Io non sciopero

Sembra che tutti i blogger stiano facendo la gara per aderire alla giornata del silenzio dei blog, il prossimo 14 luglio. Sciopero per protestare contro il ddl che – se approvato – porterebbe l’obbligo di rettifica per siti internet così come per la stampa.

Io non sciopero. Per due motivi.

1) Una giornata di silenzio per i blog non ha senso. Quanti sono i blog che pubblicano almeno un post TUTTI i giorni? Pochi. Anche blog famosi, che pubblicano tanto, in realtà qualche giorno buco ce l’hanno. Se anche non pubblicano niente il 14 Luglio, penso che la gente avrà la stessa reazione di quando non hanno pubblicato il 3 Marzo. Nulla.

2) Tutto sommato non sono nemmeno contrario all’obbligo di rettifica. Dicono che è una manovra per imbavagliare i blog. Dicono: un ragazzino pubblica un post, poi se ne va in campeggio. Qualcuno chiede una rettifica e se lui non la fa entro due giorni (mentre è in tenda a provarci con le ragazzine) si becca 12000 euro di multa. Quindi una persona dovrebbe restare incollata a internet 365 giorni l’anno.

Allora, ci sono 15enni con super cellulari che navigano in internet, ma li usano solo per fare i video porcelloni all’amichetta maiala. Imparino ad usarli anche per andare su internet e controllare il proprio blog. Possono farlo anche se sono lontano da casa.
Personalmente non so quand’è stata l’ultima volta in cui sono stato 48 ore senza accesso internet.

Ma poi, se non ho accesso internet vuol dire che sono fuori dal mondo. Quindi significa che non posso nemmeno ricevere la RACCOMANDATA con cui il Tizio di turno mi chiede la rettifica. Se ricevo la raccomandata  significa che sono a casa… quindi posso procedere con la rettifica.

Mi sembra che si gridi un po’ “al lupo, al lupo”. Personalmente mi sembra che la gente si lasci andare un po’ troppo sui blog. Se questa norma può aiutare a far capire che non puoi scrivere tutto quello che ti pare solo perché sei su un blog, non mi dispiace.

P.S. Sono all’aeroporto di Praga, l’aereo è in ritardo e sto scrivendo questo post usando la connessione gratuita offertami da vodafone, col mio fido eee.
1) Viva Vodafone, sono questi i servizi che rendono simpatica un’azienda e fanno il cliente soddisfatto (sì, ho una SIM Vodafone CZ).
2) Se aveessi ricevuto una notifica per una rettifica, l’avrei potuta fare anche da qua 😉

4 Comments

  1. Fabio said:

    Complimenti per il post.
    Questo è un discorso spontaneo da persona normale che ha il coraggio di pensare. Del resto è quello che penserebbe la maggior parte della gente (con il così detto buon senso) se non fosse bombardata da fantasie fricchettone su una fantomatica libertà e sull’anonimato. Evidentemente c’è chi crede di stare ancora sulle montagne mentre nelle città ci sono i tedeschi, e non si è accorta di vivere nel 2009, in una società tecnologica che deve darsi delle regole.

    13 Luglio 2009
  2. Elisa said:

    Il tuo dissenso può anche essere condivisibile, cosa invece non trovo in nessun modo condivisibile è questo pezzo:

    “Allora, ci sono 15enni con super cellulari che navigano in internet, ma li usano solo per fare i video porcelloni all’amichetta maiala. Imparino ad usarli anche per andare su internet e controllare il proprio blog. Possono farlo anche se sono lontano da casa.
    Personalmente non so quand’è stata l’ultima volta in cui sono stato 48 ore senza accesso internet.”

    Ma che scusa è? Nessuno deve essere obbligato a controllare il proprio blog con una frequenza determinata. Il “poterlo fare” non obbliga perforza il farlo. Sappiamo tutti che ormai ci si può collegare in qualsiasi momento e da qualsiasi parte. Questo non significa avere la voglia di farlo. Tu non sei mai stato 48 ore senza internet, probabilmente neanche io per la maggiorparte dell’anno. Ma se non voglio accedere al mio blog o al web stesso per tre giorni, per un mese o per quanto pare a me devo avere la possibilità di farlo. Ed incappare in una supermulta per questa scelta è atroce.

    14 Luglio 2009
  3. mattia said:

    @Elisa

    >Questo non significa avere la voglia di farlo

    E allora non aprire un blog. Non puoi aver la voglia solo di dire quello che ti pare e non avere la voglia di correggerlo. La voglia a senso unico non funziona.
    Perché c’è sempre in ballo questa mentalità dei soli diritti e non dei doveri? Vuoi un blog? Bene, hai dei diritti (la libertà di pubblicare i tuoi pensieri) ma anche dei doveri (rettificare).

    Ad ogni modo, come dicevo se ricevi la raccomandata con la richiesta di rettifica significa che non sei sperduto sui monti. Quindi, l’unico sforzo che devi fare è alzarti dalla poltrona e andare al computer per correggere il blog. Non mi sembra ci voglia tantissima voglia.

    14 Luglio 2009
  4. Major Havok said:

    Infatti, se ti devono mandare una RACCOMANDATA per chiederti una rettifica, allora l’ipotetico problema di ricevere 20.000 commenti-emails di richieste di rettifica non si pone. Hai MOLTO tempo per rettificare, dato che alle 48 ore si aggiungono i GIORNI che ci impiega la raccomandata ad arrivare. E una raccomandata costa, quindi si suppone che se un tizio arriva a chiederti una rettifica via raccomandata signofica che c’è del pollo in pentola.

    15 Luglio 2009

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