Severgnini, fuori dal vaso

Severgnini mi sta simpatico come picchiare la testa nello spigolo di un’antina lasciata aperta, mentre alzi di scatto la testa.

Pensa di essere divertente facendo battute che non fanno ridere  chi dovrebbe ridere, e che fanno incazzare quelli che invece prende per il culo.

Sabato l’ha fatta – ancora una volta – fuori dal vaso.

Questa la lettera del lettore (Massimiliano Zecca):

Caro Beppe,
sono stato a una bella presentazione di Marvin Minsky del MIT, uno dei padri della ricerca sull’intelligenza artificiale e uno dei ricercatori più stimati e rinomati nel suo campo. Tra le tante cose dette mi ha molto colpito questa (traduzione libera): “Buona parte dei governi sono formati da avvocati, ma è sbagliatissimo! Gli avvocati infatti sono bravi solo a confondere le acque e a fregare il prossimo, incitando gli scontri e i combattimenti per poi ricavarne frutti da entrambi i contendenti. Molto meglio affidare i governi agli ingegneri. Loro almeno sanno come risolvere i problemi in maniera pratica”. Lui si riferiva ovviamente agli Stati Uniti, ma dopo lo squallore dell’ultimo referendum (che spreco di risorse!) non posso che essere d’accordo con lui.

E questa è la risposta del simpaticissimo Severgnini:

Te lo dice uno che ci ha creduto ed è tornato apposta per votare “sì”: i referendum sono falliti per debolezza intrinseca (quesiti complessi, obiettivi contraddittori). Censura televisiva, ostilità politica al limite del boicottaggio? C’è stato anche questo, ovvio, ma non è stato determinante. Veniamo al “governo degli ingegneri”: meglio di quello degli avvocati e dei giornalisti, probabilmente. Ma dovrebbero essere ingegneri tedeschi: fossero italiani, troverebbero il modo di litigare.

Ora, gran parte della risposta non c’entra una beata mazza con la domanda del lettore. Fosse a scuola si prenderebbe un bel “fuori tema”.
E quando viene al nocciolo della questione si lascia andare alla domanda ammiccante per strappare il sorriso.

A Severgnini, da parte della categoria, vedi un po’ attaccare la tua supponenza al tram.