Pubblica amministrazione 0.0

November 28th, 2017 by mattia | Filed under riflessioni, w la fisica.

Tra le mille faccende burocratiche da sbrigare per candidarsi (e che non vi racconto per non farvi cadere le balle) c'è anche la necessità di eleggere domicilio in Roma per ricevere le comunicazioni dell'ufficio centrale per la circoscrizione estero presso la corte d'appello di Roma.

Perché, perché se capita qualcosa e ti devono notificare un atto ti mandano il messo notificatore bardato col tabarro a bordo di un cavallo a portati le carte brevi manu.
Mica che usano la PEC, no!, troppo comoda.

Prima inventano la PEC, creano un contesto di leggi e tecnologie che consentono la trasmissione di atti aventi valore legale come se fossero una raccomandata, con la differenza che il tempo di trasmissione è praticamente nullo e il costo è ridicolo (la PEC l'ho pagata 5 euro per un anno e una raccomandata costa 5,75 euro). Poi però decidono di non usarla.
Ci sarebbe uno strumento semplicemente perfetto per consentire la comunicazione ufficiale tra l'ufficio centrale presso la corte d'appello e i rappresentati dei movimenti politici e invece non lo usano.

Preciso, la colpa è della politica. L'obbligo di eleggere domicilio a Roma sta nella legge, non è un vezzo della corte d'appello. Ma io dico, fanno mille riforme della legge elettorale, due minuti per un emendamento che aggiorna la legge alla PEC non lo trovavano?

Niente, adesso sto cercando qualche studio legale a Roma che mi consenta di eleggere domicilio da loro. Ma santo cielo, possibile che siamo ancora a questi livelli?

Altro che 2.0, siamo a 0.0. E forse sforiamo nei negativi.

Piesse: per quelli che mi chiedono se non posso eleggere domicilio in altro comune italiano, la risposta è no. Altrimenti bisogna mandare il messo notificatore in giro per l'italia sul treno a vapore pagandogli il biglietto di terza classe.

11 Responses to “Pubblica amministrazione 0.0”

  1. Alleprando says:

    Spera di non dover mai partecipare ad una gara d’appalto con la PA. Ancora due anni fa un ente chiedeva le buste sigillate con la ceralacca.
    Nell’ultima c’era da stampare dei moduli con delle caratteristiche tecniche, firmarli timbrarli scannerizzarli e caricare i pdf su un portale. In più chiedevano un sacco di informazioni che avrebbero potuto reperire con una cazzo di visura camerale.
    Potrei anche parlare di quando la mia compagna, che insegna, fa domanda di trasferimento, ma mi sale la carogna

  2. mattia says:

    a me la carogna è salita già quando hai parlato di ceralacca.

  3. Mauro says:

    A proposito di P.A. ho in preparazione un articolo che vi sconvolgerà 😁

  4. Alleprando says:

    Sembra una scemenza, ma non è neanche facile reperirla.
    Per non parlare della calzamaglia, mantello e cavallo 😉

  5. claudio says:

    il problema e’ questo:
    abbiamo una serie di governi di aluatte.
    Prima fanno la PEC, una banale posta ma che perde la mail.
    La si definisce “santa subito” e si fa chiamare posta certificata quando non certifica un piffero e creando confusione con la posta certificata che esiste da decenni.

    Poi della pec ne facciamo 6 versioni diverse e la maggioranza non possono interoperare fra di loro. come del resto non possono interoperare con la posta certificata (ma per legge lo devono fare).

    Poi fanno la firma all’italiana, ovviamente non una sola. Un paio di queste fuzionano pure. una si puo’ dire discreta.

    Siccome alcuni non capiscono perche esiste una fima dicitale e pensano che la PEC certifichi legiferano perche qualuque cosa mandata con la PEC sia automaticamente firmata. Firmata da chi non si sa.

    Mentre si fa l’ennesima versione della PEC, che dovrebbe almeno rassicurare sull’inviante, il colpo di genio!
    Le credenziali d’accesso in bundle con le firme digitali vengono spazzate via!
    Lo spid eleva la sicurezza a quella di libero.it: nome utente e password.

    In questo caos legislativo capisci che la ceralacca e’ veloce, pratica e sicura.
    In piu’ il corriere a cavallo mantellato puo’ certificare dell’avvenuta transazione se i lanzichenecchi non lo hanno assassinato.

    Esempio di PEC e parte del corpo normativo
    http://allarovescia.blogspot.it/2016/05/peccato-che-esisti.html
    preparazione dei legislatori sull’informatica del 1990 che si esibiscono nel 2017
    http://allarovescia.blogspot.it/2017/07/legilatori-idioti.html

    Ci sarebbe molta altra roBBa, vedi il preicoloso per molti motivi, spid ma li risparmio.

    In conclusione e’ “giusto” che con un corpo normativo del gente l’unica certezza rimane la busta di carta.
    Se puoi mandare una PEC (non una PEC-ID) spacciandoti per berlusconi e viene considerata firmata di pugno dallo stesso capisci subito che la PEC non e’ un’alternativa percorribile.

    PS
    Di recente i fornitori di mail Posta E Ciccioli sono piu’ stringenti sull’apertura della casella. Pero’ esistono migliaia di caselle BOH e risulta per uno straniero impossibile oggi su quei provider fare una PEC. Visto che in teoria ai ministeri dovrebbero arrivare solo PEC tira le conclusioni sulle relazioni/concorsi internazionali se non esistesse la carta.

  6. mattia says:

    In conclusione e’ “giusto” che con un corpo normativo del gente l’unica certezza rimane la busta di carta.

    Attento, non dimenticarti di una cosa: qui la comunicazione è dall’istituzione (l’ufficio centrale presso la corte d’appello) a me.
    Non sono io che posso fingermi berlusconi.
    L’unica cosa che all’istituzione interessa in questo caso è che io abbia ricevuto veramente la comunicazione. E di questo possono essere sicuri anche solo inviandomela via PEC.
    Non sto chiedendo che l’istituzione si fidi di una PEC che invio io a loro, non chiedo loro di fidarsi della mia identità.
    Infatti tutte le carte gliele porterò a mano e non discuto su questo.

  7. claudio says:

    ” qui la comunicazione è dall’istituzione (l’ufficio centrale presso la corte d’appello) a me. Non sono io che posso fingermi berlusconi.”

    Ma non puoi essere sicuro che la comunicazione prevenga da loro con la pec ne essere sicuro che il contenuto sia manomesso. Altrettanto potresti dire di aver ricevuto una comunicazione diversa da quella inviata.

    “L’unica cosa che all’istituzione interessa in questo caso è che io abbia ricevuto veramente la comunicazione. E di questo possono essere sicuri anche solo inviandomela via PEC.”

    Non direi visto che la PEC certifica l’invio (ben 2 volte) ma non l’arrivo.
    Corollario: manca la sicurezza che tu abbia ricevuto la comunicazione.
    Al massimo possono avere la certezza che il demone MTA del tuo provider abbia in consegna il contenuto. non sanno neppure se sui dischi del provider sia arrivato.
    Poi cosa sia successo da li in avanti e’ un mistero.
    In linea teorica potrebbero esserci altri server, altri problemi come attacchi o down dei dischi e persino altri MTA (ma il traffico PEC e’ risicato)… Ci sono provider che cestinavano e poi cancellavano della posta, insomma TECNICAMENTE e’ impossibile dire se una PEC e’ stata ricevuta tanto che si CONSIDERA LEGALMENTE LETTA QUELLA INVIATA.
    Questo fa nascere il famoso problema dei MORTI CHE LEGGONO LA MAIL e delle multe che aumentano per non pagamento prima di esserne a conoscenza.

    Quindi ad oggi non esiste un modo LEGALE per una comunicazione CERTA da/verso lo stato. La posta certificata standard sarebbe prevista (e ottempererebbe alla bisogna) ma e’ sostanzialmente sconosciuta.

    Ecco perche’ la PEC mi fa venire un prurito.
    Come se a te dicessero che per legge da domani i magneti permanenti CERTIFICATI per i motori in italia si debbono fare solo con il ferro dolce e per legge avranno 4 tesla per 20 anni.
    Poi tutti blatereranno di una rivoluzione nel campo elettrotecnico con i nuovi magneti eterni e potenti.
    Se poi provi a dire che il motore consuma na botta e fa 10 giri minuto solo a vuoto anziche’ 10K sotto carico ti risponderanno tutti: non capisci e’ IL MEC il magnete eletronico certificato!
    Devi fare cosi’.
    Tu speri che brucino all’inferno mentre, come Ernst Stavro Blofeld, coccoli un enorme neodimio di un woofer vintage JBL.

    🙂

  8. Shuren says:

    Una cosa alla volta Mattia, prima risolvi questa e poi pensiamo all’abbeveratorio per i cavalli.

    Ah… non te l’hanno detto?

  9. Shuren says:

    “Spera di non dover mai partecipare ad una gara d’appalto con la PA. Ancora due anni fa un ente chiedeva le buste sigillate con la ceralacca.”

    Ceralacca? Vabbè, mai era proprio un ente antiquato. A me è andata benissimo con il plico cartaceo nella busta gialla e la firma su ogni foglio.

  10. mattia says:

    Al massimo possono avere la certezza che il demone MTA del tuo provider abbia in consegna il contenuto. non sanno neppure se sui dischi del provider sia arrivato.

    Se io non controllo la mia PEC una volta al giorno è colpa mia, non loro.
    Allo stesso modo, se loro mi notificano un atto di carta e io non lo leggo sono cazzi miei. Nemmeno con la carta avranno mai la certezza che mi è arrivata la comunicazione. Posso anche non aprire mai la busta.

  11. Mauro says:

    Posso anche non aprire mai la busta

    Oppure che le poste non te la consegnino (come capitò a me con le poste tedesche per una multa: mi ritrovai per un mese senza patente per non averla pagata… peccato che non l’avessi neanche ricevuta, ma come fai a dimostrare che le poste se la sono persa?).

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