No, il solare non è la soluzione

July 11th, 2017 by mattia | Filed under bufale, ignoranza.

Come ben sapete gestisco un osservatorio geomagnetico nella mia cantina. È giù a 6 metri di profondità, dove la temperatura è stabile, e in una zona non urbanizzata. L'ideale per misurare il campo magnetico terrestre.

Il sistema (non solo il sensore, ma anche tutta l'elettronica che manda le misure al server) "consuma" ovviamente un po' di energia elettrica. La potenza è di circa 12 W costanti, il che significa che in un anno usa circa 105 kWh.
Considerando che pago l'energia elettrica (alla peggio) tra le 5 e le 6 corone al kWh, ciò equivale a circa 600 corone all'anno. Per i non avvezzi al conio boemo sono circa 22 euro.

Non sono tanti 22 euro, ma se puoi risparmiarli perché non farlo?
Così un giorno ho pensato: perché non mettere un pannellino solare? Dopo tutto lo spazio non manca e non devo nemmeno chiedere il permesso a nessuno per usare il tetto. E poi non è solo un discorso di risparmio, avrei il vantaggio di disconnettere il sistema dalla rete elettrica che potrebbe introdurre rumore al sistema (per quanto sia progettato bene).

Allora mi sono messo a fare un po' di calcoli. Che pannello mi serve per produrre quei 105 kWh all'anno col Sole? E in quanto tempo rientro dell'investimento?
Vado su http://pvwatts.nrel.gov del dipartimento dell'energia degli U.S. of A, dove si possono fare dei calcoli di massima sulla base dei dati meteorologici della propria località. Nel mio caso il punto più vicino era Bratislava.
Ebbene, faccio i calcoli e scopro che un pannello da 100 W di potenza mi darebbe 106 kWh all'anno.



Un pannello solare da 100 W mi costa 5 mila corone. Altre mille corone per un regolatore e siamo a 6 mila corone. La batteria l'avevo già quindi con 6 mila corone il mio sistema è pronto (non mi serve manco l'inverter, ché il sistema funziona a 12 V DC).

Considerato che spendo 600 corone all'anno di energia sarei rientrato di questo investimento in 10 anni. Che non sono pochissimi na non sono neanche molti. Insomma, dopo 10 anni avrei avuto energia gratis. È accettabile.

Ottimo, no?
Perché mi ero dimenticato di un piccolo dettaglio. D'inverno il pannello solare mi darà meno energia (sorpresa!) rispetto all'estate.

Nello specifico lo specchietto mese per mese è questo:



In un mese mi servono circa 8,6 kWh. Questo sistema da 100 W mi dà quindi energia sufficiente da marzo a settembre. Da ottobre a febbraio nisba.

Ma il sistema di misura funziona tutto l'anno! Non posso fermarlo d'inverno perché non c'è abbastanza sole!

La domanda allora cambia: quale deve essere la potenza del pannello solare per rimanere indipendente tutto l'anno?

Rifaccio i conti e 400 W dovrebbero bastare



A gennaio e dicembre mi dànno 10 kWh che è giusto quel filo di margine di sicurezza sopra gli 8,6 kWh che mi mervono al mese.
Già, ma un sistema 4 volte più potente mi costerà circa 4 volte tanto. Anziché rientrare dell'investimento di 10 anni rientro il 40 anni! Troppo, decisamente troppo.

Accumulo

Lo so a cosa state pensando: perché non accumuli l'energia in eccesso in estate per poi usarla d'inverno?

Facciamo un po' di conti. Dovrei accumulare come minimo 25 kWh, e sono al filo. Quindi facciamo 30 kWh.
Potrei utilizzare una coppia di Powerwall 2 (ognuno da 14 kWh). Il problema è che costano 5.500 dollari statunitensi l'uno. Quindi 11 mila dollari che in conio boemo fanno 256 mila corone. Considerando che spendo 600 corone all'anno di elettricità rientro in oltre quattro secoli.
Non penso di vivere così a lungo (e i powerwall hanno una garanzia di 10 anni, non di 4 secoli).

Quindi no, accumulare d'estate per usare d'inverno è fuori discussione. Per quanto sia assurdo la soluzione migliore è avere un impianto sovradimensionato.

Il sovradimensionamento

Torniamo dunque alla soluzione precedente: prendiamo un pannello molto grande per garantire anche d'inverno il minimo d'energia che ci serve.
In questo caso per avere 10 kWh a gennaio, a luglio me ne trovo 60 di kWh, di cui 50 devo buttarli via. Una soluzione geniale, vero?
Abbiamo un rapporto 1 a 6 tra il minimo e il massimo prodotto. E tenete presente che questo è un valore ancora cautelativo. Non tiene conto di inverni con condizioni meteorologiche meno favorevoli del solito. Siccome tu devi garantire la continuità energetica sempre hai bisogno di un margine di sicurezza ben più ampio.
Ma teniamo pure per buono il rapporto 1 a 6.

Ecco, una tecnologia del genere è intrinsecamente stupida. Io non voglio una tecnologia che per fornirmi il minimo sindacale d'inverno mi produce sei volte tanto quello che mi serve d'estate.
Sì, aumentando l'inclinazione del pannello potrei guadagnare qualcosa d'inverno. Ma l'ordine di grandezza rimane lo stesso. Il concetto non cambia.

Ma vendi l'energia alla rete!

Sicuramente qualcuno si starà domandando: perché non vendi l'energia in eccesso alla rete?
Sì, io potrei (sempre che l'azienda che mi vende l'energia elettrica sia disposta a comprarla). Ma qui veniamo al punto cruciale.

Perché quello che ho fatto qui sopra è solo un semplice esercizio pratico. Il problema viene quando, invece di alimentare il mio osservatorio geomagnetico devi alimentare tutto il mondo. E non solo per i consumi che sono oggi elettrici. Devi trovare energia per tutto il mondo anche per i consumi energetici che oggi non sono elettrici (come i trasporti o il riscaldamento). Ecco, quando cerchi questa energia la risposta non può essere il solare.

Il solare non può essere una soluzione globale. Non possiamo alimentare il mondo solo col solare. Perché io adesso potrei anche vendere l'energia in eccesso d'estate ma pensate a cosa succederebbe se tutti si comportassero come me. Se tutti avessero 6 volte in più l'energia che serve loro d'estare... a chi la vendono? A chi la vendono se tutti ne hanno in sovrabbondanza?

Il solare sembra sensato fino a quando copre una fetta marginale dei fabbisogni energetici. Perché l'incombenza di produrre energia quando il solare non produce una cippa se l'accollano gli altri. Ma se vogliamo un mondo interamente alimentato dal solare allora non c'è più qualcun altro che produce energia al posto del solare d'inverno.
Se tutto è sulle spalle del solare d'inverno ti attacchi al tram. Quindi devi sovradimensionare.

Il solare non è una soluzione globale

Né oggi, né domani. Perché quando parli con le fangirl del fotovoltaico queste di solito si tappano le orecchie e blaterano cose tipo "il costo dei pannelli cala! il rendimento aumenta!!!1111!!!unofattoriale!!!"
Il classico ritornello che continuano a ripetere come l'ave maria quando non sanno cosa dire.
Sì, il costo dei pannelli cala. Anzi, è già calato. A un certo punto però smette di calare perché arrivi alle spese incomprimibili (come mano d'opera e materiali). Il rendimento aumenta, certo. Ma c'è un limite fisico al rendimento.

Il problema del sovradimensionamento però è indipendente dai costi e dal rendimento. Potranno costare poco quanto vuoi i pannelli, ma d'inverno continueranno a produrre poco e d'estate continueranno a produrre 6 volte l'energia che ti serve.
Questo è un problema da cui non se ne esce (a meno di raddrizzare l'asse terrestre). Continuerà ad essere un sistema idiota di produrre l'energia.

Se diventano economicissimi

Certo, se i pannelli solari diventassero così economici da poterti permettere di sovradimensionare e avere ancora un vantaggio economico allora potrebbero avere un senso economico. Per capirci: se un pannello da 100 W me lo vendi a 5 euro chi se ne fotte se devo installarne 5 al posto di uno.
Ma ammesso e non concesso che si arrivi a quel tipo di economicità (quando le fangirl squirtanti del fotovoltaico vi parlando di numeri dovete sempre dividerli per quel coefficiente Max/min) rimane una soluzione tecnicamente stupida. Hai dovuto investire una vagonata di risorse - per arrivare a quell'economicità, ma anche risorse per i materiali, risorse umane per la fabbricazione dei pannelli - per sovradimensionare a livello mostruoso.

Il mix energetico! 

L'altro famoso ritornello di gran moda tra le fangirl delle rinnovabili è quello del mix energetico. Che di per sé ha anche senso, quando capisci cosa significa. Mix energetico significa che usi diverse fonti di energia in modo che quando c'è carenza di una usi l'altra e l'opposto. Si cerca di allargare la base statistica in modo che sui grandi numeri ci sia sempre qualcosa che produce l'energia che ti serve. Che sia da fonti di tipo diverso o dallo stesso tipo di fonte in località diverse (tipo l'eolico che magari oggi non produce in Basilicata perché lì non tira vento ma produce tanto il Toscana perché oggi il vento tira lì). Il concetto di mix energetico di per sé non è sbagliato. Il problema è tirarlo in ballo come fanno le fangirl delle rinnovabili.

Perché il mix energetico funziona, appunto, quando gli svantaggi di una fonte di energia sono coperti da opposti vantaggi di un'altra fonte di energia e l'opposto.
Vantaggi e svantaggi delle varie fonti di energia si devono compensare.

Per alcune fonti di energia come l'eolico tu hai variazioni casuali di energia prodotta: dipende dal vento che tira quel giorno.
Ma per il solare sai benissimo qual è la variazione di produzione di energia elettrica sul lungo periodo: d'inverno produce 1 mentre d'estate produce 6. Poi sul breve periodo questi valori possono oscillare ma il valore attorno a cui balla la produzione di energia è quello, inverno 1 ed estate 6.

Affinché il mix energetico abbia senso devi trovare una fonte di energia alternativa che faccia l'opposto. Ti serve qualcosa che d'inverno produca 6 e d'estate 1. Solo così sommando il solare e queste due fonti di energia ottieni una produzione costante durante tutto l'anno.

Al momento però questa fonte di energia rinnovabile che produce all'opposto del solare non c'è.
L'unico modo per fare una cosa del genere sarebbe con l'idroelettrico con accumulo, dove tu accumuli negli invasi l'acqua che arriva dai monti per lo scioglimento delle nevi in primavera/estate e la usi per produrre d'inverno. Ma avete presente cosa significa produrre invasi che contengano tutta l'acqua per produrre energia d'inverno per tutto il mondo? Auguri.

Ma almeno usiamo il solare d'estate, poi d'inverno useremo altro

La classica obiezione delle fangirl è: ok, ma intanto iniziamo a produrre con il solare d'estate quando produce molto poi d'inverno useremo altro. Magari il solare non coprirà il 100% dei fabbisogni energetici ma intanto farà la sua parte.

In realtà questo ragionamento è fallace. Perché se tu d'inverno sei capace di produrre tutta l'energia che ti serve con altre fonti d'energia  rinnovabile allora... puoi farlo pure d'estate. Ad esempio, se tu sei capace di alimentare tutto il paese a dicembre con l'eolico allora puoi soddisfare tutti i fabbisogni anche a luglio con lo stesso eolico. Perché ti servirebbe il solare?
Cosa fai d'estate? Visto che hai il solare fermi le pale eoliche per far produrre al solare, perché adesso è il suo turno?
E perché mai dovresti investire su di una pala eolica per poi non farla funzionare per 4 mesi all'anno quando fai funzionare il solare per cui hai dovuto fare un altro investimento?
Investi solo per l'eolico e morta lì.

[Tutto questo al netto di piccole variazioni, ovviamente]

Di fatto questo ragionamento regge solo coi combustibili che puoi stoccare senza troppi problemi. Perché a quel punto puoi dire: bene, d'estate uso il solare e non brucio combustibili. Ma quei combustibili non è che li spreco, non è che li butto dalla finestra come farei con l'energia di un eolico che smetto d'usare d'estate. Li tengo lì in un angolo e poi ricomincio a bruciarli in autunno. Così ne consumo meno. Certo, ho sempre un impianto che potrebbe funzionare 12 mesi all'anno e lo uso solo d'inverno, quindi ritorno dell'investimento sull'impianto in più tempo, ma almeno il combustibile non lo spreco.

Paradossalmente il solare ha senso adesso che usiamo i dinosauri morti, perché così ne usiamo un po' di meno d'estate e ci durano di più. Ma questa è una parentesi storica. Dobbiamo prepararci a quando i dinosauri morti saranno finiti e tutto sarà sulle spalle delle rinnovabili.

Scambiamoci l'energia tra in Nord e il Sud del mondo!

Qualche pirla potrebbe anche pensarla. Quindi la smonto subito: è un'idea idiota.
Perché di certo l'altro emisfero del nostro pianeta ha le stagioni opposte alle nostre, quindi uno potrebbe pensare di scambiarsi l'energia: quando fa estate nell'emisfero Sud del pianeta l'energia in eccesso viene venduta al Nord e l'opposto quando fa estate nell'emisfero Nord.
Ci sono almeno due motivi per cui questa è un'idea idiota. Il primo di natura tecnica: per la stabilità della rete devi immettere potenza attiva e reattiva in diversi noti di una rete magliata. Questo serve per garantire tensione e frequenza stabile sulla rete. Quindi servono centri di produzione disposti su tutta la rete. Un sistema del genere invece avrebbe centri di produzione tutti concentrati da una parte e carichi tutti concentrati dall'altra. Ma ok, con investimenti enormi potresti anche risolvere il problema.

Il secondo motivo è invece irrisolvibile: nei mesi invernali tu dài il tuo culo ai paesi dell'emisfero meridionale da cui compri gran parte dell'energia che ti serve. Se a un dittatore gli passano i cinque minuti e ti taglia le linee per l'Europa sei con il culo per terra.
Direte: ma è così anche con il gas o col petrolio!
No, perché questi li puoi stoccare, l'energia elettrica invece no. Fatti due settimane senza energia elettrica, due settimane in meno di PIL e ciao.

Ma tu parli dalla Rep. Ceca che è un buco di culo senza Sole!

Bene, allora guardiamo com'è la situazione nel resto d'Europa. Ho preso un po' di città in giro per il continente e questi sono i rapporti tra l'energia prodotta a luglio e a dicembre

Siviglia: 1 a 2,13

Napoli: 1 a 3,12

Roma: 1 a 4,4

Bratislava: 1 a 6,1

Milano: 1 a 6,8

Praga: 1 a 7,2

Berlino: 1 a 9,7

Copenaghen: 1 a 9,58

Stoccolma: 1 a 13,1

Tampere: 1 a 25,4

Ancora una volta, questi numeri possono cambiare un po' cambiando l'angolazione dei pannelli, ma è poca roba. Anche perché questi sono i numeri delle medie. Poi devi sempre considerare un margine di sicurezza per i casi peggiori, quindi quelle virgole che potresti guadagnare cambiando l'angolazione diventano ininfluenti.

Ora, prenderte questi rapporti: un solare può avere un senso forse in Spagna e nel Sud dell'italia (da Napoli in giù, via).
Per il resto d'Europa è insensato. E guardate che il resto d'Europa  è in pratica quasi tutta l'Europa.
Prendete pure la mappa dell'Europa e tirate una riga alla latitudine di Spagna e Sud italia: l'Europa sta quasi tutta sopra, dove il rapporto tra minimo e massimo è sconveniente.

L'approccio sbagliato

Impossibile da realizzare un mondo alimentato tutto dal solare? No, ovviamente. Dal punto di vista tecnico puoi farlo (forse). Il problema è capire se ha senso o no.
Perché di soluzioni tecniche fattibili ce ne sono un sacco. Per esempio, quando l'italia ha deciso di chiudere le centrali nucleari è andata avanti ugualmente. La deduzione che però uno potrebbe fare (vedi, si può andare avanti anche senza nucleare!!11!!) è fallace. Sì, si può andare avanti anche senza nucleare, però bruci più merda e inquini di più (oltre al fatto che il nucleare lo compri comunque dall'estero).

Non è dunque impossibile quindi alimentare tutto il mondo col solare. Ma dovresti sovradimensionare così tanto che diventa assurdo. Oh, possiamo farlo, possiamo produrre d'estate 10 volte l'energia che ci serve e buttare via 9 parti di essa, ma vi sembra una soluzione sensata?

L'unica possibilità per uscire da questa assurdità è che si trovi un metodo di accumulo efficiente per estate/inverno, ossia per dimensioni mostruosamente enormi. Ma qui non si parla di virgole, si parla di migliorare di due ordini di grandezza. Per capirci, parliamo di un sistema di accumulo per cui, rozzamente, dovremmo caricare il cellulare una volta l'anno o giù di lì. Siamo ancora lontani, molto lontani da una tecnologia del genere. E anche quando ci arriveremo dovremo sempre verificare se ci saranno le risorse materiali per creare quelle batterie per tutto il mondo, non solo per l'impiantino della mia cantina.

Magari un giorno ci arriveremo, avrà avuto un senso allora tutto questo? Non proprio. Perché avremo investito cifre folli per raddrizzare una tecnologia nata storta.
Cioè, noi abbiamo scelto una tecnologia intrinsecamente inadatta ai nostri consumi energetici che sono costanti durante l'anno, una tecnologia con un difetto enorme, e poi avremo investito secoli per rimediare a questi difetti.
La cosa più sensata era investire per trovare una fonte di energia che non avesse quei difetti.

Poi vabbe', le fangirl del solare quando spieghi queste cose girano la faccia dall'altra parte e ti dicono che installerebbero pannelli fotovoltaici per alimentare la propria playmobil giusto per dire che sono energeticamente indipendenti. Quando però gli chiedi di fare i conti della potenza dell'impianto per essere indipendenti sempre (anche d'inverno) ti dicono boh, non lo so.
Se volete credete pure a loro.

 

 

43 Responses to “No, il solare non è la soluzione”

  1. Kheimon says:

    Ti sbagli di grosso, il solare è utilissimo. 😉

    Chiedi a quelli che mangiano da vent’anni tra sussidi statali, venture capital, manipolazione del titolo in borsa con notizie false, ecc.
    Il tuo errore è stato quello di approcciare il solare con l’utilizzo in prima persona. Nah, devi aprire una start-up e chiedere denaro agli investitori e alla comunità, campi così per vent’anni e poi si vedrà.

  2. mattia says:

    Nah, devi aprire una start-up e chiedere denaro agli investitori e alla comunità, campi così per vent’anni e poi si vedrà.

    Soprattutto alla comunità. Bonus fiscali, fondi europei, incentivi di stocazzo… uh, quanto si può leccare giù dalla coscia del prosciutto.

  3. mamoru says:

    e quante che ne avrei da raccontare… ah la ricerca… ah l’innovazione… ah i limiti fisici.
    vaglielo a spiegare ai giapponesi che, non contenti di aver danneggiato irreparabilmente il settore nucleare, stanno buttando miliardi di investimenti in smart minchiate e tecnologie gia’ fallite all’estero… il paese che avrebbe piu’ bisogno di tutti di una rete ridondante, semplice e solida.

    tra parentesi mi risulta che i top maker stiano lavorando un poco sotto la piena capacita’ produttiva e i concorrenti piu’ piccoli sono invece pericolosamente vicini al 50 percento di capacita’ degli impianti…e i cinesi han fatto dumping allucinante trascinando i prezzi a livelli di fame. i maker di pannelli al silicio non guadagnano piuz e si stanno spostando sulla costruzione di impianti megasolar in su dato che ci sono ancora margini, ma si tratta di fare EPC. e trovare chi ti finanzia.
    quindi altre mirabolanti tecnologie dal millantato rendimento superiore al Si PV devono avere un costo inferiore se vogliono imporsi ora: CIAONE.

    aggiungo poi che tutti i dati presi a database si scontrano con la realta’ e ho sempre visto progetti sovrastimare la produzione, mai il contrario… che strano!
    la realta’ e’ lo sporco, le variazioni del GTI e DNI col tempo atmosferico e il vento…

  4. mamoru says:

    e gli inverter che si impallano, la rete elettrica del merdistan tanto ricco di sooole che ti sgancia.
    gente che ti fa vedere che hanno un PR del 80%, una volta depurato dai fermi… come dire che la mia auto non ha alcun problema quando non e’ in riparazione dal meccanico

  5. mattia says:

    aggiungo poi che tutti i dati presi a database si scontrano con la realta’

    Ovviamente ho fatto anche dei controlli sui dati reali (che non ho incluso nel post per non appesantirlo troppo, ché già era lungo).
    Sono andato a vedere l’energia prodotta da produttori che condividono le misure di quanto producono su internet (ci sono siti appositi dove ti iscrivi e automaticamente mandi le misure).
    Confrontando i dati con quello che in teoria avrebbero dovuto produrre salta fuori che i dati del database meteorologico sono ottimisti.
    O meglio, sono medie.
    Se ti dice che a gennaio produci 10 kWh, è una media dei diversi mesi di gennaio. Un gennaio produci 12 un altro gennaio produci 7.
    Siccome però il sistema devi progettarlo sulla condizione peggiore tu devi prendere in considerazione il 7.
    Quindi quei numeri che ho scritto sopra li puoi ben aumentare di un ulteriore margine cautelativo.

  6. Luca says:

    Io sto costruendo casa, e sono obbligato dalla legge a mettere 3kW di Fotovoltaico. Piango a guardare la fattura.

  7. mamoru says:

    si mattia non contestavo il tuo metodo, era per sottolineare che gli idoli delle fangirl fanno le loro belle carte false per venderti il cammello.
    un poco come bloomerg coi suoi mirabolanti report sul solare… e c’e’ pure gente che gli paga l’accesso per leggerli santo cielo (forse son come quelli che pagano per farsi fare un pompino)

    gente che continua a parametrare i costi sui kW/m2 anziche’ parlare di energia prodotta…

  8. mattia says:

    e sono obbligato dalla legge a mettere 3kW di Fotovoltaico

    Seriamente?
    Riferimenti normativi?

  9. Luca says:

    Tipo: http://www.aresfvg.it/index.php?q=it/node/688

    Di fatto per la mia casa avere il solare termico per acqua calda e riscaldamento non mi avrebbe fatto rientrare nel 30% richiesto, ho dovuto quindi optare per 3kw di pannelli fotovotaici unito a una pompa di calore.

  10. elsino says:

    mai fatto discussione con quei geni che sono convinti che basti pannellare un pezzettino di Sahara per avere tutta l’energia che serve all’Europa?

  11. mattia says:

    Tipo: http://www.aresfvg.it/index.php?q=it/node/688

    Le fitte al cuore che mi sono venute a leggere queste cose.

  12. mattia says:

    mai fatto discussione con quei geni che sono convinti che basti pannellare un pezzettino di Sahara per avere tutta l’energia che serve all’Europa?

    Oh sì. E quando gli dici che avere tutti gli impianti di produzione in Africa per produrre in Europa è una idea idiota quelli ti dicono “eh, ma l’ha proposto pure il tal tizio che ha preso il nobel”.
    E a quel punto o partono le testate sul muro.

  13. Luca says:

    Eh, a me le fitte sono venute anche al portafoglio, dato che sono 7k euro per un fotovoltaico che se va bene rientro nella spesa tra 15 anni… ps. casa in classe A.

  14. elsino says:

    La cosa più triste è che questi idioti partono dal discorso che sul pannello fotovoltaico arriva una notevole quantità di energia dal sole e quindi sapendo quanta energia questo produce e a quanto ammonta il fabbisogno energetico europeo si prende la calcolatrice e si ottiene in un attimo l’area da pannellare.
    In tutti i siti dei fanboy ci sono le mappe del Sahara con i minuscoli quadratini che basterebbe riempire di pannelli per produrre tutta l’energia che serve al mondo intero o all’Europa.
    Poi cerchi di spiegare al nostro amico ecologista che i pannelli vogliono manutenzione (vanno puliti, controllati, sostituiti) quindi serve più spazio di quello che pensa perchè i pannelli non li monti attaccati tra loro, ma ci devi fare i vialetti. Poi ci vogliono gli inverter, le stazioni di trasformazione, le linee elettriche per trasportare l’energia prodotta (altro spazio), i magazzini per i ricambi, le strade per collegare tutte le strutture e il francobollino che si vede sulla mappa del Sahara si sta allargando molto velocemente.
    Poi serve il personale (la manutenzione, la gestione, etc) cominciamo a parlare di migliaia di persone.
    Tutti pendolari? Nel deserto?
    Allora tiri su dei centri abitati (che a loro volta usano energia e quindi la nostra area si sta allargando sempre di più).
    Insomma cerchi di fargli capire che è una cosa che idealmente si potrebbe fare, ma tecnicamente è un pelino più complessa e che le mappe con i quadratini grandi quanto la Sardegna o giù di lì sono state calcolate da idealisti ingenui e incompetenti.
    Ma come sai appena si parla di calcoli hai perso il fanboy, per lui la soluzione c’è, è semplice e i cattivoni non la vogliono far applicare…

  15. Beppe Grullo says:

    Quindi qual è la soluzione?

    L’unica alternativa valida ai combustibili fossili sembrerebbe, per il momento, il progetto ITER/DEMO, che però prevede risultati concreti (forse) a partire dal 2050.

    Quindi, nel frattempo, bisognerebbe semplicemente limitare il fabbisogno energetico mondiale, e quindi:
    – prevedere un modello economico che non basi la propria stabilità sul rapporto tra la derivata prima del PIL e la derivata prima del tasso di interesse reale
    – ridurre drasticamente il rapporto debito/PIL per tutti i paesi
    – forzare Cina, India e Africa a ridurre a zero il tasso di natalità, anche con le brutte maniere (no aiuti medici di nessun tipo che non siano preservativi)

    Insomma un bagno di sangue per tutti

  16. mattia says:

    Quindi qual è la soluzione?

    La soluzione non c’è. Quindi va ricercata.
    Invece di dare soldi (direttamente o indirettamente) a una tecnologia che è intrinsecamente inadatta ai nostri consumi – cosa che riempie solo le tasche di affaristi che non spostano di un nm la tecnologia – usi quesi soldi per fare ricerca di una vera alternativa.

    il progetto ITER/DEMO, che però prevede risultati concreti (forse) a partire dal 2050.

    E tu pensi che in trent’anni riuscirai a coprire di pannelli fotovoltaici il mondo?
    Nel frattempo se però funziona i pannelli fotovoltaici poi sai che fine fanno? Esatto.

    Quindi, nel frattempo,

    Nel frattempo non alimenti il mondo col solare. Quindi tutti i discorsi che fai li dovresti fare anche decidendo di puntare sul solare.

  17. shevathas says:

    Ottimo articolo, soprattutto ben documentato. Purtroppo molti preferiscono alla rigida matematica e fisica ed ai freddi numeri i caldi sogni colorati.

  18. dubbioso says:


    Il problema del sovradimensionamento è un fatto e ignorarlo si diventa fuffologi. Hai scritto questo post per dimostrare che non può essere una soluzione a livello mondiale, solo che fino al punto della vendita al gestore hai usato il criterio del risolvere il tuo problema per poi passare al mondo. Per chi non ti legge sembra che stai aggiustando i fatti per dimostrare la tua tesi.
    Di seguito “A chi la vendono se tutti ne hanno in sovrabbondanza” beh è chiaro che non tutti hanno la superficie per istallare i pannelli, per carità per far capire il paradosso questa frase ci può anche stare ma induce a pensare che ci sia una quantità di energia sprecata che se usata coprirebbe il fabbisogno per settori come i trasporti, quando anche questo è un sogno.
    Il problema del instabilità è vero ma se allaghiamo questo discorso sarebbe il paradiso per gli autarchici, il culo lo dai anche ai francesi che ti vendono l’elettricità prodotta dal loro nucleare.
    Non sarei neanche sicuro che i consumi sono costanti, qui però la questione diventa devastante perché mi potresti dire di convertire il riscaldamento invernale da metano ad elettrico ( ovviamente prodotto da fonti rinnovabili ) cosa che farebbe impallidire i consumi del aria condizionata d’estate.

  19. Beppe Grullo says:

    concordo su tutto

  20. mattia says:

    Il problema del instabilità è vero ma se allaghiamo questo discorso sarebbe il paradiso per gli autarchici, il culo lo dai anche ai francesi che ti vendono l’elettricità prodotta dal loro nucleare.

    Certamente. E infatti non è mica bello dipendere dai francesi per l’elettricità.
    Poi per carità, i rapporti con la Francia non sono nemmeno paragonabili al livello di rapporti che puoi avere con un inesistente governo libico, ma il concetto rimane lo stesso.

    Non sarei neanche sicuro che i consumi sono costanti, qui però la questione diventa devastante perché mi potresti dire di convertire il riscaldamento invernale da metano ad elettrico ( ovviamente prodotto da fonti rinnovabili ) cosa che farebbe impallidire i consumi del aria condizionata d’estate.

    Guarda, in un paese industrializzato circa la metà dei consumi elettrici è dato dalle industrie. Che al massimo chiudono d’estate.
    Poi certamente, il riscaldamento non dovrebbe più essere alimentato a dinosauri morti ma da elettrico (in paesi come il giappone è già così). E allora sì che i consumi elettrici sarebbero diversi, ma in direzione opposta a ciò che ci servirebbe col fotovoltaico. Sarebbero cioè maggiori d’inverno.
    Ad ogni buon conto, visto che ferie e temperatura a parte più o meno una società moderna fa la stessa vita tutto l’anno più o meno puoi considerare i consumi costanti. È una prima approssimazione.

    Di seguito “A chi la vendono se tutti ne hanno in sovrabbondanza” beh è chiaro che non tutti hanno la superficie per istallare i pannelli, per carità per far capire il paradosso questa frase ci può anche stare ma induce a pensare che ci sia una quantità di energia sprecata che se usata coprirebbe il fabbisogno per settori come i trasporti, quando anche questo è un sogno.

    Precisazione. Ovviamente io ho fatto l’esempio personale come strumento di racconto, ma il discorso si ripeterebbe pari pari con centrali fotovoltaiche.
    Io posso anche creare centrali da mille mila milioni di watt ma poi se tutte le centrali sono nella mia condizione il discorso si ripete: a chi vendo quell’energia?

    Per il discorso trasporti vale il concetto di prima. Normalmente usiamo l’auto in maniera uguale tutto l’anno (tolto il fatto che nella bella stagione magari fai qualche gita in più o la usi per andare in ferie), ma generalmente si usa l’auto per andare al lavoro, e questo lo si fa oltre 11 mesi all’anno alla stessa maniera. Lo stesso per i trasporti di merci, che sono uniformi durante l’anno.
    A quel punto non hai nessun surplus da usare per i trasporti, perché semplicemente i trasporti alzano l’asticella del fabbisogno d’estate così come d’inverno.

  21. claudio says:

    e’ una vita che litigo con i fanboy solari.
    i numeri sono contro: anche se fosse accumulabile, per motorizzare le citta’ servono km^2 di pannelli che non ci stanno.
    Anche se i pannelli costassero ZERO in ita la superficie renderebbe sconveniente economicamente il montaggio (che ha un costo enorme anche di ore lavoro).
    I pannelli sono cosi’ grandi che il solo transito dell’enegia all’interno della centrale e’ un grande onere e peggiora al crescere dell’infrastruttura.

    in particolare, stufo dei litigi dei leoni da tastiera, il mese scorso ho raccolto in 5 post i miei ullulati “peggiori”
    http://allarovescia.blogspot.it/2017/06/
    Che e’ comunque abbastanza inutile a leggersi viste la competenza media qui.

    Il problema e’ la puzza di eco e il greenwash con pannelli montati a nord e in verticale che rasentano la follia come alcuni palazzi dello STATO che hanno 720 pannelli per un’opera da 2 miliardi usati per caricare gli ipad degli impiegati
    http://allarovescia.blogspot.it/2014/01/il-solare-un-disastro.html

    la mia stima per il “pannellino” nel deserto e’ che sia, per la sola EU piu’ grande della maggior parte di stati e con una popolazione di 20.000.000 di persone che vivranno DENTRO ad “abissi d’acciaio”. Se si raggiungesse l’efficienza italiana sarebbero 60.000.000.
    http://allarovescia.blogspot.it/2014/06/desertzapcrash.html

    Alla fine sono tutte scelte sul solare che vengono fatte SOLO perche la lobby del solare ha un ricarico alto, soprattutto in ore lavoro, e non si vuole, politicamente, cancellare. Il togliere le sovvenzioni ad un settore inutile vuol dire infatti questo: ucciderlo.

  22. Mauro says:

    Ottimo articolo. Bravo.
    Mi ricordo che nel 1999 a seguito di una discussione con i fanboys del tempo avevo calcolato che per rifornire la Germania di energia elettrica solo col solare sarebbe servito (e avevo usato i dati più ottimistici sull’insolazione… in pratica trasferendo la Germania in mezzo al mediterraneo 😉 ) riempire completamente di pannelli il Land della Bassa Sassonia (comprese le aree occupate da città, strade, foreste, fiumi, ecc.), cioè un’area di quasi 50000 km².
    Certo dal 1999 a oggi la tecnologia è migliorata, l’efficienza è cresciuta… ma di quanto? Sarebbero sempre necessari migliaia di km². E senza contare il discorso estate/inverno che io all’epoca, per semplicità, avevo ignorato.

  23. Paolo (北海道) says:

    “questi (i combustibili) li puoi stoccare, l’energia elettrica invece no”

    Secondo te, Mattia, sistemi quali flywheel o SMES non potrebbero essere integrati nella rete per accumulare energia elettrica in forma di energia meccanica o magnetica (rispettivamente) e rilasciarla quando occorre?
    Te lo chiedo da umile scienziato dei materiali ma quasi perfetto ignorante di questioni quali reti elettriche, gestione dei flussi in entrata e uscita, etc.

  24. Paolo says:

    Riguardo al riferimento normativo: spesso viene interpretato dai comuni. Se si trova un tecnico comunale intelligente (raro ma capita) si valuta quanto e cosa installare. A me una volta hanno imposto di installare due pannelli all’ombra! Bastava raggiungere la potenza nominale richiesta.

    Per quanto riguarda l’acqua calda, la normativa è abbastanza intelligente.
    Per la produzione di energia con fonti rinnovabili c’è da mettersi le mani nei capelli (ormai pochi)

  25. Darth Stefano. says:

    In un episodio di Goldrake, i vegani, quelli veri, riempirono di mazzate il nostro eroe semplicemente tenendolo nel cono d’ombra della terra ed impedendogli di ricaricarsi.
    Poi l’alabarda spaziale ebbe la meglio ma evidentemente il problema era già chiaro allora a chi lo volesse vedere.

  26. mattia says:

    Secondo te, Mattia, sistemi quali flywheel o SMES non potrebbero essere integrati nella rete per accumulare energia elettrica in forma di energia meccanica o magnetica (rispettivamente) e rilasciarla quando occorre?

    Il problema è sempre l’estendibilità del modello. Ok, il principio di accumulo è chiaro, ma siamo capaci di accumulare quantità enormi di energia (praticamente tutta l’energia che ci serve d’inverno) in estate e di conservarla fino all’arrivo dell’inverno.
    I numeri sono mostruosi. Se sono capaci di dimostrarmi che è fattibile tanto di cappello.

  27. mattia says:

    Bastava raggiungere la potenza nominale richiesta.

    Ora mi fai venire in mente un mio post che scrissi anni fa (quando uscì questa norma) in cui spiegavo che la norma era scritta talmente coi piedi che volendo la si poteva interpretare proprio così, sulla base della potenza nominale e poi chi s’è visto s’è visto.

  28. Beppe Grullo says:

    @claudio

    La prima foto dei pannelli solari ad minchiam è qualcosa di commovente 😁
    Che città è?

  29. fangirl says:

    Ciao, sono un fangirl.
    1) Concordo che il solare non può essere una soluzione globale e totale.

    2) Riguardo al mix energetico: perché vuoi comporlo solo con energie rinnovabili? Per coprire i buchi si potrebbe usare il nucleare come base costante e le turbogas a ciclo combinato per coprire i picchi. Aumentando la quota solare diminuiscono le quote di non rinnovabile posticipando la “fine” dei fossili.

    3) Riguardo all’aspetto geografico prima parli di soluzione globale poi però gli esempi relativi al rapporto estate/inverno li riferisci solo all’europa. L’unione europea contribusce solo per circa il 13% (1) ai consumi elettrici mondiali.
    Stati uniti, cina e india hanno rapporti max/min annuali molto più vicini ad 1
    che in europa e assieme fanno circa il 50% dei consumi elettrici.
    Prendiamo l’esempio degli usa.
    Fra gli stati più energivori ci sono la california, il texas e la florida. Posti ottimi per il fotovoltaico. Unico limite forse le temperature elevate.
    Un altro 8% dei consumi viene da paesi come brasile, arabia saudita, indonesia, taiwan, messico, australia,.. Anche questi con ottimi rapporti max/min.
    Semmai il problema non è di insolazione ma geopolitico-economico. Su questo ho perplessità pure io. Se questi paesi si impegnassero fortemente con il fotovoltaico il consumo di energia fossile non verrebbe annullata ma verrebbe ridotta.

    4) non mi torna molto il discorso dei soldi buttati nel fotovoltaico anziché investiti nella ricerca di altre fonti. Sono sotto la stessa stretta coperta?

    In generale concordo su molte cose che scrivi sul blog ma spesso tendi a estremizzare i ragionamenti o a polarizzarli senza considerare soluzioni intermedie nello spazio e nel tempo come in questo caso (fotovoltaico per tutto il globo).
    E scusa il paziale OT, qualcosa di simile lo fai anche categorizzando le persone. Decidi tu se tagliare questo punto e rispondermi nei commenti o via email o non rispondermi.
    Non so se io rientro nella tua categoria fangirl:
    1) ho un’auto elettrica (Leaf) soprattutto per il piacere di guida e solo in secondo luogo per l’aspetto ambientale
    2) non ho preclusioni verso il nucleare
    3) non ho preclusioni verso ogm, vaccini
    4) sostengo W la fisica
    5) ho allergia per la boldrinova e i 5s
    6) abolirei i reati di opinione pur ritendendo idioti i fascisti
    Questo per farti capire che su alcune questioni a te care la penso come te ma non su tutte.

    (1) https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_electricity_consumption

  30. mattia says:

    Per coprire i buchi si potrebbe usare il nucleare come base costante e le turbogas a ciclo combinato per coprire i picchi.

    A parte al fatto che se uno mi consente di usare il nucleare io parto subito con la lingua in bocca.
    Dopodiché, io sto pensando a un modello dove i dinosauri morti saranno terminati.
    Per il resto, dici proprio quello che ho evidenziato nel post. Il solare ha ragione d’esistere solo ora che abbiamo dinosauri morti da bruciare e che possiamo tenere in cantina nei mesi estivi per bruciarli nei mesi invernali. La mia critica è a quelli che propongono il solare per il dopo.
    [Al netto del fatto che comunque se fai una centrale nucleare e la fai funzionare solo da ottobre a marzo l’ammortamento delle spese della centrale si allunga nel tempo del doppio, ma vabbe’…]

    3) Riguardo all’aspetto geografico prima parli di soluzione globale poi però gli esempi relativi al rapporto estate/inverno li riferisci solo all’europa.

    Perdonami se vivo in Europa.
    Il concetto però in un certo qual senso vale anche per paesi come gli Stati Uniti.
    Gli Stati Uniti hanno sì una parte del paese, a Sud, dove il rapporto max/min è vicino a 1, ma ha anche Seattle con un rapporto di 1 a 5,7.
    Con una soluzione del genere avresti una rete comunque sbilanciata con la generazione tutta a sud e i consumi a nord. È comunque un problema anche in un paese politicamente stabile come sono gli Stati Uniti.
    Dopodiché, sono stabili ora – e probabilmente lo saranno a lungo. Però, immaginati un mondo futuro in cui in maniera ormai permanente tutta l’energia viene prodotta nel Sud degli Stati Uniti mentre in Nord dipende da quella energia. Quanto tempo passerà prima che qualche politico dica un “siamo stufi di mantenere quelli del Nord, riprendiamoci la nostra autonomia!”.
    È evidente che la situazione non è paragonabile a quella di un’Africa che mantiene energeticamente l’Europa, ma creando una situazione così sbilanciata crei le condizioni affinché nascano tensioni politiche, e poi tutto segue.

    non mi torna molto il discorso dei soldi buttati nel fotovoltaico anziché investiti nella ricerca di altre fonti. Sono sotto la stessa stretta coperta?

    Direi di sì. Si chiama bilancio consolidato dello Stato.
    Puoi far finta che siano poste diverse, ma se metti un miliardo in incentivi per installazione di pannelli fotovoltaici poi non hai quel miliardi per finanziare mille progetti di ricerca coi controcazzi.
    I soldi sempre quelli sono, non è che se dal Tesoro li dividi in capitoli diversi allora non c’entrano più niente uno con l’altro. C’è sempre un punto in cui li dividi.

    In generale concordo su molte cose che scrivi sul blog ma spesso tendi a estremizzare i ragionamenti o a polarizzarli senza considerare soluzioni intermedie nello spazio e nel tempo come in questo caso (fotovoltaico per tutto il globo).

    Non sono mica io che estremizzo. Sono gli altri che quando gli chiedi da dove prendi tutta l’energia ti dicono: solare, solare, solare.
    Io mi limito a dire che no, noi non possiamo.

    Questo per farti capire che su alcune questioni a te care la penso come te ma non su tutte

    Anche perché sarebbe statisticamente improbabile. Conosco solo una persona che la pensa come me in tutte le questioni, e la incontro davanti allo specchio.

  31. claudio says:

    Beppe grullo la citta e’ monza, ma ho visto tali scempi ovunque e mi sembra MOLTO piu’ grave l’ultimo link con 720 pannelli ad alte performance (1.6 milioni di euri) messi con tilt 90 e a nord.

    Fangirl, il mix e’ problematico per dimensioni e picchi. Il maggior picco oggi in EU e’ alle 19 quando i pannelli sono morti. In pratica la tua turbogas e’ attiva ANCHE in pieno agosto. In pratica quando il solare raggiunge certe percentuali arriva ad avere un autoconcorrenza che abbassa il guadagno di chi ha investito MOLTO
    A quel punto un investitore (che sia cipputi con la pensione o de benedetti) pensi che compri una centrale termica o una solare? Salvo che poi vuoi far pagare 700E a tutti i lavoratori come accade oggi. E questo e’ follia collettiva.

  32. pif says:

    per chi vuole dilettarsi c’è un programmino carino fatto da noi europei:
    http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php

    A mio avviso il solare ha senso se si verifica una delle seguenti condizioni:
    1. carico elettrico costante (o quasi) e vado a dimensionare il campo FV in modo da immettere poco o niente in fascia F1 a luglio. così facendo “alleggerisco” la bolletta ma immetto in rete poco o niente.
    2. carico estivo, per esempio condizionamento, dimensionando la potenza del FV con buon senso.

    Sistemi di accumulo, a mio avviso, invendibili con tempi di rientro dell’investimento biblici e durata delle batterie nel tempo tutte da verificare.

  33. fangirl says:

    Prendendo Seattle come esempio max/min stai facendo cerri piching.
    Ho trovato questo istogramma:
    http://2.bp.blogspot.com/-TId_ZGq8fPU/UGU3U-34xnI/AAAAAAAAA1A/Oud5v4m8Whw/s1600/lat.png
    Sarebbe interessante ricrearselo con i dati grezzi in modo da poterci giocare ma non ho tempo.
    Come vedi se si imposta come latitudine soglia quella di Chicago ad esempio, gran parte della popolazione usa (80%?) usa si trova più a Sud e quindi con max/min tutti migliori di 3. Seattle fa parte delle bricioline
    Prendendo Washington siamo circa al 50% (a occhio eh, sarebbe bello avere i numeri) e tutto quello che è più a Sud è migliore del 2.
    Si potrebbe estendere il ragionamento al resto del mondo:
    https://am24.akamaized.net/tms/cnt/uploads/2010/08/world-pop-latitude.png
    L’80% della popolazione mondiale (a occhio, purtroppo) si trova più vicino all’equatore della Spagna o giù di lì.
    Io dico che è non è possibile alimentare tutto il mondo ad energia solare però aumentare decisamente la quota di solare è meno assurdo. Il 20% del mondo più sfortunato (tra cui l’europa) dovrebbe usare soprattutto altre fonti energetiche.

  34. mattia says:

    Il 20% del mondo più sfortunato (tra cui l’europa) dovrebbe usare soprattutto altre fonti energetiche.

    Ora però ragiona su questa frase. Se noi troviamo una soluzione che funziona in Europa, molto probabilmente funziona anche nel resto del mondo, no? (a meno che non si basi su qualcosa che sta solo in Europa…)
    A questo punto su cosa punti? Su di una tecnica che funziona in Europa e nel resto del mondo oppure su qualcosa che funziona solo nel resto del mondo e l’Europa si attacchi al tram?

  35. fangirl says:

    Il problema è che puntare tutte le fiches su una tecnologia che ancora non esiste la vedo una scommessa abbastanza rischiosa. Comporterebbe esaurire molto più rapidamente i fossili nell’attesa della nuova soluzione e, se va male, se la svolta tecnologica non arriva, si finisce in una notte energetica da cui sarà difficile tirarsi su.
    Nulla da dire invece se si riuscisse a trovare la soluzione prima della fine dei fossili, sarebbe la svolta, ma darla per scontata mi pare wishful thinking.
    Oltretutto non basterebbe avere la soluzione tecnica ma servirebbe attenderne l’industrializzazione e progettarne l’integrazione nella rete esistente.
    Al contrario, si riuscirebbe a posticipare la fine dei fossili investendo su una tecnologia come il fotovoltaico di cui si conoscono i molti limiti ma che è reale, già industrializzata. Nel frattempo si potrebbe continuare con meno risorse la ricerca di nuove soluzioni energetiche.
    Al di là di questo però ti dirò che mi spaventano di più le inerzie sociali e politiche. La vedo dura che tutto il mondo si metta a remare nella stessa direzione per trovare una soluzione.
    Secondo me la soluzione che purtroppo emergerà non sarà quella tecnicamente ottima ma quella più accettata socialmente.
    Vedi il nucleare in Italia che scatena sindromi NIMBY gigantesche che bloccano tutto.
    Aggiungo un’ulteriore riflessione.
    E’ vero che talvolta arrivano svolte tecnologiche improvvise: proprio il nucleare è passato dalla comprensione del fenomeno fisico ai primi reattori in una quindicina d’anni.
    In genere però il progresso tecnologico procede per miglioramenti progressivi di tecnologie esistenti.
    Tornando alla tua domanda: preferisco puntare di più (non tutto!) su una tecnologia che esiste già ed è applicabile a tutto il mondo e meno in Europa che su una tecnologia che ancora non esiste.

  36. mattia says:

    Il problema è che puntare tutte le fiches su una tecnologia che ancora non esiste la vedo una scommessa abbastanza rischiosa. Comporterebbe esaurire molto più rapidamente i fossili nell’attesa della nuova soluzione e, se va male, se la svolta tecnologica non arriva, si finisce in una notte energetica da cui sarà difficile tirarsi su.

    Innanzitutto, i combustibili fossili li stiamo comunque esaurendo alla stessa velocità, in buona approssimazione.
    Il solare è fondamentalmente è a numeri talmente bassi che è ininfluente.
    Se proprio vuoi vedere, ha fatto di più la crisi economica – che ha devastato i consumi industriali in italia – che non l’aumento del solare.
    Dopodiché, se guardi nel suo complesso il sistema energetico (e non solo l’elettricità) puoi benissimo rallentare i consumi di carburante con buone pratiche come l’uso di mezzi di trasporto pubblico o automobili condivise come spiegavo qualche post fa. Senza installare niente su alcun tetto.
    Dopodiché per quanto riguarda le fiches da puntare: ovviamente c’è il rischio che quella tecnologia non venga mai scoperta. Si chiama ricerca e funziona sempre così, non sai mai se una soluzione c’è, proprio per questo si ricerca. E si deve puntare tanto.
    Devi finanziare 100.000 progetti tra i più disparati per sperare di trovarne 50 promettenti, 10 eccellenti e forse 1 che sarà la soluzione (concetto che i nostri politici non capiscono mai e si aspettano risultati eccellenti da tutti i 100.000 progetti).
    Tu dici, ma ne frattempo tengo una scarpa anche nel solare così ho la mia soluzione di backup in caso non trovo nemmeno quell’1 che è la soluzione. Ok, però tieni presente due cose:
    1) il problema che ho evidenziato qui è intrinseco del solare. Hai voglia a dire che vuoi migliorare passo passo la tecnologia: l’asse terrestre non lo raddrizzi 🙂
    2) il fotovoltaico di per sé è già quasi al meglio che può dare. I rendimenti sono saliti nel corso degli ultimi lustri e ormai si avvicinano al limite teorico. Al massimo l’unico margine di miglioramento è fare in modo che in un pannello quante più celle siano al top del rendimento (perché normalmente una tecnologia ti dà un rendimento X per la migliore delle celle – dimostrando che si può ottenere X – ma poi un pannello non è fatto solo di elementi ottimi, ha anche qualche elemento meno buono, quindi il rendimento totale è più basso del top che puoi ottenere con quella tecnologia).
    Quindi aumenti un po’ quello, migliori il fattori di qualità dei pannelli però poi se sempre lì al massimo del rendimento che puoi avere. Che fai?
    Puoi migliorare i processi produttivi per ridurre gli scarti nel taglio delle lastre di silicio. Ma siamo sempre lì.
    Non hai nemmeno niente da ricercare in termini di installazione, che fondamentalmente è solo un po’ di geometria di base e non c’è molto su cui giocare.
    Alla fine non ha senso puntare sul fotovoltaico perché non c’è molto spazio dove migliorare significativamente.
    L’unica cosa che c’è da fare sul fotovoltaico è la massa, perché la tecnologia di fatto già c’è.
    Se anche ci trovassimo nella situazione in cui non si trova una soluzione alternativa che funzioni bene e dovessimo ripiegare sul solare con tutti i suoi difetti dovremmo semplicemente fare massa, produrre e installare tanti pannelli. Ma questo non è certo un problema.
    Non stiamo parlando di una centrale nucleare che da quando decidi di produrla a quando entra in funzione passano 10-15 anni.
    Un sistema fotovoltaico si installa in un fiat, non ha bisogno di infrastrutture enormi.
    Quindi non c’è nessun pericolo di notte energetica.

    Tornando alla tua domanda: preferisco puntare di più (non tutto!) su una tecnologia che esiste già ed è applicabile a tutto il mondo e meno in Europa che su una tecnologia che ancora non esiste.

    Proprio per quello che ho spiegato sopra è vero esattamente l’opposto. Non c’è niente da puntare sul solare perché la tecnologia già c’è, già è matura e già consente di essere una soluzione di backup se non troviamo altro. Le risorse che butti in questo campo sono solo risorse che finiscono per ingrassare affaristi del settore, niente di più.
    Al contrario dobbiamo investire là dove abbiamo bisogno di ricercare.

  37. fangirl says:

    Ho due domande:

    1) perché non consideri la fissione una tecnologia in grado di forninrci l’energia che ci mancherà dai fossili?

    2) supponiamo il caso peggiore: investiamo tutto in ricerca ma per 10-20-50 anni non troviamo nulla di davvero promettente. Quando è il momento di iniziare a spingere sul solare? Solo quando non abbiamo più petrolio? o un po’ prima? sarebbe una cosa da pianificare o emergerebbe naturalmente dal mercato nel momento in cui i prezzi del petrolio inizierebbero a salire?

  38. mattia says:

    1) perché non consideri la fissione una tecnologia in grado di forninrci l’energia che ci mancherà dai fossili?

    Fissione o fusione? Per quanto riguarda la fusione è ovvio che la considero (figurati, se si dimostra che è fattibile mi vedrai urinare allegramente sui pannelli fotovoltaici alla facciazza di certa gente). Ma è una tecnologia che deve ancora essere dimostrata. Proprio per questo dico che non devi fare due impianti dimostrativi, ma dieci, venti. Quello è sicuramente uno dei settori in cui bisognerebbe buttare vagonate di soldi.
    Non solo però quello. Delle volte la soluzione è dietro l’angolo e non la vediamo.
    Ti faccio un esempio: io sono estremamente critico sull’eolico d’alta quota. Ci ho fatto anche un documentario per il quale mi sono arrivate valanghe di insulti dai fanboy della tecnologia (o meglio, delle persone che la sviluppano). Sono passati anni ormai, quasi otto e sono ancora al palo. Così per dire… Però io in quel documentario alla fine dicevo: bene, quanto vogliono questi per fare una prova di fattibilità per dimostrare che funzioni? Due milioni di euro? Bene, il governo dovrebbe tirarli fuori sull’unghia.
    Se è un’idea farlocca hai buttato 2 milioni ma se è vincente porti a casa il jackpot.
    Di idee del genere ce ne potrebbero essere tante. Bisogna aprirsi a 2π e cercare le soluzioni sotto il tappeto.

    2) supponiamo il caso peggiore: investiamo tutto in ricerca ma per 10-20-50 anni non troviamo nulla di davvero promettente. Quando è il momento di iniziare a spingere sul solare? Solo quando non abbiamo più petrolio? o un po’ prima?

    Ovviamente un po’ prima. Però qui entri nel campo del “quando finisce il petrolio”. E perdonami, ma ho già qualche decennio alle spalle per ricordarmi quando negli anni 90 dicevano che nel 2020 ormai il petrolio sarebbe finito. Il 2020 è dopodomani e ciao.

  39. fangirl says:

    Parlo proprio di fissione, l’attuale tecnologia allo stato dell’arte, perché non può essere in grado di fornirci l’energia che ci mancherà dai fossili?

  40. mattia says:

    Parlo proprio di fissione, l’attuale tecnologia allo stato dell’arte, perché non può essere in grado di fornirci l’energia che ci mancherà dai fossili?

    Per carità, per me va benissimo in questa fase storica. Io ho qui una centrale nucleare dietro le spalle e non mi lamento mica.
    Quando vivevo in giappone ce l’avevo in giardino e mi stava benissimo.
    Però non dimenticarti che in Europa miniere di uranio non mi risulta che ce ne siano.
    Sta benissimo usare la fissione adesso – anzi, se uno vuole ridurre le emissioni dovrebbe usare subito il nucleare. Cioè, se il problema è quello che dobbiamo rallentare subito le emissioni per evitare conseguenze catastrofiche al clima la soluzione più ovvia è il nucleare. La tecnologia c’è, produce quantità enormi di energia e non inquina.
    Poi però dobbiamo iniziare a pensare al dopo, a come creeremo l’energia tra 50 o 100 anni. Adesso dobbiamo pensarci.

  41. Mauro says:

    Ovviamente un po’ prima. Però qui entri nel campo del “quando finisce il petrolio”. E perdonami, ma ho già qualche decennio alle spalle per ricordarmi quando negli anni 90 dicevano che nel 2020 ormai il petrolio sarebbe finito. Il 2020 è dopodomani e ciao.

    Negli anni ’70 si parlava di fine del petrolio per il 2000 o giù di lì.

    In sostanza è da quando vado a scuola (elementari cominciate nel 1974) che abbiamo costantemente petrolio per ancora 20-30 anni… a quanto pare il petrolio si rinnova più delle rinnovabili 😀

  42. mattia says:

    Negli anni ’70 si parlava di fine del petrolio per il 2000 o giù di lì.

    In sostanza è da quando vado a scuola (elementari cominciate nel 1974) che abbiamo costantemente petrolio per ancora 20-30 anni… a quanto pare il petrolio si rinnova più delle rinnovabili

    Quella mezza generazione d’età di differenza tra me e Mauro 🙂

  43. Mauro says:

    Mi stai dando del vecchio? 🤔

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