L’illusione del progresso tecnologico senza fine

May 16th, 2017 by mattia | Filed under repubblica ceca, riflessioni.

Qualche tempo fa è uscita la notizia secondo cui si stava pensando di fare un collegamento di HyperLoop nientepopodimenoche tra Praga e Brno (prima si parlò della tratta Bratislava-Vienna).

Ovviamente, come nel caso slovacco, qui hanno iniziato a sbrodolare tutti dalle gambe. Perché in un paese piccolo come questo il provincialismo è immancabile e la notizia che una tecnologia come quella di HyperLoop possa essere sperimentata proprio qui eccita la gente quasi come quando vincono la coppa del mondo di hockey: si sentono un po' il centro del mondo, per una volta.

Su HyperLoop si potrebbe fare qualche seria riflessione tecnica in merito alla sua fattibilità. Stiamo sempre parlando di fare qualche centinaia di chilometri di camera a "vuoto" (ok, ok, è a bassa pressione, non a vuoto... perché notoriamente esiste il vuoto, vero?) esposta a variazioni termiche di decine di gradi e soggetta a sabotaggi. Ah, e dentro ci fai viaggiare umani.
Non che devi violare qualche legge fisica, ma insomma... se vuoi creare la più grande camera a vuoto del mondo magari dovresti farci lavorare degli ingegneri coi controcoglioni, non i ragazzini delle medie raccattati con un concorso di idee.

Facciamo però finta che tutti questi problemi non esistano. La cosa su cui riflettevo è un'altra: ha senso?

Voglio dire, stiamo parlando di Praga e Brno, la prima ha 1,3 milioni di abitanti, la seconda meno di 400 mila. C'è davvero esigenza per un collegamento a 1200 km/h tra queste due città?
Guardiamo in faccia la realtà: tra Praga e Brno si può andare col treno, e ce ne sono 21 al giorno che coprono la tratta in 2 ore e mezza.  Su ognuno ci stanno 600 persone, che poi non è che è sempre pieno - tranne il venerdì pomeriggio - ma facciamo pur finta che lo sia. Sono 12 mila persone.
Poi ci sono una quarantina di autobus, ognuno con una sessantina di passeggeri: altre 2 400 persone. In totale abbiamo posti per 15 mila persone. Davvero vi sembra sensato investire una valanga di quattrini per costruire un tubo a vuoto su di una tratta del genere?

Lo so, stiamo parlando di qualcosa che cambierebbe completamente il concetto di collegamento tra le due città. A quel punto una persona potrebbe vivere a Brno e andare a lavorare a Praga tutti i giorni tornando a casa per la cena, come se lavorasse appena fuori città. Probabilmente molti abbandonerebbero direttamente l'auto e invece di fare l'autostrada prenderebbero l'Hyperloop.
Aumentate pure quelle 15 mila persone (che avevo comunque calcolato stando generoso): stiamo pur sempre parlando di Praga e Brno. Con tutto il bene che posso provare per queste città non mi sembra che ci sia spazio per un tecnologia del genere.
Anche solo dal punto di vista monetario: coloro che avrebbero bisogno di spostarsi in pochi minuti anziché in due ore e mezza sono alti dirigenti il cui tempo costa carissimo. Per capirci, quelli che a Nuova York si spostano con l'elicottero perché gli costa meno un volo in elicotterp che perdere tempo nel traffico.
Ecco, di gente così importante a Praga e Brno ce n'è davvero poca. Le altre sono tutte persone normali che possono fare anche due ore e mezza di viaggio.

L'obiezione che in questi casi mi fanno è sempre la stessa: vedrai che prima o poi il progresso... se è per quello una volta nessuno aveva un computer e invece adesso... 
C'è l'idea che il progresso sia inarrestabile e infinito, che basta aspettare e si arriverà a qualsiasi traguardo, che non ci siano limiti.

E invece non è così. I limiti ci sono, e non parlo dei limiti fisici. Ci sono altri limiti, quelli che ti dicono se una cosa ha senso.
L'esempio migliore che mi viene in mente è quello del Concorde. Avevamo una tecnologia che ci consentiva di andare da Londra a Nuova York in tre ore e mezza: ora non la usiamo più.
Funzionava? Certo. E allora perché non usiamo più quella tecnologia? Perché non aveva senso.

La tecnologia era sì fattibile ma così costosa che solo per poche persone poteva avere un senso (quelle persone per cui quattro ore in meno perse su di un aereo valgono più del prezzo del biglietto). Oggi probabilmente quelle persone sarebbero ancora meno visto che anche un dirigente d'azienda importante può comunque a lavorare sull'aereo comodamente seduto in prima classe con un calcolatore portatile e una connessione a internet; quelle quattro ore in più non sono necessariamente buttate via, sono comunque quattro ore di lavoro.

Tutte le altre persone, quelle per cui quattro ore di differenza non valgono migliaia di euro, possono continuare a prendere un aereo normale, senza sentire l'esigenza di un concorde. E così la tecnologia, che pure è fattibile, smette di avere un senso e non la si usa più.

Eppure se ci pensate sembra essere un passo indietro nel progresso tecnologico: abbiamo sviluppato una tecnologia che ci consentiva di fare una cosa fantastica come volare più veloci del suono negli anni '70 e ora non la usiamo più.
Un passo indietro? Non proprio: piuttosto ci siamo accorti che abbiamo superato il limite della tecnologia che ha senso sugli umani e siamo tornati a quello che ci serve veramente.

Lo stesso discorso vale per HyperLoop tra Praga e Brno: il biglietto non costerà certo le 180 corone che ti portano oggi da una città all'altra con il treno o il pullman. Costerà molto di più: per chi avrà senso spendere quella cifra? Pochi, tutti gli altri, le persone normali con uno stipendio normale, continueranno a prendere il treno o l'autobus a 180 corone e in quelle due ore di tempo che impiegano in più per viaggiare continueranno a lavorare al calcolatore, a leggere un libro, a dormire... Il loro tempo non vale così tanto da giustificare un HyperLoop.

Noi siamo abituati a vedere dei gran progressi tecnologici e così istintivamente pensiamo che il progresso sia infinito. Ci facciamo prendere dall'entusiasmo e non ci fermiamo un secondo a pensare se quell'idea tecnologica ha senso applicata a noi umani o no.

La prossima volta che si parla di innovazioni tecnologiche non limitiamoci a dire "col tempo, nel futuro, prima o poi...." ma fermiamoci a riflettere se quella tecnologia ha un senso. Perché altrimenti finiremo in bella mostra in un aeroporto come un concorde.

13 Responses to “L’illusione del progresso tecnologico senza fine”

  1. Kheimon says:

    Discorso che vale nel medio periodo, ma non nel lungo. La disfatta del Concorde dimostra se mai che il progresso tecnologico non è lineare. Ma se fai un linear fit la retta ha pendenza positiva. Come con gli indici di borsa.

  2. mattia says:

    Discorso che vale nel medio periodo, ma non nel lungo. La disfatta del Concorde dimostra se mai che il progresso tecnologico non è lineare. Ma se fai un linear fit la retta ha pendenza positiva. Come con gli indici di borsa.

    Non penso sia solo un effetto momentaneo.
    I limiti del progresso sono dovuti al fatto che siamo uomini in carne e ossa, con delle limitazioni che non puoi “scalare”.
    Facciamo un esempio: ogni uomo deve dormire circa 7 – 8 ore al giorno (chi più, chi meno). Tu puoi anche pensare a un progresso tecnologico (come i viaggi velocissimi) che fanno risparmiare tempo, ma arriverà un punto in cui quella persona deve dormire.
    Quelle 8 ore di sonno sono comunque 8 ore “buttate via” (ossia non produttive) inevitabili.
    Non avrà mai senso dunque un’innovazione tecnologica che ti fa risparmiare quelle ore. Perché in quelle ore non puoi continuare a lavorare, devi comunque fermarti per dormire. E se devi dormire allora puoi anche farlo mentre viaggi “lentamente”.
    Di fatto il progresso trova un limite nelle nostre limitazioni umane.

  3. Mauro says:

    @JS

    Però la sveglia “del 2017” (slide 7) sarebbe grandiosa 🙂

  4. stephen says:

    @kheimon

    non è affatto vero. vedi come la nuova “rivoluzione” delle linee aeree sia io 747 dreamliner, che a volte può anche essere più lento ma… collega i piccoli centri. addio grandi hub. come vedi la strada del concorde era sbagliata.

    l’hyperloop è una cazzata in se, tra l’altro. alla “dimostrazione di musk” ci mettevano 30 min solo a depressurizzare 1 miglio di tubo. se l’imbarco dura ore per aspettare la depressurizzazione ciao ciao. senza contare che ogni piccolo “bozzo” sul tubo lo farebbe collassare; infattibile sulla sicurezza

  5. mattia says:

    l’hyperloop è una cazzata in se, tra l’altro. alla “dimostrazione di musk” ci mettevano 30 min solo a depressurizzare 1 miglio di tubo.

    Questa cosa mi ricorda il maglev all’aeroporto di Shangai. Presi quello al posto della metropolitana per curiosità (e anche perché il prezzo, che era effettivamente superiore di molto alla metro per le mie tasche era comunque basso).
    Ebbene, arrivai poco dopo che era partito un maglev. Dovetti aspettare una dozzina di minuti per il successivo. In pratica passai più tempo ad aspettare che non durante il viaggio.

  6. shevathas says:

    il progetto potrebbe avere scopi “dimostrativi” più che di esercizio commerciale vero e proprio; una sorta di prototipo per dire: vedete come siamo stati bravi e cosa siamo stati capaci di fare; questo è il prototipo e funziona, adesso vediamo di utilizzarlo in aree più “critiche”.
    Considera anche che molte località son pronte a scucire $ per partecipare alla sperimentazione e usarla indirettamente per farsi pubblicità, come capitato ad esempio per le passerelle sul lago d’iseo.

  7. mamoru says:

    se miniaturizzi al punto di arrivare a livello atomico mi sa che il limite e’ li’ in agguato.
    cosi’ come le ottimizzazioni in meccanica hanno dei limiti di costi e materiali (quelle serie non quelle fatte a cazzo di chi guarda i colori del fem senza criterio).
    poi uno puo’ cercare altre strade, ma all’infinito no. prima o poi arriva l’asintoto . o la fine delle risorse. a scelta 🙂

  8. Kheimon says:

    @stephen: rispondi con dettagli tecnici in merito a una tecnologia che vedrai probabilmente fallire durante il corso della tua vita. Io sto parlando di processi centenari.

  9. camicius says:

    non è affatto vero. vedi come la nuova “rivoluzione” delle linee aeree sia io 747 dreamliner, che a volte può anche essere più lento ma… collega i piccoli centri. addio grandi hub.
    Ehm, contemporaneamente Boeing ha aggiornato il 747 con la versione 800, e Airbus produce il più grande aereo passeggeri di sempre, il A380.

    Quindi, no, il sistema di trasporto sarà sempre basato su grandi hub (magari non così grandi, ma comunque grandi) e feeding dagli aeroporti più piccoli.

    Considera anche che molte località son pronte a scucire $ per partecipare alla sperimentazione e usarla indirettamente per farsi pubblicità, come capitato ad esempio per le passerelle sul lago d’iseo.
    Le passerelle sul lago d’Iseo erano un’opera d’arte, non una sperimentazione. E i soldi scuciti sono stati pochissimi (qualcosa come 3 milioni di euro, di cui uno e mezzo a carico di Christo) recuperati nei primi 2-3 giorni con tasse di soggiorno e tutto il cinema che girava intorno alla cosa.
    Ah, mi confessava la gente di Iseo e Sulzano che dopo quell’evento sono comparsi i cinesi da quelle parti. Mai visti prima hanno cominciato ad arrivare.

  10. Max says:

    Sempre pessimisti!
    1) Fare il tubo tra Praga e Brno
    2) Divulgarlo
    3) Aspettare l’invasione dei super-manager niuiorchini

  11. Mauro says:

    1) Fare il tubo tra Praga e Brno
    3) Aspettare l’invasione dei super-manager niuiorchini

    4) Rendersi conto che detti super-manager non capiscono un tubo.

  12. ZioPippo says:

    Le passerelle eran anche una forma di pubblicità per chi realizzava il sistema di “robi” interconnessi che le costituiva. Così almeno si diceva nei vari servizi.

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