alti rispetto ai benefici che ne riceveremo.ciao e buona notte.

    26 Luglio 2009
  6. mattia said:

    Sì, per il nucleare le competenze le devi comprare all’estero, ma lo puoi fare.
    Quando inizi a parlare di solare invece sei ancora a livello di ricerca. A tutt’oggi non c’è ancora la tecnologia per produrre energia solare in quantità rilevanti, e ancora non se ne vede un possibile sviluppo (intendo, dove raggiungi livelli di efficienza che ti fanno produtte non l’1% ma il 40% del fabbisogno).
    E allora preferisco comprare una tecnologia che magari è all’estero, ma c’è, piuttosto che avventurarmi nell’ignoto e trovarmi tra vent’anni in braghe di tela.
    I ricercatori ricerchino, ma il governante deve garantire dei servizi alla popolazione. E non si fa vendendo sogni.

    27 Luglio 2009
  7. mauro said:

    http://giannicomoretto.blogspot.com/2009/06/energie.html questo è quello che intendo quando parlo di ricerca e di dove bisognerebbe investire.saranno magari solo sogni,ma perchè non dare qualcosa di più di un tozzo di pane a questa gente? ciao,mauro.

    27 Luglio 2009
  8. Francesco said:

    Concordo sulle considerazioni riguardo agli ambientalisti italiani, ma la mozione è comunque fatta con i piedi.
    Si dice: “Il solare termodinamico non rende quanto il nucleare, quindi puntiamo sulle altre energie rinnovabili”.
    Ma che ragionamento è?
    Se vuoi scegliere tra le diverse tecnologie in campo delle rinnovabili, le compari tra di loro, non che ne metti una contro il nucleare per “ammazzarla”.
    E il fotovoltaico? L’eolico? Le biomasse? Perchè non sono state confrontate pure quelle con il nucleare?

    30 Luglio 2009
  9. Mattia said:

    @Mauro
    “ma perchè non dare qualcosa di più di un tozzo di pane a questa gente? ”

    Sembra che quel progetto abbai 3 milioni di euro dal FP7 (che non è nuovo a finanziare idee balzane). Mi sembra che sia decisamente qualcosa di più di un tozzo di pane, considerando che fino ad ora ci sono solo promesse e ancora nessum prototipo che le soddisfi (1 MW?).

    @Francesco
    “Se vuoi scegliere tra le diverse tecnologie in campo delle rinnovabili, le compari tra di loro, non che ne metti una contro il nucleare per “ammazzarla”.
    E il fotovoltaico? L’eolico? Le biomasse? Perchè non sono state confrontate pure quelle con il nucleare?”

    Era una mozione parlamentare, non un trattato o una tesi di laurea. Siccome tanti politici sparlano a proposito del solare termico, è stato dato un termine di paragone. Ci sono ordini di grandezza di differenza sull’energia prodotta. Fintanto che la situazione è questa, parlare di questo tipo di energia resta scrivere il libro dei sogni.
    Tu dici, e il fotovoltaico? Be’, quello ormai si sa che lo puoi relegare al rifugio alpino. Ci si concentrava sul solare termico perché è quello più decente nel marasma delle energie alternative.

    30 Luglio 2009
  10. Francesco said:

    “Ci si concentrava sul solare termico perché è quello più decente nel marasma delle energie alternative.”

    Peggio mi sento (se con “decente” intendi “efficiente”)!
    Se il problema è che il solare termodinamico non deve “rubare” lo spazio fisico alle centrali nucleari, sarebbe bastato dare a queste ultime la priorità nella scelta del luogo, senza bisogno di affossare il solare.
    Anche perchè ci sono un sacco di posti dove una centrale nucleare non la puoi mettere e una solare sì (ad esempio tutte le zone sismiche).

    30 Luglio 2009
  11. Fotovoltaico said:

    Come sempre il mix energetico è la cosa fondamentale. Non capisco queste battaglie tra le varie tecnologie e fonti energetiche quando ognuna ha un suo ruolo indispensabile

    1 Marzo 2010

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