Migrazione su WordPress

blog titleHo migrato, a casa mia. Da anni ho ormai questo sito (butta.org) ma nel tempo era diventato inadatto alla struttura del web 2.0. L’avevo costruito io, a manina, codice per codice. Bello, sì, ma non funzionale a fare qualcosa di aggiornabile facilmente, nonostante la struttura ci fosse.  Il Blog c’era, ma non era nemmeno comparabile ad un qualsiasi blog di provincia, per facilità di editing.
Putroppo non ho il tempo di impegnare qualche giorno a digitare milioni di righe di php per costruirmi il sito nuovo, in modo fare una struttura decente per il mio sito, e ho deciso di adottare WordPress.

L’ho installato ieri, e ancora devo capire come funzionano certi accrocchi. Sicuramente cambierò il template; anzi me ne farò uno su misura perché non ho trovato nessun template che mi consenta di avere un sito che solo per metà è blog. Mi metterò con santa pazienza a crearmi il mio template scrivendo a manina il codicillo, così che almeno la mia coscienza di programmatore sarà a posto.

Sicuramente la cosa bella di WordPress, è che ho potuto importare i miei 100 articoli circa che avevo scritto sul blogger in pochi secondi e con una procedura del tutto automatica. L’unico difetto è che le immagini sono ancora in hosting su blogger. Quando ho tempo le sposto sul mio sito.

Perché in effetti anche questo è il motivo per cui ho migrato: essere padrone a casa mia. Siamo abituati ormai a ricevere tutti i servizi da aziende esterne in modo gratuito, e proprio per questo motivo tali aziende possono svegliarsi una mattina e chiudere il servizio. Si sentono tanti che tremano se dovessero chiudere FB (che economicamente parlano perde badilate di soldi), ma non pensano che lo stesso potrebbe fare Google con la loro casella gmail, ma anche yahoo, hotmail o qualsiasi altra azienda. Domani blogger . com si sveglia e smette di fornirvi il servizio di blogging: vi chiude l’account e spegne i server sui cui sono in hosting i tuoi blog. No, non parlo di censura (altrimenti non sarei in hosting su un provider italiano!), parlo di servizi. Se tu non paghi niente, non puoi nemmeno pretendere che ti offrano un servizio gratuito in eterno.

Io mi sono cautelato: ho il mio sito, il mio hosting e la mia email (e l’email per i famigliari) che pago annualmente. Non è tanto (con aruba sono 35 Euro l’anno, uno degli hosting più economici al mondo), e mi consento di essere padrone dei miei servizi, e avere la sicurezza dei miei dai. Non è poco.

La prossima volta che vi lamentate come donne isteriche perché temete che vi “spengano Facebook”, perché “altrimenti dove le metto le foto?”, pensate che FB spende tra i 20 e i 25 milioni di dollari per hostarvele. Non fate gli spilorci, apritevi un sito con 35 Euro, e mettete tutte lo foto che volete senza temere che qualcuno ve le cancelli.