Iniziamo bene

December 11th, 2017 by mattia | 14 Comments | Filed in w la fisica



Lo scorso lunedì ho spedito i moduli per la raccolta firme di W la Fisica a 65 consolati italiani sparsi per tutta Europa.

Nella lettera di accompagnamento chiedevo al personale del consolato di spedirmi cortesemente un'email di conferma, giusto per sapere se i moduli erano arrivati e se quindi si poteva andare al consolato a firmare.

È passata una settimana, immaginate quante conferme ho ricevuto?
Esatto, zero.

O le poste ceche hanno usato i plichi per accendere il camino, oppure sono moooolto lente a fare queste spedizioni.
Pur tuttavia, almeno per il consolati vicini una settimana mi sembra più che sufficiente per la spedizione di una busta. Voglio dire, almeno ai consolati tipo Bratislava o Vienna... sono qui a due passi, davvero una busta ci mette più di una settimana da Praga a Bratislava o Vienna?

Ma sta bene, poniamo pure che i plichi non siano ancora arrivati, colpa delle poste, mica dei consolati.
Però, sono stato ore attaccato a Skype cercando di parlare con qualcuno di fisico nei consolati per ottenere una conferma. Fino ad ora sono riuscito a parlare con una persona a Dublino e a Mosca.
Per il resto solo centralini che ti annunciano quello che c'è già sul sito internet e poi dopo due minuti di informazioni inutili ti annunciano che rispondono al telefono il martedì e il giovedì pomeriggio dalle 13 alle 14.30.

Non so di chi sia la colpa, ma santo cielo, è mai possibile che per parlare con qualcuno in un consolato si debba aspettare una di quelle minuscole finestre temporali in cui un cristiano ti risponde al telefono?

Ragazzi, qui si mette male. Aspetto ancora un po' e poi parte la protesta verso la Farnesina. Se questi rispondono due volte a settimana diventa impossibile fare una raccolta firme come si deve.

 

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Non esiste una domanda scema

December 8th, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in praga, repubblica ceca, riflessioni

L'altro giorno a lezione:

- Signori, mi è stato detto che qualcuno, tra voi, ha paura di fare domande a lezione perché se la domanda è scema poi gli altri studenti ridono.
Non abbiate timore! Fatela la domanda, anche se temete sia una domanda scema. Ovviamente è molto probabile che sia una domanda scema, figuratevi.
E se qualcuno ha paura degli altri studenti... facciamo così: voi mi mostrate un volto confuso e io capisco che devo ripetere, così nessuno viene a sapere che non avete capito niente. Tanto voi mica vi guardate in faccia, vedo solo io l'espressione che fate.

Studente:
- Ma Signore, non esiste una domanda stupida!

Io:
- Oh sì che esiste, mi creda, esistono eccome domande stupide! Non ha idea di quante ne ho sentite.

 

Ecco, prima o poi scoverò anche quel dannato che ha messo in giro questa voce che non esistono domande sceme.

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Distribuire lauree ad minchiam

December 7th, 2017 by mattia | 15 Comments | Filed in ignoranza

Perché l'italia ha bisogno di più laureati! Lo dicono anche le statistiche! L'italia ha pochi laureati!!!

E quindi che facciamo? Be', diamo il titolo di dottoressa a una tizia che a Palermo fa la tesi sulla parola "SUCA".
La notizia ha avuto molta attenzione mediatica, ma lo studio si fonda su indagini semiotiche e linguistiche.

via repubblica

Ah be', se si fonda su indagini semiotiche... Ma la semiotica cos'è di preciso? L'arte di scrivere minchiate facendole sembrare degne di un titolo accademico? No, scusate, quella è la rilegatura con la copertina rigida.

Ecco, bravi, distribuite un po' di titoli di dottore ad minchiam a 200 mila ragazzi all'anno così colmiamo il divario con il resto d'Europa e sono tutti contenti.

Altro che "più laureati", bisogna passare con il lanciafiamme qui.

Piesse: fossi un contribuente italiano chiederei al MIUR che neanche un millesimo delle mie tasse vada a finanziare una università del genere.

PiPiesse per le anime belle che mi verranno a dire "ma che ne sai? l'hai letta? magari è interessante": magari è interessante, ma va bene per un articolo su Vanity Fair, non per una laurea. Capito il concetto?

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I succhi di frutta che curano la depressione.

December 6th, 2017 by mattia | 23 Comments | Filed in ignoranza

La conversazione con la persona del post precedente sul monossido di diidrogeno è poi proseguita e ha preso una piega inaspettata. Ho provato a farle dire altre castronerie quando poi si è messa a dire di suo che i suoi succhi di frutta aiutano contro la depressione. Già.
Allora mi sono finto depresso, ho assunto un atteggiamento classico di una persona in difficoltà, dicendo che prendo psicofarmaci e che voglio smettere. Ebbene, questa è arrivata a dirmi che con i suoi prodotti puoi ridurre gli psicofarmaci e addirittura eliminarli del tutto.

Si trovava di fronte una persona con un evidente problema mentale (oltre ad avergli detto che ero in terapia quando voleva aggiungermi agli amici su FB mi sono inventato che "la mamma non vuole" per fingere di essere una persona infantile controllata dai genitori) e cosa fa? Pur di vendermi i suoi succhi di frutta cerca di convincermi con testimonianze e dicendo che aiutano contro la depressione.

E lì io mi sono sinceramente incazzato.
Perché se tu hai davanti una persona con un evidente problema di salute mentale non te ne approfitti per vendere il tuo beverone. Gli dici di andare da un medico che poi ti indirizza verso lo specialista giusto. Perché la depressione è una cosa seria, bisogna affidarsi agli specialisti non ai beveroni comprati su internet.

Approfittarsi dello stato di disagio mentale di una persone per vendere qualche beverone in più è una cosa che mi fa schifo.

Qui tutta la conversazione. Buona lettura.

Piesse: tra l'altro notate quanto poco sveglia può essere una persona del genere.
Le sarebbe bastato guglare il mio nome e in 30 secondi netti trovava chi ero e capire che stavo trollando Sì, ho fatto tutto con il mio nome vero! Nemmeno si preoccupava di capire con chi sta parlando per verificare se quello che le dicevo era attendibile o meno.
Possibile ci sia gente che si beve tutto quello che dici? 










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La beffa. Portata al secondo livello.

December 5th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in ignoranza

La cosa brutta della beffa del monossido di diidrogeno è che ormai è spoilerata. Basta scrivere monossido di diidrogeno in gugol e ti salta fuori subito che è una beffa.
Così non ci casca più nessuno. O forse no?

Be', paradossalmente no. Perché vanno sì sul gugol, cercano sì monossido di diidrogeno, trovano sì che è una beffa... ma non capiscono perché.
Tanto che quando fai il finto tonto e chiedi se questo monossido di diidrogeno nella loro frutta alla fine c'è o no... ti dicono di no.





 



 





No, non c'è, capito? Frutta e verdura pure, senza monossido di diidrogen0.

Pensate che finisca tutto qui?
Oh no, perché poi arriva il bello. Domani la seconda parte, ancora più succosa (e inquietante).

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Donnine con 20 cm di cazzo a teatro

December 5th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in praga

Quando, dopo il "can can" del secondo atto, hanno fatto partire musica da discoteca seguita da gangam style ho provato un dolore al petto. Come una sensazione di oppressione. Basta, vi prego, basta!
Mi è venuto da invocare l'altro can can, quello di Germano Mosconi.

Non so come ci sono arrivato lì, anzi lo so benissmo: era stato fgpx78 a proporre di andare a teatro a vedere l'Orfeo all'inferno di Offenbach. In realtà era un'altra cosa, tanto che a un certo punto fgpx78 ha detto "ci stanno evidentemente trollando" e io "dopo fanno l'opera vera".

In pratica hanno preso l'opera, l'hanno ambientata al parlamento europeo, l'ha spezzettata tutta e hanno inserito pezzi nuovi. Pezzi recitati e cantati (!) che nell'Orfeo originale non c'erano e in cui facevano una satira (venuta male, tra l'altro) della politica europea e ceca.
Hanno parlato di Angela Merkel, dei migranti, della crisi del governo Nečas, di Babiš, di feisbuc e tuitter... in pratica hanno allestito una cosa diversa.
Pensatela così: voi andate a vedere, che ne so, il rigoletto e il duca di Mantova diventa berlusconi alle cene eleganti con le olgettine. Invece di cantare la donna è mobile si mette a raccontare la barzelletta della mela che sa di figa. Ecco, ieri sera hanno fatto questa cosa. Non scherzo.

Non so se vi ricordate lo sceneggiato comico del trio Marchesini-Lopez-Solenghi sui promessi sposi. Ecco, quello aveva persino più attinenza con il romanzo manzoniano che questa merda con l'opera di Offenbach.

Se avessi il tempo e le risorse li denuncerei per truffa. Perché se vuoi fare una cosa del genere devi scrivere sul biglietto "commediuola liberamente ispirata - ma neanche tanto - all'Orfeo all'inferno". Almeno so che non è l'opera originale. Se tu invece scrivi sul biglietto, sui manifesti e sui programmi "Orfeo all'inferno" io voglio vedere quello. È come andare a donnine, pagare per una donnina e poi scoprire che ha sotto un manico di 20 centimetri: avrò il diritto di sentirmi raggirato o no?
Se sei un travone devi dirlo subito.

Chi viene a teatro con me sa che sono un rompicazzo, che non tollero chi parla - anche un sol cenno mi dà fastidio - ma ieri ero arrivato al livello devastazione. Nessun rispetto, commentavo di continuo. Al termine del primo atto ho gridato "vergogna! luridi!" (scoprendo tra l'altro che l'acustica è ottima anche a parti invertite) e alla fine dell'opera li ho ricoperti di "buuuuuuu" chiedendo il bis, ma dell'opera vera.
Non sono stato l'unico. Un tizio ha interrotto il primo atto protestando al grido di "hanba!" (vergogna) e metà teatro si è svuotato tra il primo e il secondo atto.

Mi dispiace per orchestrali e cantanti, alcuni dei quali erano anche bravi. Tecnicamente parlando non posso nemmeno lamentarmi della qualità della musica e del canto. Era proprio la regia a essere una coltellata nel cuore.
Per farvi capire, già a me dà fastidio quando fanno ambientazioni "audaci". Come quella volta che l'elisir d'amore lo ambientarono nell'italia degli anni '60 anziché nei paesi baschi. Ma vabbe', fai finta di non vedere la vespa sul palco o la scritta "W Bartali" e l'opera rimane la stessa.
Qui invece hanno cambiato l'opera. Hanno inserito parti musicali per accompagnare dei recitati, hanno cambiato le parole cantate e probabilmente hanno inserito anche un pezzo di sana pianta (per accompagnare la visita della delegazione cinese all'Europarlamento).
Cazzo, tu dell'opera non puoi cambiare una virgola, non puoi cambiare una nota, ma che dico! non puoi cambiare manco una pausa. Il massimo che puoi fare è intervenire sui segni di espressione, che puoi interpretare un po' come vuoi. Ma dello spartito e dei libretto non tocchi nulla. Lurido!

Se lo fai devi cambiare il nome dell'opera e il nome dell'autore, ché è diventata un'altra cosa.

A questo aggiungete il fatto che la satira è venuta molto male. Perché la satira è sempre stata inserita nelle opere, ma in modo molto delicato, suggerito sotto traccia, non palese. Il gioco è anche quello, cercare di cogliere i suggerimenti nascosti, il doppio senso. Qui invece non c'era alcun doppio senso, ti spiattellavano giù tutto. Esempio: a un certo punto parlano della moglie di Giove che avrebbe usato strutture dei servizi segreti per scopi personali. Era un chiaro riferimento allo scandalo che fece cadere il governo di Nečas. Ok, fermati qui. No, due battute dopo dicono "ma questo è Nečas!". Che senso ha dirlo? Che senso ha citare l'ex premier nell'opera. Lascia il riferimento lì, suggerito, non palesarlo.
Inscenano la visita della delegazione cinese (chiamando il presidente cinese "Ping Pong", davvero): era un chiaro riferimento alla visita di Stato che fece il presidente cinese a Praga, con tanto di attivista portato via dalla polizia perché aveva le bandiere tibetane. Ma dico, che senso ha fare satira dando tutti questi dettagli? Puoi parlare di una generica delegazione straniera, e poi sta allo spettatore cogliere il riferimento. Se dài tutti i dettagli non è satira, è piuttosto una recita a livello del Bagaglino quando faceva Biberon e prendeva in giro andreotti e craxi con Oreste Lionello e Pierluigi Zerbinati.

Io non pago per andare a teatro pensando di vedere l'opera per poi trovarmi davanti Pippo Franco.

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Si cercano caldaie fighe

December 4th, 2017 by mattia | 24 Comments | Filed in bufale

Ieri Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e aspirante presidente della Lombardia ha tuittato questo messaggio


La Pianura Padana, ma soprattutto la , soffocate dal biossido di azoto, un gas inquinante la cui prima causa è il traffico veicolare. L’immagine del satellite è un pugno nello stomaco. Ma non basta l’allarme, dobbiamo agire per cambiare la in Lombardia.

L'immagine riportata nel tuitt è una delle prime create dal satellite Sentinel-5P dell'esa. L'immagine totale, senza tagli, la troviamo qui e rappresenta effettivamente la concentrazione di NO2.
Notiamo in particolare una cosa: non c'è una scala. Se guardiamo in basso a destra infatti c'è solo un'indicazione della scala di colore. Rosso = altro, blue = basso.



Non c'è però nessun numero.
La pianura padana è messa peggio del resto del'Europa? Senza dubbio, l'immagine ci dice questo: è un confronto relativo, ma senza scala non ci dice niente in valore assoluto.

Andiamo allora sul sito dell'ARPA lombarda per vedere come stiamo a NO2:



Tutta la Lombardia è pitturata di verde, che secondo la legenda in basso corrisponde a una concentrazione tra 0 e 100 µg/m^3. Solo poche aree sparute superano i 100 µg/m3 (quelle pitturate in giallo).
Ho sfogliato un po' di giorni passati e la situazione è sempre così: la Lombardia è quasi sempre coperta dal verde.

Secondo ARPA quindi la concentrazione di NO2 è sufficientemente bassa da essere classificata come non rischiosa. A questo punto uno si domanda se ARPA è troppo permissiva e mette le scale a caso oppure se è Gori che si fa venire i pugni nello stomaco per niente.

I limiti europei dicono che non dobbiamo superare i 200 µg/m^3 misurati su di un'ora per più di 18 volte all'anno, e la media annuale non deve superare il 40 µg/m^3.
Per capirci, questi sono i famosi limiti che sforiamo in allegria per il PM10 (e quando superiamo i 35 giorni all'anno di sforamento i sindaci devono chiudere le città per far finta di fare qualcosa ed evitare le sanzioni).

La scala segnalata dall'ARPA dunque ha una sua logica: si colora di giallo quando supera i 100 µg/m^3 e diventa arancione quando supera il limite (calcolato sull'ora) di 200 µg/m^3.
Sapete quante volte abbiamo superato questo limite in Lombardia nel 2016?

Queste sono le misure orarie di cinque centraline nel Comune di Milano: i 200 µg/m^3 non sono mai stati sforati.



Queste sono invece cinque centraline nei comuni di Como, Lecco, Brescia, Pavia e Mantova, giusto per fare il giro della Lombardia.



Livelli un po' più bassi e anche qui mai sopra i 200 µg/m^3.
Considerate che i limiti (giornalieri) del PM10 invece li sorpassiamo in allegria. Se c'è dunque da preoccuparsi non è certo del NO2.

Le cose vanno un po' peggio per il limite annuale. La media su quelle centraline di Milano è 47 µg/m^3 (un po' sopra il limite di 40) mentre nelle altre cinque città lombarde considerate la media è di 31 µg/m^3, ampiamente sotto il limite.

Quindi no, quell'immagine non è un pugno nello stomaco. Perché ci dice solo che la Lombardia è messa peggio, per quanto riguarda l'NO2 del resto d'Europa, ma se guardiamo i dati in valore assoluto non sono poi così malvagi. I limiti sono superati solo in zone specifiche come Milano e solo sul valore annuale (quell'immagine è una istantanea di qualche giorno fa che nulla ha a che vedere coi valori annuali).

Gori non si è accorto che la scala era in valori relativi e non assoluti e ha interpretato male quei valori. Gli sarebbe bastato andare sul sito dell'ARPA (che dipende proprio dalle regioni) per vedere tutto verde in valori assoluti.

Ma non basta. Dopo aver interpretato male i dati si spinge anche sulle interpretazioni: soffocate dal biossido di azoto, un gas inquinante la cui prima causa è il traffico veicolare.

Già l'avete intuito dai dati di prima, forse, ma per facilitarvi il compito ho calcolato le medie sui tre giorni - così c'è meno rumore - sia per Milano (blue) sia per le altre cinque città lombarde (rosso):



Come notate da fine marzo a fine settembre i valori di NO2 sono decisamente bassi, sui 37 µg/m^3 a Milano e sui 25 µg/m^3 nelle altre città lombarde. Poi arriva l'inverno, si accendono gli impianti di riscaldamento e arrivano i bei picchi che vedete a gennaio e dicembre.

Escludendo che i lombardi usino l'autovettura solo a gennaio e non in aprile si conclude che il problema dei picchi di NO2 è causato dal riscaldamento (il che non stupisce perché stiamo pur sempre parlando di bruciare combustibili fossili).

Ora, se tu mandi su un satellite e misuri la concentrazione di NO2 a dicembre non puoi dire che la prima causa è il traffico veicolare. Non puoi far finta di ignorare che il problema - enorme - da risolvere è quello del riscaldamento.

Capiamoci, sono io il primo a sostenere modelli di mobilità diversi. Non possiedo un'autovettura da anni, mi muovo coi mezzi pubblici sostenendo un sistema come quello praghese (e ceco) dove ci si può muovere coi mezzi pubblici efficienti e a basso prezzo. Sono uno di quelli che quando va in paesi dove gli Stati Uniti Americani dove in alcune aree non c'è nemmeno il trasporto pubblico sbatte la testa contro il muro. Sono uno di quelli che quando vede i prezzi del trasporto pubblico in Giappone (dove costa meno usare un mezzo privato) si sbattezza. Per me il modello ceco andrebbe estero al mondo.
Però qui non possiamo nasconderci dietro un frenulo: cambiamo pure il modello di viabilità, ma non possiamo far finta di non vedere che quei picchi sono d'inverno e sono dovuti al riscaldamento.
Altrimenti facciamo finta di spostare qualche virgola sul trasporto e ignoriamo il problemone di cui pochissimi parlano.

O forse dovremmo produrre sistemi di riscaldamento con il marchio della tesla per far diventare figo anche questo problema.

 

 

 

 

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Meno credibili di una scoreggia

December 3rd, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza, riflessioni

Io lo dissi quando si parlava di pussi raiot, e lo dico di nuovo ora per questi quattro nazischin che sono andati a leggere un volantino nella sede di un'associazione pro-clandestini a Como.

In un luogo privato tu non vai a rompere il cazzo, perché è un attacco alla libertà di riunione. Può essere la cattedrale di Mosca, la sede di un'associazione o qualsiasi altro posto. Ognuno ha diritto di riunirsi senza aver timore di irruzioni da parte di oppositori. Puoi fare delle proteste sulla pubblica via, puoi chiedere che il movimento venga messo fuori legge, ma finché è legale tu non puoi rompere il cazzo in casa d'altri. In luogo pubblico sì ma non entri nella sede di un movimento a rompere il cazzo.

Questa cosa però io la dico sempre, in tutti i casi. Ci sono invece alcuni  che si scandalizzano solo quando l'irruzione la fanno quelli che gli stanno antipatici.
Perché il problema è proprio questo: molti di coloro che si stracciano le vesti per i quattro nazischin di Como sono le stesse persone che cinque anni fa esaltavano le pussi raiot che avevano fatto esattamente la stessa cosa. Anzi, peggio. Perché i nazischin di Como si sono limitati a leggere un comunicato, mentre le pussi raiot sono andate a fare una messa in scena sacrilega sul presbiterio.
Oppure prendete le femen che si denudarono in piazza San Pietro durante l'angelus o quelle che attaccarono l'arcivescovo di Bruxelles durante una lezione all'università. Ricordate?
In quel caso repubblica titolò "Femen, attacco all'acqua santa contro l'omofobia" non "Attacco di fasciste alla libertà di riunione". Io me li ricordo quelli che ridevano dandosi di gomito. Sono gli stessi che adesso condannano l'attacco alla libertà dei riunione perpetrato dai quattro nazischin a Como.

Perché i fascisti sono sempre gli altri. Quando i fascisti sono i tuoi allora non sono più fascisti. Anzi, sono degli eroi.

Capite perché tutte queste persone, che adesso stanno protestando per l'irruzione dei nazischin a Como, hanno meno credibilità di una scoreggia?

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