L’albero dei report

March 28th, 2011 by mattia | Filed under giappone, ignoranza, perle giornalistiche.

Ieri sera a Report è andato in onda il servizio (era solo un servizio, non tutta la puntata come pensavo erroneamente) di Emilio Casalini su Fukushima.

Diciamo che nel marasma di cazzate scritte sui media in queste settimane questo servizio si distingue per aver fatto chiarezza su alcuni punti, ad esempio sul fatto che a Tokyo la vita continui normalmente, nonostante i disagi dovuti al razionamento dell'energia. E ha spiegato anche che la fuga da Tokyo era solo la partenza per il fine settimana lungo del 21 Marzo. Ha spiegato anche la storia delle mascherine e come le radiazioni a Tokyo siano del tutto normali.
E da questo punto bene.



Poi però si lascia andare a diverse pecche, disseminate qua e là nel servizio.
Ad esempio la chiusa, che distrugge tutto il servizio.
Prima di partire però quando veniamo monitorati nel centro degli sfollati, mentre io passo indenne il controllo, le scarpe di Hiro danno schizzare i rilevatori di radiazioni. Forse le cose non stanno proprio come dicono.

E su questa frase mostrano un contatore geiger con la lancetta che sale. E allora?
Qual è la scala su cui è impostato lo strumento? Qual è la misura rilevata?
Perché io posso anche misurare un valore anche dieci volte superiore al normale, ma ciò non significa che sia pericoloso per la salute.
Numeri, bisogna dare i numeri. E compararli con le scale.
Le lancette che salgolo fanno tanta scena, ma non dicono niente.
E sulla base di una, dico una, misura di cui non ti dicono nemmeno il valore ma ti danno solo una lancetta che sale, si permette di diche che "Forse le cose non stanno proprio come dicono".
Velato suggerimento di una teoria del complotto (o meglio del silenzio) che fa sempre gola all'ascoltatore medio di Report.
Sulla base di cosa? Di una campagna di misure di radioattività fatte indipendentemente e rigorosamente sul territorio che dà risultati diversi da quelli comunicati dalle autorità? Hanno assistito al controllo di mille ospiti della struttura e ne hanno trovati 200 oltre i livelli di pericolosità per la salute?
No, le cose non stanno proprio come dicono a causa delle scarpe dell'assistente. Magnifico.

Ma è così difficile affrontare un argomento scientifico con il rigore scientifico? Lo so che è noioso da guardare e faticoso da realizzare, eppure è il rigore scientifico che ti porta a fare servizi di qualità. Alitare il sospetto in prima serata basandosi sulle scarpe dell'assistente è una cretinata.

Ma la cosa che merita di più è questa frase della Gabanelli:
I dati ufficiali dicono che i livelli di radioattività sono in aumento, ma quando il pericolo non ha odore sapore e colore, gli effetti non sono immediati e non hai altri posti dove andare che fai?

Già, a che cazzo serve la metrologia, i contatori di radiazioni, le reti di misura?
A che cazzo servono i numeri? Le radiazioni le dobbiamo usmare . Dannati questi misuristi con la loro mania di usare strumenti scientifici per quantificare una quantità.
Da domani non ci si fida più degli strumenti, il pericolo bisogna sentirlo a naso.
Secoli di metrologia buttata nel cesso.
Più o meno mi sembra di rivedere quella scena dell'Albero degli zoccoli in cui il bambino raccontava che a scuola gli insegnavano come nell'acqua c'erano i germi, che c'erano anche se non lo vedevi. E i grandi gli dicevano oh, ma se non li vedi come fai a dire che ci sono?
Ecco, siamo a quel livello lì.

7 Responses to “L’albero dei report”

  1. Fabia says:

    L’ascoltatore “medio” si annoia se gli dai troppi dati; nella maggior parte dei casi non capisce e perde interesse … è più d’impatto dare risalto ad una cosa apparentemente insignificante come la suola di una scarpa che a delle misurazioni specifiche … in questo modo attiri l’attenzione di tutti. Anche lasciare in sospeso le coscienze dei telespettatori con un interrogativo come quello che hai citato, colpisce di più di numeri e strumenti di misurazione, è brutto a dirsi, ma è così.
    Credo che i giornalisti, per fare audience e vendere testate, si siano adeguati alla massa d’ascolto e questo ha portato tutta la stampa in generale ad un livello qualitativo basso, pressapochista e sensazionalistico.

    Personalmente sono rimasta un po’ delusa perchè mi aspettavo un servizio più approfondito, con maggiori dettagli e spunti di riflessione.

  2. Carlo Chiecchi says:

    Egr. dr. Butta, leggo quotidianamente e con piacere le sue piccole/grandi riflessioni sul blog, ma questa volta (questa volta in particolare, e lo dico con umiltà), qualcosa mi sfugge.E questo qualcosa è il nesso di consequenzialità tra la frase della sig.a Gabanelli e il commento che segue. Cerco di spiegarmi: a me sembra che l’osservazione ‘giornalistica’ si possa tradurre – dal punto di vista dell’ormai famosa casalinga – così:
    “I dati ufficiali dicono che la radioattività è in aumento. Bene. Ma io questa radioattività non la vedo (= l’atmosfera non è più colorata di ieri, dai rubinetti non esce acqua puzzolente o colorata, e via dicendo), i suoi effetti non sono immediatamente percepibili (nessuno di noi riporta ustioni da radiazioni o quant’altro sia possibile in caso di esposizione diretta e intensissima) e, soprattutto per me povera casalinga, non so dove altro andare per mettermi al riparo (famiglia, casa, lavoro, ecc., sono qui e non altrove). In conclusione: che posso fare?”.
    Ecco, dr. Butta: qui mi sfugge il nesso con il commento successivo (e qui subentra il tecnico elettronico che è in me). E’ chiaro che le radiazioni le dobbiamo misurare e che i numeri a qualche cosa servono, come è altrettanto chiaro che le radiazioni non dobbiamo “sentirle a naso”. E’ ovvio e indiscutibile (per me, almeno). Detto questo, però, il discorso della nostra ipotetica casalinga mi pare che rimanga valido: che cosa faccio (= io, qui e ora, nel mio piccolo)? Sintetizzando: a mio parere il problema non è “se non li vedi come fai a dire che ci sono”, bensì: “non le vedo, so che ci sono, ma che cazzo posso fare io?”.
    Premettendo che non conosco né i giapponesi né l’affidabilità delle loro fonti ufficiali: certo, si può aspettare i comunicati ufficiali e agire di conseguenza, magari seguendo ‘i consigli degli esperti’. Ma se la loro attendibilità è come quella dei comunicati ufficiali del nostro italico governo, apriti cielo…

  3. mattia says:

    Il Giappone, con tutti i difetti che ha, non è l’Unione Sovietica, né una delle tante dittature sparse nel mondo dove vige la censura.
    La teoria del governo che tiene a silenzio misure di radioattività più alte di quelle dichiarate è stata una delle prime cose che ho affrontato in questa storia.
    Non c’è solo il governo e la Tepco che misura le radiazioni. Ci sono molteplici fonti, tra loro indipendenti. Laboratori di ricerca, università, uffici di salute pubblica, misure amatoriali, e persino una mezza dozzina di ambasciate europee che conducono quotidianamente campagne di misura sul posto che collimano coi dati rilasciati dalle autorità giapponesi.
    Tutti collusi? Anche i vigili del fuoco italiani al soldo della Tepco?
    I canali con cui puoi rendere pubblica una notizia del genere sono enormi oggi. Basta scrivere una cosa su un blog e si moltiplica a dismisura, senza che il governo possa farci niente.
    Eppure fino ad ora abbiamo solo un genio che grida all’allarme radiazioni misurando con lo strumento impostato alla cdc.
    Cosa deve fare la casalinga? Usare il buon senso.
    Deve basarsi sulle misure e decidere il da farsi su quelle, come razionalmente si deve fare, ponderande l’attendibilità sulla base della veridicità della teoria del silezio omertoso spiegata sopra.

  4. Carlo Chiecchi says:

    Dr. Butta, nuovamente buona sera (qui in Italia, mentre scrivo sono le 18:30). Mi permetto si intervenire nuovamente perché non sono riuscito a spiegarmi. Premetto che non ho visto la puntata di Report “incriminata”, ma mi limito soltanto a dire come ho interpretato io, leggendola qui sul blog, la perla giornalistica citata: mi pare che il centro sia nella sequenza di “il pericolo non ha” e “gli effetti non sono”. Ossia: se l’acqua del rubinetto è marrone o puzza, me ne accorgo e bevo ad altre fonti; se la carne è guasta e la mangio comunque, mi aspetto quanto meno un’immediata conseguenza intestinale; ecc. Ma se invece l’eventuale pericolo è impalpabile, inavvertibile, e non posso – come quasi tutti – trasferirmi, che cosa devo fare / non fare? Quali comportamenti devo assumere o modificare? Riferendo queste ultime domande alle cose molto pratiche, terra-terra, della vita quotidiana.
    Ecco, forse la Gabanelli voleva soltanto dire questo. Ma è un forse dovuto al fatto che non ho visto la puntata…
    Cordialmente, Carlo Chiecchi

    PS: confesso che per avere notizie attendibili dal Giappone frequento più volte al giorno questo blog!

  5. MaxDoBrasil says:

    “I dati ufficiali dicono che i livelli di radioattività sono in aumento, ma quando il pericolo non ha odore sapore e colore, gli effetti non sono immediati e non hai altri posti dove andare che fai?”
    Spegni la televisione e inviti un fisico nucleare a cena.

    Poi c’è la questione dell scarpe.
    Questa è più complessa e vede molti scenari possibili (e impossibili):

    1) La scala del contatore geiger era impostata su “puzza di piedi”;

    2) Il contatore geiger era un attore travestito;

    3) Poi c’è l’ipotesi della merda radioattiva pestata dal povero Hiro.

  6. Ken Matsudaira says:

    Replico per pigrizia un commento che ho lasciato su fb in un post del caro Nicola,l’argomento mi tocca e non volgio che nella riscrittura venga perso magari il senso..
    il loro servizio è ottimo,come tutti i servizi di report del resto….fa sempre un certo effetto,toccare con mano la tempra di questo popolo,la loro forza guardare avanti,abbiamo tanto da imparare da ogni cosa che ci circonda.
    Una cosa però mi lascia sempre perplesso,si sta sempre sul generico.I vestiti non erano contaminati e invece le scarpe si,vuol dire che l’aria e quasi sgombra da contaminazioni?L’isotopo che è fuoriuscito dalla zona della centrale,se è cesi…o137….o qualcos’altro?Nel caso si trattasse del Cs137 esso è effettivamente presente nella nostra vita quotidiana da quando nel nostro bel piantea ha fatto capolino l’utilizzo dell’energia nucleare,ergo esperimenti con bombe…vari nel mondo…e con l’utilizzo del’atomo per la produzione di energia,con tutti gli incidenti segnalati e non (le autorità sono di manica larga).Sappiate per vostra informazione che la centrale di garigliano,nel sud italia,ha registrato una serie di incidenti..18 dichiarati…con fuoriuscita di vari isotopi,tra cui il noto cesio 137,si parla di ingenti fuoriuscite e c’è anche un interrogazione camerale http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=20645&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%274-05721%27+|+%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
    Come mai non se ne parla,fa comodo accanirsi sull’incidente del giappone?Tra l’altro causato da un terremoto 9.0?mentre qui i europa o negli stati uniti sono stati causati da eventi di norma…le amministrazione?La domanda opportuna sarebbe piuttosto:ma i parametri di sicurezza chi li ha fatti?sono politici o effettivamente mirano a proteggere la salute di chi abita il pianeta terra?Ci sono fuoriuscite IN e fuoriuscite OUT?Se mi dici che le scarpe sono contaminate mi devi anche da cosa,perchè non tutti gli isotopi reagiscono allo stesso modo sull’ambiente.Insomma ci servono i fatti non informazioni a metà.
    Ecco cosa vevo scritto,ma magari i ducci non sono solo i miei.
    A presto e complimenti per il blog.

  7. Fabrizio Ferrian says:

    Sto aspettando che un fisico entri nel mio soggiorno per spiegarmi, con dati inconfutabili alla mano, che quello a cui abbiamo assistito è il peggior incidente nucleare della storia…