Carità ma non troppo

Sento spesso attaccare la Chiesa e i suoi vescovoni. Ieri su FB vedo addirittura un gruppo intitolato “Se il Papa vendesse i suoi anelli sfamerebbe il Congo”.

Sia ben chiaro, a certi una “cura dimagrante” non farebbe male. Ma spesso ci si dimentica che la Chiesa è fatta anche da tanti missionari che dedicano la loro intera vita ad aiutare chi ha più bisogno.

La classica obiezione che ti viene fatta è “sì, ma ci sono anche ONG non religiose che aiutano il terzo mondo”. BALLE.

Qualche giorno fa in Darfur è stato rapito Mauro D’ascanio, di medici senza frontiere, insieme a due colleghi. Proprio quella sera su Radio Popolare ho sentito il responsabile italiano di MSF dichiarare che la loro organizzazione interrompeva immediatamente ogni servizio in Darfur, e che ciò significava che moltissimi non avrebbero più avuto assistenza sanitaria.

Bella reazione, davvero. Un po’ come quando Strada decise di chiudere i suoi ospedali in Afghanistan quando fu ucciso l’interprete di Mastrogiacomo.

Ecco, vi immaginate il Papa che richiama tutti i missionari da Sud-Est asiatico perché hanno stuprato una suora? No, restano lì, sempre. Anche se li ammazzano.
Ed è questa la differenza. Da una parte c’è chi la carità la fa per amore (vero) del prossimo, dall’altra c’è chi la fa per altri motivi…

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