Finito

December 9th, 2016 by mattia | Filed under libri.
Non ci credo nemmeno io.

Ho iniziato a scriverlo anni fa per gioco su di un treno che mi portava a Kosice e oggi finalmente l'ho finito.
Mi riferisco ovviamente al mio libro di testo sull'elaborazione numerica dei segnali.

Oggi l'ho concluso. Devo ancora rileggerlo, correggere gli errori di battitura, tutte quelle cose lì... ma fondamentalmente il libro è finito. Tutto quello che volevo scriverci l'ho scritto. Oddio, in teoria avrei potuto aggiungere altri argomenti ma sono cose minori, magari in una prossima edizione.

Non avete l'idea della soddisfazione. È una cosa su cui mi sono concentrato come un mostro nelle ultime settimane tralasciando anche altre cose, quindi ora mi sento molto più rilassato.
Per fine anno spero di mandarlo in stampa definitivamente.

Colgo l'occasione per raccontare alcune cose che ho imparato da questa esperienza:

  1. Scrivere un libro di testo è una faticaccia.
    Soprattutto se è un libro di testo tecnico quindi con centinaia di figure. Ogni figura porta via tanto tempo. Tanto. Creare gli esempi pure. Anche se è un argomento che conosci a menadito scrivere un libro porta via tanto tempo. Quando sento parlare di questi progetti di libri di testo gratuiti mi domando se davvero c'è qualcosa di qualità dentro. Perché uno che regala pubblicamente una cosa che è costata così tanta fatica o è un benefattore oppure... be', oppure il libro non gli è costato così tanto lavoro (il più delle volte la risposta è la seconda: sono porcate copiaincollate da uichipidia senza rispettare il diritto d'autore, tra l'altro).

  2. Non piratate i libri di testo, stronzi
    Proprio perché costa tanto impegno scrivere un libro di testo fotocopiarlo è da stronzi.
    Lo so, l'autore di solito prende poco e si finisce spesso per ingrassare le case editrici. Ma se uno autopubblica e i soldi vanno veramente a lui allora se lo fotocopiate siete doppiamente stronzi.

  3. Scrivere un libro aiuta a colmare le proprie lacune
    Anche quelle che non sappiamo d'avere. Scrivendo questo libro sono stato obbligato a confrontarmi con argomenti che pensavo di sapere ma sui quali in realtà avevo qualche lacuna di cui mi sono reso conto solo perché mi sono messo a scrivere di quelle cose. Tu sei lì che scrivi e mentre scrivi ti vengono fuori dubbi a cui non avevi mai pensato. Così ti fermi, approfondisci e risolvi quei buchi nella tua preparazione.

  4. Non rimandate la formattazione
    Può sembrare una cosa secondaria rispetto al contenuto, ma porta via tempo.
    La prima cosa da fare è scegliere lo stile delle formattazione: pagina, caratteri, equazioni, figure... Non iniziate a scrivere finché non avete un modello pronto. Ogni cambiamento successivo sarà più faticoso, anche se usate gli stili e tutto il resto. Ve lo assicuro. Lo so che poi pensate "ok, tanto poi cambio tutto in due secondi". No, non è così.

  5. Usate il programma di videoscrittura giusto
    Io ho usato OpenOffice e ho sbagliato. OpenOffice fa cagare. È una merda, non è un programma. Io me li ricordo i coglioni che parlavano di OpenOffice come una meraviglia, tanto che volevano installarlo in tutte le pubblica amministrazioni in alternativa al Word brutto e cattivo perché non open e non frii.
    Io li impalerei tutti coi dei tubi innocenti.
    OpenOffice ha tanti di quei difetti che si potrebbe scrivere un libro sui suoi difetti. Usando un altro programma, ovviamente.
    Per quanto mi riguarda mai più OpenOffice. Non per un trattato tecnico così lungo. Prossimo scopo nella vita: imparare LaTeX.

  6. Idem con patate per i grafici
    Ho usato Octave. Fa cagare il cazzo.

  7. Non posticipate ciò su cui vi bloccate
    L'ho fatto più di una volta. C'erano punti in cui mi bloccavo e invece di risolverli mi fermavo lì, e aprivo un altro capitolo o paragrafo. Poi tornare indietro e riprendere in mano l'argomento dove vi eravate bloccati costa più fatica. E vi crea anche casini vari di organizzazione sulle figure.
    Scrivete in linea continua e non saltate di qua e di là.

  8. Non fate pause troppo lunghe
    Io ho fatto l'errore di lasciare mesi vuoti in cui non scrivevo niente (perché avevo altre priorità). Delle volte è indispensabile, ma se potete evitarlo è meglio. Meglio concentrare tutto il lavoro in pochi mesi continui che non spezzettarlo su tre anni. Ne va dell'efficienza.

  9. Fatelo in bianco e nero
    Semplifica molto la stampa (che diventa più economica) e vi assicuro che si può fare. Talvolta serve un po' più di sbattimento per fare immagini che si capiscano senza colori, ma alla fine risultano persino più chiare. Vedetelo anche come una sorta di minimalismo elegante, se ve ne sbattete il cazzo dei costi di stampa.

  10. Il risultato appaga
    E vale tutto il lavoro.


 

34 Responses to “Finito”

  1. Pippero says:

    Scrivere testi scientifici con LaTeX ha
    *) una curva di apprendimento molto ripida all’inizio
    *) una resa (migliorie di formattazione o impaginazione)/(tempo investito per apprendere pacchetti e funzioni giuste) che decade abbastanza rapidamente nel tempo, soprattutto per funzioni che vanno oltre i pacchetti standard di tipografia per formule matematiche.

    È vero che l’impaginazione è aggiustabile al punto tipografico, ma per testi con impaginazione complessa anche LaTeX ha i suoi limiti; a quel livello conviene studiarsi il funzionamento dei singoli pacchetti oppure conoscere TeX per scriverne di propri. Non credo che riscriverei la tesi di laurea in LaTeX.

  2. fgpx78 says:

    Innanzitutto Congratulazioni! Gran bel traguardo.

    Si dice che non si impari così bene nessun argomento se non insegnandolo, per quanto tempo lo si possa studiare. Ogni volta che insegno qualcosa me ne rendo conto, e scrivendo il tutto è persino amplificato, perché sei da solo e hai il tempo necessario a fare tutte le ricerche. Poi se hai fatto una full-immersion avrai pensato al libro giorno e notte… chissà quanti dubbi.

    OpenOffice è una merda. Lo provai ai tempo per 3 mesi, e poi mi comprai MS Office, che fra l’altro ancora uso senza problemi pur essendo la versione 2007.
    In LaTeX ho scritto la tesi, e devo dire che non era così male. Ma ai tempi gli editor erano una cosa penosa… non lo rifarei più.
    Semmai, per libri non tecnici io mi trovo bene con yWriter6, programma gratuito che aiuta molto a gestire i capitoli, le scene, le versioni e nel caso di romanzi anche personaggi, luoghi, timeline, …
    Salva ogni scena in RTF, quindi teoricamente compatibile con qualsiasi cosa, e fra le varie cose esporta anche in LaTeX, in ebook, … ma mi risulta non si possano inserire immagini nelle scene quindi magari sarà utile a qualcun altro che legge il tuo blog.

    Eh sì, le pause spezzano troppo. Otretutto con lunghe pause capita che lo stile di scrittura cambi totalmente e il libro risulti in tal senso spezzato in più parti.

    Comunque non vedo l’ora di vederlo!

    (Ah, riguardo al prezzo… mio fratello ha scritto un libro in collaborazione con il POLIMI sul ciclo ORC.
    Scontato costa 180€. Nuovo mi pare il doppio. Non chiedermi il perché ma la prima cosa che ho pensato è che qualcuno lo comprerà e lo fotocopierà per tutto il POLI…

  3. mattia says:

    Scontato costa 180€. Nuovo mi pare il doppio.

    Il libro? Costa 180 Euro?
    Seriamente?

    No, io lo butterò fuori a 18 euro, suppergiù.
    Nell’introduzione l’ho anche scritto: questo libro costa l’equivalente di 3 o 4 birre (in italia). Se pensi che valga meno di 4 birre sei un coglione.

  4. mattia says:

    Riguardo LaTex:
    non l’ho mai usato, mi sono sempre rifiutato di impararlo, ma a questo punto sto iniziando a pensare che devo ricredermi e imparare a usarlo.
    Poi magari ci sono difetti che non conosco e che lo rendono inefficiente ugualmente.

  5. Ugo says:

    NON CI POSSO CREDERE.
    Cioè, fammi capire, ti sei laureato, dottorato, insegni, fai da relatore… e non hai ancora imparato a usare LaTex?
    Toccherà riprenderlo in mano anche a me, per aiutare mia moglie con la tesi di dottorato, e tu sei ancora a zero?

    Non ci posso credere.

  6. fgpx78 says:

    Ai tempi LaTeX era molto inefficiente perché… era come programmare HTML.
    Editor di testo, tag, manuale. La morte.

    Qui si trova qualcosa per Mac: https://www.quora.com/What-is-the-best-LaTeX-editor-for-the-Mac
    Magari se ti puoi programmare delle macro per i comandi più usati finisce che ti ci abitui.

  7. mattia says:

    NON CI POSSO CREDERE.
    Cioè, fammi capire, ti sei laureato, dottorato, insegni, fai da relatore… e non hai ancora imparato a usare LaTex?

    praticamente come il 99% delle persone al mio livello che conosco.
    Si può vivere anche senza, tesoro.
    Non è mica indispensabile.
    Cosa hai fumato?

  8. Claiudio says:

    Mi riferisco ovviamente al mio libro di testo sull’elaborazione numerica dei segnali.
    Giusto un paio di settimane fa mi domandavo che fine avesse fatto il progetto.
    Son contento di sapere che a breve potrò comprartelo.

  9. Paolo says:

    Prossimo scopo nella vita: imparare LaTeX

    Se hai bisogno fai un fischio che ti posso suggerire editor e testi di riferimento per scrivere in Latex.

    Come in tutti i programmi di scrittura ci sono i pro e i contro e conoscendoli sai quando può esserti utile usare Latex rispetto a Word. Ad esempio per scrivere un articolo su due colonne da mettere su Arxiv, Latex è immediato e richiede molto meno impegno grazie ad alcuni pacchetti pensati per la scrittura di articoli scientifici. È solo un esempio, ma penso che conoscere un programma/metodo di scrittura in più è sempre utile.

    A parte questo, complimenti per la conclusione della scrittura del libro!

  10. Enrico says:

    Doppia stima per il risultato e per il coraggio di continuare ad usare LibreOffice.

    C’è in giro un sacco di gente che si riempie la bocca di quanto sia sufficiente Libre* per la maggior parte di noi ma probabilmente non ha mai scritto qualcosa di più complesso di un articolo con un paio di formattazioni o aperto un foglio di calcolo con funzioni e macro.

    Tornando in topic, scrivere un libro è un’esperienza davvero unica a livello formativo e tutti coloro che hanno scritto una tesi sperimentale o su argomenti poco sviluppati mi possono capire. La scrittura della tesi è la prima vera esperienza di scrittura per il pubblico cui siamo confrontati quasi tutti e anche per questo dovrebbe essere un momento da valorizzare e vivere con entusiasmo.

    Al momento la famiglia e formazione professionale richiedono priorità ma conto di pubblicare un mio libro entro il alcuni anni e comunque prima di lasciare questa terra 🙂

  11. mattia says:

    Doppia stima per il risultato e per il coraggio di continuare ad usare LibreOffice.

    Preciso solo che ho usato OpenOffice, non LibreOffice (che mi dicono essere meglio, ma non l’ho ancora testato a dovere)

  12. Beppe Grullo says:

    Complimenti, sicuramente sarà un libro interessante.

    Volendo ci sarebbe LyX per chi vuole una transizione un po’ più soft da Office al mondo LaTeX. A mio avviso l’editor migliore è TeXstudio, anche se ovviamente dipende dai gusti personali.

  13. mattia says:

    Volendo ci sarebbe LyX per chi vuole una transizione un po’ più soft da Office al mondo LaTeX

    Nello specifico cosa significa transizione soft? Meno sbattimento a imparare e più intuitività?

  14. Beppe Grullo says:

    Nel senso che l’interfaccia è grafica e puoi iniziare subito a scrivere senza conoscere LaTeX. Si può iniziare a scrivere come se fosse un documento Word, ovviamente con tutte le limitazioni del caso (ad esempio, se schiacci invio più volte ti va a capo una sola volta).
    Io iniziai con quello per la tesi, poi sono passato a TeXstudio una volta compreso il linguaggio. Comunque dipende dalla persona, alcuni preferiscono cambiare direttamente senza usare le interfacce grafiche

  15. Nicola says:

    Alternative per Octave? Visto che sto iniziando a usarlo adesso e Mattia mi sega in partenza con un “fa cagare”.

  16. Diego says:

    OpenOffice/Libreoffice è evidentemente inadatto ad opere professionali, anche se ha un passo di funzioni utili che a MS office mancano.
    Ai tempi usai anch’io LyX per LaTeX per la mia tesi e devo dire che è (era) un buon compromesso tra semplicità d’uso e potenzialità.

  17. mattia says:

    Alternative per Octave? Visto che sto iniziando a usarlo adesso e Mattia mi sega in partenza con un “fa cagare”.

    Allora, preciso un attimo.
    La cosa che più fa cagare è gnu plot, ossia la componente che consente di fare grafici.
    Per il resto ci sono dei diffettucci qua e là, ma tollerabili.
    Gnu plot invece no, una mazzata nei maroni.
    Se per te fare i grafici è una componente importante del motivo per cui usi octave stanne alla larga.

  18. Andrea Occhi says:

    C’è in giro un sacco di gente che si riempie la bocca di quanto sia sufficiente Libre* per la maggior parte di noi ma probabilmente non ha mai scritto qualcosa di più complesso di un articolo con un paio di formattazioni o aperto un foglio di calcolo con funzioni e macro.

    La maggior parte della gente non ha mai scritto nulla di più lungo di qualche pagina, né ha la più pallida idea di cosa sia una funzione, figuriamoci una macro. Quindi, sì, per la maggior parte della gente Libreoffice è più che sufficiente.

    Solo un pazzo può sostenere che qualunque software va bene per tutti gli utilizzatori possibili, anche per software molto generici come un browser, figuriamoci su un software specifico come un elaboratore di testi o un foglio di calcolo.

  19. Beh, han detto quasi tutto gli altri. Vediamo di aggiungere i miei 2¢€ (stò riscrivendo degli appunti del corso di tecnica delle costruzioni… son partito con LibreOffice, ora son passato a (Xe)Latex).
    Alternative “belle” a Gnu Plot… Per fare disegni “belli” in LaTex c’è PGF/Tikz (http://www.texample.net/tikz/) ma è più un “linguaggio di disegno” che un programma “end-user”. Ha tutti i “difetti” del Latex, leggi lavorare con un editor di testo. Per il livello e l’esperienza che hai tu forse è il caso di integrare Latex (o meglio XeLatex, che lavora in Unicode e produce PDF) con interfacce grafiche, per esempio http://www.qtiplot.com/ che seppur proprietario potrebbe fare al caso tuo.
    Io mi chiedo – sinceramente – quale sia, oltre a Latex, il programma adatto per l’impaginazione di un libro “vero” come il tuo.
    Nutro qualche dubbio che Word sia all’altezza dei tuoi scopi o delle tue aspettative.
    All’epoca – ok più di dieci anni fa – ho migrato tutto il sistema di gestione qualità, ossia una serie di documenti per un totale di circa 400 pagine da Word a OpenOffice e mi son trovato benissimo per la gestione degli stili, ma di grafici ne avevo pochissimi.
    Per opere complesse come la tua esiste una categoria specifica di programmi dedicati allo scopo, ossia il DTP: QuarkXPress, InDesign, Scribus.
    Assai meno immediati da usare perché esplicitamente pensati per un uso professionale e non per “buttar giù una lettera”.
    Da ultimo, ce lo faresti per piacere un elenco dei difetti di Open/LibreOffice (per inciso, che versione hai usato?)

  20. mattia says:

    Da ultimo, ce lo faresti per piacere un elenco dei difetti di Open/LibreOffice (per inciso, che versione hai usato?)

    3.4.1
    Per i difetti potrei parlare una vita. Un esempio banale: metto il cursore in un punto del mio documento e inserisco un’immagine da file. Il programma inserisce l’immagine ma poi sposta il cursore al termine del documento. Non chiedermi perché lo fa, non lo so.
    Solo che questo ti obbliga a ricercare poi il punto dove avevi immesso l’immagine: se è 200 pagine prima è una gran rottura di coglioni.
    Però cosa ho scoperto? Eviti questo problema facendo così: prima di inserire l’immagine selezioni uno spazio. Quindi nel punto dove vuoi l’immagine digiti uno spazio sacrificale, lo selezioni, inserisci l’immagine e quella viene messa al posto dello spazio. Se fai così il cursore non si sposta più al termine del documento.
    Perché? Boh, non lo so. Ma ti sembra logico?
    Non ti dico poi il conteggio delle pagine che è pura fantasia. Per avere un conteggio delle pagine corretto devi fare un’anteprima di stampa.
    Lo stesso per i numeri automatici delle figure o delle equazioni. Spesso devi fare un’anteprima di stampa per aggiornarli perché da soli non si aggiornano altrimenti.
    È assurdo, non è un programma, è un bug unico.

  21. Andrea Occhi says:

    Per gli altri libri cosa avevi usato? Vorrei fare l’ebook del diario, e sto raccogliendo un po’ di idee…

  22. Diego says:

    L’anteprima di stampa per aggiornare indici, numeri di paragrafo e altri riferimenti è una pratica comune anche in MS Word, tanto che mi chiedo se non sia una scelta dettata da qualche problema oggettivo piuttosto che un bug…

  23. Mauro says:

    Mah, io la mia tesi la scrissi in LaTex. Ma parlo di inizio anni ’90. Allora il LaTex era non solo il meglio come risultato finale, ma anche uno dei sistemi più semplici da usare.
    Siamo sicuri che oggi sia ancora così?

  24. Turz says:

    Innanzitutto congratulazioni!

    Mai scrivere un libro con Word o con OpenOffice. Sembra facile all’inizio ma quando poi diventa grosso iniziano i grattacapi.

    LaTeX è sicuramente molto migliore perché davvero puoi cambiare il formato e/o la numerazione delle pagine e dei capitoli alla fine (anzi se ricordo bene le pagine e l’indice li fa automaticamente).

    Scrissi la mia tesi di laurea con LaTeX e convinsi Lady Turz a fare altrettanto. All’avvicinarsi della scadenza fu una manna aver scelto LaTeX, col cavolo che Word ci avrebbe consentito di aggiungere figure / cambiare le dimensioni della pagina / aggiungere l’introduzione senza fare un casino bestiale.

    Poi magari oggi esistono alternative ancora migliori, ma LaTeX è sicuramente meglio di *Office (incluso MS ovviamente).

  25. ZioPippo says:

    Ho scritto la mia tesi con Word (97 credo, non c’era ancora il ribbon!) lavorando con stili, master document, aggregazione di grafici e dati da file excel esterni. Un lavoro pesante di preparazione all’inizio, ma poter lavorare su un capitolo come fosse un file a parte e poi vederlo “integrato” nel master document con tutti gli stili a posto è una goduria.

    Ai tempi, e anche in seguito, ricordo che Open Office non poteva fare il cropping delle immagini “interattivo”. Dovevi inserire a mano i margini di crop, una pena. Quando andavi sui forum la risposta che ottenevi era che “non è mica Word, è Open Office, funziona diversamente”.

    Graziealcazzo.

    Da allora ho una diffidenza preconcetta per tutto quello che è open source, non per la qualità del software in sè ma per l’atteggiamento e l'”attitude” degli sviluppatori. L’incapacità di recepire le osservazioni degli utenti è talmente radicata che a un certo punto giungi alla conclusione che “non puoi chiedere nulla perché tanto è software free” e non fai che rafforzare in te l’equazione “opensource = lo uso perché è gratis”. Che è errata, ma ogni volta che un programmatore ti dice che l’interfaccia di Blender “va bene così com’è” l’idea si rafforza. E si cementifica quando un anno dopo l’interfaccia di Blender viene buttata nel cesso e rifatta da zero 😀

  26. ZioPippo says:

    col cavolo che Word ci avrebbe consentito di aggiungere figure / cambiare le dimensioni della pagina / aggiungere l’introduzione senza fare un casino bestiale

    Non so di che anni parliamo, nel 2000 e limitrofi usando sapientemente Word potevi fare tutto questo senza grossi problemi. Poi per carità, non conosco LaTex e probabilmente è molto più efficiente, ma con Word ci gestisci tranquillamente tutte queste cose se ti ci sbatti un po’ a imparare le funzionalità più avanzate (layout, master document, stili, cross reference e auto-numbering e altre cose che ormai non ricordo più).

  27. camicius says:

    Anche io avevo scritto la seconda tesi con LaTeX, ma perché avevo ricevuto il template dal tesista precedente, che a sua volta l’aveva ricevuto dal tesista precedente eccetera eccetera. In quel modo il professore non rompeva le scatole sulla formattazione (perché era esattamente come la voleva lui), e avevo ricevuto istruzioni per usare un editor che non mi ricordo.

    Altri vantaggi del LaTeX è la possibilità di usare in maniera molto efficace un gestore di versioni tipo git o svn, e usare in modo altrettanto efficace il diff.

    Poi ti dirò che anche LaTeX ha le sue rotture di cazzo: per esempio il posizionamento delle immagini è stato, ai tempi, un fottuto delirio, quasi come con un office qualunque: si aggiungeva una riga sopra e le immagini scalavano a fine pagina, oppure tutte in fondo al documento, eccetera. Magari non ero io capace (e comunque era semplice tornare indietro) ma ricordo che ci avevo perso non poco tempo…

  28. mamoru says:

    non solo gli sviluppatori, ma la tanto declamata community del oss tiene lo stesso atteggiamento che ha portato una marea di voti a trump: negazione della realta’ e mortificazione di chi non la pensa come loro.
    col risultato che ci si trova con fork”ideologici” alla open/libre, dove ti chiedi se avessero investito il tempo impiegato a creare un nuovo logo/icone/ splash screen per migliorare il programma sarebbe servito di piu’.

    e son cosi’ da decenni. quando capisci che spendere qualche 100 euro in os e suite office ti garantisce anni di uso senza casini (tipo patchare il kernel di una certa redhat per installare un controller del menga…) li spendi e le cose il 99% delle volte vanno.
    perche’ quando scopri che 9 volte su 10 il sw open non fa quello che dice, non e’ mai stato provato per quella funzione che a te serve mentre quello lo millanta solo sulla carta un poco di pregiudizio ti sale. e se una volta provavo piu’ di una distro l’anno adesso se ne possono andare a f.i.c. per conto mio.
    e sospetto che molta di quella gente non faccia mai il consuntivo delle ore buttate o lavori per workflow fissi da 30 anni e millanti di aggiornare sempre tutto senza nessunissimo problema (tipo installi un programma di merda e son caterve di dipendenze che vanno in conflitto e per magia non va piu’ nulla).

    per l’aggiornamento dei campi, in word di solito si seleziona tutto e poi si lancia il ricalcolo in modo che il sw non lo faccia realtime altrimenti penso che con roba molto grossa si inchioderebbe. che si debba fare l’ anteprima in ooo mi sa di workaround.
    sulle figure da word 2013 uso le cornici in cui butto dentro immagini, test, freccie e altro in modo da manipolare meglio nel testo. non faccio spesso testi, ma 100 e rotte pagine in word non sono un problema, anzi indici in automatico e puoi muovere le sezioni col drag and drop dalla struttura del documento. il tutto in maniera abbastanza semplice e con risultati piuttosto consistenti, mentre con ooo ti trovi sempre con roba implementata male/parzialmente/buggata. ma non si puo’ dire. ah ma il loro formato e’ standard e’ open e tutto il mondo lo invidia. e ms ha i giorni contati (dagli anni 90 che lo ripetono)

  29. Marco says:

    Io ho dovuto imparare in fretta e furia LaTeX per scrivere la tesi di laurea (usavo i computer del dipartimento di fisica e lì non c’era altro programma: c’era un OpenOffice vecchio di un’era geologica che, comunque, era lentissimo su quelle macchine), e l’ho in parte amato e in parte odiato, per le ragioni comuni ai principianti. Ora lo uso tutti i giorni, soprattutto per preparare le dispense, gli esercizi o i compiti in classe per i miei studenti. È uno sbattimento all’inizio, e a volte anche dopo, ma ne vale la pena. Lascia stare LyX o menate varie per avere una transizione “soft” dai classici programmi di videoscrittura: hai tutta la testa per imparare a scrivere il codice come si deve. Sono d’accordo con chi ti ha consigliato TeXstudio.

    OpenOffice e LibreOffice non sono male, ma giusto per scrivere lettere, verbali o cose del genere. Già per una dispensina di due pagine non userei mai uno di questi programmi.

  30. Claiudio says:

    @mamorou
    col risultato che ci si trova con fork”ideologici” alla open/libre, dove ti chiedi se avessero investito il tempo impiegato a creare un nuovo logo/icone/ splash screen per migliorare il programma sarebbe servito di piu’
    Mi secca fare l’avvocato del diavolo OS, però quel fork aveva ragione di esistere, perché libreoffice è molto differente, in funzioni e stabilità, rispetto a openoffice.

    Non sto a fare le pulci al mondo del software libero degli ultimi dieci anni: dico solo che alcune tue affermazioni le condivido, altre no.
    Una cosa che condivido è l’aurea di religiosità, da cui mi allontano pensando “no grazie, ho già la mia religione”.

  31. ZioPippo says:

    perche’ quando scopri che 9 volte su 10 il sw open non fa quello che dice, non e’ mai stato provato per quella funzione che a te serve mentre quello lo millanta solo sulla carta un poco di pregiudizio ti sale

    Un po’ come quando esporti da CAD in formato Wavefront e lo importi in Blender e scopri che le normali di smoothing non vengono considerate, ma puoi usare un workaround onestamente inammissibile oppure uno smoothing automatico che nove volte su dieci non funziona e quando vai a chiedere sui forum ti dicono che non c’è bisogno delle normali perché c’è il workaround complicatissimo e che è quello “il modo in cui Blender funziona”. Fai notare che solo Blender funziona così, che il resto del mondo è compliant con il formato Wavefront, normali incluse, e la risposta è “allora comprati il software commerciale”. Ecco, è lì, in quel preciso istante che capisci che quel software non è “free” nel senso di “libero” ma è free nel senso di “meglio gratis che niente, ma quasi quasi meglio niente”. Fine sfogo 😀

  32. mamoru says:

    un problema grosso e’ che i fork vari non fanno altro che ridurre le gia’ miserimme risorse di sviluppo. oddio poi ci sarebbe l’ego smisurato di quelli che vogliono fare il project leader in un gruppo di programmatori creato ad hoc. di cui ovviamente e’ l’unico membro.

  33. mamoru says:

    @ziopippo spot on!
    come quando l’avgvsta community tu dice di googlare il tuo problema prima di postare e ovviamente google ti rimnda sul medesimo forum dove qualcuno tu invita a googlare e il cerchio si chiude.
    sempre meglio di quelli che non sanno nulla e ti fanno perdere tempo con le loro congetture, almeno capisci subito di cambiare programma.

  34. ZioPippo says:

    @mamoru

    faccio ricadere tutti ‘sti atteggiamenti nell’incapacità di mettersi dal punto di vista degli altri, succede un po’ in tutte le community online ma è particolarmente fastidioso quando hai un problema col software e non puoi chiamare il supporto tecnico perché il supporto tecnico è “la reeeeteeeee”.

    Comportamento simile lo trovo spesso nelle comunità degli utenti Apple: se hai un problema nel tuo workflow e chiedi come fare una cosa in un modo che serve a te (e che magari usavi su Windows/Linux/Unix) la prima risposta, e spesso anche l’unica, è che “il Mac non funziona così” e giù a proporti workaround spesso assurdi che nel 90% dei casi neppure hanno a che fare col workflow che avevi proposto. A volte penso che se fosse per gli utenti il Mac avrebbe ancora lo schermo da 6″ in bianco e nero 😀