A cosa serve l’educazione scientifica

April 8th, 2016 by mattia | Filed under ignoranza, w la fisica.

L'altra settimana sono stati resi noti i risultati della perizia sul MUOS, secondo i quali rispetta i limiti di legge per i campi elettromagnetici.

Attenzione: non ho scritto "non è nocivo" / "non è pericoloso per la salute" come hanno riportato molti giornali. Ho scritto "rispetta i limiti di legge".
Il motivo di questa precisazione arriverà fra qualche paragrafo. Prima facciamo un passo indietro.

Cos'è il MUOS?
È un sistema di comunicazione gestito dagli Stati Uniti Americani composto da satelliti e basi a terra che ha lo scopo di fornire un canale di comunicazione alle truppe statunitensi su tutto il globo.

Per questo sistema servono diverse stazioni di terra con delle enormi antenne paraboliche  che comunicano coi satelliti. Una di queste stazioni è stata realizzata in Sicilia, e le proteste contro di essa sono state molto sostenute. Molti cittadini e autorità locali si sono detti impauriti per i pericoli che queste grosse antenne potrebbero causare alla salute.

Il problema è che non c'è nemmeno mezzo elemento a sostegno della pericolosità per la salute del MUOS.
Anzi, questo è un ottimo esempio di come la carenza di informazioni scientifiche di base può portare a lotte contro pericoli inesistenti.

Prima ho detto che le misure sulle emissioni di campi elettromagnetici nelle vicinanze della stazione MUOS siciliana sono entro i limiti di legge. Non ho detto "non è nocivo per la salute" perché questo è il primo errore che certi comitati di cittadini ignoranti fanno.

  1. I limiti di legge sui campi elettromagnetici non equivalgono a limiti di pericolosità.


I limiti di legge sono limiti precauzionali. Ciò significa che anche se vengono superati quesi limiti non implica che ci si ammala.
Anzi, non c'è alcuna evidenza che campi non ionizzanti come questi possano essere dannosi per la salute. I limiti precauzionali vengono imposti (un po' allegramente) secondo questo principio: sotto questi limiti mi ci gioco il pisello che non causano nessun danno alla salute, sopra molto probabilmente non causano danni ma siccome c'è qualche dato così e qualche dato cosà per precauzione il pisello non me lo gioco.

Se anche la perizia avesse determinato che i campi elettromagnetici fossero superiori ai limiti di legge ciò non avrebbe significato che nuoceva alla salute. Sarebbe stato solo un problema legale.

Concetto importante da capire: i limiti precauzionali non sono il ciglio di un burrone, per cui un cm di qua sei salvo e un cm più in là sei morto.
Superare un limite precauzionale non implica che ci sia un pericolo.

 

2.  I limiti (precauzionali) sui campi elettromagnetici si riferiscono a esposizioni prolungate (ma tanto)

In questi giorni leggevo cose del tipo: aiuto! hanno sparato le antenne alla massima potenza per i tre giorni del test! moriremo tutti!

A parte al fatto che i test hanno mostrato che i limiti non sono stati superati. Ma anche se fossero stati superati, bisogna ricordarsi che sono limiti - precauzionali! - pensati per esposizioni di anni e anni.
Tre giorni sono un nulla. Scheccare parlando di un pericolo per tre giorni di test con le antenne sparate alla massima potenza significa non avere percezione di cosa si sta parlando.

3. Antenna grande non vuole dire grande pericolo.

Anzi.
Perché c'è la gente che vede queste antenne paraboliche enormi e si preoccupa, come se le dimensioni dell'antenna fossero proporzionali all'ipotetico danno che può fare.

Quelle del MUOS sono antenne paraboliche, ossia antenne direzionali che vengono quindi puntate in una determinata direzione (quella del satellite con cui vogliono comunicare).
Lo scopo di un'antenna direzionale è quello di concentrare quanta più potenza in quella direzione, perché tutte l'energia che va in altre direzioni è energia persa. Non è come un'antenna che deve mandare il segnale (televisivo, radiofonico o telefonico) su di una vasta area per dare copertura a tanti utenti. Un'antenna direzionale non la lo scopo di diffondere energia su di un vasto angolo solido. Al contrario, un'antenna direzionale cerca di condensare l'energia un angolo strettissimo in modo che lì la sua energia sia alta e l'antenna sia più "efficiente".
Il disco di quelle antenne è così grande perché lo scopo è quello di concentrare tanta energia in una direzione ben precisa, quella del satellite.
In altre parole, tanto più è largo il disco della parabola e tanto più concentrata è l'energia dell'antenna.

Quando progetti un'antenna parabolica il tuo scopo è quello di fare in modo che l'energia vada nella direzione del satellite. È interesse primario di chi progetta l'antenna fare in modo che l'energia non si disperda in giro. Non perché deve rispettare i limiti di legge, ma perché se l'energia invece di andare nella direzione del satellite va da altre parti l'efficienza dell'antenna cala.

I cittadini dei paesi vicini al MUOS guardando quelle antenne possono pensare che l'energia non la stanno mandando su di loro.

4. Interferenza non significa potenza

Uno dei classici argomenti più usati dagli oppositori del MUOS è che la sua ubicazione è stata spostata dal sito pensato originariamente perché poteva fare interferenza con apparecchiature militari.
Quindi lo ammettono pure loro che può avere effetti malefici!

Qui c'è di base un errore molto comune: la confusione tra interferenza e potenza. Un campo elettromagnetico può si causare un'interferenza con un dispositivo, ma questo non significa che sia dannoso per la salute. Anzi, il segnale può essere a potenze molto basse, così basse da essere trascurabili. Ma contemporaneamente può essere - per pura sfiga - a una frequenza particolare su cui un dispositivo lavora e quindi fare interferenza.
Per fare interferenza - perdonatemi la semplificazione - non è necessaria una grande potenza: basta essere alla frequenza giusta. Non si possono confondere questi due concetti.

L'altro punto è che - dicono - potrebbe fare interferenza coi pace-maker della gente che abita nelle vicinanze. Come se ogni interferenza fosse uguale. Sì, insomma... se c'è possibilità che faccia interferenza con un sistema complesso come un aereo militare a poche decine di metri di distanza allora può fare interferenza. E - pensano loro - può fare interferenza con tutto, anche un pace-maker a qualche chilometro di distanza.
No, le interferenze non sono tutte uguali. Non è che siccome un dispositivo fa interferenza con qualcosa può fare interferenza con tutto. Non funziona così.

 

In conclusione: ho citato quattro punti di buon senso scientifico. Ossia principi di base che non richiedono nessuna competenza specifica ma solo una conoscenza di base di principi fisici che può avere chiunque. Principi però che sono evidentemente sconosciuti a quelli che da anni blaterano di pericolosità del MUOS senza avere uno straccio di argomento.

L'educazione scientifica serve a questo. Serve alla popolazione ad avere le basi per guardare un'antenna parabolica enorme e dire: urca, quell'antenna concentra proprio l'energia in una direzione precisa! Stanno mandando l'energia proprio lì, non su di noi.
Non è necessario che la gente sappia leggere un diagramma di irraggiamento di un'antenna, non serve che l'uomo della strada sia capace di calcolare con carta e penna a quanti dB saranno i lobi secondari dell'antenna. Mi basta che capiscano che lo scopo di un'antenna direzionale puntata verso il cielo è condensare l'energia lì, verso il cielo.
Mi basta che capiscano il concetto di limite cautelativo, perché se lo capiscono non scheccano, neanche se il limite è superato di un qualcosa.

Perché quando manca questa educazione scientifica di base a larga diffusione su tutta la popolazione poi capita queste polemiche che durano anni, basate sul nulla.

 

6 Responses to “A cosa serve l’educazione scientifica”

  1. shevathas says:

    Concordo a pieno con quanto scrivi. Purtroppo, come tristemente dimostrano gli ultimi referendum, un mix di paura e di pseudoecologismo è un ottimo sistema per carpire i voti degli ignoranti. Ad un discorso sull’angolo solido e sul fatto che sarebbe stupido sparare onde ovunque invece di mirare diritto al satellite, rispondono con i cellulari che friggono le uova e quindi le antenne friggeranno le persone.

  2. Mauro says:

    Aggiungerei un punto riguardo il discorso sui limiti di legge: anche se ci fosse veramente rischio, questo rischio aumenterebbe gradualmente, magari non con un andamento lineare, ma comunque non a scatti. Vedere i limiti di legge come limite di pericolo significa credere a un pericolo a scalini, a scatti. Cosa che non sta né in cielo né in terra.

  3. mamoru says:

    ki ti paka??

  4. mattia says:

    ki ti paka??

    loro

  5. Mauro says:

    Ma loro fanno parte del NWO o no?

  6. Alessandro says:

    e queste, che non erano puntate verso lo spazio, hanno funzionato per anni e anni, si ci sono stati morti per tumore… ma la causa era l’amianto che rivestiva le guide d’onda

    http://www.ik4mgv.it/giogo1.htm