Pareidolia e trumpfobia

January 5th, 2017 by mattia | 9 Comments | Filed in bufale
Due giorni fa Trump ha fatto un commento sulle politiche aziendali della GM. In pratica è sempre quella storia lì che Trump vuole imporre alle aziende di produrre negli U.S.A. invece di delocalizzare.

Così le azioni della GM calano e parte il solito circo equestre di persone che dànno del pazzo a Trump. Uno che tuitta tutto quello che gli passa per la testa influenzando le borse. I più scalmanati del circo equestre parlano addirittura di affermazioni fatte apposta per influenzare i mercati e fare speculazioni.

Ora, queste solo le azioni della GM negli  ultimi cinque giorni:



mi sapete dire in quale momento le azioni della GM sono calate per colpa di Trump?

È una domanda semplice semplice: basta mettere il ditino sul grafico e dire "qui".
Sono qui che aspetto.

Difficile, vero?

Ecco, questo è un tipico esempio di fenomeno che si vede perché si vuole vedere. Non dissimile dai casi di pareidolia di gente che vede la faccia di Gesù nella fetta di pane tostato o Padre Pio nella muffa sul muro.
Ce lo vedi perché lo vuoi vedere, non perché è lì davvero.

In quel preciso momento le azioni della GM magari stavano perdendo lo 0,7% come denunciato, ma era una normale fluttuazione vista troppo da vicino e al momento giusto. È bastato allargare lo sguardo per rendersi conto che era solo una fluttuazione come tante avvengono, anche quando non parla Trump.

Ma nessuno è andato a controllare dopo un po', si sono fidati tutti della notizia secondo cui  Trump ha fatto calare le azioni della GM con i suoi tuitt "avventati" perché ci volevano credere, e d'ora in poi continueranno a ripetere a pappagallo questa storia del tuitt di Trump e delle azioni GM anche se palesemente falsa.

Qualcuno ha proposto il termine Trumpfobia.
Approvo e inizio a usare.

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Una data storica

January 5th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in riflessioni
Oggi ho ricevuto un'email da DHL che mi avvisava di un pacco in giacenza alla dogana e che dovevo cliccare su di un indirizzo per completare le informazioni mancanti.

Be', era un messaggio autentico.

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Cazzo puliscono la neve che non ha nevicato?

January 5th, 2017 by mattia | No Comments | Filed in praga, repubblica ceca


Questa volta il rumore l'ho identificato subito: era quello degli spazzoloni che puliscono la neve.
Saranno state le 4 di notte. Oppure no, mica ho guardato l'orologio, ho sparato a caso.
Comunque era ancora notte.

E mi sono chiesto: cazzo puliscono la neve che non ha nevicato?
Poi quando mi sono alzato ho scoperto che invece aveva nevicato durante la notte.
Mezzo centimetro ad essere generosi. E prima che la gente si alzi per andare al lavoro erano già all'opera per pulirla.

Ciao.

Piesse: ah, i vantaggi di abitare in una zona circondata da luoghi importanti... (fatemela tirare un po', via)

 

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#unmesedavegano: giorno 5

January 5th, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in un mese da vegano
Don't uorri. Sono ancora vivo e vegeto.

Anzi, diciamo che tendenzialmente mangio pure di più che prima. Ieri sera ad esempio ho praticamente saltato la cena (mi sono mangiato solo un po' di focaccia rimasta) perché ero sazio.
Molto probabilmente il meccanismo psicologico di cui sono vittima è che ho paura della denutrizione, quindi tendo a mangiare di più per timore di restare senza cibo.
Così, vai di legumi di contorno, vai di mandorle sgranocchiate nella pausa il pomeriggio... e alla fine arrivo a sera sazio.

Pian piano regoleremo anche quello.
Nel frattempo confermo che sto tenendo botta benissimo. Nessuna crisi di pianto davanti al bancone dei salumi.
Per ora...

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Perché scienza è la risposta

January 5th, 2017 by mattia | 12 Comments | Filed in riflessioni, w la fisica
C'è una cosa che non ho ancora sentito citare in questa faccenda delle feic nius. Tutti a parlare di metodi di censura addomesticamento di internet o della stampa, tutti a discutere su quali siano le forme migliori, se un'autorità (bleah) o un filtro tipo antivirus (sì, sì... perché il grullino s'installa l'estensione dis is feic sul programma di navigazione vero?).

Nessuno invece parla della cosa più importante: l'istruzione.

Tante bufale e informazioni false si diffondono semplicemente perché hanno un terreno fertile sul quale crescere: l'ignoranza.

Proprio l'altro giorno un mio compagno d'allenamenti ha pubblicato sul feisbuc la gran panzana del uai-fai "killer silenzioso". Ovviamente è una persona che non ha alcuna formazione per capire che è una sciocchezza.
Uno degli scopi della scuola dovrebbe essere questo: formare le persone affinché siano resistenti alle bufale.

Per farlo sono necessarie due cose: innanzitutto una forte componente di istruzione scientifica. Mi spiace per gli amici delle lingue morte o delle seghe mentali sotto forma di versi, ma molto spesso le bufale sono basate su argomenti tecnici. Per capire che sono bufale serve una formazione scientifica, che oggi è diventata il nuovo saper leggere e scrivere. Una volta il popolo ignorante veniva inculato dai ricchi istruiti perché non sapeva leggere e scrivere. Oggi per difenderti dalle inculate servono competenze scientifiche.

Il secondo strumento è il metodo. Perché ovviamente nessuno potrà mai essere pienamente competente di qualsiasi argomento, però può fare una scrematura delle panzane usando semplici strumenti metodologici.
Sono attendibili i dati che mi presentano? Come sono stati presi? Hanno fatto una raccolta di ciliegie? Hanno senso statistico? Hanno forse scambiato una correlazione per un nesso di causalità?

Spesso basta usare queste basi di buon senso per capire che sei di fronte a una bufala.
Questi strumenti fatti di logica, matematica e statistica, devono essere insegnati a scuola.

Prendete quei politici o quei giornalisti che gridano sguaiati che nella provincia X il tasso di tumori è del 30% superiore alla media per colpa dell'azienda Y. E giù di scandalo.
Un cittadino, uscito dalla scuola anche solo con la maturità in tasca dovrebbe essere in grado di rispondergli: 30% superiore alla media, ok, ma la varianza?
Non ha bisogno di essere un medico per fare una prima scrematura delle sciocchezze che gli propongono da credere.

Lo stesso per stamina. Ve lo siete già scordati? Non serviva essere esperti di staminali per scoprire che non c'erano basi scientifiche. Bastava ascoltare quello che dicevano. O meglio, quello che non dicevano. Non avevano mai rivelato i dettagli del metodo dicendo che avevano paura che se fosse pubblico qualcuno di big pharma l'avrebbe brevettato e tolto dalla circolazione. Quando invece è vero il contrario: se qualcosa è pubblico non può più essere brevettato, per definizione.
Non serviva una laurea in medicina per scoprire che avevano riciclato immagini da un altro articolo. Non serviva essere primari di ospedali per capire che un foglio di dimissioni non è una cartella clinica.
Bastava avere quel minimo di strumenti di base di cui parlavo prima per capire che alla domanda dell'idiota pelato "ma perché non volete ascoltare i genitori?" la risposta doveva solo essere "perché la loro opinione, scientificamente parlando non conta nulla. Mica per altro, ma proprio perché genitori il loro giudizio è influenzato" (ossia vedono miglioramenti nel figlio che vogliono vedere).

Queste basi di logica sono quelle che ci difendono dalle bufale. E a questo deve allenare la scuola.

Mi direte: la fai facile. Magari iniziamo a insegnare queste cose adesso e fra vent'anni vedremo i risultati.
Forse.

Però prendete proprio il caso stamina. Non è certo stato sconfitto dal bollino "bufala" messo dall'autorità statale o dal ministro della verità.  Se la battaglia è stata vinta è perché da una parte c'erano i cialtroni e dall'altra chi ha ripetuto incessantemente le ragioni della scienza e della logica. Senza stancarsi. Le ha ripetute talmente tanto che s'è riusciti a spostare l'opinione pubblica (e della stampa, e della politica) dall'appoggiare stamina a considerarla una bufala.
È stato difficile perché - appunto - la gente non era stata educata come ho spiegato prima. Ma lo si è fatto. Senza nessuna censura, solo dicendo la verità.

Certo, ci sono poi casi di conclamata pericolosità sociale, come per i vaccini. In quel caso, di fronte al pericolo di epidemie perché le mamme non vaccinano i figli non c'è tanto da andare per il sottile, quindi sta bene ricorrere alle misure forti con chi diffonde informazioni pericolose.
Ma negli altri casi in cui non c'è questo pericolo imminente la cosa migliore da fare è puntare sull'istruzione.

Che poi è anche quello che si fa nella scienza.
Non si censura nessuno. Ci sono cretini che se ne escono con panzane idiote. Non li si censura. C'è la revisione tra pari, ok, ma anche quella non è definitiva (di merda ne arriva in abbondanza sulle riviste).
Ci sono persone che pubblicano merda ma poi alla lunga la verità prevale e a quelli non crede più nessuno. Ma non perché viene loro vietato di pubblicare, bensì perché gli argomenti della verità sono più convincenti.

Quando io dico che bisogna portare la scienza in politica intendo anche questa cosa qui. Scienza in politica non significa solo portare nelle istituzioni gente competente e non cazzari complottisti. Scienza in politica è un modo di pensare: significa che quando la politica si pone davanti a un problema e non sa come comportarsi si chiede "come si comporta la scienza in questo caso?" e trova la risposta.

 

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Basterebbe una cosa sola

January 3rd, 2017 by mattia | 3 Comments | Filed in riflessioni
Si potrebbero fare grasse risate sulla svolta garantista del M5S. Fino all'altro giorno a sputare merda su chiunque avesse ricevuto un avviso di garanzia, ora invece usano le stesse frasi dei democristiani nel 1992: eh, ma non significa necessariamente colpevolezza!
Ora che hanno gli eletti e i procedimenti arrivano a toccare pure loro guarda caso si scoprono garantisti.
Che tenerezza che fanno.

E noi qui a discutere se sia giusto o meno dimettersi per un avviso di garanzia o una condanna di primo grado, per il reato X sì, per il reato Y no.

In realtà non c'è niente da discutere. Non esistono garantismo né giustizialismo. Esiste una sola cosa: la legge.
La legge stabilisce quando una persona viene interdetta ai pubblici uffici. Non c'è bisogno di inventarsi niente, esiste già la giustizia che al termine di un processo decide se tu puoi ricoprire una carica pubblica o no. Non ti piace questa legge? La cambi. Ma fintanto che esiste non puoi contestare niente a nessuno. Ti sembra troppo lento il processo? Sono d'accordo. Lo so anche io che delle volte l'interdizione ai pubblici uffici arriva quando la persona ormai è a casa a fare la calza. Ma allora acceleri il processo in modo che sia rapido ed efficiente e stabilisca subito se quella persona puoi ricoprire una carica pubblica o no.

Qualcuno mi  dirà: che male c'è se un partito decide di adottare regole più severe al suo interno?
C'è che se quelle regole le decide un buffone a capo del partito valgono solo per chi vuole lui e poi alla bisogna si cambiano. La legge dello Stato invece è universale e vale per tutti.
Che peppe crillo diventi fonte di diritto è una cosa che dovrebbe far venire i brividi a chiunque.

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#unmesedavegano – giorno 1

January 2nd, 2017 by mattia | 15 Comments | Filed in un mese da vegano
Ho iniziato il mese da vegano.
Precisamente a mezzanotte. Mi sono ingozzato una meringa (pardon, mestruo di gallina e zucchero) e l'ho degluitita 10 secondi prima che iniziasse l'anno nuovo. Ho i testimoni.
Ah, prima di quello ho fatto una cena a base di cotechino, pasta con salsiccia e varie cose grasse di contorno.

Ma da mezzanotte precisa mi sto comportando da vegano.

Vorrei rassicurare tutti: sono ancora vivo.

Nel frattempo se volete seguire i dettagli di questo mese da vegano potete guarda sul tuitter.

Ieri sera pasta e zucchine, venuta bene. Certo che una bella spolverata di formaggio e un pezzettino di burro l'avrebbero resa molto meglio...

 



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Il fatto quotidiano dà i numeri (iniziamo bene l’anno)

January 1st, 2017 by mattia | 11 Comments | Filed in bufale, perle giornalistiche
Il caffè al banco da 900 lire a 90 centesimi, il Big Mac da 4.900 lire a 4,20 euro, la pizza margherita da 6.500 lire (3,36 a euro) agli attuali 7,5 euro. Andando a cercare i prezzi di fine 2001, si scopre quanto sia cambiato il costo di beni e servizi negli ultimi 15 anni.

via ilfattoquotidiano.it



Vedete come è facile mentire?
Basta aspettare un po' di tempo e poi si possono dire tutte le puttanate che si vogliono facendole passare per vere.
Ad esempio, voi vi ricordate quanto costava un Big Mac nel 2001? Io no.
Così come non mi ricordo quanto costava una pizza margherita.
Però mi ricordo benissimo quanto costava un caffè: 1.500 lire.

Me lo ricordo, tra i vari motivi, perché un mio parente un po' indietro di comprendonio nel dicembre 2001 diceva "la gente non lo sa che adesso per pagare il caffè con l'euro bisogna tirare fuori minimo quattro monete! quattro monete!"
Già, come se tutti quelli che devono pagare 77 centesimi (ossi 1.500 lire) tirano fuori dal borsellino: una moneta da 50 centesimi, una moneta da 20 centesimi, una moneta da 5 centesimi e una moneta da 2 centesimi.
Il concetto di resto non gli entrava nella zucca.

 

Se poi non ci credete ancora, qui ci sono piotte del corriere che riportava un po' di prezzi convertiti un euro:
13. Cappuccino e brioche: quanto costeranno nella nuova valuta?
Ecco qualche esempio dei nuovi prezzi in euro:
Caffè al bar (1.500 lire) 0,77 euro
Cappuccino (1.800 lire) 0,93 euro
Brioche (1,200 lire) 0,62 euro
Giornale quotidiano (1.500 lire) 0,77 euro
1 litro di benzina verde (2.100 lire) 1,08 euro
Pacchetto di sigarette (5.700 lire) 2,94 euro
Cd musicale (38.000 lire) 19,63 euro

Caffè al bar: 1.500 lire.

Ma per il fatto quotidiano costava 900 lire. Un valore totalmente inventato.

Che però serve per inventarsi la favoletta dei prezzi raddoppiati. In quindici anni da 900 lire a 90 centesimi!
Una balla totale.

Ah, per la cronaca: passare da 77 centesimi a 90 centesimi in quindici anni equivale a un aumento di circa l'1,12% all'anno. Più che normale.
Certo, se uno non si inventa numeri a caso.

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