Rompere il loop infinito

December 21st, 2011 by mattia | Filed under giappone, ignoranza.

Come già sapete la mia banca è il regno dell’assurdo.
Non conosco le altre banche giapponesi, ma temo non sia molto diversa la situazione.
Per qualsiasi pratica devi compilare un modulo in cui ti tocca scrivere tutte quelle cose tipo nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono, circonferenza toracica…
La cosa demenziale è che questi dati la mia banca già li ha (sono loro correntista!) ma non fanno la fatica di stamparti col computer un modulo con i tuoi dati già prestampati dove tu metti solo la firma (forse perché i computer della mia banca assomigliano a degli olivetti anni 80 con le tastiere esadecimali dai tasti rossi e blu grossi come una casa che quando li premi fanno clunch-clunch).
No, ogni santa volta devi scrive il papiro. E che palle.

Ad ogni modo, oggi vado in banca per farmi dare una copia del bankbook (!) che non trovavo più. E vabbe’, mi danno il modulo da compilare, e riscrivi l’indirizzo e la circonferenza toracica (porta pazienza Mattia che lo sai come funziona, porta pazienza ho detto). Scrivo tutto e consegno.
Dopo due minuti torna l’impiegata: ma questo non è il suo indirizzo!

- sì, teroso mio, è il mio indirizzo

- ma qui risulta…..

- quello è l’indirizzo vecchio, sono venuto qui due mesi fa e l’ho cambiato, ho compilato il modulo anche per quello… c’era il tizio giovane che sedeva lì (l’unico che diceva 20 parole in inglese, nda) … quello che adesso non c’è più

- mmmmmmm

Dopo cinque minuti

- mi spiace, non ci risulta, deve compilare questo modulo per cambiare indirizzo

- no, ciccia mia, io il modulo per cambiare indirizzo l’ho già compilato due mesi fa

-  ma nel computer non risulta!

- e me ne fotte una sega di quello che risulta nel computer. Io il modulo l’ho compilato e non lo ricompilo

Probabilmente è successo che lo sveglione che mi ha servito mi ha fatto sì compilare il modulo, ma non ha inserito i dati nel database (e qui capisci che il modulo di carta non è solo scomodo, ma è anche pericoloso perché i dati non solo necessariamente allineati. Se fai il modulo al computer  e poi lo stampi solo per la firma di sicuro le informazioni nel computer ci sono).

Allora è diventata una questione di principio. Non mi rimetto a scrivere un’altra volta il modulo che ho già compilato. Hanno fatto la vaccata loro, la risolvano loro.

E qui scatta la crisi internazionale. L’impiegata va nel panico: ella non può scrivere il modulo per me, quindi non sa che fare. Chiama i superiori, accorre il primo, poi il secondo. A un certo punto c’è un’unità di crisi di cinque persone attorno alla vaschetta con i miei documenti e i moduli. Telefonate che partono, consultazioni con la sede centrale. Poi tornano da me: deve compilare il modulo.  [che poi era la stessa cosa che mi aveva detto prima di convocare l'unità di crisi...]
No.

Traducono frasi con google translate pensando che il problema fosse la lingua (mentre io mi sforzavo di parlare loro in giapponese).
- ho capito il problema - dico loro - ma io questo non lo faccio. Fatelo voi.

Chiamano la mia università dove c’è un centro di supporto per gli stranieri. La tizia traduce per me, ma loro non capiscono.
Non è una questione di lingua, è proprio che non capivano la questione. Gnucchi come il marmo.
Tu cerchi di farli ragionare, di dirgli guardi che è così perché…. e loro continuano come un disco rotto a ripeterti la stessa frase. Mi sembrava di avere davanti un programma che era finito per sbaglio in un loop infinito. E non c’era shortcut da tastiera che lo breakkasse.
Perché essi non hanno una mente propria, lavorano per algoritmi, e se trovi un baco nell’algoritmo sei fottuto.

Allora ho provato a vedere se riuscivo a rompere il loop infinito.
Gli ho detto che io non lo compilavo di nuovo quel modulo. O lo compilavano loro o restavo lì fino a sera e dovevano chiamare la polizia per farmi uscire.
Niente, il loop infinito resiste.
Mi metto comodo, tolgo il cappotto, collego il telefono al mac per ricaricarlo…

A un certo punto mi portano dei documenti, riguardano altri cambi di indirizzo che avevo fatto.
- sì, cazzo, lo so … ma non c’entrano questi… è inutile che mi parlate degli altri cambi di indirizzo … ne ho fatto un altro … capitela, santo cielo 
[nota: temo che il loro problema era concepire che le informazioni sul computer fossero sbagliate per colpa loro, nel senso che per loro quello che c'è nel computer è sempre giusto e perfetto, non immaginano neanche che ci sia un errore, e questo li spiazzava]

- Ma… aspetta… guarda un po’ questo modulo… questa non è la mia scrittura! Vede, questo l’ho scritto io, ma questo no! Dai, si vede, sembrano le firme per la lista di Formigoni.
- Formi… chi?
- Lasciamo perdere. Vede, mettiamo le due scritture vicino, si capisce che sono due mani diverse. Dai! Quindi questo modulo non l’ho compilato io!

Il gelo scende nella filiale. Due commessi si guardano in faccia. Sacrilegio! Già si immaginano investigazioni per capire chi ha compilato quel modulo al posto del cliente.

- Ciò significa che se questo modulo è stato compilato da un vostro impiegato e io ho messo l’inkan, anche questa volta un vostro impiegato può compilare il modulo e io metto l’inkan.

Bingo! Ho trovato il mio formulario A-38. Ho rotto il loop infinito!
Dopo cinque minuti tornano con il modulo compilato da loro. E il nuovo bankbook.

Dopo un’ora e mezza di insulti dilato la bocca con un enorme sorriso e in una profusione di inchini e saluti me ne vado fischiettando.

 

11 Responses to “Rompere il loop infinito”

  1. Paolo says:

    Complimenti vivissimi, Mattia! Epic win.
    Valeva la pena di perderci un`ora e mezza.
    Dalla mia personale esperienza posso confermarti che in tutte le banche giapponesi gli impiegati sono cosi`, gnucchi fatti a stampino. La mia ora e mezza la persi per farmi alzare il massimale di spesa alla carta di credito…per poi accorgermi qualche settimana dopo che non avevano capito un belino e mi avevano alzato il massimale di prelievo giornaliero del bancomat. Nessuno, neppure il classico “giovincello che parlucchia ighirisu-go” che sia stato capace di dirmi che la variazione del massimale della carta va richiesto direttamente alla societa` che la gestisce, e non alla banca. Bastavano 5 minuti.

  2. Paolo says:

    Adesso io e l’altro Paolo creiamo un altro loop infinito. :-D

    Certo che questi giapponesi sono dei veri zucconi, pensavo che qua in Italia raggiungessimo il massimo dell’imbranataggine, invece mi sbagliavo di grosso.

  3. Stefano. says:

    Appena finito col Sol Levante potresti provare coi Klingon. Per me potrebbe andarti meglio.

  4. davide says:

    Ti ammiro!!! :)

  5. Turz says:

    Ma non ti conveniva semplicemente compilare di nuovo il modulo?

  6. mattia says:

    Senza dubbio.
    Ma questi qua hanno bisogno di essere rieducati.
    Non pretendo di farlo da solo, ma se non parto mai qualcuno non si arriverà mai a destinazione.
    Le battaglie civili, dopotutto, partono sempre da persone che si incaponiscono.

  7. Nasso says:

    Ieri ero in un ufficio postale per ritirare due atti depositati lì.
    Dal momento che non erano intestati a mio nome, ho fatto fare la delega su carta semplice e ovviamente allegando fotocopia dell’ID del delegante.
    Mi sono pure impegnato a far scrivere il pippotto “Io sottoscritto…” due volte, sullo stesso foglio però.
    Alchè l’acutissima impiegata sbotta dicendo che “No, non si può”.
    Le ho chiesto se avesse origini giapponesi e mi dice di no.
    Le chiedo di darmi il foglio con i due pippotti e delle forbici. L’ho tagliato a metà e le ho porto i due foglietti con i due pippotti separati.
    “Bene, ora si può”.

  8. Thomas says:

    approvo senz’altro. Ma che gran cagacazzi…
    io sono sempre stato tollerante ma con l’età comincia a sentirsi odore di pedanteria (che e’ diverso dall’essere cagacazzi). Ed ho maturato la convinzione che con la tolleranza non si fanno battaglie…e non si cambia nulla.

  9. S says:

    devo dire la verità. in banca in Italia simili disguidi non sono mai capitati né a me né a chiunque io conosca.
    magari cagate più grosse le fanno, ma mai si perdono via per un indirizzo su un modulo.

  10. Luca says:

    Certo che anche tu… Perdere il bankbook, ma te le vai a cercare!

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