Rumore di fondo

July 13th, 2017 by mattia | Filed under bufale.

Ogni tanto poi arriva qualcuno a farmi un'obiezione che potrebbe sembrare sensata: ma scusa, allora tutti questi che ci lavorano? Vuoi dirmi che sono tutti scemi? Oh, guarda che ci sono anche università prestigiose!

Be', scemi no. Tenete presente che quando lavori in una università vivi di ricerca, devi attrarre i fondi che in ultima istanza arrivano dallo Stato, cioè dalla politica che decide su quali argomenti puntare. Se un tema di ricerca porta soldi ti butti sulla torta per prendere la tua fetta finché il tema va di moda. Poi chi se ne frega se non ha senso, i soldi sono lì e tu ti butti lì.
Poi il tema passa di moda ma nel frattempo tu hai fatto in tempo a mangiare dalla mammella e ad andare in pensione. Non è un comportamento che definirei da scemo, per niente.

Se poi pensate che il bollino di una prestigiosa università sia una garanzia di qualità in sé siete fuori strada.
Vi faccio un esempio pratico. Recentemente mi sono imbattuto in questo articolo scritto da alcuni dipendenti del "prestigioso" Politecnico di Milano. È un articolo di una conferenza, ok, ma è pur sempre pubblicato sul IEEE Xplore®.

In questo articolo gli autori tentano di dimostrare tutti i vantaggi che ci sarebbero nell'introduzione dell'auto elettrica. Per farlo cercano di dimostrare due cose:

  1. che l'auto elettrica è economicamente vantaggiosa (anche se non sembra)

  2. che una sua massiccia introduzione porterebbe a enormi riduzioni nell'emissione di anidride carbonica


Nel fare i calcoli hanno però fatto errori mostruosi.

Partiamo con il primo obiettivo: dimostrare che l'auto elettrica cosa meno.

Dicono gli autori che il più grande ostacolo alla diffusione dell'auto elettrica è il costo della vettura che per molte famiglie italiane è troppo alto. Osservano però che se si considera il ciclo vitale dell'auto, compresi tutti i costi di gestione, rientri del costo iniziale superiore in 7-8 anni. Il che significa che basta usare un'auto elettrica per più di 8 anni e ti costa di meno di un'auto tradizionale.

Per arrivare a questa conclusione hanno fatto delle ipotesi, alcune tirate per i capelli, altre completamente sbagliate.

Primo punto: il costo dell'auto





  • Vehicle purchase price: ICE vehicle C=16,000; EV C=23.500 (no fiscal incentives and other benefits were considered);



A occhio mi sembra abbiano preso un'auto a combustione interna non economicissima da una parte e una delle auto elettriche più economiche dall'altra. Ma teniamo pur buoni questi valori.


  • Maintenance Cost: the maintenance cost of the EV is on average 55% less during the entire life cycle compared to the traditional vehicle.



Non ci sono riferimenti su come abbiano stimato questo 55% in meno nelle spese di manutenzione ma anche qua prendiamolo per buono.

Veniamo piuttosto agli errori. Costo del carburante:

  • Fuel cost: on average the EV yearly energy cost would be 70% less than the ICE vehicle;


Dicono che con l'auto elettrica uno spende in media il 70% in meno che con un veicolo a combustione interna.
Ora, il numero mi sembra abbastanza azzardato.
Calcoli noiosi che potete saltare

Una Mazda 2 (auto da 17 mila euro, circa come stimato da loro) consuma 3,4 litri di diesel per 100 km. Siamo ovviamente al top per quanto riguarda i consumi. Ma anche loro stimano molto in basso i consumi elettrici, 160 Wh/km, quando una tesla S consuma 237 Wh/km e una Leaf 212 Wh/km.
Quindi abbiamo il minimo di consumi da una parte e dall'altra.

Bene, per fare 100 km mi servono 3,4 litri di diesel che qui mi dicono essere 1,337 euro/l oggi. Il che significa che per fare quel 100 km spendo 4,54 euro.

Fare gli stessi 100 km con un'auto elettrica richiederebbero 16 kWh, secondo i consumi dichiarati da loro. Dicono che con l'elettrico però si spende il 70% in meno, quindi di elettricità spenderei 1,36 euro.
Ma 16 kWh a 1,36 euro significa che pago 0,085 euro al kWh, che mi sembra un po' poco.
Tenendo presente che da una parte abbiamo preso il prezzo finale alla pompa, quindi anche per l'elettricità dobbiamo prendere il valore finale, non solo quello della componente energia.


Se poi invece del top a 3,4 litri per 100 km prendiamo un più comune 5 litri per 100 km spendiamo 6,68 euro, che ridotti del 70% sono 2 euro. E se consideriamo un più realistico 210 Wh/km otteniamo 0,095 euro/kWh. Siamo lì.

Ma poniamo pure che questi numeri siano corretti.

L'errore sta da un'altra parte. Gli autori prendono il valore dell'energia elettrica al 70% minore di quello del carburante. Ma questo è valido solo oggi che tutti usano l'auto a carburante e nessuno l'auto elettrica.
Cosa succederebbe se invece una parte sostanziosa di persone abbandonassero l'auto tradizionale per un'auto elettrica?
Ci sarebbe una maggiore richiesta di elettricità, un diverso mercato, quindi diversi prezzi e sta bene. Ma soprattutto lo Stato perderebbe una consistente fetta di accise che si pagano sul carburante. Parliamo di miliardi e miliardi di euro.
Questi soldi non è che lo Stato può perderli e dire ok, fa niente. Se non li incassa più dalla benzina e dal diesel perché la gente invece di comprare questi carburanti compra elettricità da qualche parte lo Stato dovrà pure andare a prenderli da qualche altra parte.
Se ne frega oggi perché nessuno usa l'auto elettrica quindi le perdite di accise sono trascurabili, ma se molti usassero l'auto elettrica dovrebbe correre ai ripari.
Alla fine dunque quelle accise le pagheresti comunque, direttamente o indirettamente. Quella è una scelta che spetta alla politica: possono incassare quei miliardi che mancano dalla fiscalità generale, trasferire quelle accise dai carburanti all'elettricità o mettere un bollo speciale sulle auto elettriche. Ma in ogni caso ti troveresti sempre a pagarle.

Il prezzo dell'elettricità dunque non può essere quello di oggi. Se t'immagini un mondo in cui tantissimi usano l'auto elettrica dovrai aumentare il prezzo dell'elettricità di quelle accise che lo Stato non prenderà più dai carburanti e che trasferirà all'elettricità.

Questo è un errore madornale. I calcoli che fanno in questo articolo vanno bene per un numero limitato di persone. Sì, se tu oggi prendi un'auto elettrica risparmi - forse - quel po' che dicono loro sul costo dell'energia. Ma questo non vale se lo fanno tutti.

E tu mi stai facendo un articolo in cui tenti di spiegarmi che l'auto elettrica non è che conviene al Sig. Giancarlo, ma che conviene a tutti. Cerchi di convincermi che è un modello estendibile alle masse.
Però poi fai i conti coi numeri che valgono solo se l'auto elettrica è usata da una sparuta minoranza di persone.

Lo stesso vale per le altre ipotesi che gli autori fanno:

  • Road Taxes: EV owner is exempted from all the road taxes over a 5 years' period, which represents a 25% saving compared to the ICE vehicle;

  • Insurance cost: expected 33% higher for the ICE vehicle;


Sì, se compri un veicolo elettrico non paghi il bollo per 5 anni. Ma adesso che i veicoli elettrici sono pochi. Se tu proponi uno scenario in cui le auto elettriche diventano un numero considerevole allora no puoi più esentarle dal bollo. Altrimenti lo Stato perderebbe troppi soldi.
Da una parte non avrebbe più i soldi del bollo mentre dall'altra dovrebbe ancora costruire strade e viadotti per far circolare quelle auto (elettriche o tradizionali le strade per farle circolare devi comunque costruirle).
Questo vantaggio è dunque destinato a svanire con l'aumento man mano che le auto elettriche aumentano.

Lo stesso per l'assicurazione: che la coppia si crei con un motore elettrico o a combustione interna non influisce sul potenziale pericolo di fare in incidente. Quindi il costo per risarcire i danni di incidenti con auto elettriche o tradizionali è lo stesso. Le compagnie assicurative fanno lo sconto adesso che le auto elettriche sono poche ma questo sconto non sarà sostenibile con molte auto elettriche.


Secondo punto: la riduzione delle emissioni

Gli autori cercano di calcolare quanta anidride carbonica si risparmierebbe trasformando il parco veicoli in elettrico in cinque scenari 0%, 25%, 50%, 75% e 100% di veicoli elettrici.
Allora cosa fanno? Considerano da una parte l'emissione di 157 g/km di CO2 per i veicoli a combustione interna, dall'altra calcolano l'emissione indiretta di CO2 per produrre energia elettrica considerando 327 g/kWh. Ma questo valore è valido oggi con il mix energetico che porta produrre 323 mila GWh annui per gli attuali consumi elettrici. Se convertissimo tutti i veicoli in elettrici dovremmo produrre 126 mila GWh in più all'anno. Sei capace di produrli con lo stesso mix energetico?
È tutto da dimostrare. Ad esempio, l'idroelettrico (che copra circa un venti per cento della produzione italiana) non è espandibile.
Uno studio serio dovrebbe considerare come cambia l'emissione per kWh di elettricità all'aumentare di elettricità richiesta alla rete.
Non è che puoi pensare di avere lo stesso mix energetico se produci 323 mila GWh all'anno e 449 mila GWh.

 

In conclusione

Un articolo del genere avrebbe dovuto essere rigettato per questi errori che ho illustrato. È stato invece accettato, forse perché conteneva questa meravigliosa figura

[no, sul serio, cos'è? la ricerchina di terza media?]

Questo articolo fa acqua da tutte le parti. Non dimostra niente, hanno buttato giù due numeri senza alcun senso.
Però ehy, presentano questo articolo con l'affiliazione del "prestigioso" Politecnico di Milano!

Ecco, questo è un esempio. A me di questa gente di "prestigiose" università che pubblicano certi articoli non me ne frega niente. Non dimostrano nulla, è solo rumore di fondo.

18 Responses to “Rumore di fondo”

  1. claudio says:

    non ci crederai ma ho un post precaricato che dice esattamente le stesse cose.
    Essenco meno figo non scomo la IEEE e altri superfighetti ma alla fine anche un banale elettrotecnico della mutua sa che 1+1=2.

    Giusto per capirci: che cavolo di infrastruttura dovrebbe avere il lido di camaiore o ortisei per permettere il rientro dei villeggianti? Anche le elettriche fossero solo il 10% che costi avrebbero elettrodotti e trasfo da usarsi 2 mesi all’anno? Conviene andare in vacanza con un elicottero!
    Alla fine si useranno dei bellissimi wartsila o man per caricare con del putuelento gasolone le tesla.

  2. stephen says:

    eeeh quando si mettono i gestionali senza manco un mezzo energetico o un “ehi scusa” ad un elettrico o ambientale nascono dei capolavori.

  3. MarcoM says:

    Sconto su bollo e assicurazione = incentivi fotovoltaico.

    So che lo scopo del post non è fare le pulci ai singoli costi, ma per curiosità, veramente la manutenzione di una macchina elettrica può essere inferiore? Ad occhio mi sembra che tolte le parti identiche (gomme, freni, carrozzeria, elettronica varia) la manutenzione motore su macchine piccole e rodate sia piuttosto irrilevante fino ad almeno 120km. Il famoso e costosissimo “tagliando” consiste in operazioni di routine e qualche rabbocco che in parte sarebbe da fare anche sull’elettrica. Entrare/uscire dall’officina autorizzata sono già 100 euro anche senza far niente.
    Nell’elettrica c’è peraltro il grosso bubbone della batteria. Durerà così tanto in vetture di fascia non altissima?

    Vado ad impressione, non sono in grado di valutare i costi di esercizio di un elettrica, ma negli ultimi 50mila km ho speso meno di 1000 euro di manutenzione per una macchina che ormai ne ha 11mila.

  4. MarcoM says:

    Ops, intendevo 110mila km!!

  5. mattia says:

    eeeh quando si mettono i gestionali senza manco un mezzo energetico

    Purtroppo ci sono anche gli energetici elettrici tra gli autori di quell’articolo.
    Ma per carità di patria non farmi fare commenti.

  6. mattia says:

    ma per curiosità, veramente la manutenzione di una macchina elettrica può essere inferiore?

    Non ho alcun dato. Penso comunque sia un problema estremamente non lineare rispetto al numero di km percorsi.

  7. fangirl says:

    Ciao sono un fangirl e ho un’auto elettrica (Nissan Leaf 30 kWh).
    Mattia, cos’è? clic baiting miratissimo nei miei confronti? 😛
    Rispondo brevemente ad alcuni punti parlando per esperienza aneddotica personale e quindi priva di validità statistica.
    La possiedo da circa un anno, pagata 30 000 € senza incentivi.
    Secondo me come interni, accessori, etc è paragonabile ad una Golf ben accessoriata o una A3. Il motore è da 80 kW.
    Ho percorso circa 30 000 km.
    La macchina raccoglie i dati di tutti i tragitti. Il consumo medio da quando ce l’ho è di 140 Wh/km. In dicembre è stato di 160 Wh/km. Maggio e giugno siamo sui 130 Wh/km.
    Percorsi misti. Poca città, soprattutto strade extraurbane con discreti dislivelli e un po’ di autostrada.
    Caricando a casa ci sono circa il 10% di più di consumi al contatore per via dell’efficienza del caricatore.
    Quest’anno per ora non ho fatto alcuna manutenzione ordinaria. Non ci sono filtri ed olio da cambiare. I freni si consumano molto lentamente perché gran parte delle frenate sono fatte dal motore elettrico recuperando parte dell’energia cinetica che torna nella batteria.
    Non c’è il cambio: è monomarcia. Non c’è ovviamente la marmitta.
    A breve farò il primo tagliando dove probabilmente si limiteranno a fare la manutenzione del condizionatore.
    La capacità della batteria è scesa di 0.1 kWh rispetto all’acquisto (esiste una app che permette di valutare i dati OBD su voltaggi celle, stato di salute, etc).
    La corrente la pago 0.185 €/kWh.
    La tassazione (imposte+iva) è pari al 17.3% del totale nell’ultima bolletta.

  8. stephen says:

    ops! sono orbo e dal cellalure mi era sfuggito “view all”.

    ok vado a giustificare il mio ateneo adducendo a scuse tipo “eh ma anche i migliori sbagliano”, “anche i raccolti più belli hanno delle mele marce” e cose così…

    a proposito di manutenzione, dai fan delle auto elettriche (ev-fan?) sento sempre il mantra “niente parti meccaniche! niente pistoni! il motore sta li fermo e va, si usura millemila volte meno”, e già la macchina scivola sulla strada e freni gettando un ancora.

  9. mattia says:

    Rispondo brevemente ad alcuni punti parlando per esperienza aneddotica personale e quindi priva di validità statistica.

    La macchina raccoglie i dati di tutti i tragitti. Il consumo medio da quando ce l’ho è di 140 Wh/km. In dicembre è stato di 160 Wh/km. Maggio e giugno siamo sui 130 Wh/km.
    Percorsi misti. Poca città, soprattutto strade extraurbane con discreti dislivelli e un po’ di autostrada.

    Il valore che avevo preso io è quello citato qui di 212 Wh/km misurato dalla United States Environmental Protection Agency. Ma è anche vero che è stato fatto su di un modello del 2011. È anche possibile che sia aumentata l’efficienza (o il tuo modello sia diverso).

    Quest’anno per ora non ho fatto alcuna manutenzione ordinaria.

    Sì, diciamo che la manutenzione dovremmo valutarla su tutto il ciclo vitale dell’auto, non solo sul primo anno.

    Caricando a casa ci sono circa il 10% di più di consumi al contatore per via dell’efficienza del caricatore.

    Dettagli, 10% in più o in meno non cambia molto.

    Piuttosto

    La corrente la pago 0.185 €/kWh.

    qui siamo al doppio di quello che ipotizzano gli autori dell’articolo sopra.
    Che poi significa che, fosse solo per la quota energia, quei 7-8 anni diventano 15.
    E tanti saluti.

    Sempre comunque considerando che quel discorso è fallace di per sé quando si prova ad estenderlo a tutto il parco veicoli.
    Che era poi il concetto del post.

  10. mattia says:

    freni gettando un ancora

    Per i freni c’è la frenata con recupero d’energia.

  11. stephen says:

    si, mi riferivo al fatto che le pinze dei freni si muovono, hanno bisogno di fluido, ci sono le pastiglie; ma anche dischi dei freni, assi, gomme e quant’altro che si possono consumare e rompere.
    però nell’idea arcobaleno il motore elettrico “sta lì fermo e funziona”

  12. fangirl says:

    Stephen, ovviamente l’auto elettrica si può rompere e ha bisogno di manutenzione. Tutte le cose uguali alle auto termiche hanno ovviamente gli stessi problemi:
    – condizionatore
    – batteria 12V
    – servosterzo
    – impianto elettrico di servizio (tergicristalli, elettronica, vetri, fanali, etc)
    Il condizionatore oltretutto funziona anche in inverno in quanto funge da pompa di calore quindi probabilmente è soggetto a più usura.
    Però le cose che non ci sono evidentemente non hanno problemi perchè appunto non ci sono:
    – frizione
    – cambio
    – marmitta
    – serbatoio
    – radiatore
    – pistoni, candele, pompe, valvole, FAP, olio, filtri
    I freni tradizionali ci sono ma come detto vengono usati pochissimo.
    Anche il motore elettrico si può rompere ma pur non avendo statistiche a quanto ne so è molto meno soggetto a rotture.
    In una termica non c’è tutto l’impianto di gestione della carica: trasformatore, inverter, etc che in una elettrica si possono rompere.
    La batteria per la trazione come ben si sa è soggetta a degrado.
    Tuttavia per quanto riguarda la mia auto ho 8 anni di garanzia su tutta la parte elettrica, batteria inclusa. Credo che Nissan abbia fatto bene i conti sulle probabilità di rottura.

  13. mamoru says:

    infatti i motori elettrici industriali sono esenti da guasti, come ben sanno tutti gli addetti alla manutenzione di impianti industriali…
    poi ci sarebbe da dire che il motore e’ una parte del powertrain, il quale e’ una parte della meccanica del veicolo (come sta imparando tesla a cui i crash test non sono andati come speravano e gia’ gridano al gombloddo…)

  14. mattia says:

    Anche il motore elettrico si può rompere ma pur non avendo statistiche a quanto ne so è molto meno soggetto a rotture.

    I motori elettrici, se di buona qualità, sono dei muli.
    Specifico “di buona qualità” perché altrimenti uno mi tira fuori motori con l’isolamento fatto con lo sputo e grazie al cazzo che poi vanno a meretrici.

  15. mattia says:

    infatti i motori elettrici industriali sono esenti da guasti, come ben sanno tutti gli addetti alla manutenzione di impianti industriali…

    No, ovviamente non sono esenti da guasti 🙂
    Però devi anche dire che, oltre al discorso della qualità di cui parlavo prima, un motore in un’azienda vive meno anche perché in un ambiente industriale circola molta merda nell’aria – dalla polvere ai grassi – che si deposita nei motori riducendone la vita.

  16. stephen says:

    si, ma comunque rimpiazzare una testata + cambio con un motore elettrico non salva l’auto da qualsiasi guasto.
    se parliamo di buona qualità, ormai un motore (inteso blocco motore, non la roba attaccata intorno) sopravvive abbastanza alla vita operativa dell’auto (boh, 10 anni?).
    anche qui, ovviamente, si ricade nelle scelte: un turbo sicuramente sarà più stressato, mentre un aspirato gli fai tagliando e lo tratti “bene” (leggasi sapere un minimo guidare) e campa 100 anni.
    le batterie invece si cambiano, anche quelle al piombo delle auto “convenzionali”, ed un elettrica ne ha molte, ma non vengono mai considerate parti che si muovono dai fan dell’elettrica.
    ci sono altre mille rotture e usure in un auto elettrica tali e quali alla combustione.

    tutto questo per il solito discorso che forse, un pochino, costano meno; dipende dalle condizioni, dal modello, da boh. ma non è che metti una trazione elettrica e bum! auto eterna.

  17. mattia says:

    Il motore della mia gloriosa opel kadett era indistruttibile.
    Comprata nel 1991, nel 2008 mi ha portato da Praga fino in Normandia in una tirata unica senza il benché minimo problema (e ritorno la settimana dopo).
    Peccato però che poi l’auto tutta attorno al motore è poi crollata pian piano 🙂

  18. Mauro says:

    @ mattia

    Se parli della tua gloriosa Kadett, allora io rilancio con la mia mitica FIAT Uno 75: uscita di fabbrica nel 1985, da me comprata usata nel 1997 con 160000 km e rottamata nel 2001 con 250000 km causa rottura della frizione.
    Al momento della rottamazione il motore andava come nuovo (e consumava molto poco di più che da nuovo).