Nel 2001 in italia sono morte 7.096 persone per incidenti stradali. Nel 2009 queste morti si sono ridotte a 4.237. Significa -40%, ed è tanto, ma rimangono quattromila e rotti morti all’anno per incidenti stradali. E’ un paese che scompare.
In italia muoiono 20 mila persone all’anno per alcolismo. Togli pure mille, millecinque alcolisti che si mettono al volante (e che avevamo già contato prima). Sono sempre tantissimi.
Se poi pensiamo al tumore ai polmoni le cose non vanno molto meglio. Ogni anno in italia crepano 35 mila persone di tumore ai polmoni. Alcuni stimano che la percentuale di tumori ai polmoni dovuta al fumo da sigarette sia tra l’85% e il 90%.
Suppergiù possiamo dire che i morti di tumore ai polmoni per fumo di sigaretta ogni anno in italia sono 30 mila.
Nel frattempo nel 2010 in italia sono morte 980 persone sul lavoro, di cui 205 nelle costruzioni.
Senza considerare le 611 persone vittime di omicidio in italia nel 2008. Omicidi che in italia (dati 2003) avvengono per il 36,5% dei casi in famiglia (contro il 20,3% dovuto alla criminalità organizzata).
Pensa che poi ogni anno si suicidano quasi 4 mila persone. Brutta cosa la depressione. Le cadute accidentali invece provocano quasi tre mila morti all’anno.
Ecco, è stato stimato – dagli esperti, non dai cialtroni – che il disastro di Černobyl’ provocherà in totale 4 mila morti tra coloro che hanno lavorato alla sistemazione della centrale. Più altri 5 mila tra la popolazione che forse potranno morire, ma non si sa. Ce li mettono dentro giusto per stare larghi.
Quattro mila morti per un disastro come quello di Černobyl’, dove gli operai erano stati mandati a fare la bonifica senza protezioni e senza controlli sulle radiazioni assorbite. Eppure la gente ha una percezione della tragedia ben peggiore.
Questo perché c’è un pericolo reale e un pericolo percepito. Un po’ come quando saliamo in cima a un grattacielo, ci vengono le vertigini e abbiamo paura di cadere (lo ammetto, sono uno di quelli). In realtà il pericolo è lo stesso che non stando al quarto piano, ma avvertiamo un pericolo maggiore. E’ istintivo, nessuno si senta in colpa. Dopodiché il Signore ci ha dato una mente e ogni tanto dovremmo cercare di usarla. Ragioniamo razionalmente e ci rendiamo conto che, a meno che non sei un pirla e scavalchi il parapetto, il pericolo di cadere di sotto è uguale al quarto come al centesimo piano.
Nel caso degli incidenti nucleari è la stessa cosa. Ogni giorno affrontiamo rischi per la nostra vita che sono ben maggiori del rischio di crepare per un incidente nucleare.
Alla mattina prendiamo l’auto per andare al lavoro e magari non pensiamo di essere una delle persone che quel giorno morirà in un incidente stradale.
Ne muoiono 4 mila all’anno. Ripeto, 4 mila all’anno. Hai una Černobyl’ all’anno sulle strade e non te ne rendi conto.
Parli contro il nucleare alla pausa caffè, dicendo che tu il nucleare non lo vuoi perché hai paura. E mentre ne parli accendi una sigaretta, senza renderti conto che le sigarette ogni due mesi fanno gli stessi morti di Černobyl’in italia. Ogni due mesi una Černobyl’, ma questo pericolo non ti fa paura, continui a fumare, mentre il nucleare ti fa paura.
L’alcool coi sui 20 mila morti ogni anno ti fa 5 Černobyl’ in italia. Ma tu non chiedi un referendum per abrogare la vendita di alcool.
Il lavoro fa tanti morti quanto Černobyl’ ogni quattro anni. Eppure al lavoro ci andiamo, è un rischio che affrontiamo.
Così come il rischio di essere ammazzato, magari da un parente. Solo di omicidi ogni 6 anni e mezzo hai una Černobyl’. Eppure facciamo la nostra vita, viviamo in una famiglia di potenziali assassini, giriamo le strade con rischio di essere ammazzati da uno psicopatico che passa di lì per sbaglio.
In poco più di un anno le cadute accidentali fanno tanti morti quanti Černobyl’, ma continuiamo a fare le gite ai monti così come le nostre anziane madri continuano a rischiare cadute negli incidenti domestici.
Alla fine questa è la vita. Non c’è niente di sicuro. Quando mi chiedono se le centrali nucleari o i depositi di scorie sono sicuri io rispondo di no. Perché non sono sicure come nulla è sicuro nella nostra vita.
Pretendere che una centrale nucleare sia sicura al 100% è come pretendere che un’autovettura sia sicura al 100%: è una cazzata. Puoi renderla più sicura, ma il rischio di schiantarti contro un platano lo avrai sempre e comunque.
Di fronte al nucleare non dobbiamo chiederci se è sicuro, ma quanto è sicuro.
Se hai paura del nucleare che fa 4 mila morti a Černobyl’, e non hai paura di viaggiare in una autovettura significa che non hai valutato correttamente il rischio di queste due attività umane. Basi le tue decisioni sul pericolo percepito, non sul pericolo reale. Metti da parte l’irrazionalità, guarda i numeri, e fattene una ragione.
Aver paura del nucleare a causa di Černobyl’ è come aver paura di salire sull’osservatorio dell’Empire State Building a causa degli attentati alle Torri Gemelle. Stessa razionalità.
Se poi venite a farmi i discorsi contro il nucleare mentre fumate una sigaretta, siete dei pirla. Perché la macchina non ce l’ha scritto sulla fiancata che uccide, il pacchetto di sigarette sì. E magari per sfizio avreste dovuto informarvi sul rischio che correte mettendo in bocca la sigaretta. E di fronte a questa consapevole ostinazione nel rifiutare il rischio del nucleare mentre si gode nell’accettazione del rischio – ben maggiore – del fumo, io posso solo dirvi una cosa: i pirla siete voi.











Tanto lo sai che e’ una battaglia persa in partenza.
In fondo ti troverai il tizio qualunque che, dopo essersi bevuto 4 birrozze, si mette al volante e, mentre guida con la sigaretta in bocca e il cellulare nella mano destra, pensa che piu’ tardi si mettera’ al computer (non quello che usa per scaricare acceso 24/7,l’altro) per scrivere su FB che il nucleare e’ un rischio intollerabile e che ne potremmo fare tranquillamente a meno che tanto il solare ci da’ giGabYte di corrente, perche’ l’ha letto su una email che se la mandavi ad altri quattro amici avrebbero piantato tre generatori eolici da 8 MPa/km^3 che avrebbero dato da mangiare a meta’ africa.
E poi pensera’ “‘azzo ci serve tutta questa energia? Va che stasera tiro fuori dal freezer le olive ascolane e le patate fritte che per colpa di quei bastardi dell’enel mi tocca pure spegnere il computer col mulo; che uno non puo’ nemmeno asciugarsi i capelli con la friggitrice accesa”.
E una volta cozzato contro il platano, prima di svenire, il nostro eroe metropolitano inveira’ contro la lobby del complotto che gli nega il diritto inalienabile al wifi a stocco e all’energia, che ce quello su youtube che c’ha la macchinetta del moto perpetuo….
Bene, continua a postare questi articoli. Io ti faccio pubblicità su facebook sperando di convincere qualche disinformato…
@mamoru:
Hai dimenticato le scie chimiche.
@mattia:
Questo post mi ricorda quell’articolo che dimostrava come dopo l’11 Settembre siano aumentati i morti per incidenti stradali.
Le persone non sono fatte per capire le probabilità.
Mi hai commosso, se scrivessi in un modo leggermente più romanzato e meno matematico avresti tutto il diritto di scrivere su un qualsiasi quotidiano nazionale xD
“Ecco, è stato stimato – dagli esperti, non dai cialtroni – che il disastro di Černobyl’ provocherà in totale 4 mila morti tra coloro che hanno lavorato alla sistemazione della centrale.”
Io da quanto ho letto qua,
http://www.who.int/ionizing_radiation/chernobyl/chernobyl_digest_report_EN.pdf
direi che e’ piu’ accurata questa frase:
“Tuttavia sempre il Chernobyl Forum stima in aggiuntive 4.000 morti presunte in eccesso per leucemie e tumori SU UN ARCO DI 80 ANNI”
Io aggiungerei anche che tra 150 anni saranno morti tutti gli abitanti di Fukushima…che vadano a quel paese gli idioti.
Mi hai commosso, se scrivessi in un modo leggermente più romanzato e meno matematico avresti tutto il diritto di scrivere su un qualsiasi quotidiano nazionale xD
No, perché Mattia controlla le fonti e in alcuni quotidiani nazionali pare che sia proibito.
Guarda, cesare, la prima versione dell’articolo l’avevo scritta moltiplicando i morti per incidenti stradali per 80, e così per tutto il resto. Poi mi sono accorto che il post era troppo complicato e ho preferito dare i numeri così: una chernobyl fa tanti morti (trascurando di dire in quanto tempo) come il fumo ne fa in due mesi.
Giusto per rendere il concetto più liscio.
Mi hai commosso, se scrivessi in un modo leggermente più romanzato e meno matematico avresti tutto il diritto di scrivere su un qualsiasi quotidiano nazionale xD
guarda, trovami qualcuno che mi fa scrivere, e poi faccio anche lo sforzo di romanzare di più il mio stile.
Per Mamoru
“che ce quello su youtube che c’ha la macchinetta del moto perpetuo….”
http://www.youtube.com/watch?v=0v2xnl6LwJE
Oh cccc’hai ragggione
ahahahahahahhahahahahahaha!
si i dati sono veri, però messa così vien da chiedere perchè uno debba volere in più una cosa che fà 4000 morti, vista la già tanta roba che uccide. Perchè se devo finire io nei 4000 sfigati, il nucleare non lo voglio. Il nucleare lo facciamo perchè è a prova di bomba e sappiamo che Černobyl non può più accadere, non perchè la bolletta mi costerà 5 euro in meno 4000 morti in più…
P.S. I dati così presentati secondo me sono veri, ma non completamente corretti, visto che non sono associati a una probabilità statistica. Esempio: se in italia abitano 50mln di persone e (visto che più o meno tutti usano l’ auto) ogni anno ci sono 5000 morti, semplicisticamente possiamo assumere che un italiano ha lo 0,01% di probabilità di morire in auto. Ma se vicino a una centrale abitano 5000 persone, e la probabilità di un disastro nucleare è (a caso) il 3%, visto che la probabilità di morte è diciamo il 50% stai chiedendo a questi 5000 di assumersi un rischio del 0,15 ,ben più grande del precedente 0,0001…
non perchè la bolletta mi costerà 5 euro in meno 4000 morti in più…
Ancora una volta: la bolletta elettrica che conta non è quella di casa. Chi se ne frega dei 5 euro in bolletta.
La bolletta elettrica che conta è quella dell’impresa. Avere l’energia a un prezzo più alto è un handicap per la nostra industria. E’ così difficile da capire?
ma non completamente corretti, visto che non sono associati a una probabilità statistica.
se vuoi fare le statistiche falle bene. prendi l’evento di un incidente nucleare e lo distribuisce sul numero di anni in cui mediamente si ripete e su tutte le popolazioni mondiali interessate.
Dopodiché, che il rischio non sia equamente distribuito è banalmente ovvio.
Ma se crepano 4000 persone tutte vicine o 4000 persone sparpagliare è la stessa cosa. Sono sempre 4 mila morti.
Non è che se sono raggruppati aumentano.
Ci sono tantissime categorie professionali che sono più esposte di altre. Un muratore rischia di morire di più di un impiegato. Un poliziotto che fa la scorta a un giudice o un vigile del fuoco rischia di più di un ragioniere.
Oh, è la vita: c’è chi fa mestieri con rischio maggiore e chi con rischio minore.
Non ti piace il concetto: fa’ fare il poliziotto o il vigile del fuoco a turno a tutti gli italiani. Così il rischio è distribuito.
d’altro canto è una selezione! la popolazione sul pianeta continua ad aumentare, pensa se non ci fossero tutte queste morti!!! ci saremmo scannati tutti tra di noi per avere cibo e acqua! cosa che succederà comunque in un prossimo futuro! se nel frattempo non esplode qualche bomba e riduce un pò la popolazione mondiale!
questo pianeta è come un appartamento, se in un appartamento per tre persone ce ne metti 6, succedono litigi, incomprensioni e poi alla fine si litiga! perchè NON c’è posto per tutti!!!!!!!!!!