Da dove ripartire

March 14th, 2017 by mattia | Filed under riflessioni.

Lo scorso fine settimana mi sono fatto 2000 km in 49 ore.
Praga - Lecco - Praga.
Qualche quintale di effetti personali trasferiti nella mia residenza boema: ora ai piedi del Resegone non c'è più niente che mi appartiene. Sono via per sempre.

Sentimentalismi a parte, per il viaggio ho affittato un Fiat Doblò Maxi a CNG. Bel veicolo, molto spazioso per contenere tutte le mie cose e con il motore decisamente potente (anche da carico facevo 150 km/h senza problemi).

L'unico problema è - appunto - che va a CNG. Che da una parte è una cosa positiva perché spendi poco, ma dall'altra devi trovare i benzinai che lo erogano, il CNG. Arrivato in Lombardia mi sono diretto a fare il pieno da uno dei pochi che c'erano nei paraggi.

Io non lo sapevo, ma in italia il CNG non lo puoi fare da solo, c'è sempre un operatore che te lo fa. Non so perché è così. Qualcuno mi ha poi spiegato che è una cosa di legge, sono obbligati a inserirti loro la pistola. Forse perché la legge italiana suppone che i guidatori di auto a CNG siano tutti pistola che non sanno infilare la pistola. Be', all'estero - Rep. Ceca, Germania e Austria per esperienza personale - il CNG te lo fai da solo e paghi in automatico con la carta o alla cassa. Esattamente come per tutti gli altri tipi di carburante. Perché non si possa fare in italia è un mistero. Se lo si fa anche all'estero non ci sono ragioni tecniche che lo vietino in italia.

Ad ogni buon conto, io non lo sapevo. Era la prima volta che guidavo un'auto a CNG in italia. Ebbene, vado dal benzinaio, mi accosto alla pompa e quello m'infila la pistola.
E aspetto.
Scendo dall'auto e vedo che la colonnina segna 0.000. L'addetto - un tizio sui quarant'anni pelato sopra ma coi rasta sui pochi capelli rimasti - se ne va verso l'altra automobile al lato opposto della colonnina. E io lì come un picio.
Lo schermo segna ancora 0.000: che si fa? Lo chiamo.

  • Mi scusi, devo farlo partire io qua?


Nessuna risposta.

  • Signore, mi scusi?


Provo ad attirare la sua attenzione ma niente.
Allora commuto io il selettore su ON. Anche perché il mio dubbio era che poi questo tizio venisse a dirmi "cosa fai lì impalato? pensi che il rifornimento inizi per opera dello spirito santo?".
Tra l'altro, uno può anche comprendere che non si fidino degli utenti nell'inserire la pistola e pretendano che lo faccia una persona specializzata dopo un corso professionale di 45 secondi. Ma per azionare il rifornimento che problema c'è? Si tratta di girare un selettore, di premere un pulsante, di alzare una levetta. Che problema può esserci a farlo fare all'utente (poi scoprirete perché). Anche perché in generale dovrei decidere io quanto metterne di CNG, no?

Così giro io il selettore sul ON. Sorprendentemente l'operatore pelato coi rasta si sveglia dal torpore e mi prende a male parole.

  • oh, che cazzo fai? qui tu non tocchi niente, hai capito?


Segue lauta sequenza di insulti. Così, senza neanche un po' di riscaldamento, è partito in tromba.
Che io dico, uno può anche fare una discussione, scaldarsi e arrivare alle parole forti. Ma questo è partito subito con gli insulti. Verso un cliente che non capiva cosa stava succedendo.

Io non so cosa avesse quel tipo per essere così nervoso. Forse facendo il benzinaio non poteva fumare quanto voleva ed era in astinenza da sigarette farcite. Forse la sera prima aveva visto sua moglie a letto con un nigeriano che aveva il cazzo spesso il doppio del suo. Forse era un laureato in filosofia convinto di meritare un lavoro un po' più di concetto rispetto all'inserire pistole negli attacchi delle auto a CNG.
O magari era stanco di questi stranieri che pretendono di fare rifornimento da soli.
Vallo a sapere.

Fatto sta che quando ha finito il rifornimento all'altra auto ha iniziato il mio. Eh, la grande tecnologia della Brianza che conta: mettono giù due pompe per il CNG però ne va solo una alla volta.
Per quello dovevo aspettare.

Ora, costava così tanto dirmi "aspetti signore, aspetti cortesemente che finisco quest'auto e poi inizio il rifornimento alla sua. Purtroppo va una pompa alla volta, le chiedo di portare pazienza" ?
Mi avesse detto così avrei accettato la spiegazione senza problemi. Rimaneva una cosa ridicola ma amen, non ce ne poteva niente lui.

Invece mi ha coperto di insulti senza nemmeno dirmi buongiorno. Ed è andato avanti a insultarmi.
Tra l'altro quando gli ho detto di darmi del lei, innanzitutto, ha avuto la faccia tosta di dirmi che ero più giovane di lui quindi poteva darmi del tu. Come se fosse una cosa che decidi tu a chi dare confidenza, non una cosa che ti concedono gli altri. Incredibile.

Io non voglio che la gente sia mielosa come in giappone. Lo sapete bene perché l'ho raccontato più volte. Quella falsa gentilezza mi dava persino ai nervi. A me basta solo che la gente, specialmente quella che ha a che fare con la clientela, sia educata. In Rep. Ceca i commessi, i camerieri, gli impiegati a contatto con il pubblico sono normalmente simpatici come il buco del culo. Ti servono ma non aspettarti un sorriso, una frase cordiale, un gesto di gentilezza. Avete presente Natolia dei bulgari? Ecco. (anche se le cose con il tempo stanno lentamente migliorando)

Sono freddi e poco simpatici, ok. Ma mai si permetterebbero di insultarti. Al massimo ti ignorano, ti dicono ne con lo sguardo gelido oppure borbottano sotto i baffi, ma non ti prenderebbero a male parole come a fatto quel benzinaio senza nemmeno un po' di riscaldamento.

Ho provato a immaginarmi la scena ripetuta da un benzinaio di queste parti e non riuscivo a traslarla. Una volta stavo buttando del pattume che avevo in macchina nel cassonetto del benzinaio e l'addetto mi ha chiesto di non farlo, che era riservato alla stazione di servizio, non era per i clienti. Anche lì stavo facendo una cosa "contro le regole" ma mi hanno detto di non farla con educazione, dicendo prosim vas, e dandomi del voi. Non è che mi hanno aggredito dicendo "co delaš, ty čuraku". Se proprio vuoi litigare devi essere tu il primo a scaldarti.
Nessuno qui si sognerebbe di darmi del tu se non glielo consento. È una questione di decenza.

Io non sono in grado di capire cosa c'è dietro questo nervosismo. Dietro il fatto anche un benzinaio si permetta di comportarsi così con una persona che nemmeno conosce (per quanto ne poteva sapere lui io potevo anche essere una persona capace di rovinargli la vita).
Non voglio fare un'analisi sociologica. Mi limito a osservare un imbarbarimento che mi sconvolge.

Se c'è un punto da cui bisogna ripartire forse è proprio questo: l'educazione, il tenere le distanze, il non prendersi confidenze, il dare del lei a chi non si conosce, il dire per cortesia, il chiamare signore uno sconosciuto, in generale il comportarsi in pubblico come se fossimo lord inglesi o commessi in una merceria degli anni '30. Che poi banalmente significa solo essere educati, non c'è bisogno di scomodare i lord inglesi.

 

8 Responses to “Da dove ripartire”

  1. MarcoB says:

    Come possessore di auto a CNG residente in Italia ho atteso per anni l’evento di “allineamento al resto d’Europa”, ma ormai mi sono rassegnato.

    La motivazione è tecnico/storica: in Italia sulle auto a CNG è sempre stato montato un bocchettone di ricarica non meccanicamente compatibile con le boccole di sicurezza (quelle che NON ti permettono di staccare il tubo dall’auto senza PRIMA girare il deviatore).

    Ciò rende pericolosa l’operazione, perché se ti dimentichi di girare la levetta e stacchi il tubo ti fai male o fai danni, anche gravi.

    Tutti gli installatori di impianti aftermarket e mamma FIAT hanno storicamente montato solo questo tipo di bocchettone “stupido”, i distributori si sono adattati e di conseguenza la legge impone la presenza di un operatore addestrato.

    Nel resto d’Europa, nel frattempo, è nato il bocchettone NGV1, compatibile con le boccole di sicurezza, che ormai sono diffuse OVUNQUE tranne che in Italia, con le quali NON puoi staccare il tubo senza PRIMA aver ruotato il deviatore scaricando la pressione residua.

    Tutti i marchi di auto si sono adeguati tranne FIAT (oddio, forse ora ce l’hanno fatta anche loro, con 15 anni di ritardo), ma ormai la frittata è fatta e la distribuzione automatica ce la sogneremo ancora a lungo.

    Nel tuo caso specifico, poi, il problema è aggravato dal compressore sottodimensionato: con due carichi contemporanei non è in grado di garantire i circa 200 bar minimi sindacali, e sapendo quanto si lamentano i metanisti se il pieno è scarso, il gestore agisce di conseguenza 🙂

  2. MarcoB says:

    PS: detto ciò, un cafone è un cafone, su questo non si discute. Se penso a quante discussioni in 10 anni per un’idiozia come fare il pieno ad un’auto…

  3. mattia says:

    Nel tuo caso specifico, poi, il problema è aggravato dal compressore sottodimensionato:

    Tra l’altro da alcuni conti spannometrici mi è sembrato che nei distributori italiani riempissero di meno il serbatoio.
    È solo una mia impressione o la pressione è più bassa?

  4. MarcoB says:

    La pressione nominale è 214 bar, se non ricordo male.

    Ma va da sè che il lavoro più grosso, da parte del distributore, è fatto per riempirti quegli ultimi due chiletti per i quali sono necessari veramente i 214 bar, percui moltissimi gestori lasciano la pressione un pelino più bassa. Il risparmio elettrico (e di usura meccanica) che hanno compensa il minor gas che ti vendono.

    Inoltre, se il conto lo hai fatto sui km (e non sui kg caricati), anche la qualità del gas è rilevante.

    In Germania e Austria usano miscele con potere calorifico più alto (sono più asciutte e con tanto CH4 rispetto al resto), mentre da noi purtroppo c’è spesso molta umidità e percentuali non irrisorie di propano/butano nel gas naturale. Il sistema di iniezione (che è ovviamente retroazionato) se ne accorge e modifica la quantità di gas iniettato per compensare la qualità, aumentando di fatto il consumo.

  5. Beppe Grullo says:


    oh, che cazzo fai? qui tu non tocchi niente, hai capito?

    Segue lauta sequenza di insulti.

    E qui l’etichetta imponeva la risposta “uè giamaica, muovi il cu*o che facciamo notte!”

  6. Kheimon says:

    Hai ragione, è un fenomeno drammatico. Da quanto tempo non vai a Roma? Lì è peggio.

  7. mattia says:

    Da quanto tempo non vai a Roma? Lì è peggio.

    dal 2007.

    Devo dire però che a Catania lo scorso anno mi sono trovato decisamente meglio.
    Molto più cordiali.

  8. mamoru says:

    una amica romana mi confermava che c’e’ un problema di gente che e’ talmente esasperata che ti aggredisce per strada…
    tipo tassista vs pedone con il primo che vuol arrivare alle mani sul secondo (donna tra l’altro, segno che non discriminano di certo)