Donnine con 20 cm di cazzo a teatro

December 5th, 2017 by mattia | Filed under praga.

Quando, dopo il "can can" del secondo atto, hanno fatto partire musica da discoteca seguita da gangam style ho provato un dolore al petto. Come una sensazione di oppressione. Basta, vi prego, basta!
Mi è venuto da invocare l'altro can can, quello di Germano Mosconi.

Non so come ci sono arrivato lì, anzi lo so benissmo: era stato fgpx78 a proporre di andare a teatro a vedere l'Orfeo all'inferno di Offenbach. In realtà era un'altra cosa, tanto che a un certo punto fgpx78 ha detto "ci stanno evidentemente trollando" e io "dopo fanno l'opera vera".

In pratica hanno preso l'opera, l'hanno ambientata al parlamento europeo, l'ha spezzettata tutta e hanno inserito pezzi nuovi. Pezzi recitati e cantati (!) che nell'Orfeo originale non c'erano e in cui facevano una satira (venuta male, tra l'altro) della politica europea e ceca.
Hanno parlato di Angela Merkel, dei migranti, della crisi del governo Nečas, di Babiš, di feisbuc e tuitter... in pratica hanno allestito una cosa diversa.
Pensatela così: voi andate a vedere, che ne so, il rigoletto e il duca di Mantova diventa berlusconi alle cene eleganti con le olgettine. Invece di cantare la donna è mobile si mette a raccontare la barzelletta della mela che sa di figa. Ecco, ieri sera hanno fatto questa cosa. Non scherzo.

Non so se vi ricordate lo sceneggiato comico del trio Marchesini-Lopez-Solenghi sui promessi sposi. Ecco, quello aveva persino più attinenza con il romanzo manzoniano che questa merda con l'opera di Offenbach.

Se avessi il tempo e le risorse li denuncerei per truffa. Perché se vuoi fare una cosa del genere devi scrivere sul biglietto "commediuola liberamente ispirata - ma neanche tanto - all'Orfeo all'inferno". Almeno so che non è l'opera originale. Se tu invece scrivi sul biglietto, sui manifesti e sui programmi "Orfeo all'inferno" io voglio vedere quello. È come andare a donnine, pagare per una donnina e poi scoprire che ha sotto un manico di 20 centimetri: avrò il diritto di sentirmi raggirato o no?
Se sei un travone devi dirlo subito.

Chi viene a teatro con me sa che sono un rompicazzo, che non tollero chi parla - anche un sol cenno mi dà fastidio - ma ieri ero arrivato al livello devastazione. Nessun rispetto, commentavo di continuo. Al termine del primo atto ho gridato "vergogna! luridi!" (scoprendo tra l'altro che l'acustica è ottima anche a parti invertite) e alla fine dell'opera li ho ricoperti di "buuuuuuu" chiedendo il bis, ma dell'opera vera.
Non sono stato l'unico. Un tizio ha interrotto il primo atto protestando al grido di "hanba!" (vergogna) e metà teatro si è svuotato tra il primo e il secondo atto.

Mi dispiace per orchestrali e cantanti, alcuni dei quali erano anche bravi. Tecnicamente parlando non posso nemmeno lamentarmi della qualità della musica e del canto. Era proprio la regia a essere una coltellata nel cuore.
Per farvi capire, già a me dà fastidio quando fanno ambientazioni "audaci". Come quella volta che l'elisir d'amore lo ambientarono nell'italia degli anni '60 anziché nei paesi baschi. Ma vabbe', fai finta di non vedere la vespa sul palco o la scritta "W Bartali" e l'opera rimane la stessa.
Qui invece hanno cambiato l'opera. Hanno inserito parti musicali per accompagnare dei recitati, hanno cambiato le parole cantate e probabilmente hanno inserito anche un pezzo di sana pianta (per accompagnare la visita della delegazione cinese all'Europarlamento).
Cazzo, tu dell'opera non puoi cambiare una virgola, non puoi cambiare una nota, ma che dico! non puoi cambiare manco una pausa. Il massimo che puoi fare è intervenire sui segni di espressione, che puoi interpretare un po' come vuoi. Ma dello spartito e dei libretto non tocchi nulla. Lurido!

Se lo fai devi cambiare il nome dell'opera e il nome dell'autore, ché è diventata un'altra cosa.

A questo aggiungete il fatto che la satira è venuta molto male. Perché la satira è sempre stata inserita nelle opere, ma in modo molto delicato, suggerito sotto traccia, non palese. Il gioco è anche quello, cercare di cogliere i suggerimenti nascosti, il doppio senso. Qui invece non c'era alcun doppio senso, ti spiattellavano giù tutto. Esempio: a un certo punto parlano della moglie di Giove che avrebbe usato strutture dei servizi segreti per scopi personali. Era un chiaro riferimento allo scandalo che fece cadere il governo di Nečas. Ok, fermati qui. No, due battute dopo dicono "ma questo è Nečas!". Che senso ha dirlo? Che senso ha citare l'ex premier nell'opera. Lascia il riferimento lì, suggerito, non palesarlo.
Inscenano la visita della delegazione cinese (chiamando il presidente cinese "Ping Pong", davvero): era un chiaro riferimento alla visita di Stato che fece il presidente cinese a Praga, con tanto di attivista portato via dalla polizia perché aveva le bandiere tibetane. Ma dico, che senso ha fare satira dando tutti questi dettagli? Puoi parlare di una generica delegazione straniera, e poi sta allo spettatore cogliere il riferimento. Se dài tutti i dettagli non è satira, è piuttosto una recita a livello del Bagaglino quando faceva Biberon e prendeva in giro andreotti e craxi con Oreste Lionello e Pierluigi Zerbinati.

Io non pago per andare a teatro pensando di vedere l'opera per poi trovarmi davanti Pippo Franco.

4 Responses to “Donnine con 20 cm di cazzo a teatro”

  1. Mauro says:

    Mi hai fatto venire in mente quando, quasi vent’anni fa, vidi a Münster una “Forza del Destino” ambientata durante la prima guerra mondiale e con la musica talmente rallentata da farla sembrare una ninna nanna.

  2. fgpx78 says:

    Tristezza infinita.

  3. Epsilon says:

    Anch’io già mal sopporto allestimenti diversi dall’ambito “naturale” dell’opera, figurati poi queste buffonate.
    A parte ciò… tu comunque ti rendi conto, vero, che l’UVO (Unico Vero Orfeo) è quello di Monteverdi, vero?!?
    😉

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