Deputato per sorteggio

November 20th, 2017 by mattia | Filed under ignoranza.

Per tutti quelli che si sono scandalizzati per la decisione al sorteggio che ha premiato Amsterdam per l'EMA facendo perdere Milano.

Per tutti quelli che dicono "è pazzesco".

Per quelli che addirittura arrivano a dire che l'UE non è un'istituzione seria.

La legge italiana in caso di parità prevede il sorteggio in caso di parità in un sacco di occasioni. Alle elezioni politiche, ad esempio. Quando si suddividono i seggi coi quozienti interi e i più alti resti se arrivi a un punto in cui due liste hanno pari resto e c'è un solo seggio d'assegnare si guarda a chi ha la più alta cifra nazionale e in caso di parità di va a sorteggio. Puoi eleggere Tizio al posto di Caio alla Camera dei deputati col sorteggio.
Lo stesso per i consiglieri comunali.

Mi direte, un caso di parità con migliaia e migliaia di voti e ben poco probabile, mentre con 27 voti...

Eppure pensate alla logica. Cos'altro potresti fare se non il sorteggio? Votare di nuovo? Ma a quel punto dovresti spiegarmi perché un tal delegato che prima aveva votato Amsterdam poi decide di votare per Milano (quando sono rimaste solo queste due opzioni) o l'opposto.
Cosa è cambiato tra il primo e il secondo voto? La proposta di Milano è diventata migliore? No, ovviamente. Quindi un cambio di decisione sarebbe dovuto esclusivamente a questioni che non hanno a che vedere con la qualità della proposta.

Facciamo decidere a qualche altra istituzione? Ma se questa è più qualificata dei 27 delegati, se è più capace di fare la scelta giusta allora fatela fare direttamente a lei.

Ah, e poi non lamentatevi se questa ipotetica altra istituzione sceglie comunque Amsterdam. Sì, perché tutti questi che si stracciano le vesti ora lo fanno perché Milano ha perso. Se avesse vinto Milano col sorteggio sarebbero in piazza a ballare (e le stesse polemiche le sentiremmo ad Amsterdam). La verità è che si lamentano del metodo solo perché gli è andata male, solo in questo caso il metodo è sbagliato. Se andava bene invece il metodo era ineccepibile.

È per questo che le regole si contestano prima della gara, non dopo quando sono andate a tuo svantaggio.

33 Responses to “Deputato per sorteggio”

  1. Peto says:

    Mi sorprende una cosa, ovvero che nessuno abbia detto “Eh, certo che ‘sti slovacchi son stati un po’ stronzetti ad astenersi dopo che Bratislava è stata scartata”, ma la colpa è solo della ridicola Europa che non sa prendere una decisione. E che dovevano fare, dovevano costringere gli slovacchi a votare? Poi li sentiresti (gli stessi, ché Maroni è della Lega) lamentarsi dell’Europa fascista! Ma anche supponendo che la procedura dovesse prevedere il voto forzato, a quel punto chi oggi si astiene voterebbe a caso e non è che hai risolto molto…
    Mi viene da pensare che certi individui avrebbero preferito una sconfitta sul voto solo per poi lamentarsi dell’Europa che disprezza l’Italia / l’Italia che ha perso credibilità…

  2. Panda says:

    Tra l’altro, anche la nuova sede della EBA (European Banking Authority) è stata decisa dal sorteggio, no?

    Vedi qui cosa ne dice il FT:
    https://www.ft.com/content/ce0f4230-e594-3ac4-9119-27eeaf846004

    The French capital beat out Dublin after the two cities were tied in a final round vote to host the European Banking Authority, with the eventual name being picked out of a hat on Monday. Frankfurt, touted as an early favourite and home of the European Central Bank, was kicked out in the first round.

    Un po’ provinciale stracciarsi le vesti solo per l’EMA, e non dare nemmeno la notizia riguardante la EBA (Parigi a sorpresa ha la meglio su Francoforte e Dublino). Perlomeno, su Repubblica non la trovo. A me sembra “newsworthy”.

  3. Peto says:

    Panda

    Un po’ provinciale stracciarsi le vesti solo per l’EMA, e non dare nemmeno la notizia riguardante la EBA

    Ti dico solo che al TG(forse)3 hanno parlato di questo tweet di Tusk e non mi pare abbiano parlato dell’EBA…

  4. Mauro says:

    Beh, io e te ne abbiamo già parlato su Twitter, non sto a ripetermi qui.
    Chi fosse interessato sa come trovarci lì 😉

  5. Happy says:

    Mediaset ha dato anche la notizia dell’EBA.
    A me non sconvolge la monetina, ma la necessità di una votazione che porta a stallo. Non c’era da votare, c’era da scegliere quale location fosse migliore per quelle istituzioni. Bisognava solo fare una classifica con punteggio delle caratteristiche necessarie alla location e poi vedere chi prendeva più punti. Tutto lì.

  6. Beppe Grullo says:

    Resta una regola balorda. Magari a parità di voti potevano pesarli con la popolazione. Qualsiasi altra cosa era meglio che prendere una decisione da miliardi di euro con un bussolotto. Migliore spot agli euroscettici non potevano farlo.

  7. Andrea Occhi says:

    Spiace perché per una scelta così (tutte e due sia EMA che EBA) sarebbe stato meglio una decisione sul merito, più che non una decisione politica basata su cosa non si sa.

    Non solo, ma visto che l’economia italiana stenta a crescere, una mano dall’Europa in questo caso (si parla di un paio di miliardi di indotto diretto all’anno) non sarebbe stata sgradita, e avrebbe risollevato una.

    Pace, ce ne faremo una ragione.

  8. Andrea Occhi says:

    avrebbe risollevato una.
    avrebbe aiutato a risollevare l’economia italiana, a beneficio anche del resto dell’eurozona.

    scusate ne avevo perso un pezzo… 😉

  9. Raoul Codazzi says:

    Concordo: le critiche al metodo si fanno prima, non dopo. Già mi retro-vedo Maroni intervistato su una vittoria ottenuta su Amsterdam per sorteggio; con sorriso beffardo avrebbe detto al giornalista di turno: non lo deve chiedere a me, le regole non le ho fatte io, le regole le ha fatte l’Unione Europea, lo deve chiedere a loro (c’ho messo un po’ di ripetizioni apposta, Maroni parla così).

    “Cos’altro potresti fare se non il sorteggio?”

    Mi ha fortemente stupito apprendere (solo qualche giorno fa) che la scelta della sede di un’agenzia europea viene fatta per votazione tra gli Stati membri. Cioè, mi sarei aspettato una cosa seguente. Una valutazione complessiva che è articolata su vari parametri. Ogni sede candidata è valutata con un opportuno punteggio (da 0 a 10, da 0 a 100 o quello che si vuole) su ciascun parametro. Alla fine si fanno le somme (eventualmente anche somme pesate) e si vede chi ha il punteggio più alto. In caso di parità si può scegliere anche il sorteggio, o un altro metodo.

    Ci sono questioni, in particolar modo questioni tecniche, in cui il ricorso al voto (cioè alla cosidetta democrazia) mi pare abominevole.

  10. ava says:

    le questioni qui sono due:
    1) ovvio che due deputati con pari voto hanno pari diritto di sedere in parlamento.
    Non avrebbe alcun senso assegnare il seggio al più giovane, al meno pregiudicato o al più alto, perchè la volontà degli elettori ha pari peso. Ma qui stiamo parlando di un buisness; vuoi vedere che non si poteva trovare un criterio oggettivo migliore e di maggior buon senso , a punteggi oggettivi come si fa per i bandi di gara pubblica ? Ad esempio assegnare l’agenzia allo stato membro che , ad esempio, vantava maggior credito monetario con l’ unione, oppure aveva maggiori abitanti, o qualunque altro criterio che avesse un briciolo di senso?
    Chiaro che poi si critica ora la scelta del sorteggio, perchè chi mai conosceva la regola una settimana fa?
    2) il problema è un’ altro, ovvero che non capisco che senso abbia far votare ai singoli stati , che decidono per i propri comodi e non per il bene comune o con un criterio oggettivo.
    Ovvio che Amsterdam è più vicina alla Germania, quindi parte dell’ indotto finirà lì , di conseguenza la patria del crauto ha fatto pesare la sua influenza per far finire nei pressi l’ agenzia del farmaco , dopo aver fallito l’ insediamento sul proprio territorio. Ma a questo punto mi domando che senso abbiano le autorità europee. Comunque ennesima conferma che il governo Gentiloni e l’ italia tutta in Europa contano come una ceppa di minkia , a noi solo immigrati e muri ai confini. Coglioni i politici nostrani che scelgono di non farsi rispettare, e chi li vota.

  11. mattia says:

    Non avrebbe alcun senso assegnare il seggio al più giovane,

    però la legge lo fa.
    Il sorteggio è per la quota proporzionale ma nel collego uninominale a parità di voti viene eletto il più giovane.

    Ma qui stiamo parlando di un buisness; vuoi vedere che non si poteva trovare un criterio oggettivo migliore

    Difficile.
    C’è sempre un arbitrio. È più importante la vicinanza degli alberghi o dell’aeroporto?
    Se Milano è avvantaggiata con gli alberghi allora dici che sono più importanti gli alberghi e quelli di Amsterdam dicono che sono più importanti gli aeroporti.
    E l’opposto.

    Alla fine tu devi sempre decidere un criterio, e siccome già sai chi vince con quel criterio, la scelta – del tutto arbitraria – della città si sposta al criterio che fa vincere quella città.

    oppure aveva maggiori abitanti

    Mmmm… e perché aver più abitanti sarebbe un valore?

    il problema è un’ altro, ovvero che non capisco che senso abbia far votare ai singoli stati , che decidono per i propri comodi e non per il bene comune o con un criterio oggettivo.

    Ovviamente.
    Ma questo valeva anche qualora avesse vinto Milano eh.
    Non è che in caso di vittoria di Milano allora questo modo di fare andava bene.

  12. mattia says:

    Spiace perché per una scelta così (tutte e due sia EMA che EBA) sarebbe stato meglio una decisione sul merito, più che non una decisione politica basata su cosa non si sa.

    Ovviamente anche a me dispiace che gli investimenti non siano andati alla mia regione.
    Però io non ho letto i dossier, quindi non so dire quale delle due città offriva una soluzione migliore.
    Proprio perché dobbiamo decidere nel merito mi fanno ridere tutti quelli che “doveva vincere Milano” e non hanno letto i dossier di Milano ed Amsterdam.
    Sulla base di cosa “doveva vincere Milano”?

  13. Andrea says:

    Potevano far valere le prime scelte nella precedenti votazioni. Insomma, Milano e Amsterdam sono risultate in parità all’ultimo voto, ma Amsterdam è stata soluzione di ripiego, quindi seconda scelta, per più elettori.

  14. ava says:

    “Difficile.
    C’è sempre un arbitrio”

    ovvio che un minimo fattore soggettivo c’è sempre , ma quando si fanno i bandi di gara si trovano i criteri più oggettivi possibile, coi punteggi eccetera. Ad esempio si valuta quale delle due posizioni possa costare meno. Si assegnano punteggi per le categorie. Questo modo di ragionare è la realtà quotidiana delle gare pubbliche , pare però che in Europa preferiscano altri criteri.

  15. Peto says:

    Ava

    Comunque ennesima conferma che il governo Gentiloni e l’ italia tutta in Europa contano come una ceppa di minkia , a noi solo immigrati e muri ai confini. Coglioni i politici nostrani che scelgono di non farsi rispettare, e chi li vota.

    Se Amsterdam avesse vinto per scelta di un burocrate, questo discorso avrebbe avuto quasi senso. Non si tralasci che l’Italia ha staccato altri Paesi nella corsa, perdendo proprio perché giudicata di pari livello rispetto a un altro Paese, non perché giudicata inferiore.

  16. Asus says:

    Forse il peso nell’industria farmaceutica poteva essere un criterio più oggettivo? Per es., a parità di merito (che comunque non c’era leggendo i punteggi), si seleziona quello con meno produzione farmaceutuca per evitare “conflitti d’interesse” o, al contrario, quello con produzione più elevata. E io avrei scelto questo criterio. L’Italia è il secondo produttore di farmaci in Europa, prima, di poco, la Germania. Secondo dati Farmindustria 2016, l’Italia sarebbe il primo produttore pro capite. Quindi, sicuramente, la Lombardia avrebbe offerto conoscenze e risorse miglioru. Ma come qualcuno ha scritto più sopra, Amsterdam fa comodo alla Germania (che rischia il sorpasso).

  17. mattia says:

    a parità di merito (che comunque non c’era leggendo i punteggi), si seleziona quello con meno produzione farmaceutuca per evitare “conflitti d’interesse” o, al contrario, quello con produzione più elevata

    Ma vedi, proprio questo è il punto.
    A seconda di cosa conviene puoi dare più importanza a una cosa o al suo opposto.
    Trovando pure motivazioni ragionevoli a supporto di una tesi o del suo opposto.

    Mi ricorda mia mamma che quando distribuiva il pollo a tavola diceva: a te il petto che è salutare, a te la coscia che è gustosa… e alla fine aveva argomenti per dire a tutti che aveva dato loro il pezzo migliore.

  18. Mauro says:

    Ma tua mamma col pollo è l’essenza stessa del mondo DC 😁

  19. ava says:

    “Mi ricorda mia mamma che quando distribuiva il pollo a tavola diceva: a te il petto che è salutare, a te la coscia che è gustosa… e alla fine aveva argomenti per dire a tutti che aveva dato loro il pezzo migliore.”

    ovvio che le regole devono essere logiche, ripetibili, chiare.
    L’ agenzia del farmaco non sarà la prima nè l’ ultima agenzia europea che sposteranno, e i criteri saranno pure in parte diversi, ma anche in parte simili.

    Comunque quando si fanno bandi di gara per punti se c’è la buona volontà dell’ amministrazione si trovano sempre criteri tali per cui può vincere chiunque a patto di presentare il progetto migliore. Viceversa se c’è la volontà a prescindere di far vincere qualcun altro le gare sono un paravento… ma a questo punto chiediamoci che senso abbia l’ UE.
    “Non si tralasci che l’Italia ha staccato altri Paesi nella corsa, perdendo proprio perché giudicata di pari livello rispetto a un altro Paese, non perché giudicata inferiore.”

    pari a un paese che ha un terzo degli abitanti, un PIL molti inferiore , una industria farmaceutica neanche da confrontare e che ha subito negli ultimi anni una invasione migratoria in solitaria per evitare le rogne agli altri paesi eurpei. Ovvero contiamo come una ceppa di minkia.
    Ma tanto tranquilli: si scrive Amsterdam e si legge Berlino.

  20. Andrea Occhi says:

    Però io non ho letto i dossier, quindi non so dire quale delle due città offriva una soluzione migliore

    Un tot di commentatori dava un ballottaggio “politico” tra Milano e Bratislava, sottolineando la debolezza “tecnica” della candidatura di Bratislava, dicendo che la candidatura di Milano era molto più forte.
    Di Amsterdam, sinceramente, non avevo sentito dire nulla (così come di Parigi e Dublino: davano tutti vincente senza ombra di dubbio Francoforte, vista la vicinanza con la BCE).
    A scanso di ripetizioni, a mio parere la scelta doveva essere tecnica, non politica. Nel momento in cui la fai politica, gli aspetti tecnici passano in secondo piano.

  21. mattia says:

    A scanso di ripetizioni, a mio parere la scelta doveva essere tecnica, non politica.

    Su quello sfondi una porta aperta con me.
    Però ti chiedo: se facciamo una scelta tecnica e poi vincono sempre gli altri siamo sicuri che nessuno poi venga a dire “non è giusto! anche noi abbiamo diritto a una fetta della torta”?

    Perché io lo vedo anche nel mondo della ricerca: ci sono dirigenti degli istituti di ricerca finanziati dall’UE che vengono distribuiti col bilancino delle cittadinanze, per cui dal 2004 hanno dovuto prendere un po’ di dirigenti dei nuovi paesi entrati nell’UE perché c’era la loro quota d’assegnare.
    E per me è una follia. Se devi assumere un direttore di un centro di ricerca prendi il più adatto non Tizio perché la Rep. Ceca è appena entrata nell’UE, non ha nessun dirigente e bisogna dare un po’ di posti ai cechi altrimenti poi si lamentano.

  22. pif says:

    A mio avviso avrebbero potuto mettere la regola che in caso di parità, il paese con la maggiore differenza tra emolumenti versati alla UE – fondi ricevuti dalla UE fosse automaticamente il vincitore.
    In questo modo si sarebbe “premiato” il paese che contribuisce maggiormente foraggiando le casse di Bruxelles a beneficio (anche) degli altri dell’unione.
    Che ne pensate?!
    Saluti a tutti.

  23. mattia says:

    A mio avviso avrebbero potuto mettere la regola che in caso di parità, il paese con la maggiore differenza tra emolumenti versati alla UE – fondi ricevuti dalla UE fosse automaticamente il vincitore.

    Vinceva Amsterdam. E di brutto.
    https://inews.co.uk/wp-content/uploads/2016/06/2JunEUcontribsFINALweb-1-1260×836.jpg

  24. Mauro says:

    (così come di Parigi e Dublino: davano tutti vincente senza ombra di dubbio Francoforte, vista la vicinanza con la BCE).

    Fidati: è proprio per quella vicinanza che non la hanno data a Francoforte (e non per per niente la Germania ha fatto molte meno pressioni di quel che ci si sarebbe aspettato per averla).

  25. pif says:

    Bellissima l’immagine!
    E allora gli italiani cosa cavolo rompono i marroni a fare.
    E’ stato giusto così punto e basta.

  26. pif says:

    oltre al dato pro-capite postato da Mattia mi sembra interessante anche la cifra in termini assoluti versata da ogni Paese.

    Paesi Bassi: 26,404 milioni di euro
    Italia: 37,890 milioni di euro

    fonte CGIA di Mestre

    http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2015/05/Dare-avere-Unione-Europea.pdf

  27. mattia says:

    Dalla fonte di prima
    Italia dà 15,9 e riceve 10,7 miliardi di euro.
    Paesi Bassi dànno 8,4 miliardi e ricevono 2 miliardi.

    Differenza tra quanto dànno e quanto ricevono:
    Italia: + 5,2 miliardi
    Paesi Bassi: +6,4 miliardi

    Ciao.

  28. pif says:

    Prima ho guardato superficialmente la tua immagine e di conseguenza ho male interpretato, ti chiedo scusa.
    Quella postata da me dovrebbe essere il cumulativo del periodo 2007-2013.

    Sta di fatto che non ci vedo nulla di scandaloso nell’assegnazione con sorteggio in caso di pareggio, soprattutto se le regole erano ben chiare fin da principio.

  29. Beppe Grullo says:

    Andava bene che fosse Amsterdam per il saldo emolumenti UE.
    Andava bene che fosse Amsterdam per somma di cittadini UE rappresentati a parità di voti.
    Andava bene che fosse Amsterdam perché più vicina alla vecchia sede e il trasferimento è meno oneroso per i dipendenti.
    Andava bene qualsiasi cosa razionale.

    Quello che non va bene è decidere con un sorteggio, che può benissimo essere truccato, l’assegnazione di miliardi di euro.
    Non va bene nemmeno il tafazzismo di noi italiani sempre e comunque, visto che gli olandesi sono dei maneggioni quanto se non peggio di noi (vedi regimi fiscali adottati).
    Non va bene che la UE come al solito se ne sbatterà di introdurre delle regole più sensate.

  30. mattia says:

    Andava bene che fosse Amsterdam per il saldo emolumenti UE.
    Andava bene che fosse Amsterdam per somma di cittadini UE rappresentati a parità di voti.
    Andava bene che fosse Amsterdam perché più vicina alla vecchia sede e il trasferimento è meno oneroso per i dipendenti.

    Sono contento che tu la pensi così.
    Lo sai però che gran parte di quelli che ha commentato la notizia lamentandosi di come è andata avrebbero avuto un’opinione esattamente opposta se avesse vinto Amsterdam con quei criteri. Avrebbero trovato ogni possibile argomentazione contro il criterio perché faceva vincere gli altri.
    Perché prima scelgono che è giusto vinca Milano e poi s’inventano gli argomenti per giustificare la propria posizione.

  31. ava says:

    se facciamo una scelta tecnica e poi vincono sempre gli altri siamo sicuri che nessuno poi venga a dire “non è giusto! anche noi abbiamo diritto a una fetta della torta”?

    ecco , questo discorso della fetta della torta è proprio una stronzata e riassume bene la stortura dell’ Unione , ovvero cosa è diventata rispetto a cosa sarebbe dovuta essere .
    L’ europa dovrebbe poter fornire a tutti le stesse opportunità , pertanto la concorrenza dovrebbe essere solo nel merito.
    Ci troviamo invece in un’ europa che prende le decisioni globali per pressioni politiche dei singoli governi nazionali che la tirano per la giacchetta.

    Chiaro che poi si sottolinei anche – ma è un discorso diverso – che i nostri quattro pirla di governanti la giacchetta non la sappiano neanche tirare.

    In altri termini le lamentele sono due: l’ assurdità delle regole di un’ europa incompiuta e fallita da un lato; l’ irrilevanza dei politici mezza tacca nostrani che non sanno barcamenarsi nel carrozzone UE.

  32. Peto says:

    Per i masochisti (io non li ho letti):
    Milano
    Amsterdam

    Mappa carina che mostra la posizione delle agenzie dell’UE (Italia e Paesi Bassi ospitano lo stesso numero di agenzie)

    Per quanto riguarda la più ridotta industria farmaceutica dei Paesi Bassi, qualcuno ha già fatto notare che potrebbe essere visto come un plus.

    Sapevate che l’EMA è guidata da un italiano?

  33. Beppe Grullo says:

    @Peto

    Mamma mia che presentazione squallida che ha fatto Milano. Ecco perché abbiamo perso. Manco pagare un grafico… non ho parole

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