Dio è morto. E il giornalismo?

11072009_001Qualche minuto fa stavo sfogliando Famiglia Cristiana, quando un articolo mi ha lasciato di stucco. Parla dei giocatori brasiliani che hanno pregato in cerchio alla finale della Confederation Cup, e del relativo richiamo della FIFA.

Riporto:

Il problema della laicità nella vita pubblica, che giustamennte accalora filosofi, politologi e uomini di Chiesa dell’Occidente, si sta ponendo in questi ultimi tempi anche nello sport.
Alla faccia di chi, ancora negli anni Settanta, riteneva con pompa che “Dio è morto”.
A quanto pare Lui, cacciato dalla porta, rientra dalla finestra.

Ora, o io non ho capito il senso di questa chiusura, o – più probabilmente – l’autore non ha capito una mazza della canzone di Guccini. Un po’ come quelli che la censurarono perché la considerarono blasfema, perché si fermavano al colore delle parole senza considerarne il significato.

Certo che i censori di quarant’anni fa non avevano wikipedia. Il diacono Stefano Stimamiglio, che ha scritto quest’articolo, invece sì. Ecco, caro Stimamiglio, se i suoi studi teologici non le bastano per capire il testo di una canzone, faccia un giro su wikipedia.