Datela!

November 12th, 2017 by mattia | Filed under perle giornalistiche.

Ieri in America è scoppiato il caso di george takei, l'ennesimo personaggio dello spettacolo accusato di molestie sessuali. Un tizio dice che nel 1981 l'ha incontrato in un bar quando s'era appena lasciato col moroso, takei è stato bravo a consolarlo, se l'è portato a casa e quando era incosciente (dal racconto non si capisce se per l'acool o altro) ha iniziato a molestarlo. Quando questo si è svegliato l'ha trovato che gli spalpignava le parti intime ed è scappato via.

Che prove abbiamo della veridicità di questo racconto? Nessuna. Esattamente come non abbiamo nessuna prova per il caso di weinstein o kevin spacey e mille altri casi.
Curiosamente però il caso di Takei non esce sulla stampa italiana. Esplode sulla stampa americana ieri mattina, specialmente su giornali schierati come Fox news. Takei è un personaggetto ai limiti del ridicolo umano, uno che quando sembrava vincesse la clinton sbertucciava i sostenitori di trump che ipotizzavano brogli (non sono brogli, state solo perdendo!), quando poi ha vinto trump si è messo a frignare dicendo che si dovevano ricontare i voti per il pericolo brogli. Una persona che in un mondo normale sarebbe relegata a presentare la fiera della finocchiona a Campi Bisenzio.
Ad ogni modo, è normale è che Fox su di una notizia del genere ci balli felice. Su gli altri giornali niente. Sul tuitter di takei non compare niente fino alla tarda mattinata italiana quando, dopo ore e ore di silenzio, dice che non si ricorda di quella persona e nega tutto.

Ecco, a questo punto la notizia c'è. Tanto che viene data anche dagli altri mezzi di comunicazione. Hai un'accusa e una replica, anche la CNN la ribatte, così come il telegraph. Oddio, la notizia loro la dànno come "takei nega le accuse di molestia". Non è che titolano "La lista dell'orrore si allunga: Takei accusato di molestia." e poi sotto nell'occhiello "l'attore nega". No, il titolo principale è la negazione delle accuse.

Nel frattempo però in italia niente.

Sono le 8 di domenica, e su repubblica, corriere, ansa non c'è ancora nulla. Solo TGCOM l'ha ribattuta, ancora prima della replica di takei. Tutti gli altri zitti.

Mi direte: eh, ma è ovvio, mica si può dar credito al primo che passa e che dice di essere stato molestato trent'anni fa senza alcuna prova.
Verissimo. Peccato però che questo è esattamente ciò che hanno fatto in decine di altri casi. Ci hanno addirittura imbastito sopra una campagna al grido di metoo. Perché ora diventano tutti garantisti?

Forza, giornali italiani, ora avete anche la replica di takei, potete fare come i giornali schierati anglofoni che non dànno la notizia dell'accusa di molestia ma dànno la notizia della negazione di quelle accuse.
Forza, prendete i tuitt di takei (sono lì da 17 ore!) e ripubblicateli dicendo che è solo una macchinazione contro di lui. Mettetela come volete, ma datela questa notizia, datela.
Non potete lasciarla lì 17 ore senza darla.

16 Responses to “Datela!”

  1. shevathas says:

    A quanto pare il pesare una accusa con il “quanto mi conviene politicamente che sia vera”, non è solo un vizio italiano.

  2. Mauro says:

    Sinceramente, non capisco perché la notizia su Takei debba essere data. Se i giornali dessero ormai tutte le notizie negare a molestie non ci sarebbe più spazio per altre notizie.

  3. mattia says:

    Sinceramente, non capisco perché la notizia su Takei debba essere data.

    perché hanno dato anche tutte le altre che sono state negate allo stesso modo.
    Anche per me non dovrebbero dare nulla, ma se ne dài una allora le devi dare tutte, non puoi fare selezione.

  4. Mauro says:

    Il correttore ha colpito ancora: intendevo “legate a molestie”.

  5. Mauro says:

    ma se ne dài una allora le devi dare tutte

    In un mondo ideale avresti ragione.
    Nel mondo reale non avresti più spazio per altre notizie.

  6. Nick says:

    Io non capisco questa storia che sta venendo fuori delle molestie sessuali.
    Cioè, c’è gente che viene fuori dopo anni (anche decenni) denunciando di essere stata molestata da tale, che il più delle volte è una personalità importante e potente. Credibilità delle accuse? boh.
    Ma allora perchè a suo tempo non avevano detto niente?
    Forse che quella volta gli conveniva? Che altrimenti non avrebbero preso tal premio o non avrebbero avuto quella parte in un film, hanno preferito “prostituirsi” pur di aver successo.
    Se così fosse, farebbero più bella figura a stare zitti… se fanno parte di un mondo marcio è perchè hanno scelto loro di entrarci e rimanerci. Non è che devi fare per forza l’attore se non hai talento, ci sono tanti altri lavori che per farli non ti devi prostituire con nessuno.

  7. ava says:

    che poi pensavo… e tutta la gnocca che lavora nei TG secondo voi ?

  8. Remo says:

    Con capisco però qual è la questione che vuoi sollevare? Anche nel caso di Spacey il molestatore è gay, quindi non si possono tirare in balla la lobby gay né il politicamente corretto come scusa per questo “silenzio”- Sarà forse il fatto che Takei è giapponese è quindi appartiene a una doppia minoranza (minoranza al quadrato?), però non è che i giapponesi siano una minoranza così particolarmente protetta.

  9. mattia says:

    Con capisco però qual è la questione che vuoi sollevare?

    l’ipocrisia dei giornali

    Anche nel caso di Spacey il molestatore è gay, quindi non si possono tirare in balla la lobby gay

    Feil.
    Spacey si è dichiarato ghei solo per l’occasione. Tanto che repubblica diede la notizia titolando

    L’attore premio Oscar Kevin Spacey rivela: “Sì, sono gay”
    http://www.butta.org/?p=20675

    No titolando

    spacey accusato di aver molestato un 14enne

    La lobby quindi ha funzionato benissimo anche lì.

    Takei non è uno che si è dichiarato ghei adesso, ma è una bandiera del mondo LGBTPRSSTUVZ.
    Il che lo rende praticamente intoccabile.

  10. Luca says:

    Diciamoci anche la verità: chi lo conosce Takei in Italia?
    Voglio dire, Il Secolo XIX oggi ha titolato: “Molestie, lo scandalo investe anche Richard Dreyfuss e il “signor Sulu” di Star Trek”.

  11. mattia says:

    Diciamoci anche la verità: chi lo conosce Takei in Italia?

    E chi lo conosceva fino a qualche settimana fa weinstein in italia?
    Fuori dal mondo cinematografico ovviamente.
    Io non l’avevo nemmeno mai sentito nominare.

    Quanti conoscevano le attricette che adesso spuntano come funghi alle iene a dire “metoo”?
    Eppure i cronisti corrono a sentirle anche se sono semisconosciute.

  12. Faber says:

    @Nick

    Perché “prostituirsi” tra virgolette?
    Treccani: prostituire – Vendere, offrire, cedere in cambio di denaro o di altri favori ciò che comunemente si ritiene non possa essere oggetto di lucro o di calcolo interessato: p. il proprio corpo; p. sé stesso; p. il proprio ingegno, le proprie capacità, la propria arte, la propria penna, e sim.

  13. Luca says:

    E chi lo conosceva fino a qualche settimana fa weinstein in italia?

    Notizie dal peso completamente diverso. Neppure paragonabile l’una all’altra.

    La metto giù in termini di comunicazione, senza opinioni personali.

    Una è un caso di molteplici accuse di decine e decine di donne che denunciano il più grande produttore cinematografico al mondo di reiterate violenze al cui sottostare per non essere tagliate fuori dal loro lavoro. Non conoscevamo Weinstein, ma con una bomba del genere lo conosceremo.

    Le attricette e il #metoo servono a continuare a sostenere l’onda della notizia.

    Quando esce il nome famoso, poi, è titolo a quattro colonne.

    Ma il tema di questa inchiesta non sono le molestie in sé: è puntare il dito su una società in cui una percentuale altissima di donne, durante la sua vita, verrà sicuramente molestata, perché gli uomini hanno il potere e le donne la fica. In questo caso, molestate in cambio di una carriera: Weinstein e le donne, Asia Argento e gli uomini, Louis CK e le donne, i registi e le donne, insomma queste cose agli uomini non succedono, e loro non devono dare il culo per lavorare.

    Questo è anche UNO dei motivi della comunicazione che è stata fatta attorno Kevin Spacey. La molestia non era in cambio di un favore, era finalizzata al solo ludibrio.

    Arrivare poi a Takei, che nessuno conosce, che ha molestato un ragazzo, lo si pubblica, ok, ma giusto perché fa numero e fa continuare a parlare.
    Lo dimostra il fatto che è stato pubblicato, con calma (che fretta c’era di raccontare un caso marginale?), e titolandolo senza dire George Takei ma con altri titoli che lo facessero ricordare.

  14. mattia says:

    Notizie dal peso completamente diverso. Neppure paragonabile l’una all’altra.

    La metto giù in termini di comunicazione, senza opinioni personali.

    La metto giù anche io in termini di comunicazione.
    Nel caso spacey non c’era l’elemento di ricatto professionale (me lo dai o non lavori), forse, ma c’era il fatto che ha provato a ingropparsi uno che non aveva l’età minima per dare il consenso al sesso nello Stato di NY.
    In altre parole, ha provato a scoparsi un minorenne.
    In italia questa viene chiamata PEDOFILIA. In termini di comunicazione il caso c’è, eccome.

    Anche per Takei non c’è l’elemento di ricatto professionale, ma c’è il fatto che avrebbe abusato di una persona INCOSCIENTE.
    Abbiamo passato due settimane a parlare dei carabinieri di firenze che avrebbero abusato delle due americane ubriache dicendo che non era colpa loro se erano ubriache, che se una ha bevuto un bicchiere di gazosa e vin bianco non puoi nemmeno far partire il limone.
    E questo si mette a molestare uno che è addirittura incosciente?
    Vuoi dirmi che – sempre dal punto di vista della comunicazione – non c’è un caso?

    Lo dimostra il fatto che è stato pubblicato, con calma (che fretta c’era di raccontare un caso marginale?),

    Dove lo si è pubblicato? Sui giornali italiani (non sui blog di fantascienza) l’ho visto pubblicato da TGCOM, Messaggero e Secolo XIX.
    Per il resto tutti muti.

  15. Luca says:

    Vuoi dirmi che – sempre dal punto di vista della comunicazione – non c’è un caso?

    Certo che c’è, e anche bello grosso. Ma è un altro caso.
    Se la linea editoriale programmata -diciamo- da qui a un mese è battere il ferro sulla condizione delle donne, sulla violenza di genere, sulla società maschilista (perché di questo si sta parlando da quando è scoppiato il caso Weinstein) allora gli eventi attorno a Spacey e Takei diventano di minor importanza.
    In Italia infatti abbiamo cominciato a raccontare le storie delle attrici italiane, mentre gli americani stanno facendo le pulci in maniera diversa. Però è normale che si trattino gli argomenti con linee editoriali differenti.

    Tra l’altro anche Dreyfuss non se lo è filato quasi nessuno, e lui fa parte del tema “donne”. Quindi c’è anche la componente culo.

    Poi c’è anche quel che dici tu, cioè una linea editoriale evidentemente a favore della comunità LGBT da parte di Repubblica.
    Dico solo che non è solo quello il motivo per cui la notizia di Takei è passata in sordina.

    Comunque anche La Stampa ne ha parlato.
    http://www.lastampa.it/2017/11/12/spettacoli/showbiz/lo-scandalo-molestie-investe-anche-richard-dreyfuss-e-un-attore-di-star-trek-s4eOu61dwqxKUaHE6QMAjI/pagina.html

    E curiosamente, di Ellen Page che è paladina dei diritti LGBT, molestata da un uomo, non ne ha parlato quasi nessuno in Italia.
    Per Repubblica sarebbe stato un bel pezzo, no? Eppure…

    PS: mettiamoci anche la nazionale di calcio, che ha impegnato tutte le energie dei giornalisti in questi giorni, ad oscurare gli ultimi aggiornamenti… Sono tante le dinamiche in gioco!

  16. Faber says:

    Cocente delusione 🙂
    Avevo pensato fosse un ordine del professor Butta a cui le donne italiane avrebbero obbedito in massa.

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