Report, Rai Tre e i cellulari

November 29th, 2011 by mattia | Filed under bufale, ignoranza, perle giornalistiche.

[Disclaimer: articolo lungo e pedante. Leggetevelo, se vi garba, quando avete tempo. Se avete fretta il concetto è uno: la puntata di Report sui cellulari era un concentrato di corbellerie. La spiegazione nel seguito.
Ah, il post è stato scritto a spizzichi e bocconi: posso essermi perso pezzi per strada o link che non funzionano. Segnalatemelo.]


Nei commenti a qualche post fa Alessandro mi segnalava questo stupendo articolo sulla scienza applicata alla giustizia. Un articolo che dovrebbe essere imparato a memoria, non solo da giudici, avvocati e periti, ma anche da giornalisti. E non solo quando si parla di giustizia, ma in generale quando si discute di scienza fuori dall'ambiente scientifico.

Questo perché l'articolo spiega molto bene (sicuramente meglio di quanto non faccia io) alcuni concetti che sono banalità per la scienza ma non entrano nella zucca di molte persone, in primo luogo dei giornalisti.
Nell'articolo si segnala il Reference Manual on Scientific Evidence, manualetto (si fa per dire) che i giudici U.S. of A. devono usare per applicare correttamente la scienza nei processi.

Un passo molto interessante è questo:
“Anecdotal evidence” means reports of one kind of event following another. Typically, the reports are obtained haphazardly or selectively, and the logic of “post hoc, ergo propter hoc” does not suffice to demonstrate that the first event causes the second. Consequently, while anecdotal evidence can be suggestive, it can also be quite misleading. For instance, some children who live near power lines develop leukemia; but does exposure to electrical and magnetic fields cause this disease? The anecdotal evidence is not compelling because leukemia also occurs among children who have minimal exposure to such fields. It is necessary to compare disease rates among those who are exposed and those who are not. If exposure causes the disease, the rate should be higher among the exposed, lower among the unexposed. Of course, the two groups may differ in crucial ways other than the exposure. For example, children who live near power lines could come from poorer families and be exposed to other environmental hazards. These differences could create the appearance of a cause-and-effect relationship, or they can mask a real relationship. Cause-and-effect relationships often are quite subtle, and carefully designed studies are needed to draw valid conclusions.

Traduzione (mia e spiccia, se avete suggerimenti segnalateli nei commenti)
"Prove aneddotiche" sta per relazioni tra un tipo di evento che segue un altro evento. Solitamente i rapporti sono ottenuti a casaccio o selettivamente, e la logica del "dopo di questo, quindi a causa di questo" non basta per dimostrare che il primo evento ha causato il secondo. Perciò, benché le prove basate su aneddoti possono essere impressionanti, possono essere anche fuorvianti. Per esempio, alcuni bambini che vivono vicino a linee elettriche sviluppano la leucemia; ma è l'esposizione a campi elettrici e magnetici a causare questa malattia? La prova basata sull'aneddoto non è convincente, perché la leucemia si manifesta anche tra bambini che hanno un'esposizione minima a tali campi. E' necessario paragonare il tasso di malattia tra quelli che sono esposti e quelli che non lo sono [ai campi, n.d.t.] Se l'esposizione causa la malattia il tasso dovrebbe essere maggione tra quelli esposti e minore tra i non esposti. Ovviamente i due gruppi potrebbero differire altri in modi sostanziali, oltre che per l'esposizione. Per esempio, bambini che vivono vicino a linee elettriche potrebbero venire da famiglie più povere ed essere esposti ad altri rischi ambientali. Queste differenze potrebbero creare l'illusione di una relazione causa-effetto, o potrebbero coprire una vera relazione. Le relazioni causa-effetto spesso sono abbastanza subdole, e studi attentamente pianificati sono necessari per trarre conclusioni valide.

Nella scienza infatti funziona che se vuoi dimostrare una relazione causa-effetto fai un esperimento. Lo ripeti cento, mille, un milione di volte. Togli un parametro e l'effetto svanisce. Lo inserisci di nuovo e l'effetto appare. Tutto torna.

Ma talvolta non si può fare. Perché se vuoi dimostrare che i campi elettromagnetici provocano la leucemia dovresti prendere 10 mila bambini, farli vivere con le stesse identiche condizioni (e prenderli con le stessi predisposizioni genetiche). Poi 5 mila di essi li inondi di campi elettromagnetici ogni pomeriggio dalle 2 alle 4 per qualche anno, mentre gli altri 5 mila no.
Capirete che qualcuno si porrebbe dei problemi etici.

Allora si procede a ritroso, si cerca cioè di verificare se tra coloro esposti a campi elettromagnetici (o elettrici o magnetici) c'è un maggior rischio di leucemia. Ma non è così semplice, perché non puoi controllare i parametri dell'esperimento. Devi prendere i numeri come vengono.
Perciò per capire se c'è una relazione servono numeri molto alti. Più sono i fattori che possono influenzare i risultati e più numerosi sono i bambini che devo considerare.
Per capirci una statistica che si basta su tre bambini è molto meno affidabile (tradotto, non vale niente) di una statistica che prende in esame dieci milioni di bambini.

Dopodiché, passo secondo, anche quando la relazione c'è ed è evidente con grandi numeri non possiamo mai escludere che ci sia un tranello.
Perché la relazione "esposizione a campi elettrici, magnetici o elettromagnetici --> leucemia" può non essere diretta.
Ad esempio potrebbe esserci un percorso più lungo, tipo:
"esposizione ai campi --> zone della città meno pregiate (con elettrodotti o antenne GSM sulla testa) --> affitti più economici --> gente più povera --> gente meno istruita --> poca importanza alla prevenzione di malattie --> cattiva alimentazione, meno controlli preventivi.... --> malattia"
La relazione causa-effetto non è quindi fisica, ma sociale.

Quindi ci sono due ordini di problemi:

- il primo è che servono grossi numeri per avere un valore statistico.
Ovviamente sui piccoli numeri può capitarti che per caso ci sia una forte correlazione causa-effetto. Se però questa correlazione non la trovi sistematicamente significa che era solo un caso.

- il secondo è che se anche c'è, con una statistica robusta, una relazione non sempre è di tipo fisico, ma può essere un'illusione.
E' il concetto già spiegato di quando sali sulla bilancia dopo essere andato al gabinetto o dopo aver sudato molto. Sì, la misura che ti dice "la tua massa è calata di 0,5 kg" è corretta. Ma ciò che derivi tu, ossia "sono dimagrito di 0,5 kg" è sbagliata, è solo un'illusione.
Ricordiamocelo, non bastano gli esperimenti, le statistiche, i numeri. Quando si tratta di trarre le conclusioni bisogna usare la logica e il ragionamento per evitare cantonate.
Concetto che sembra non essere chiaro alla "giornalista" di Report, che se lo deve far spiegare da Susanna Lagorio dell'Istituto Superiore di Sanità. E se manda in onda lo spezzone significa che non ha nemmeno capito che figura da cioccolataio che ha fatto in quel momento.

Ora, quando si parla di pericolosità di campi elettrici, magnetici o elettromagnetici spesso questi concetti vengono lasciati in un cassetto.
E la puntata di Report sulla pericolosità dei cellulari ha fatto proprio questo.

Per capirci

Sulla pericolosità dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici sono stati fatti tantissimi studi. Ogni tanto salta fuori qualcuno a dire che hanno "dimostrato" la pericolosità. Poi il mese dopo qualcuno che dice che non c'è dimostrazione. E via.
- L'uomo della strada dice vede i dati contrastanti e dice che la scienza non è ancora riuscita a dare una parola definitiva.
- Il "giornalista" di report o il complottista di turno (difficile trovare differenze talvolta) dice che i risultati buoni sono solo quelli che dimostrano la pericolosità e che quelli che mostrano l'opposto sono stati commissionati dalle aziende produttrici di telefonini.
- Lo scienziato invece guarda tutti gli studi, tutti insieme. Li pesa con il loro valore statistico e li considera tutti nel complesso. Se non vede una correlazione nella globalità di tutti gli studi messi assieme significa che non c'è relazione. Attenzione, non dice che quelli che mostrano una relazione sono sbagliati. I dati possono essere esatti, ma non sono statisticamente significativi. Sono solo un mattoncino.
Come diceva un vecchio saggio, per N piccolo a piacere sono tutti capaci di trovare qualcosa di correlato.

Per questo motivo non ha senso guardare un singolo studio in questo campo. Bisogna guardarli tutti assieme. A questo servono le review (fatte bene, non accozzaglie di roba non ragionata): metti insieme tutti i studi e trai le conclusioni.

Da queste non è mai uscita una chiara pericolosità. Tutto fa cioè pensare che la pericolosità non ci sia, o se c'è è talmente piccola che non ha senso preoccuparsene più di tanto. Per questo, a motivi precauzionali, i campi elettromagnetici sono stati inseriti dall'OMS nella categoria di pericolosità cancerogena in cui ci sta anche il caffè. Perché non dagli studi messi assieme non si evince una pericolosità, o se c'è è talmente piccola che sì, non puoi dire che è 0 (quindi devi metterla nella lista), ma te ne puoi fregare, così come te ne freghi della pericolosità del caffè e continui a berlo.

L'approccio di Report

La puntanta di Report invece è stata un concentrato di antiscientificità tale che mi viene da definirlo solo con una parola: escrementi.
Gli errori e le stupidità affermate sono talmente tante che si fa fatica anche ad ascoltarle. Ci sarebbe da pensare alla malafede, ma come diceva un altro vecchio saggio non bisogna mai attribuire alla malafede ciò che è frutto dell'incompetenza e della superficialità.

Il modo di lavorare di Report non è quello della scienza. Non prendono tutti i dati e li analizzano per trarre conclusioni.
No, Report usa il metodo complottista. Se c'è qualcuno che dice che i campi elettromagnetici non sono pericolosi non lo contestano sulla base di dati ed evidenze scientifiche. No, lo attaccano sulla persona, cercano connessioni segrete, finanziamenti occulti, trame occulte...
Il giornalista di report va quindi in fregola quando trova che un ricercatore ha fatto un lavoro per una ditta del settore in cui ricerca. E' una stronzata (e lo spiego dopo), ma il giornalista salta sulla sedia pensando di aver fatto bingo. E da lì ricostruisce tutta la storia di macchinazioni astruse, spesso spacciando per verità occulte quelle che sono banalità alla luce del sole.
In pratica non fa niente di molto diverso da questa cosa qui.

Collaborazioni ricerca-industria: e allora?

Una buona fetta della puntata di Report si sforza di dimostrare la connessione tra ricercatori e industrie telefoniche. I ricercatori che dimostrano la pericolosità trascurabile dei telefonini sarebbero tutti corrotti, tutti al soldo dell'Uomo del Giappone.
Mentre quelli che dimostrano la pericolosità sono tutti dei santi che lottano contro il sistema.
Ovviamente.

Ora, se lo mettano nella zucca gli amici di Report: che una persona esperta in un settore collabori con un'azienda di quel settore (facendo consulenze o ricerche) è NORMALE.
Non solo è NORMALE ma è anche cosa BUONA E GIUSTA.
Basta guardare i siti di molti gruppi di ricerca e vedere la lista delle aziende con cui collaborano. Anche il gruppo per cui lavoro io ha collaborazioni con aziende: è una cosa positiva che viene mostrata come motivo di vanto (altro che nasconderla).
Questo perché

1 - dimostra che studi qualcosa che serve
(ok, ci sono settori di ricerca con applicazioni meno immediate, e servono anche quelli, ma almeno tagli via quelli che studiano il modo migliore per pettinarsi i peli pubici)

2 - attrai soldi per la ricerca
Che è una cosa bella, non una cosa brutta. Certo, non per coloro aggrappati alla mentalità per cui la ricerca deve essere finanziata solo dallo Stato e non sia mai che un'impresa scambi due parole con un ricercatore. Non sia mai che un ricercatore debba fare fatica a trovare fondi all'esterno dell'istituto per fare ricerca su cose che servono. Bestemmia! Dobbiamo ciucciare solo ed esclusivamente dalla mammella-stato che deve essere sempre a disposizione, altrimenti sciopero.

Dopodiché Report si lancia in concetti demenziali come questo:
SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, dunque, non vuole sapere per evitare un’influenza sui ricercatori a cui destinare i fondi, ma a sapere tutto è proprio Repacholi, a cui l’Oms ha affidato la macchina che faceva passare i soldi delle compagnie nell’ospedale di cui era stato dipendente. Un meccanismo poco trasparente che ha consentito all’Oms di evitare le critiche per l’evidente conflitto di interessi finché non è stato scoperto.
LOUIS SLESIN – EDITORE DI MACROWAVE NEWS
Se uno andava a cercare i rendiconti, non c’erano. In un’occasione Repacholi ha dato dei numeri molto generici, ma non si capiva chi fossero i finanziatori...
SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
Sei anni dopo l’inizio del progetto, nel 2003, Slesin ha la conferma che dietro la generica definizione di “industria” c’erano le compagnie telefoniche.

Complotto!

E già, perché quali industrie dovrebbero finanziare la ricerca sulla pericolosità dei telefonini?
Vediamo, aziende che producono televisori, o quelle che producono reggipetti. No, no, aspetta, sicuramente dovrebbero essere le aziende che producono reggigomiti ergonomici.
Sì, dovrebbero essere proprio i produttori di reggigomiti a finanziare la ricerca sulla pericolosità dei telefonini. Non certo chi produce i telefonini. Mi sembra logico.

Cari amici di Report, che un'azienda di telefonini finanzi la ricerca sulla pericolosità dei suoi prodotti è NORMALE e LOGICO.
Solo che alla mentalità del complottista non sta bene perché ci vede dietro il complotto.
Se tali aziende non finanziassero la ricerca direbbero che se ne fregano del problema, se la finanziano dicono che c'è un complotto.
Gente che passa la vita a pisciare contro il vento per mai essere contenti (cit.).

Se vuoi dimostrare che degli studi siano stati comprati non ti basta dimostrare il finanziamento. Devi dimostrare la malafede.
Un'azienda può andare da un ricercatore e chiedergli uno studio sulla pericolosità del suo prodotto e poi usare i risultati per ridurla. Non sei obbligato a dirgli che sono innocui: se trovi che sono pericolosi glielo dici. Poi saranno loro a trarre le conclusioni. Se sono una ditta seria cercano le soluzioni, se sono una ditta di criminali cercano di insabbiare.

Ma allora tu devi dimostrare che quella è una ditta di criminali e non una ditta seria. E' lì che devi andare ad indagare, non sul finanziamento. Perché il finanziamento per la ricerca in sé non dice niente.

Piccola esperienza personale: una volta mi contattò una ditta che produceva una patacca contro i campi elettromagnetici. Lo capii subito che era una patacca, ma stetti al gioco e mi feci mandare un campione da analizzare. Secondo loro generava un campo in controfase col campo prodotto dalla corrente nei cavi elettrici di casa, e lo annullava. Ovviamente era una balla, e all'interno c'era solo un mini convertitore AC/DC che alimentava un led verde e una pista in rame con una forma strana per fare un po' di scena. Il tizio vedeva un po' di luce che si accendeva ed era contento.
Il dispositivo non emetteva praticamente nulla a 50 Hz (persino meno di un qualsiasi altro giocattolino elettrico che avevo sotto mano), era solo una patacca da vendere a invasati ecologisti. Quando, educatamente, scrissi al tizio che il coso non emetteva niente mi risposte malamente che non era possibile, che sicuramente funzionava (mi aveva portato esperimenti sugli effetti benefici al corpo ... fatti senza cieco!) e che io dovevo essere più aperto mentalmente...
La cosa finì lì: era una ditta non seria, in cerca di un aggancio in una Università qualsiasi per poi poter scrivere sotto la reclame del prodotto "approvato dell'Università di....." e vendere la patacca che costava sì e no 70 centesimi a 50 euro.
Ha trovato in me una persona seria che non si prestava a questi giochetti e se l'è presa a male.
Funziona così: le collaborazioni con le aziende sono normali. Ciò che è da condannare è quando un ricercatore prostituisce la ricerca e falsifica i dati per compiaciere all'azienda. Non il rapporto azienda-ricercatore in sé.

I complotti esistono

Dopodiché sì, i complotti esistono, perché gli interessi delle industrie esistono. Ma esistono anche i fatti, e non si possono coprire per troppo tempo.
Proprio Report cita le industrie di tabacco che hanno provato a provare negare gli effetti del tabacco sui tumori, eppure che il fumo di sigaretta causi il cancro ai polmoni è ben noto a tutti e li ha portati a risarcimenti record.
Alla fine il complotto è venuto a galla.
Perché tu puoi cercare di corrompere qualche ricercatore, ci riuscirai anche per un po', ma poi la verità salta fuori, per quanto gli interessi in gioco siano potenti.
La scienza è come una serie numerica, se converge dopo un po' lo vedi.

Rassegnatevi, se i pericoli esistono prima o poi vengono a galla. Oh, sono lustri che vanno avanti a fare questi studi; ho digitato su WoS "risk electromagnetic fields" e mi sono usciti 1300 risultati. Se ci fosse stata una verità nascosta sarebbe uscita da tempo.

Ascoltare la puntata di Report mi è sembrato leggere i deliri di quelli sciroppati per cui i vaccini/le scie chimiche/l'influenza aviaria siano usati per fare morire milioni di persone nel mondo. Piani criminali si nascondono in profondità! Poi alla prova macroscopica dei fatti tutto crolla: dove cazzo sono tutti questi morti?

Lo stesso per Report: invece di guardare la ricerchina del professorino dell'istituto salcazzo vittima del complotto guidaico massonico che gli taglia i fondi (perché ovvio, è solo lui il genio incompreso e tutti gli altri sono corrotti dalle multinazionali) portatemi le vittime dei campi.
Dai, ormai da più di un decennio i cellulari sono ormai diffusi a livello totale in italia. Possibile che non siate capaci, in una puntata intera di Report, di portarmi un'evidenza chiara che leucemia infantili (sviluppate quindi sui primi anni di vita tutti esposti ai campi dei cellulari) in italia siano aumentate sensibilmente? [non basterebbe, vedi l'intro, ma almeno quello lo vorrei].

Si pone la domanda Gabanelli per i tralicci (si veda la voce mesedozzo sotto)
Dopo 30 anni siamo ancora qui a parlare di danno ipotetico da traliccio dell’alta tensione oppure a che distanza da una scuola un’antenna è innocua.

Ora, non ti sorge il dubbio che se le linee di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica stanno sulla testa da 30 anni e in 30 anni non abbiamo assistito a una morìa di italiani significa che non fanno una mazza? Troppo difficile come concetto? Dai, prova a calcolare la lunghezza d'onda corrispondente a 50 Hz. Te lo lascio come utile esercizio.

I benefici

Nel frattempo, anzi, la vita media aumenta. Tu guarda, eppure abbiamo tutte queste onde malefiche. O sì, era meglio quando si viveva in campagna!
Già, i miei vecchi vivevano in campagna, e con l'elettricità facevano andare giusto qualche lampadina. Figuriamoci cellulari e cose simili (mio nonno è morto in un'epoca che solo l'idea di un telefono portatile era concepita come fantascienza).
Eppure la vita media era più bassa. Dal 1970 ad oggi l'aspettativa di vita in italia è cresciuta di dieci anni (da 71,6 a 81,4 anni).
Perché è vero che mia mamma aveva giusto qualche lampadina in casa, ma ciò significa che le mancava anche il frigorifero (oh sì, si ricorda i tempi in cui si andava a vedere il vicino ricco che aveva comprato il frigider, e lo mostrava con orgoglio). I cibi si conservavano come si poteva, non sempre al meglio, con tutte le conseguenze del caso sulla salute.
L'elettricità ha contribuito sensibilmente ad aumentare la qualità della vita.

Così come i cellulari hanno salvato tante vite. Vogliamo ricordare tutti i casi in cui qualcuno ha un'emergenza in un posto sperduto e chiama i soccorsi col cellulare (da lecchese ogni lunedì mi trovavo sul giornale i resoconti di quelli che si perdevano o si accidentavano sui monti e chiamavano i soccorsi). Toh, oggi posso anche dare le coordinare del posto in cui mi trovo con precisione di qualche metro ai soccorritori grazie al gps che ho nel telefono nella mia tasca sinistra.
Ricordate come funzionava una volta?
Vi racconto cosa successe a mia madre una sera di tanti anni fa. Era in macchina con amici e fecero un incidente frontale. Strada speduta nella campagna brianzola. Mia madre va in coma (si risveglierà all'ospedale mentre le cucivano le ferite alla bell'e meglio per metterla via, che ormai non c'è più niente da fare). Un suo amico, alla guida, viene soccorso da alcuni passanti che lo caricano su una 600 e lo portano all'ospedale dove poi morirà.
Ovviamente nessuno di noi farebbe una cosa del genere oggi. Mai toccare un ferito se sei inesperto: rischi di fare più danni che benefici. Devi chiamare i soccorsi e solo persone qualificate interverranno nella maniera opprtuna.
Solo che all'epoca non si poteva. Chiamare l'ambulanza significava dover correre al più vicino paese e cercare qualcuno con un telefono (no, non tutti l'avevano, si andava all'osteria a usare il telefono). Troppo tempo, allora si interveniva alla buona.
Ora chiunque ha in tasca un cellulare con cui chiamare un'ambulanza da una strada sperduta. Quante vite sono state salvate grazie ai cellulari con i quali chiamiamo i soccorsi?

Da una parte ho tantissime vite salvate grazie ai cellulari. Ho i benefici sulla qualità della vita che ha portato l'elettricità.
Dall'altra parte ho delle ipotetiche, non dimostrate, vaghissime idee su una ipotesi di pericolosità di cellulari e linee elettriche.

Da che parte penda la bilancia mi sembra ovvio. A me e a voi forse. Non ai "giornalisti" di Report.
Anche perché se capissero questo concetto non avrebbero materiale per il programma.
Faccio il complottista anche io

Bene, per dimostrare quanto è facile fare un po' di caciara cercando un complotto invece che guardare ai fatti propongo una riflessione su Report (sia chiaro, non penso queste cose, è solo un esercizio creativo).

Bravi quelli di Report, parlano male delle onde elettromagnetiche dei cellulari. Ma aspetta, Report non è una trasmissione televisiva? E con cosa trasmette la televisione? Con la potenza dello spirito santo?
Avrete notato che in un'ora di "inchiesta" parlano sia di cavi dell'elettricità, dei tralicci, dei telefonini... ma non parlano mai delle onde elettromagnetiche prodotte dalle antenne di trasmissione della TV.
Già, Report viene trasmessa dalla Rai, che mica da dieci anni, ma da più di mezzo secolo innonda l'etere con campi elettromagnetici: con che faccia tosta poi parlano di pericolosità dei cellulari?
Ah, già le prove se non si cercano non si trovano, dicono loro sui cellulari. E perché allora nessuno porta studi sulla pericolosità di queste belle antennone che la Rai mette in centro alle città come in viale Sempione a Milano? Allora, dove sono gli studi di pericolosità sulle antenne TV.
Non ne parla Report, eh eh.
E guarda un po', in questi anni la gente sta abbandonando sempre più la TV. Ormai tanta gente la sera non guarda più la TV e fa altro al computer, visto che molti contenuti ora passano da internet. Tutti soldi che vanno alle compagnie di comunicazioni che vendono contratti per linee superveloci per cazzeggiare su Megavideo tutta sera, e tutti soldi in meno per le TV che perdono raccolta pubblicitaria.
E con chi se la prende un programma di punta della TV? Proprio con le compagnie di comunicazione che forniscono connettività ai cellulari e internet (e ormai molto spesso le due cose insieme con internet sui dispositivi mobili, oppure con le chiavette). E non vogliamo vederci un conflitto d'interesse tra due mezzi come TV e compagnie di comunicazione che si contendono gli spettatori?
Dai, lascia lì il tuo aifon, smettila di guarda i video su youporn mobile, e guarda la tv!
E noi dovrebbe considerare credibile l'inchiesta di Report con questo evidente conflitto d'interessi?

Visto? A fare i pelosi su queste cose è facilissimo screditare qualcun altro. Per questo bisogna concentrarsi solo sui fatti.

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La putanta di report poi è talmente densa di stupidaggini che si fa pure fatica a classificarle.
Qui riporto un elenco, sicuramente non esaustivo. Ci sarebbero molte altre cose ma non ho tempo (e voglia) di affrontarle.

La borsa

Per sostenere l'idea del complotto delle aziende di telefonia portano il caso in cui un annuncio sulla pericolosità dei cellulari aveva causato un danno alle aziende del settore:
MICHAEL REPACHOLI - COORDINATORE PROGETTO ONDE ELETTROMAGNETICHE OMS
Queste aziende vogliono trovare la verità... Perché non vogliono scoprirla dopo vent’anni quando ormai tutti stanno già usando i cellulari... Se tutti prendono il cancro al cervello loro falliscono.

SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
Ma quando il dubbio sulla pericolosità è stato sollevato si è visto il contraccolpo economico... Nel Larry King live, popolare trasmissione della Cnn, il signor Reynard disse che il tumore al cervello che aveva ucciso la moglie era stato, a suo parere, causato dall’uso del cellulare. Era soltanto il 1993. Alla borsa di New York le azioni dei produttori di telefonini crollarono.

Ricapitolando, una persona qualsiasi va in TV, in un programma generalista, fa un'affermazione arbitraria senza alcuna base scientifica e probabilmente influenzata dal dolore per la perdita della moglie (queste influenze però non vengono evidenziate, chissà perché). In pratica fa una cazzata, lui e gli autori del programma che gli lasciano dire quelle cose in onda senza avere un garante scientifico per la trasmissione.
A causa di ciò un'azienda perde valore. Bravi, e non vi sembra normale che uno voglia tutelarsi contro le affermazioni del primo che passa in TV?

In realtà questo caso insegna il potere enorme dei media. Un potere di influenza sulla popolazione. Parlare di scienza dicendo stupidaggini è rischioso, perché poi la gente crede alle stupidaggini e si allarma per niente. Quando questo manda in malora un settore economico è un atto da condannare (un po' come quando scatta l'aviaria e i TG la menano finché chi vende pollo va in bancarotta). Ok, in un paese con gente culturalmente preparata non ci sarebbero questi problemi. Ma siccome la gente capisce solo la superficie delle notizie i media devono capire le loro responsabilità. Anche Report, che con questa puntata non offre un buon servizio.

La politica

Non contenti, in una puntata sulla pericolosità dei cellulari riescono a piazzare una polemica con Gasparri. Lo preciso a scanso di equivoci: Gasparri mi sta simpatico come una ceretta ai peli del culo. Tolto questo, c'era proprio bisogno di buttarla in poltica anche questa volta?
Che esigenza c'era?
Ah sì, il politico è un bersaglio facile. Demagogia a basso costo: vedete, fanno le leggi però non le antenne non le vogliono vicino a casa loro!!!

O forse attaccare un politico anche sulla puntata, che ne so, sullo scandalo della zampicure ai cani, è parte del format. In un modo o nell'altro devi sempre mettercelo.

La parola agli esperti

La cosa più assurda è che questa "giornalista" va sotto casa di Gasparri e chiede un parere tecnico alla gente che passa di lì.
FRANCESCA MANNOCCHI
Buonasera, signora ma non le dà fastidio quest'antenna qua dietro casa..
DONNA
che dobbiamo fare?
FRANCESCA MANNOCCHI
Ma non avevate fatto una petizione una volta? Poi?
DONNA
Sì che è stata fatta, nessun risultato.
FRANCESCA MANNOCCHI
Non pensa che sia pericolosa?
DONNA
E certo sarebbe ma...

Non si sa che competenze debba avere una donna che passa per caso di lì sulla pericolosità dell'antenna.
Ma la "giornalista" le fa una domanda, e ne trasmette anche la risposta (affermativa, ovviamente).
Dai, facciamo tutti così le inchieste.
Basta con questa assurdità di chiedere agli esperti. Ora la scienza si fa chiedendo i pareri alle casalinghe che passano sotto la casa di Gasparri.

Il mesedozzo

Report riesce nella magnifica impresa di confondere due temi molto diversi come l'esposizione da campi elettrici e magnetici e da campi elettromagnetici. Stiamo parlando di frequenza completamente diverse: 50 Hz in Europa per il sistema elettrico e dai 900 MHz in su per il GSM, sono diversi ordini di grandezza, con meccanismi di influenza sul corpo umano completamente diversi. Per capirci, è come trattare nella stessa puntata la pericolosità della bicicletta e dell'aeroplano, perché sono entrambi mezzi di trasporto.
La cosa curiosa è che passano da un tema all'altro con disinvoltura impressionante, facendo su un bel mesedozzo.
Ciò fa pensare che non abbiano nemmeno capito la differenza tra i due casi. E la cosa non mi stupisce.

L'ICNIRP

Nel suo goffo tentativo di fare giornalismo d'assalto Report riesce anche a dare contro all'ICNIRP.
SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
Per la precisione i governi hanno assecondato i voleri dei produttori. La soglia del rischio e’ stata decisa negli Stati Uniti nel 1997 dalla commissione federale delle comunicazioni. L’Europa ha applicato due anni dopo un limite ancora più elevato aderendo alle indicazioni dell’Icnirp: un organismo privato formato da esperti, in parte finanziato dal governo tedesco. Ma non pubblicano i rendiconti.
SABRINA GIANNINI
Non si capisce da chi sia finanziato però, cioè non è chiaro, non è trasparente...
FIORENZO MARINELLI – RICERCATORE CNR
Non è chiaro, però... Le persone che partecipavano, gli ingegneri erano dell’associazione dei produttori di apparecchiature elettroniche.
SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
L’attuale presidente dell’Icnirp è un italiano, Paolo Vecchia già presidente dell’associazione per la radioprotezione che, si legge, ha avuto il supporto di Motorola per la realizzazione della biblioteca. Vecchia fino a poco tempo fa era funzionario dell’istituto Superiore di Sanità.
[...]
SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
Ecco come mettere in evidenza solo alcuni studi, dimenticando sistematicamente quelli che mettono in risalto i rischi del cellulare. Come per altro fanno i suoi colleghi dell’Icnirp.

Una biblioteca! E sti cazzi.

Allora, Giannini, faccia una cosa. Si prenda una pausa dal "lavoro" e si metta a studiare le linee guida dell'ICNIRP. Non è difficile, sono scritte in modo semplice, le capirebbe anche un ragazzo che ha affrontato i primi rudimenti di fisica alle superiori (perché le ha fatte le superiori, vero?).
C'è anche la versione in italiano, se le dà noia l'inglese.
E magari, se mette in modalità off la parte complottista del cervello, scoprirà che è uno dei documenti più equilibrati che esistano sul tema. Sembra scritto da diplomatici che pesano le parole col bilancino. Guardi la quantità di referenze citate! Legga il documento e controlli come danno voce a questo e a quell'altro. Altro che dimenticare sistematicamente i lavori che mettono in risalto i rischi del cellulare. Legga, e si renda conto di quello che ha detto.
Per capirci, citano anche i lavori di Jerry Phillips e Lai, i grandi sostenitori degli effetti dei campi sul DNA vittime del complotto secondo Report. Altro che dimenticare sistematicamente: questa manco si è letta il documento!

Costi/benefici

Report riesce nell'impresa di presentare l'ovvio come scandalo. Lo fa quando contesta il principio del rapporto costo/benefici nella sicurezza.
MICHAEL REPACHOLI – COORDINATORE PROGETTO ONDE ELETTROMAGNETICHE OMS
Quando si attua una misura precauzionale bisogna fare una valutazione costi/benefici. per esempio interrare i cavi elettrici in tutta Italia costerebbe miliardi di euro. Se il risultato è quello di salvare – forse - un bambino dalla leucemia all’anno, non vale la pena, perché è troppo costoso.
SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
Un punto di vista che avranno condiviso le compagnie elettriche del Connecticut per le quali Repacholi ha fatto il consulente.

E continua accusando dello stesso orribile misfatto anche Veronesi.

Non le passa nemmeno per la mente che quello che Repacholi ha detto è una ovvietà accettata da tutti noi (anche se non ce ne accorgiamo).
Lo insegnano in qualsiasi corso di sicurezza (di qualsiasi tipo). La sicurezza assoluta non esiste, è un asintoto. Se vuoi la sicurezza al 100% devi spendere infinito, cosa impossibile.
Si investe in sicurezza fin dove ha senso. Perché sempre e comunque rimarrà una parte di pericolo. E se arrivi al punto che per migliorare un po' la sicurezza devi spendere una cifra inverosimile allora non ha più senso.

Esempio? Oggi esci di casa e c'è il rischio che per sbaglio un pazzo tiri un colpo di pistola a caso che ti raggiunge per fatalità e ti ammazza. Quanti ne sono successi di innocenti morti perché avevano avuto la sfiga di passare nel posto sbagliato ed essere colpiti da un proiettile vagante?
Ecco, secondo la logica di Giannini dovremmo girare tutti con una corazza di metallo che ci copre su tutto il corpo, per evitare di essere ammazzati da un proiettile vagante.
Perché no, nessun rischio è ammissibile.
Propongo Giannini di analizzare chimicamente tutto il cibo di cui si nutre, chissà mai che venga avvelenata. Poi se non le basta il suo stipendio non si lamenti.

Assurdità metrologica

Dice Gabanelli
Le nostre antenne hanno dei limiti di emissione fra i più bassi d’Europa, o meglio dire avevano, perché di recente sono stati cambiati i sistemi di misurazione.

Se cambi il sistema di misurazione, ottieni un'altra misura (migliore o peggiore, a seconda di come misuri). Ma che c'entra con il limite? Come dire che se cambi tachimetro allora cambia il cartello con la velocità oraria sulla strada.

Il cugino del cognato dello zio

Per screditare Anders Ahlbom non vanno ad analizzare i suoi studi. Non riescono neanche a trovare un comportamento scorretto nella sua dichiarazione di conflitti di interessi. Devono andare a prendere il fratello che - dicono - faceva il lobbista per compagnie telefoniche.
Amici di Report, sturatevi bene le orecchie: il sottoscritto di interessi con i propri parenti ne ha una quantità pari a 0. ZERO. Io ho i miei interessi, mia sorella ha altri interessi che sono completamente diversi dai miei e dei quali (non me ne voglia) non me ne frega niente. Essere fratelli non significa nulla. Ci sono fratelli che si amano, e fratelli che si ignorano.
Pretendere che ci sia un conflitto di interessi col fratello significa consentire che ci sia conflitto di interessi anche col cugino del cognato dello zio. O col vicino di casa. Ché spesso i rapporti tra vicini di casa sono anche più amorevoli che coi fratelli.
Volete che vi citi tutte le famiglie in cui i fratelli si odiano o in cui cercano di fare i propri interessi a scapito dell'altro fratello? Ah, ecco.

La scienza fatta con le sentenze

La ciliegina sulla torta di escrementi (e vi lascio immaginare di che ciliegina si tratta) arriva alla fine della puntata. Si porta il caso di un tizio a cui la Corte d'Appello di Brescia riconosce la malattia professionale per aver usato il cordless diverse ore al giorno.
E' la scienza fatta con le sentenze. Roba da santa inquisizione. Cose che fanno tremare i polsi, come quella volta che in uno stato degli U.S. of A. un tizio propose al parlamento di votare una legge per cui π = 3. Per legge.

Sul rapporto tra giustizia, scienza e periti si vada a leggere l'articolo in introduzione (toh, lo linko ancora).
Ricordo solo a Giannini che in italia c'è stato persino un magistrato che si è bevuto le panzane sul signoraggio e ha addirittura disposto un risarcimento!

La scienza, cara mia, non si fa nei tribunali. Si fa con prove scientifiche: si presentano, si discutono, si argomentano, si analizzano, se ne contestano i metodi. Se non si ritengono credibili i dati a causa di un sospetto di manipolazione o a causa della bassa affidabilità di chi porta i dati si chiedono conferme, si ripetono in modo indipendente le analisi.
Questa è la via che usa la scienza.

Questo invece è il metodo che ha usato la magistratura:
SABRINA GIANNINI - FUORI CAMPO
Davanti alla scienza divisa, il giudice ha valutato più credibili quelle presentate dai periti di Marcolini, riferibili al prof. Hardell, lo svedese che non ha mai avuto e voluto i contributi dell’industria. Dall’altra parte ha valutato le ricerche proposte dall’Inail, come meno attendibili a causa di alcune impostazioni nel metodo. Erano quasi tutte finanziate dall’industria.

Ossia, siccome certe ricerche sono state finanziate dall'industria sono inattendibili, a priori.
Ora, questo metodo funzionerà anche coi testimoni. Sono buoni appigli per un avvocatuccio: il suo scopo non è trovare la verità, è di far vincere il cliente, e spesso lo fa sputtanando l'avversario o chi gli dà ragione.
Roba da avvocati, non roba da scienza. La scienza guarda ai fatti da qualsiasi parte vengano. E se ci sono i sospetti si indaga, non si scarta a priori. Perché nella scienza non esiste il principio di autorità, l'unica autorità sono i fatti.

La cosa più assurda di tutta la vicenda è che prima la "giornalista" critica l'ICNIRP per aver messo "in evidenza solo alcuni studi, dimenticando sistematicamente quelli che mettono in risalto i rischi del cellulare" [cosa tra l'altro non vera]. Poi però mette sul piedistallo un magistrato che fa esattamente la stessa cosa, solo con una porta NOT davanti.
Logica, questa sconosciuta.

Chiude la Gabanelli dicendo
La prima sentenza al mondo sul danno da cellulare è stata emessa invece dalla Corte d’appello di Brescia. A breve ci sarà la pronuncia della Cassazione. Se la sentenza venisse confermata potrebbe costituire il precedente.

Perfetto. Quando troverà una Cassazione nel mondo che stabilirà con sentenza definitiva che la gravità è un'illusione me lo faccia sapere. Che poi vado io a convincere i miei amici fisici a cambiare le loro teorie. Oh, l'ha detto la Cassazione!

Per concludere

Che poi, voglio dire, sta' pure lì a indagare su un rischio ipotetico e remoto di ammalarti. Fatti pure tutte le paranoie del caso sul rischio dei cellulari.
Poi capita che vieni investito da una macchina sulle strisce pedonali (e ti va ancora bene che non ci sei rimasto secco d'un colpo).

EPIC FAIL

© Rai






30 Responses to “Report, Rai Tre e i cellulari”

  1. Turz says:

    Poi me lo leggo tutto. Comunque:

    1) Nella traduzione: “reports” sono “resoconti”, non “relazioni”.
    2) A proposito di leucemia e di aneddoti: qual è il tuo commento su questo povero sfigato?

  2. Turz says:

    3) Il link al manuale di 639 pagine è sbagliato, forse perché non ci hai messo http:// davanti.

  3. camicius says:

    precauzioneli, i campi eletromagnetici
    granzezza
    impressioanne

    La scienza è come una serie numerica, se converge dopo un po’ lo vedi.
    Userei la divergenza, mi pare più adatto come paragone…

    Grazie per la lettura!

  4. Alessandro says:

    e poi nessuno che esamini il vero problema, tutti a pensare a frequenze di 2 GHz, mentre siamo costantemente bombardati con frequenze ben superiori effetto di continua attività nucleare, ben oltre i 500 THz, questo si che è un complotto e nessuno parla, tutti zitti, anche tu Ing.

  5. Paolo says:

    Me lo sono letto tutto. Molto interessante, condivisibile, ma dico comunque la mia: Report mi è sempre piaciuto per i temi che porta e per le inchieste che fa, il problema che ho trovato è che sui temi scientifici non ci prende (come hai fatto notare tu sulle antenne wireless). Quindi è meglio che si dedichi ai temi della politica e degli affari loschi di casa nostra.

  6. cesare1 says:

    Turz, hai chiesto quello che volevo chiedere anch’io! E’ stato davvero sfigato perche’ ha ottenuto l’effetto opposto di quello che voleva dimostrare. Notiamo anche che l’assistente che condivideva il pasto con lui pare non si sia “presa” niente, ma uno potra’ sempre dire: eh ma sai, lui si e’ beccato una foglia sfigata con un microgrammo di Cesio137…lei no. Del resto la sfiga ci vede benissimo 🙂
    MAttia
    “Come diceva un vecchio saggio, per N piccolo a piacere sono tutti capaci di trovare qualcosa di correlato.”
    Sai che e’ pure vero che per tre punti passa sempre una ed una sola retta, a patto che sia sufficientemente spessa? 😀

  7. mamoru says:

    qual è il tuo commento su questo povero sfigato?

    Ovvio: usava il cellulare per 10 ore al giorno..

    😀

  8. mamoru says:

    @mattia
    innanzitutto complimenti per lo stomaco di aver letto/guardato la trasmissione fino in fondo, a me ha fatto solo incazzare e continuavo a ripetermi “non e’ possibile”, “questa e’ di una fallacia spudorata”…

    Poi devo dire che e’ un problema di forma mentale.
    E aggiungo “di sinistra”: quella della demonizzazione dell’avversario, delle trame occulte, della ricerca dell’eroe perdente che lotta contro il sistema, l’antiscienza etc.

    Stessa identica cosa che avviene per le basse dosi di radiazioni ionizzanti: stessi discorsi, stessa propaganda della visione “controversa” nel mondo scientifico con Grinpiss e verdi vari a oltraggiarsi e oltraggiare. Tristezza.

  9. luca says:

    Una decina di anni fa report ha fatto un servizio, praticamente una puntata, sulla società dove lavoravo allora, per cui conoscevo benissimo la realtà dei fatti nel bene e nel male; ebbene il servizio era talmente pieno di castronerie, di inesattezze, di vere e proprie imbecillità che fatico tutt’oggi a pensare che quel servizio non fosse in malafede, altrimenti significherebbe che quei giornalisti hanno l’intelligenza e la professionalità di un’ameba morta; da allora non ho più visto il programma ovviamente (in effetti già quando parlarono dell’undici settembre ebbi seri dubbi…).
    quello che fa rabbia è che quel programma venga considerato una punta di diamante del giornalismo italiano, e questo mi fa rabbrividire.

  10. fgpx78 says:

    Marò che maratona, ma ce l’ho fatta (all’alba delle 21)!

    Gliele hai cantate e gliele hai suonate!

    Video su youtube divertentissimo, articolo sulle scienze forensi che batte questo in quanto a lunghezza, ma pian piano ce la farò…

  11. Lohana says:

    hanno provato a provare negare gli effetti
    La putanta di report

    Inutile che ti dica quanto ho apprezzato, oltre all’articolo, anche la citazione. ;o)

  12. mattia says:

    Grazie a tutti per le correzioni. Sistemo appena mi connetto con un dispositivo normale.

    Alessandro, guarda che io ho parlato in tempi non sospetti delle radiazioni elettromagnetiche a 500 THz che provocano tumori (per esempio alla pelle).
    Controlla bene!

    Lohana,
    Quello è un refuso che ho lasciato intenzionalmente: è così carino, sembra il mix di puntata e … Ci siamo capiti 🙂

  13. Turz says:

    Non so se “noi dovrebbe” è un refuso lasciato apposta per far finta di parlare come un complottista, ma nel caso ti consiglio di cambiarlo in “noi dovrebbimo”.

    Le altre correzioni te le mando in privato con la posta segreta del NWO.

  14. Maria (o.O) Grega says:

    Ciao, ho letto il tuo articolo a seguito di una segnalazione.
    Ma davvero ti ritieni obiettivo con le tue tesi?

    Io propendo più per la versione di Report, sia perché si tratta di giornalisti accreditati a livello mondiale (tant’è che hanno vinto numerosi premi internazionali, a dispetto delle denunce provenienti dalla politica italiana), in secondo luogo perché loro non formulano ipotesi complottiste SOLO sulla base del fatto che “i finanziamenti provengono dalle industrie telefoniche, ergo, c’è del marcio” (come interpreti tu), bensì “i finanziamenti provengono dalle compagnie telefoniche, nel documento ufficiale c’è scritto che provengono da un ospedale, le compagnie telefoniche non vogliono spiegare perché non rendono trasparenti i fondi, e non vogliono nemmeno spiegare perché finanziano i progetti di ricerca che si occupano dei malati e non finanziano i progetti che studiano LE CAUSE”, da qui loro ipotizzano che ci sia del marcio, e, per avvalorare la loro tesi dicono che mentre i primi si rifiutano di rispondere alle loro domande, oppure danno risposte elusive, i secondi argomentano le loro ipotesi.

    Tutto il resto, la tua ironia, e la teoria secondo cui non ci sarebbe del marcio se le aziende produttrici di telefonini finanziano la ricerca sui rischi connessi al loro utilizzo sono completamente fuori luogo.

    Secondo me, se avessi seguito più attentamente la trasmissione ti saresti senz’altro accorto che ad un certo punto la giornalista fece il paragone con le aziende produttrici di tabacco, che occultarono per anni i risultati che collegavano il fumo con il cancro.
    Allo stesso modo, le compagnie produttrici di telefonini, OVVIAMENTE finanziano la ricerca sul cancro (DEVONO farlo, per acquisire credibilità di fronte ai consumatori), ma non si capisce perché finanziano un tipo di ricerca invece che un altro, e perché tali finanziamenti vengano PRIMA destinati ad un ospedale e DOPO alla ricerca.
    È questo il filo conduttore del servizio di Report.

    Non so se parli solo per essere polemico contro qualcuno oppure se ascolti attentamente ciò che senti.

    Beninteso, non ho nulla contro di te, solo sul tono di questo articolo e sulle argomentazioni esposte.

  15. mattia says:

    si tratta di giornalisti accreditati a livello mondiale (tant’è che hanno vinto numerosi premi internazionali, a dispetto delle denunce provenienti dalla politica italiana)

    Non ti conviene buttarla sull’autorevolezza. dei “giornalisti” di report. Non ti conviene proprio.
    Non ne ho parlato apposta, perché altrimenti bastava citare la puntata in cui trasmisero un mix di filmati complottisti sull 11 settembre. O quella sul wifi, per rimanere in tema.
    E il post finiva lì, perché Report l’autorevolezza se l’è già sputtanata in quelle occasioni.
    Non ne ho parlato proprio perché sarebbe stato troppo facile, e avrei usato proprio il metodo che usi tu. Per decidere se fidarti o meno non guardi ai fatti, guardi all’autorevolezza del giornalista.
    Io invece ho dato loro un’altra possibilità, faccio finta che non si siano sputtanati l’autorevolezza anni fa, e li rimetto ancora in ballo.
    Anche se è gente in grado di tradurre hot spot come punto caldo. O firewall come muro DI fuoco.

    Se poi tu decidi di fidarti di report a scatola chiusa perché è contro il sistema fai pure. Sappi però che il prodotto editoriale confezionato in quella maniera lo fanno apposta per quelli come te.

    Ma davvero ti ritieni obiettivo con le tue tesi?

    Perché non dovrei esserlo? Dimostrami, tanto per usare la tecnica di report, dove starebbe il mio conflitto di interessi. Sai il mio nome e cognome, cerca pure.
    Ah, io il rapporto dell’ICNIRP l’ho studiato anni fa, a differenza di “qualcuno” che neanche l’ha sfogliato (o se l’ha fatto non l’ha capito).

    Io ti ho portato il metodo che usa la scienza, e l’ho confrontato con le assurdità metodologiche di report. Questi sono i fatti: se ritieni che l’esposizione che ho fatto del motodo scientifico non sia obiettiva dimostralo. Non limitarti a buttare giù la frasettina in perfetto stile Report.

  16. cesare1 says:

    “Per decidere se fidarti o meno non guardi ai fatti, guardi all’autorevolezza del giornalista.”
    Su questo punto si potrebbe aprire una discussione, caro Mattia: io capisco la posizione fideistica di Maria.
    Premetto che concordo con te che i giornalisti di report si sono sputtanati l’autorevolezza DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO gia’ da tempo, ma per lei no.
    I “fatti”, come ben sai sono sempre interpretati e la FEDE si basa proprio sull’autorevolezza di chi (e come) te li riporta.
    “Il significato principale della parola “fede” (traduzione dal greco πιστις, pi´stis), si riferisce a colui che ha fiducia, che confida, che si affida, la cui persuasione è salda. ”
    E ancora:
    “La parola fede è propriamente intesa come il credere in concetti, dogmi o assunti in base alla sola convinzione personale o alla sola autorità di chi ha enunciato tali concetti o assunti, al di là dell’esistenza o meno di prove pro o contro tali idee e affermazioni.”
    Ad esempio nel trascendente io ho fede e penso anche tu.
    E’ bello notare come le menti non scientifiche si possano SOLO aggrappare ad essa, e quindi all’autorevolezza di chi riporta i presunti fatti.
    Spero di essermi spiegato 😉

  17. Turz says:

    mattia ha scritto:
    Proprio Report cita le industrie di tabacco che hanno provato a provare negare gli effetti del tabacco sui tumori, eppure che il fumo di sigaretta causi il cancro ai polmoni è ben noto a tutti e li ha portati a risarcimenti record.
    Alla fine il complotto è venuto a galla.

    Maria (o.O) Grega ha scritto:
    Secondo me, se avessi seguito più attentamente la trasmissione ti saresti senz’altro accorto che ad un certo punto la giornalista fece il paragone con le aziende produttrici di tabacco, che occultarono per anni i risultati che collegavano il fumo con il cancro.

    Secondo me, se avessi letto più attentamente il post di Mattia, ti saresti senz’altro accorta che se n’è accorto.

  18. Thomas says:

    il problema e’ che Report utilizza l’approccio di RAITRE… Hai mai notato: a Mi Manda Rai Tre per un soggetto (ditta/società/professionista) che viene preso di mira e’ IMPOSSIBILE difendersi. Viene fintamente invitato per giustificarsi ma in realtà non viene nemmeno ascoltato: e’ l’impostazione del programma che non consente difese. E Report non ti invita nemmeno in studio. Peccato. Apprezzavo la Gabanelli ma e’ tutto sensazionalismo (temo) in mala fede. Il problema e’ che te ne accorgi solo quando (per caso) conosci davvero l’argomento della puntata. Ed allora oltre alle castronerie galattiche, cominci a percepire l’uso dell’insinuazione, dell’illazione, la frase lasciata a mezz’aria, a dire e non dire, tutti meccanismi psicologici che mi rifiuto di credere appartengano al giornalismo investigativo.
    P.S. Mi hai fatto incacchiare la Maria che presa da indignazione non si e’ accorta che tu, il paragone del tabacco, LO FECI!

  19. Maria (o.O) Grega says:

    Ritorno:

    1) accantoniamo l’autorevolezza dei giornalisti di Report: non ho visto i servizi di cui parli, quindi lasciamo stare – anche se dubito che gli siano stati riconosciuti meriti per servizi di bassa qualità – ma accantoniamo questo punto.
    Ultima postilla: mi sembra che il team di giornalisti in questione, ogni volta che parla di inesattezze, sia pronto a correggersi successivamente (proprio perché, anche se non c’è un contraddittorio durante la messa in onda, sono aperti alle critiche via email o altro);

    2) accetto di buon grado il tuo invito ad adottare il metodo scientifico: su uno dei documenti presentati in trasmissione i cellulari erano classificati come carcinogeni di livello 2A (=”probabile cancerogeno per l’uomo, sulla base di evidenza limitata nell’uomo ed evidenza sufficiente negli animali da esperimento”), non si trattava di un documento ufficiale?
    Io non ho nessun conflitto di interessi, ma adopero il cellulare per molto tempo durante la giornata, quindi il mio interesse è sapere se la mia salute è a rischio o meno.

    Al termine della trasmissione la prima domanda che mi salta in mente è: “Perché alcuni non hanno problemi a parlare, ed altri invece non vogliono nemmeno saperne?”, “Perché alcuni studi vengono finanziati, e ad altri invece vengono tagliati i fondi?”: non mi sembra che fossero studi di interesse marginale oppure ricerche già concluse.

    Altra cosa: quel che dici tu sul metodo scientifico è vero, e, come tu dici, non possiamo effettuare le ricerche su cavie umane (almeno scrivono così), però non si può chiedere maggiore chiarezza sull’argomento, dato che i dispositivi in questione tanto innocui non sono?

  20. mattia says:

    1) anche se dubito che gli siano stati riconosciuti meriti per servizi di bassa qualità

    Deciditi, accantoni o no?

    mi sembra che il team di giornalisti in questione, ogni volta che parla di inesattezze, sia pronto a correggersi successivamente

    Ti sembra male. La porcata su wi-fi (talmente porcata che anche la BBC che l’ha prodotta l’ha dovuta correggere – e Report ha mandato la prima versione) non l’hanno mai sconfessata. Anzi, la “giornalista” di cui sopra l’ha pure lodata nella videochat del corriere qualche giorno fa.
    Significa che la valanga di critiche che piovvero su Report all’epoca nemmeno le lessero.
    La puntata sull’11/9 non mi sembra che fu rettificata e avrebbero dovuto rettificarla dal primo all’ultimo minuto: non si trattava di virgole fuori posto, era proprio un’accozzaglia di minchiate nella totalita. A quel punto avrebbero dovuto dire che avevano fatto una cazzata e non mi ricordo una Gabanelli che va in video a dire “scusate, abbaimo fatto una cazzata”.
    Se hai il video di questo mea culpa forniscimi il link (magari non lo ricordo io).

    2) non si trattava di un documento ufficiale?

    Cosa ti sfugge del significato di “probabile”?

    (tra l’altro, cosa abbia a che fare la scienza coi documenti ufficiali lo sai solo tu. Anche una sentenza è un documento ufficiale…)

    Al termine della trasmissione la prima domanda che mi salta in mente è: “Perché alcuni non hanno problemi a parlare, ed altri invece non vogliono nemmeno saperne?”,

    E chi è che avrebbe avuto problemi a parlare?
    Nota, hanno dato voce a Jerry Phillips, il quale accusa il suo capo di avergli detto che se non dava a Motorola quello che voleva ciò avrebbe avuto ripercussioni sulla sua carriera.
    Sono andati a chiedere al suo capo se ciò era vero?
    No, e se lo hanno fatto e lui ha rifiutato l’intervista dovevano dirlo.
    Messa così hanno fatto una puntata in cui diverse persone denunciano complotti ma non sentono mai l’altra campana.
    Altro che non voler parlare, manco gli fanno le domande.

    Dopodiché con una persona così non parlerei neanche io.
    Perché il suo scopo non è capire, è fare show. E con una persona del genere non ha senso parlare. Non la convinci, entra in studio col suo preconcetto e ne esce con due frasettine tagliate ad arte per confermarlo.
    Tutta la mia comprensione per chi non ha voluto parlarle.

    “Perché alcuni studi vengono finanziati, e ad altri invece vengono tagliati i fondi?”:

    Mai scritto un grant proposal? Delle volte ti vengono approvati e altre volte ti vengono respinti. Nel Framework Programme dell’UE il tasso di accettazione è del 30%, forse anche meno (vado a memoria).
    Se tutti quelli che cadono nel 70% di respinti si mettessero a strillare di essere sabotati avremmo le orecchie fuse.
    Ci sono progetti che vengono approvati e progetti che vengono respinti, è la vita.
    Mica puoi pretendere che siano tutti approvati, così come non puoi pretendere che ti assumano tutti quelli a cui stai spedendo il curriculum.
    Nota, mai che questi si pongano il dubbio: ma non è che non mi finanziano perché sono una sega? No, ci deve essere per forza un complotto dietro.

    dato che i dispositivi in questione tanto innocui non sono?

    E come fai a dirlo con tanta sicurezza?

  21. Maria (o.O) Grega says:

    1) Accantono.

    2) Non mi sfugge nulla del significato “probabile”: mi interessa sapere QUANTO probabile esso sia, cioè che tipo di precauzioni devo prendere (che non comportino necessariamente il non utilizzo).
    Es.: il fumo è cancerogeno –> evito di fumare –> evito di stare in luoghi ove si fumi –> se proprio devo starci, provvedo ad areare i locali –> se non posso, penso ad altro.
    Capito in che senso?
    Per i cellulari ancora non esiste qualcosa del genere. E considerato quanto scrivi, dovrò aspettare ancora.

    Penso che non siano tanto innocui perché il livello di cancerogenicità 2A è il medesimo degli idrocarburi aromatici policiclici (es. naftalene, antracene, ed altre amenità), delle emissioni diesel, degli insetticidi, etc.
    Durante le lezioni di sicurezza in laboratorio mi hanno insegnato a maneggiare questi materiali con una certa cura, perché i loro effetti sull’organismo sono nocivi, e mi piacerebbe sapere chi e sulla base di cosa i cellulari li ha classificati come 2A.


    Detto ciò, quanto dici è vero, cioè che per una maggiore obiettività si sarebbe dovuto intervistare anche il capo di Jerry Phillips, e non è stato nemmeno sottolineato che il suddetto abbia rifiutato l’intervista (come sono soliti fare).
    Conosco la trafila della ricerca dei finanziamenti e, purtroppo, anche quella dell’invio dei CV, e il tuo ragionamento non fa una piega.
    “Probabilmente” mi sono lasciata influenzare più dall'”autorevolezza” della trasmissione che dalla scientificità delle argomentazioni.
    Purtroppo ho scelto un’altra strada e sull’argomento sono abbastanza ignorante (ho conoscenze sommarie sulle tecnologie del silicio e sulla fisica dei dispositivi elettronici), non sono fisico né ingegnere, e tendo a fidarmi di quel che sento.
    Una cosa però la posso fare: iniziare dalle linee-guida dell’ICNIRP, e vedere se riesco a fare un po’ di luce ove regnano le tenebre dell’ignoranza.

  22. giuboz says:

    I campi elettromagnetici a radiofrequenza sono classificati 2B (POSSIBLY carcinogenic to humans), e non 2A (PROBABLY carcinogenic to humans).
    c’e’ una bella differenza.
    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_IARC_Group_2B_carcinogens

  23. mamoru says:

    Ripetiamolo che giova:

    http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs304/en/index.html

    A common concern about base station and local wireless network antennas relates to the possible long-term health effects that whole-body exposure to the RF signals may have. To date, the only health effect from RF fields identified in scientific reviews has been related to an increase in body temperature (> 1 °C) from exposure at very high field intensity found only in certain industrial facilities, such as RF heaters. The levels of RF exposure from base stations and wireless networks are so low that the temperature increases are insignificant and do not affect human health.

    In fact, due to their lower frequency, at similar RF exposure levels, the body absorbs up to five times more of the signal from FM radio and television than from base stations. This is because the frequencies used in FM radio (around 100 MHz) and in TV broadcasting (around 300 to 400 MHz) are lower than those employed in mobile telephony (900 MHz and 1800 MHz) and because a person’s height makes the body an efficient receiving antenna. Further, radio and television broadcast stations have been in operation for the past 50 or more years without any adverse health consequence being established.

    Cancer: Media or anecdotal reports of cancer clusters around mobile phone base stations have heightened public concern. It should be noted that geographically, cancers are unevenly distributed among any population..Given the widespread presence of base stations in the environment, it is expected that possible cancer clusters will occur near base stations merely by chance. Moreover, the reported cancers in these clusters are often a collection of different types of cancer with no common characteristics and hence unlikely to have a common cause.

    E’ da notare che se volessimo usare “argomenti” fallaci a la Report diremmo che l’ipoclorito nell’acqua del rubinetto e’ una sostanza tossica, che mica trovi chi e’ disposto a bere la candeggina, che e’ il governo che ci avvelena tutti.

    A quel punto vuoi mettere i cittadini che insorgono per togliere la potabilizzazione: un bel cagotto collettivo (se gli va bene) a tutti quelli che non si rendono conto che la rete idrica non e’ una camera bianca. Oppure continuiamo coi nitriti negli insaccati etc.

    Ommmiodddio si salvi chi puo’

  24. Thomas says:

    @ Maria: non sono per niente soddisfatto, mi aspettavo polemiche a non finire e mi spegni le fiamme dell’indignazione dopo solo una risposta? Quando ho polemizzato con Mattia (ed intendiamoci, su di un argomento sciocco), siamo andati avanti per un pezzo…Ahhhh che delusione: non ci sono piu’ le belle litigate di una volta e la testardaggine di chi continua a restare asserragliato sulla propria posizione! Devi capire Maria, che quando rimani affacciato al balcone seguendo una bella polemica, ti aspetti che la cosa degeneri (un po’ come quando guardi il gran premio ed in fondo in fondo aspetti il mega incidente). E tu invece, mi spegni tutto cosi’…semplicemente.
    Chapeau!

  25. Thomas says:

    e comunque:
    Parere del Css su possibili rischi da uso non appropriato dei telefoni cellulari. Ministero avvierà campagna di informazione per sensibilizzare ad utilizzo appropriato

    Comunicato n. 226 – 28 novembre 2011

    Il Consiglio superiore di sanità ha affrontato la questione dei rischi potenziali di uno smodato uso di telefoni cellulari nella seduta del 15 novembre. In linea con gli studi dell’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro (IARC) e in accordo con l’Istituto superiore di sanità, il Consiglio superiore rileva che non è stato finora dimostrato alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radio frequenze e le patologie tumorali. Tuttavia le conoscenze scientifiche oggi non consentono di escludere l’esistenza di causalità quando si fa un uso molto intenso del telefono cellulare. Va quindi applicato, soprattutto per quanto riguarda i bambini, il principio di precauzione, che significa anche l’educazione ad un utilizzo non indiscriminato, ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità, del telefono cellulare. Il Ministero della Salute avvierà una campagna di informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato.

    http://www.salastampa.salute.gov.it/attualita/paDettaglioComunicati.jsp?id=3439

  26. claudio says:

    Maria e’ probabilmente una di quelle persone che vede complotti come i verdosky.
    Qualche decennio fa un gruppo di complottisti che credevano che il cloro negli acquedotti facesse molti danni decise di fare una campagna CONTRO (nulla di nuovo?).
    Nelle loro farneticazioni si appoggiavano a veri studi che dicevano, e alcuni sono confermati, che il cloro fa male e almeno una persona su 10.000 ha problemi piu’ o meno importanti in tempi piu’ o meno lunghi se beve esclusivamente acqua clorata.

    Questi geni anziche’ dire che basta lasciare la caraffa in giro per far si che il cloro evapori si davano da fare per l’eliminazione del nucleare, ops, del cloro.

    Non trovando amministrazioni consenzienti provarono, per dimostrare la loro tesi, in una cittadina del sud america, in Brasile mi pare di ricordare. (se qualcuno lo trova..)

    Il comune sbavava per l’attenzione dei verdosky e per la possibile esplosione mediatica… e per i soldi dei verdosky.
    Cosi’, banalmente, smise di spendere tutti quei soldi per l’inutile e pericoloso cloro e le tubazioni fecero la fine del mio acquario (molto popolato).
    Morirono molte persone, centinaia, ma i verdosky, dopo, non ne parlano mai.

    Quando si parla di un rischio e’ necessario pesarlo bene e non fare sensazionalismi: il cloro non ci fa bene ed e’ accertato, pero’ ci evita di morire a brevissimo. Quindi e’ un bene.

    Ho letto di una ricerca, non esistente nei media nazionali, in cui si cercava di capire se la “mucca pazza” fosse un problema nato grazie alle pressioni dei verdi che non volevano l’uso di solventi nella produzione delle farine animali poiche’ si sarebbe ripresentato lungo la catena alimentare.

    Come si vede non sempre un problema e’ semplice, quasi mai, ma e’ vero che sparare con il bazooka senza aver pensato GLOBALMENTE e’ molto errato.

    Il cellulare se fosse pericoloso piu’ del cloro saremmo tutti morti (ho provato telefonare 10ore al giorno per anni) ma mi permetteva di “attendere prego” mentre facevo altro, foss’anche schisciarmi un punto nero.

  27. Maria (o.O) Grega says:

    @Thomas: Sono dispiaciuta di averti deluso, la prossima volta cercherò di rispondere alle tue (ed altrui) aspettative.

    Mi pare che i link sopra citati mi diano abbastanza materiale per colmare le mie lacune.
    Altra occasione per deludere Thomas è il “mea culpa” per aver scritto inesattezze sopra. in effetti la mia disattenzione mi ha indotta in errore, ed a sentire fischi per fiaschi: anche durante la trasmissione in esame i telefonini erano stati classificati 2B.

    @Thomas: Carissimo, sicuro che la tua curiosità è da paragonare a quella del pubblico della Formula 1 o piuttosto a quella del pubblico di un’altra “Maria”? 😛

  28. robertok06 says:

    Salve:

    Un estratto da wikipedia:

    “The 13 nation INTERPHONE project – the largest study of its kind ever undertaken – has now been published and did not find a solid link between mobile phones and brain tumours.[19]”

    La referenza 19, che in realta’ e’ la no.20… che e’ scaricabile, e’ la seguente:

    [20] Interphone Study Group (2010). “Brain tumour risk in relation to mobile telephone use: Results of the INTERPHONE international case-control study”. International Journal of Epidemiology 39 (3): 675–694. doi:10.1093/ije/dyq079. PMID 20483835

    Se si fa copia-incolla della referenza bibliografica si puo’ scaricare il pdf dell’articolo pubblicato sull’Int.Journal of Epidemiology (che e’ una rivista scientifica piu’ che seria):

    “Conclusions Overall, no increase in risk of glioma or meningioma was observed
    with use of mobile phones. There were suggestions of an increased
    risk of glioma at the highest exposure levels, but biases and error
    prevent a causal interpretation. The possible effects of long-term
    heavy use of mobile phones require further investigation.”

    LO studio cita altri 42 articoli scientifici, pubblicati su riviste altrettanto serie, a supporto delle sue conclusioni.
    Queste conclusioni, per quel che mi riguarda, mettono l’ultimo chiodo nella bara, come dicono gli anglofoni: l’uso dei cellulari non e’ pericoloso per la salute umana, come e’ logico (e’ radiazione non ionizzante di potenza molto bassa).
    Chi eventualmente pensasse che rimanga un barlume di pericolosita’ potenziale, per motivi irrazionali o basandosi su argomenti fideistici a questo punto, non ha che da fare una cosa: aprire il bottino della spazzatura e buttarci dentro i cellulari che eventualmente possiede, ma smetterla di rompere i marroni al resto del mondo. Oppps… scusatemi, ho la brutta abitudine di scrivere le cose che penso.

    Saluti,

    Roberto

  29. Thomas says:

    @Maria(diffidente)Grega:
    Questa o quella per me pari sono…
    Io opterei per finirla qui, visto che (apprendo) non si era compreso il senso (positivo) del mio intervento…

    [“Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos…] Matteo 7,6

  30. Maria (o.O) Grega says:

    A dire il vero il tono della mia risposta era scherzoso quanto il tuo.
    C’era pure uno smiley sorridente alla fine del commento.
    Giusto per capirsi, anche se non cambia nulla.