La notte più lunga dell’anno

April 21st, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in cantina

La scorsa notte è stata la più fredda della primavera. La classica notte della gelata, quella che di mandarti in vacca tutto.
Penso di non aver mai consultato così compulsivamente le condizioni meteorologiche nemmeno quando c'è stata una semi alluvione a Praga anni fa. Anche perché all'epoca io stavo nella mia casina ben distante dalla Moldava, quindi tolti i disagi della metropolitana chiusa non mi importava molto dell'alluvione. Per questa gelata invece m'interessa eccome, visto che dopo la super gelata dell'anno scorso che mi ha distrutto 120 piantine di vite appena piantate sarebbe davvero un disastro se le nuove barbatelle facessero la stessa fine.

Dopo aggiornamenti compulsivi della mappa delle temperature e di vari termometri on-line a mezzanotte mi sono arreso e sono andato a dormire. Stamattina ho controllato i dati della notte: - 2°C da mezzanotte alle 6 del mattino.

A questo punto spero che il tessuto non tessuto che avevo installato abbia fatto il suo dovere (sempre che il vento dei giorni precedenti non l'abbia portato via). A quanto ho letto non fa miracoli di certo, ma dovrebbe almeno attenuare gli sbalzi di temperatura creando un microclima che può alzare di 2 o 3 gradi la temperatura. Almeno, se la gelata non dura troppo a lungo.
Spero che sia così, perché quei 2 o 3 gradi in più potrebbero essere stati sufficienti per salvare le piantine. Tanto più che questo tessuto non tessuto l'ho messo a mo' di "tenda" triangolare con un'altezza di una spanna dalla terra. Il volume sopra la terra è dunque poco, faccio affidamento all'inerzia termica della terra.

Il problema è che questo fine settimana non posso nemmeno andare a controllare, ché domani parto per Dublino. Ho quindi dato incarico al mio vicino di andare a controllare e farmi sapere.
Dice che mi scrive domenica sera quando torna a casa. Così io fino a domenica sera sono qua come alle 22 di una domenica sera d'elezioni, quando il risultato ormai è fatto, è già nell'urna, ma devi aspettare per saperlo.
Dopo la notte più lunga ora parte il fine settimana più lungo.

Piesse: tra l'altro ora siamo sopra i 12°C. La rabbia per quelle sei ore...

Pipiesse: sempre per quella storia dei fighetti di città che pensano che l'agricoltura sia un mondo bucolico, affascinati dalle immagine dei coglioni alla slou fuud.

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Chiesa e M5s

April 20th, 2017 by mattia | 48 Comments | Filed in lerciume

Leggo un sacco di reazioni stupite per la convergenza tra M5S e Chiesa cattolica. Stupite perché dal punto di vista ideologico il M5S è ben lontano dall'ideologia della Chiesa sui temi etici.

Qualcuno cerca di spiegarsi questa convergenza con il nuovo corso della Chiesa bergogliosa concentrata sui temi come la povertà che troverebbe sponda nel M5S e la loro fantasiosa idea di reddito minimo per nullafacenti.

In realtà la questione è molto più semplice: la Chiesa è sempre ruffiana con il potente di turno, almeno quando il potente di turno non lo sceglie lei.
La Chiesa ha interessi economici in italia, è quindi banalmente ovvio che cerchi di lisciare il pelo ai potenti. Che pensavate, che amasse la verità e non avesse paura di professarla anche a rischio di avere qualche problemuccio economico?

Voi direte: che dici? il M5S non è mica al governo. Perché la Chiesa dovrebbe arrufianarselo?
Già, non è al governo adesso. Ma se i nasi della CEI  hanno annusato bene potrebbe esserlo a breve. La cosa mi preoccupa non poco, perché di solito fiutano bene da quelle parti. Speriamo che si siano presi una cantonata.

 

Piesse: quello che non capisco è cosa ne guadagna il M5S. Tanto i cristiani che votavano M5S c'erano anche prima.

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[feic nius] Le aperture dei negozi in Europa

April 20th, 2017 by mattia | 6 Comments | Filed in bufale, perle giornalistiche

L’Italia senza restrizioni, unico Paese in Europa
L’Italia è l’unico Paese europeo che non prevede alcuna restrizioni di orari (e di aperture) per festivi e superfestivi.

feic nius su corriere.it

Se c'è da fare qualcosa contro le feic nius è dare una martellata sui diti a tutti quei giornalisti che iniziano un periodo scrivendo "l'Italia è l'unico paese europeo che..."
Sì, perché il più delle volte  per questi signori (e per coloro che forniscono loro i dati farlocchi) l'Europa si limita a cinque o sei paesi scelti accuratamente per far risultare quello che vogliono.

In questo caso il corriere pubblica i dati di Confcommercio che paragona le leggi italiane sulle chiusure festive dei negozi con le leggi di Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito. Come se tutta l'Europa fosse lì.

La Finlandia non è in Europa dunque, e neanche la Polonia, La Svezia, il Portogallo o la Rep. Ceca. Perché io mica lo so com'è la legge sulle aperture festive dei negozi in Finlandia, ma so com'è in Rep. Ceca. E vi assicuro che non ci sono limitazioni nemmeno qua. Se vuoi tenere aperto un negozio 365 giorni all'anno (o 366 negli anni bisestili) lo puoi fare. Un mio studente lavora nella piccola bottega di alimentari dei genitori e mi ha detto che non chiudono mai, sono aperti tutto l'anno, anche a Natale e a Pasqua (anche perché sono atei di origine vietnamita, quindi non gliene frega molto delle festività cristiane).

Anche qui non c'è alcuna restrizione. Che l'italia sia l'unico paese europeo senza restrizioni è quindi una balla colossale. Una balla che hanno sostenuto scegliendo accuratamente i paesi a cui paragonare l'italia (e non ditemi che hanno scelto i paesi più grossi per semplicità, ché il Belgio ha quasi la stessa popolazione della Rep. Ceca).

La cosa bizzarra è che c'è questo documento della stessa Confcommercio in cui si legge che i paesi senza alcuna restrizione all'apertura il sabato e la domenica sono:

Bulgaria
Croazia
Rep. Ceca
Danimarca
Estonia (ad eccezione della vendita d’alcool)
Ungheria e Islanda (la chiusura è solo consuetudine)
Irlanda
Lettonia
Lituania
Norvegia
Polonia
Romania (la chiusura è solo consuetudine)
Slovacchia
Slovenia
Svezia.

In alcuni di questi paesi, come la Slovacchia, ci sono restrizioni solo per giorni come Natale e Pasqua. Per il resto liberi tutti.

Già, l'italia è l'unico paese senza restrizione alle aperture festive dei negozi. Proprio.

Ballisti fino al midollo.

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Il metodo report

April 19th, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in bufale, ignoranza, perle giornalistiche

Sinceramente non capisco perché ci si meraviglia della puntata dello scorso lunedì su Report.

Sono anni che questa trasmissione trasmette baggianate in campo scientifico. Successe nel 2008, quando trasmisero un'inchiesta della BBC sui rischi per la salute del wi-fi.

Successe nel 2011 quando invece parlarono dei fantomatici rischi dei cellulari. Nello stesso anno pestarono qualche merda anche su Fukushima.

Ma non dimentichiamoci dell'ormai lontano 2000 quando diedero voce alle teorie secondo cui al CERN si sarebbe potuto creare un buco nero che si sarebbe mangiato tutta la Terra.

Nel 2013 invece si avventurarono nel mondo degli OGM, e anche lì - neanche a dirlo - merde pestate.

Sempre nel 2013 diedero voce invece alle baggianate contro il MUOS. Ma possiamo anche citare quella puntata del 2000 in cui parlando della sperimentazione del metodo Di Bella dissero che c'erano pazienti su cui aveva funzionato.

E non dimentichiamoci la perla del servizio su ighina.

Il problema di report non è quello di un campione che ogni tanto sbaglia un rigore. Il problema di report è un problema di metodo.
Report ha come obiettivo quello di intercettare uno spettatore incline a scandalizzarsi. Report funziona se alla fine della puntata lo spettatore ha il fegato marcio, se va a letto arrabbiato e non vede l'ora di arrivare al lavoro il giorno dopo a discuterne scandalizzato coi colleghi.

Per ottenere questo scopo devono proporre uno scandalo, grosso o piccolo. Una magagna, qualcuno che ti sta fregando. E se facendo l'inchiesta non lo trovano? Se lo inventano.
E se proprio non possono inventarselo perché sarebbe troppo sfacciato si affidano al "Mah, chissà... sarà pure tutto ok, però il dubbio rimane...". Paraculaggine per non affermare niente ma almeno instillare un dubbio nell'ascoltatore che poi viaggia con la sua mente e si crea da solo il complotto.

Come quella volta di Fukushima:
I dati ufficiali dicono che i livelli di radioattività sono in aumento, ma quando il pericolo non ha odore sapore e colore, gli effetti non sono immediati e non hai altri posti dove andare che fai?

Non ti dicono che i livelli di radioattività a cui è esposta la popolazione sono pericolosi (perché i dati dicono l'opposto). Però ti inducono al dubbio: il pericolo non ha odore, sapore e colore significa "tu non te ne accorgi se ti mentono! dubita! devi avere paura!". Senza dirlo esplicitamente.

Oppure prendete la puntata su ighina, in cui presenta una invenzione che comanda le nuvole (seriamente, hanno dato credito a un tizio del genere). Fanno una dimostrazione pratica e l'autore afferma:
Dopo appena mezzora il cielo sopra all'elica di Ighina è ormai completamene aperto, letteralmente spaccato in due. Sarà un caso? Chi lo sa? Sta di fatto che tutti quelli che sono venuti qui hanno sempre visto la stessa cosa: le nuvole che si aprono.

Sarà un caso? Chi lo sa?
Loro non si prendono la responsabilità che questo tizio ha ragione. Fanno i paraculi e ti dicono "sarà un caso?"

È il metodo di lavoro di report a essere sbagliato. Perché quando fanno un'inchiesta non cercano la verità ma cercano uno scandalo da dare in pasto agli spettatori. Poi siccome di scandali ce ne sono tanti, purtroppo, spesso le due cose coincidono. Ma quando non coincidono se tu cerchi lo scandalo e non la verità finisci per spetasciarti contro un muro.

Non mostratevi sorpresi dunque se report ogni tanto pesta qualche merda. È normale se usa questo metodo.

 

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Gli sciacalli di Jim Morrison

April 18th, 2017 by mattia | 30 Comments | Filed in ignoranza

Quando gasparri cadde nel tranello di Jim Morrison - mostrato come un rapinatore slavo - tutti risero per quanto boccalone fosse il senatore. Perché magari la foto di Jim Morrison non era così famosa, non era tenuto a riconoscerlo, però prima di dire "vergogna" avrebbe potuto fare una rapida verifica.

In quel caso si attaccò il gasparri boccalone non il creatore della burla.

Con la boldrinova invece è tutto all'opposto. Una pagina satirica crea una burla accostando la foto di una attrice a un testo in cui si dice che è la sorella della boldrini e che è in pensione da quando ha 35 anni a 10 mila euro al mese.
Tanti abboccano e chi si attacca? Chi crede alla burla? Si attaccano i boccaloni? No, si attacca chi ha confezionato la burla.

In questo caso poi la burla era intuibile da chiunque ha 2 g di neuroni nel cervello. Andare in pensione a 35 anni è fondamentalmente impossibile. Forse, in rari casi, ai bei tempi d'oro delle baby pensioni degli statali (ma già se facevi un lavoro da laureato e vincevi subito il concorso i 14 anni 6 mesi e un giorno li raggiungeri attorno ai 40 anni).
Di certo ora questo non esiste più, da almeno 20 anni. Un'affermazione secondo cui una persona nata nel 1979 è andata in pensione a 35 anni è palesemente un'affermazione falsa. Talmente falsa che risulta ovvio il tentativo di spararla così grossa per vedere se persino così c'è qualche pollo che abbocca.
Nel testo della burla c'è scritto addirittura:
Interrogata dai giornalisti la Boldrini ha risposto: “Il mio curriculum parla chiaro. E l’INPS anche”.

Già e poi ha aggiunto: operaiiii, prrrrrrr

Talmente inverosimile che sembra fatta apposta per stanare i boccaloni che credono a qualsiasi cosa.
E qual è la conclusione? Si attaccano i boccaloni, magari cogliendo l'occasione per spiegare loro che non devono credere a qualsiasi cosa leggono su internet? No, si critica chi ha creato la burla a suono di "bufala! feic nius!".

La boldrinova, se non fosse quel minuscolo personaggio quale è, dovrebbe ringraziare i creatori di questa burla perché hanno creato un perfetto esempio:

- del fatto che non bisogna credere a qualsiasi cosa si legge su internet (ché si rischia di cadere in burle di questo tipo);

- che esiste gente che invece ci crede. E vota.

Avrebbe dovuto dare un cinque alto a chi ha creato questa burla che spiega, senza giri di parole ma con una applicazione pratica, dei concetti che vengono pure a suo vantaggio.
Invece no, dà loro degli "sciacalli".

Che più o meno è come dare degli sciacalli agli inventori della burla di Jim Morrison, degli sciacalli che per mettere alla berlina gasparri passando sopra il cadavere dell'artista mentre tanti ancora visitano la sua tomba.

Il livello è quello.

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Il sindaco di Amatrice si dia una calmata

April 18th, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in ignoranza

Io un appello che faccio è che non vengano qui a farsi i selfie sulle macerie perché un pochettino m’incazzo, insomma. Oggi ne ho visti qualcuno, qualcuno l’ho scacciato a malo modo.

il sindaco di Amatrice al TG3

 

Se ne avessi l’opportunità adesso sarei in viaggio per Amatrice con l’unico scopo di farmi un autoscatto con le macerie sullo sfondo.

Così, giusto per spiegare al signor sindaco che non è lo sceriffo del paese, che esiste una costituzione che consente la libera circolazione dei cittadini sul territorio della repubblica e che egli non ha alcun diritto di vietare a chicchessia di farsi una foto dove vuole.

Così come egli è libero di dire pubblicamente che prova disprezzo per chi si fa un autoscatto sulle macerie, così come egli è libero di incazzarsi allo stesso modo io sono libero di farmelo quell'autoscatto. E il sindaco non scaccia nessuno. Perché non ne ha il diritto.
Ché essere sindaco di un paese colpito da una tragedia non conferisce poteri speciali per fare il moralista e vietare agli altri ciò che a te non garba.

Si dia una calmata il signor sindaco.

 

Piesse: tutto questo senza considerare che uno potrebbe anche farsi un autoscatto con onesta intenzione di ricordare con dispiacere la tragedia. Ché il sindaco di Amatrice mica può leggere nelle loro menti per capirne i sentimenti né misurare l'arco del loro sorriso per dedurre che si fanno un autoscatto compiaciuti e non dispiaciuti. È proprio una questione che viene ancora prima, ché uno può anche farsi un autoscatto compiaciuto e tu non puoi vietarglielo. 

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E domani si va a frustare

April 16th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in repubblica ceca



La pomlazka è pronta.
Quest'anno non l'ho comprata già fatta ma me la sono fatta da solo. Anche perché avevo il salice a disposizione. Tolto l'inizio (che è sempre duro) mi  venuta piuttosto bene.

E domani andiamo a frustare le donne sul sedere. Tanto qui non c'è la boldrinova che rompe il cazzo e vede sessismo ovunque.

Comunque è bellissimo vedere i babbi che accompagnano i bambini a raccogliere i rami di salice per fare la pomlazka, che insegnano loro come intrecciarla... Sul treno ho pure visto un bambino che aveva al massimo 3 o 4 anni anche lui con il suo pomlazkino. L'identità di una nazione che si tramanda di frusta in frusta. Commovente.

Prima o poi riuscirò a importare questa tradizione nel mondo. Per quest'anno il mio contributo è stato una intervista a RTL al volo. Se qualcuno lo dice alla boldrinova sono secco!

Piesse: è in arrivo il video tutorial su come si fa la pomlazka.

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Preconio da venerdì santo

April 16th, 2017 by mattia | 5 Comments | Filed in praga, repubblica ceca



Le alternative sono due: o il preconio romano fa cagare (ma non è la prima volta che vado alla veglia pasquale romana, quindi me ne sarei accorto anche prima) oppure il tizio che l'ha cantato ieri sera alla cattedrale di Praga dovrebbe fare altro.

E buona Pasqua.

 

Piesse: sì, il video è storto, lo so. Non mi sforzo neanche a girarlo.

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