Legge anti bufale: esempio pratico di applicazione

April 6th, 2017 by mattia | Filed under bufale.

Sicché, la Germania dunque ha approvato la legge contro le feic nius (o meglio, è solo un primo passo, la legge non è approvata in via definitiva a quanto ho capito, confermate tedescofoni?).

In realtà è una legge su feic nius e reati d'odio, due cose che c'entrano l'una con l'altra come la nutella con la merda, ma vengono confuse appositamente per scopi politici (ma ne parleremo un'altra volta). Per adesso restiamo solo all'aspetto delle feic nius.

Quando qualcuno prova timidamente a obiettare che una legge del genere si presta all'istituzione di un tribunale della verità i soliti cagnolini della boldrinova ribattono parlando di informazioni palesemente false.
Allora vi propongo un po' di informazioni palesemente false che vengono diffuse su internet. Quelle informazioni che secondo queste proposte dovrebbero essere cancellate di gran lena se non vuoi vederti arrivare i quattro sceriffi della boldrinova (o della Merkel) a casa ad arrestarti.

  • Gli immigrati ci pagano le pensioni.
    È una bufala, e anche parecchio grossa. Quando paghi i contributi acquisisci automaticamente un credito che puoi incassare in futuro, non regali i soldi a nessuno: li presti allo Stato, poi però lo Stato deve ridarteli (sotto forma di pensione). Dire che gli immigrati ci pagano le pensioni è come dire che la banca ti regala la casa perché ti ha prestato i soldi per comprarla. Una idiozia che direbbe solo un asino ragliante.La prossima volta che uno sul feisbuc scrive "gli immigrati ci pagano le pensioni" dovrebbero intervenire gli sceriffi a cancellargli il post perché palesemente falso.

  • Le donne sono pagate meno degli uomini
    Bufala che in inglese passa sotto il nome di gender pay gap. È una balla: quando mostrano che le donne sono pagate il 23% in meno degli uomini fanno una media di tutti gli uomini e di tutte le donne. Non prendono in considerazione le paghe a parità di mansione (come dovrebbero). In media le donne vengono pagate di meno perché fanno lavori che sono pagati meno.
    Non perché il datore di lavoro le guarda in faccia e dice "a te do meno perché sei donna".
    Molte donne fanno - liberamente! - scelte di vita che le porta a fare lavori pagati meno, non è che sono pagate meno per il medesimo lavoro.Quindi la prossima volta che qualcuno parla di questa differenza di paghe tra uomini e donne senza considerare le paghe a parità di mansione deve scattare l'allarme rosso: arriva la boldrinova a cavallo fa irruzione in casa tua e ti cancella il post.

  • Esiste un'emergenza femminicidio
    No, non esiste. È una bufala. L'italia ha uno dei tassi più bassi di omicidi femminili del mondo. Ed è stabile da anni (è un fondo statistico). È un'emergenza inventata, sono i numeri a dirlo.
    La prossima volta che qualcuno parla di emergenza femminicidio, track... scattano le manette e il multone.

  • Gli immigrati sono una risorsa per il fisco italiano.
    Bufala. Gli immigrati pagano meno tasse a persona degli italiani, e gli esborsi per fornire loro i servizi sono ben maggiori delle tasse che pagano. Risultato? Per il fisco gli immigrati sono un peso, non una risorsa.
    Ti azzardi a scrivere sul tuitter che gli immigrati sono una risorsa perché pagano tante tasse? Ti cancellano il profilo tuitter perché hai detto una cosa palesemente falsa. FEIC NIUS!

  • Le auto elettriche hanno emissioni zero
    No, idiota che non sei altro. Non hanno emissioni zero, spostano solo le emissioni dal tubo di scappamento a dove viene prodotta l'energia elettrica. E visto che nel mondo non hai modo di produrre tutta l'energia elettrica per tutti i veicoli da fonti pulite dire che le auto elettriche hanno emissioni zero è una FEIC NIUS.
    Lo scrivi sul feisbuc? Arriva l'FBI ad arrestarti e viene ordinato a Zuc di cancellarti il post.


E questo è solo qualche esempio di bufale, di feic nius, di informazioni palesemente false che dovrebbero essere sanzionate da un legge che sanziona le bufale.
Nel frattempo però non pensate nemmeno di sanzionare con una legge del genere quelle che voi ritenete bufale e che non lo sono. Spesso infatti esiste il curioso fenomeno della bufala uomo di paglia.
Ossia, si smonta una bufala che non ha mai sostenuto nessuno. Classico esempio.

  • Non è vero che i migranti prendono 35 euro al giorno! Quei soldi servono per pagare vitto, alloggio...agli immigrati restano in mani pochi spiccioli! BUFALA, BUFALA, BUFALA!

  • Ma guarda che mica ho detto che i migranti prendono 35 euro al giorno. Ho detto che ci costano 35 euro al giorno. E questo è innegabile.

  • BUFALA! Non diamo 35 euro ai migranti! BUFALA! Feic nius! Ti faccio arrestare.

  • Ma io non ho mai detto che diamo 35 euro ai migranti. Ho detto che allo Stato italiano costano quella cifra. Che poi vadano alle cooperative che forniscono vitto e alloggio a me importa poco, dalle tasche dello Stato quei 35 euro escono comunque.

  • [turandosi le orecchie] BUFALA! BUFALA! BUFALA!


Lo scopo di questo teatrino è semplice: sbufalare qualcosa che - sostanzialmente - nessuno sostiene per poter appiccicare l'etichetta BUFALA a qualsiasi argomento è vagamente simile. La gente sente "35 euro" e lo associa così alla parola bufala anche se di bufala non c'è niente.
Il problema è che questo meccanismo può funzionare a livello mediatico, ma non a livello legale. Se anche sanzioni delle affermazioni palesemente false pubblicate su internet non potrai mai punire chi dice un'affermazione corretta come questa. Perché davanti alla legge non puoi usare una bufala uomo di paglia. Funziona a livello mediatico, ma a livello legale no. Perché, riprendendo l'esempio qui sopra, dovresti dimostrare che l'affermazione "i clandestini costano allo Stato 35 euro al giorno" è falsa. E non puoi dimostrarlo perché invece è vera.

Morale della favola: pensateci bene prima di approvare una legge del genere, perché se applicata veramente punirebbe i cazzari. Non punirebbe i vostri nemici, come vorreste voi. Non punirebbe chi dice cose che non vi garbano. Punirebbe chi dice cazzate. E siccome ne dite tante vi si ritorcerebbe contro.
Siete sicuri che vi convenga? Lo dico per voi...

19 Responses to “Legge anti bufale: esempio pratico di applicazione”

  1. Claiudio says:

    Ma guarda che mica ho detto che i migranti costano 35 euro al giorno
    Sicuro che non volevi scrivere prendono?

  2. Mauro says:

    Non mi sono interessato a come è formulata la legge sulle fake news in discussione qui in Germania. Rimedio e poi ti dico.

  3. stephen says:

    io continuo a pensare che lo scenario di “so, you’ve been publicy shamed” di jon ronson (o “i giustizieri della rete” in italiano con la solita traduzione di merda) stia diventando vero a tutti i livelli.

    si sta davvero perdendo il senso dell’istituzione, della correttezza; è una salem generale.

    leggevo un po’ di giorni fa nei commenti di (sigh) selvaggia lucarelli che secondo alcuni (lei compresa) era giusto ragliare sui social contro chi “era cattyvo, razzysta e poco puccioso” e farlgi perdere subito il lavoro, così, accazzo.
    se continua così la mimetizzazione diventerà una questione di sopravvivenza.

  4. mattia says:

    Sicuro che non volevi scrivere prendono?

    refuso corretto. grazie.

  5. Shuren says:

    “se continua così la mimetizzazione diventerà una questione di sopravvivenza”

    Vantaggi e svantaggi dei vecchi forum PHP, forumfree e forumcommunity.

    Ricordate?

    Tantissimi anni fa, avere un nickname era cosa normale. Era inconcepibile esporre dati privati. In un forum, la foto di un utente era un eventone memorabile.

    Adesso invece è tutto pubblico e avere un nickname ti bolla come persona strana. La mimetizzazione, ripeto ha vantaggi e svantaggi. Tra gli svantaggi, a meno che tu non voglia interpretare appositamente un personaggio di fantasia, c’è che gli altri utenti non percepiscono una persona. Esisti a malapena o se esisti, comunque non sei meritevole di esprimere opinioni. Vali di meno. Ci sono alcuni “amici” che mi hanno rimosso da Facebook subito dopo che ho cominciato ad usare un nickname. Non si sono neanche presi la briga di controllare i messaggi scambiati e quindi avere riscontro che alla fine ero sempre io. PUF, improvvisamente ero uno sconosciuto.

    La fallacia “ad hominem” poi è meno gustosa se deve essere scagliata contro di te che hai un nickname e non hai pubblicato dati personali.

    E’ difficile da spiegare. Le nuove generazioni non possono capirlo. Chi è più anziano ed ha usato diverse piattaforme nel tempo invece sì.

  6. Mauro says:

    Allora, ho trovato la proposta di legge tedesca in questione.
    Prima di entrare nei dettagli, due osservazioni:
    1) Il nome ufficiale è “Netzwerkdurchsetzungsgesetz”, che letteralmente tradotto significa “Legge di imposizione in (sulla) Rete”.
    2) Vari giuristi hanno già detto che è almeno in parte incostituzionale e non conforme al diritto europeo.

  7. Mauro says:

    Adesso con calma me la leggo… ma sono 31 pagine…

  8. shevathas says:

    “Le donne sono pagate meno degli uomini”.

    A questa frase rispondo con “il numero di infortuni sul lavoro degli uomini è circa il doppio di quello delle donne” (fonte INAIL, tabella 1.4 http://dati.inail.it/opendata_files/downloads/daticoncadenzasemestraleinfortuni/Tabelle_nazionali_cadenza_semestrale.pdf).
    Stranamente la mia risposta porta a cambiare discorso.

  9. shevathas says:

    @Stephen

    Dovrebbe fare attenzione; a giocare a fare i piccoli Robespierre spesso si finisce a lasciare la testa sulla ghigliottina che si è amorosamente costruito. Casi, anche recenti, ne son capitati a bizzeffe.
    Per il resto: “verba volant, scripta manent”, meglio usare cautela quando si lascia qualcosa di scritto.

  10. Kheimon says:

    La legge non si ritorcerà contro i bufalari
    “veri” perché non credo serva per essere usata fino in fondo ma principalmente a scopo intimidatorio per utenti e piattaforme.

  11. andreaber says:

    Forse il tuo penultimo commento nel post sul femminicidio che hai linkato dovrebbe fare da contraltraltare a questo articolo.
    http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/01/femminicidio-non-esiste-dice-negazionista/
    In sostanza dice che il femminicidio esiste in quanto alcuni uomini uccidono le donne a causa del rapporto violento e machista che hanno col l’altro sesso.
    Ok ma con questa scoperta dell’acqua calda come fai a scorporare i dati dagli altri omicidi di donne senza essere un telepate ed affermare che esiste un’emergenza?
    Di fatti si limitano a ribadire che il femminicidio è un fenomeno reale perchè alcuni uomini uccidono le donne per i motivi di cui sopra ma con questo non credo abbiano fatto la scoperta del secolo. E questa considerazione non ci dice nulla sul fatto che sia in corso o meno un’emergenza.

  12. mattia says:

    @andreaber

    L’emergenza, di per sé, la vedi se oggi hai 100 omicidi all’anno, mentre l’anno prima ne avevi 80, due anni fa 60 e quello prima 40.
    Se la tendenza è opposta o, come nel nostro caso è costante, significa che non c’è un’emergenza.
    Poi parliamo pure delle cause, ma questo strillare all’emergenza è fuori luogo perché si inventa un fenomeno che non esiste.

  13. Mauro says:

    Sto finalmente leggendomi la proposta di legge tedesca in questione.

    Già comincia bene nell’introduzione in cui descrive il problema da risolvere: “Mediante l’incitamento all’odio e altri contenuti penalmente perseguibili chiunque può venire discriminato […]”.
    Ma beline… se sono già cose penalmente perseguibili, a cosa serve una nuova legge? Applicate quelle già esistenti, no?

  14. Faber says:

    @ shevathas

    La tabella B6.4 degli infortuni mortali 2011-2015 è ancora più interessante:
    – maschi 91%
    – 9-10 maschi ogni femmina
    – femmine: 56% in itinere (211), 25% sul lavoro con mezzo di trasporto (93), 19% sul lavoro senza mezzo di trasporto (70)
    – maschi: 24% in itinere (853), 26% sul lavoro con mezzo di trasporto (946), 50% sul lavoro senza mezzo di trasporto (1.773).
    – rapporti assoluti maschi a femmine: in itinere 4 a 1, sul lavoro con mezzo di trasporto 10 a 1, sul lavoro senza mezzo di trasporto 25 a 1.

  15. Mauro says:

    Comunque, portando avanti la lettura si scopre che la proposta di legge tedesca non è una legge contro hate speech e fake news, bensì una legge per estendere l’applicazione delle leggi preesistenti ai socialcosi e ai vari forum/blog/ecc e definire strumenti e pene al proposito.

  16. shevathas says:

    @mauro ma le leggi non dovrebbero già coprire quei casi? o dobbiamo fare una legge contro calunnie e diffamazioni specifiche per i social?

  17. Mauro says:

    @shevatas

    In teoria sì. Ma dato che quelle leggi non citano esplicitamente i socialcosi, certi legislatori credono sia necessaria una nuova legge.
    Comunque sto scrivendo un articolo sulla legge in questione (anche su invito di Mattia). Lo pubblicherò domani… non so però a che ora 🙂

  18. Jonny Dio says:

    A mio avviso, tutto questo fermento istituzionale intorno al tema delle cosiddette fake news (in italiano balle, che a noi Albione ci fa una pippa) non è animato da un’improvvisa passione per la verità, o, nel caso della Boldrini, da qualche risentimento per essere stata oggetto delle balle in questione. Secondo me c’è dell’altro, ci si sta rendendo conto che, a furia di riempire la rete di cazzate, il bel risultato è che nessuno crede più a niente, e questo mitiga di molto gli effetti della propaganda. I tempi in cui, con relativa facilità, si spacciavano le prescrizioni per assoluzioni (solo a titolo di esempio), sono finiti, da qui la necessità di trovare un rimedio.
    Ma qualsiasi soluzione immaginata per questo “problema” passa necessariamente da un qualche tipo di censura per poter funzionare, nessuno finora è stato in grado di proporre qualcosa che non la contenga. E questo è il punto. Qua non si cerca di difendere la verità, ma di mantenere il monopolio delle balle, è questo il vero problema.