[feic nius] Le aperture dei negozi in Europa

April 20th, 2017 by mattia | Filed under bufale, perle giornalistiche.

L’Italia senza restrizioni, unico Paese in Europa
L’Italia è l’unico Paese europeo che non prevede alcuna restrizioni di orari (e di aperture) per festivi e superfestivi.

feic nius su corriere.it

Se c'è da fare qualcosa contro le feic nius è dare una martellata sui diti a tutti quei giornalisti che iniziano un periodo scrivendo "l'Italia è l'unico paese europeo che..."
Sì, perché il più delle volte  per questi signori (e per coloro che forniscono loro i dati farlocchi) l'Europa si limita a cinque o sei paesi scelti accuratamente per far risultare quello che vogliono.

In questo caso il corriere pubblica i dati di Confcommercio che paragona le leggi italiane sulle chiusure festive dei negozi con le leggi di Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito. Come se tutta l'Europa fosse lì.

La Finlandia non è in Europa dunque, e neanche la Polonia, La Svezia, il Portogallo o la Rep. Ceca. Perché io mica lo so com'è la legge sulle aperture festive dei negozi in Finlandia, ma so com'è in Rep. Ceca. E vi assicuro che non ci sono limitazioni nemmeno qua. Se vuoi tenere aperto un negozio 365 giorni all'anno (o 366 negli anni bisestili) lo puoi fare. Un mio studente lavora nella piccola bottega di alimentari dei genitori e mi ha detto che non chiudono mai, sono aperti tutto l'anno, anche a Natale e a Pasqua (anche perché sono atei di origine vietnamita, quindi non gliene frega molto delle festività cristiane).

Anche qui non c'è alcuna restrizione. Che l'italia sia l'unico paese europeo senza restrizioni è quindi una balla colossale. Una balla che hanno sostenuto scegliendo accuratamente i paesi a cui paragonare l'italia (e non ditemi che hanno scelto i paesi più grossi per semplicità, ché il Belgio ha quasi la stessa popolazione della Rep. Ceca).

La cosa bizzarra è che c'è questo documento della stessa Confcommercio in cui si legge che i paesi senza alcuna restrizione all'apertura il sabato e la domenica sono:

Bulgaria
Croazia
Rep. Ceca
Danimarca
Estonia (ad eccezione della vendita d’alcool)
Ungheria e Islanda (la chiusura è solo consuetudine)
Irlanda
Lettonia
Lituania
Norvegia
Polonia
Romania (la chiusura è solo consuetudine)
Slovacchia
Slovenia
Svezia.

In alcuni di questi paesi, come la Slovacchia, ci sono restrizioni solo per giorni come Natale e Pasqua. Per il resto liberi tutti.

Già, l'italia è l'unico paese senza restrizione alle aperture festive dei negozi. Proprio.

Ballisti fino al midollo.

6 Responses to “[feic nius] Le aperture dei negozi in Europa”

  1. Paolo says:

    Che poi la liberalizzazione delle aperture dei negozi sarebbe un’ottima opportunità per creare posti di lavoro (anche occasionali) per persone che devono guadagnare qualcosina (come gli studenti) e che hanno orari complementari a quelli dei dipendenti di suddetti negozi. Ma si è appena fatta una battaglia senza quartiere contro i voucher, male assoluto del mondo del lavoro, quindi il risultato è che nessuno farà questi lavori occasionali (o li farà in nero) e i dipendenti regolarmente assunti faranno orari allucinanti per poter avere i negozi aperti sette giorni su sette. Al solito, invece di utilizzare queste forme di liberalizzazione come un’opportunità, si va contro per poter avere una facile presa sul pubblico (o avere un facile consenso elettorale).

  2. ava says:

    Pretendere di regolare aperture e chiusure è come imporre strade a scorrimento solo per le carrozze trainate dai cavalli sperando che le auto vendano meno.
    Il negozio tradizionale è destinato a chiudere, sostituito da Internet , per il 99% dei casi .
    La questione sugli orari è ridicola perchè ormai nelle famiglie lavorano donne e uomini, per cui una coppia che lavora in bottega come può fare la spesa ?? Deve chiedere ferie???

    Ad esempio io adoravo i negozietti che avevano di tutto in Giappone aperti 24 ore al giorno. Se ce ne fossero qui in Italia , farebbero buoni affari , anche perchè sempre più gente lavora di notte e magari non sarebbe dispiaciuta di trovare un buco aperto dove mangiarti un pasto precotto, leggerti il giornale e comprare una minkiata per il bambino , alle 4 della mattina , dopo che hai finito le misure acustiche di un impianto…

  3. Mauro says:

    Che poi è vero che qui in Germania ci sono restrizioni, ma meno (e meno rigide) di quelle che segnala il Corriere.
    Le informazioni sulla Germania sono semplicemente sbagliate.

  4. mamoru says:

    @ava
    la densita’ di servizi e clienti che puoi avere in giappone gli rende le cose piu’ facili. tuttavia anche qua stanno iniziando a chiudere di notte, vuoi perche’ non trovano gente per fare un lavoro di merda dove spesso non pagano le straordinarie (vabbe’ non solo li…) e la gente viene chiamata a casa a tutte le ore dal capo con pochissimo preavviso sui cambi turno, vuoi perche’ quelli che gestiscono invecchiano e non ci stanno piu’ dentro.
    senza parlare della maggiore facilita’ di fare nero, falso in bilancio, di tenere merdaccia come l’oden senza particolari precauzioni sanitarie etc…

  5. Shuren says:

    Sussidiarietà, partendo dagli enti locali.

    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-03-31;114!vig=

    (la stringa !vig= del permalink carica il documento nella situazione in cui si trova alla data di consultazione)

    In particolare, il Titolo IV, relativo all’orario di apertura e chiusura.

  6. AQ says:

    Non citi il fatto che in Polonia, per es, gli “alkohole” sono aperti quasi 24/7.A quanto pare non muore nessuno, ne’ i polacchi sono meno cattolici per questo (anzi!). Cio’detto in Italia resteranno quasi solo : (a) vecchi; (b) personaggi di scarso valore e raziocinio, elettori dei 5s e fan di Di Maggio; (c) migranti africani di indole profittatrice e scarse attitudini al lavoro e alla produttivita’. I paesi dell’est hanno vissuto da troppo poco i regimi comunisti per esser ridotti cosi’ .

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