Consigli per copertina

February 12th, 2016 by mattia | Filed under Uncategorized.
copertina bozza 2

Quella che vedete qui sopra è la prima bozza della copertina per il mio prossimo libro che sto ultimando (oddio, questa frase la dico da un anno... però adesso mi sono deciso e lo voglio finire alla svelta).

È un libro tecnico, quindi suppongo alla maggior parte di voi non gliene fregherà una mazza, ma chiedo ugualmente un consiglio grafico.
L'idea della copertina mi piace: il libro è intitolato "l'elaborazione numerica dei segnali spiegata ai miei nonni", che è la versione italiana di for dummies.
Quindi ci ho messo la foto dei miei nonni.

Solo che... manca qualcosa e non so cosa.
La parte alta della copertina è ok. La parte bassa... dannazione, non riesco a capire cosa non va.
Forse seve un bordo alla copertina?

Più ci sbatto la testa e più non capisco cosa manca.
Chi mi aiuta?

23 Responses to “Consigli per copertina”

  1. Mauro says:

    No, non manca nulla. La copertina va bene così, è bella e – soprattutto – chiara e significativa.
    L’unico problema è il tuo non essere mai contento di te stesso 😉

  2. antony says:

    A me piace, per introdurre l’argomento dalla copertina (per far capire al lettore dummy cosa andari a trattare) io andrei a creare un effetto pixel nella zona dove punta la freccia, una specie di ingrandimento della foto della zona della manica del nonno dove tocca la freccia per far capire che la zona dell’immagine (nella fattispecie il grigio) è creata con l’artefizio di associare i tre colori primari. Oppure invece della freccia puoi ricreare un braccio ed una mano che afferra una lente d’ingrandimento posizionata sulla zona con l’effetto zoom in precedenza. Però questa è una osservazione sulla foto, che a te piace. Per quanto riguarda la parte in basso, ossia il testo (?) magari sarebbe carino un testo retrò, tipo scritto a mano con uno sfondo tipo una pagina di diario e la foto sovrapposta (contenuta) nel diario. Una roba tipo questa: https://www.google.cz/search?q=pagina+diario&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwi28NuEhvHKAhUJCZoKHY-rBKAQ_AUIBygB&biw=1280&bih=695#tbm=isch&q=pagina+diario+scrittura+mano&imgrc=NuPJzD55ujx6aM%3A

  3. mattia says:

    io andrei a creare un effetto pixel nella zona dove punta la freccia,

    Ottima idea!

  4. Errebi says:

    Guardandola mi sono chiesto: “Qual è il titolo?”.
    Ho dovuto riflettere una frazione di secondo prima di arrivare a capire che la frase sotto era il titolo del libro.

    Quindi, quel che manca, secondo il mio modestissimo parere, è esattamente quell’immediatezza necessaria a stabilire un contatto chiaro, inequivocabile con il potenziale lettore / acquirente.

    Per altro, il nome dell’autore (ok, il tuo) è scritto più grande e con lo stesso font. Elementi che tendono ad innescare ulteriore confusione.
    Non meno importante è la giustificazione a sinistra del titolo; l’impatto visivo di un testo così allineato lascia intendere che si tratta di un sottotitolo o una critica autorevole.

    Possibili soluzioni:
    – Titolo in alto con giustificazione a centro.
    – Nome autore più piccolo e con font diverso. Ok, anche lo stesso ma con variante Italic.
    Variando il font, il nome dovrebbe star bene ovunque, sia in alto che in basso, sia vicino che lontano dal titolo. Insomma la scelta cadrebbe solo su un bilanciamento ottico.
    – Altra possibilità: “L’Elaborazione Numerica dei Segnali” più grande, (anche scritto così, con le iniziali maiuscole) e “spiegata ai miei nonni” più piccolino.

    Spero d’esserti stato d’aiuto.
    Ciao

  5. mamoru says:

    secondo me manca uno sfondo non troppo marcato magari semitrasparente per fare contrasto coi nonni. tipo muraglia di equazioni, circuiti o roba che menp c entra col l immagine dei nonni e piu si richiama al contenuto e maggiore dovrebbe essere l impatto.
    i miei 2 yen e aspetto di leggere l argomento dato che sono completamente ignorante in materia.

  6. mattia says:

    Quindi, quel che manca, secondo il mio modestissimo parere, è esattamente quell’immediatezza necessaria a stabilire un contatto chiaro, inequivocabile con il potenziale lettore / acquirente.

    Stavo pensando di usare l’idea di antony: una specie di foglietto in finto rilievo (magari con il titolo scritto a mano).
    Penso che lo staccherebbe dal fondo sufficientemente per farlo risaltare come titolo

    Altra possibilità: “L’Elaborazione Numerica dei Segnali” più grande, (anche scritto così, con le iniziali maiuscole) e “spiegata ai miei nonni” più piccolino.

    Questo mi piace. Magari metto (spiegata ai miei nonni) tra parentesi…

  7. derreavatar says:

    io metterei qualche simbolo grafico che ricordi la teoria dei segnali , magari sfumato nello sfondo .

    Faccio un esempio in merito al campo in cui opero io , se dovessi scrivere un libro per spiegare , ad esempio , la modellazione ad elementi finiti a mio nonno , metterei ad esempio come sfondo una matrice di rigidezza scritta a mano su carta ingiallita , o un solido di de saint venant , o una meshatura ad elementi finiti di un vecchio vomere o aratro .
    Altrimenti l’ impaginazione diventa troppo simile agli almanacchi agricoli campagnoli di mia mamma.

    Poi per carità è bella anche così.

  8. Claiudio says:

    Magari metto (spiegata ai miei nonni) tra parentesi
    Con magari solo questo scritto a mano.

  9. mattia says:

    Con magari solo questo scritto a mano.

    anche questa idea mi piace.
    Bravi, stanno uscendo cose belle.

  10. mattia says:

    io metterei qualche simbolo grafico che ricordi la teoria dei segnali , magari sfumato nello sfondo .

    Però devo pensarla bene questa.
    Nel senso che se scrivo equazioni che appaiono complicare rischia di passare il messaggio opposto rispetto al “spiegata ai miei nonni”.
    Devo trovare qualcosa che richiami il tema del libro ma che non lo faccia apparire complesso.
    L’idea di antonio qui sotto (l’ingrandimento dei pixel della foto) è buona.
    Potrei legarla con qualcosa sullo sfondo.
    Forse che prendo quei pixel e li faccio diventare parte di un’equazione…

  11. antony says:

    magari puoi seguire l’esempio che ti ho postato, con qualche equazione, formula o grafico scarabocchiata sul diario (o sulla pagina del quaderno). Felice di sapere di essere stato utile.

  12. Gianluca says:

    Che bella foto, che aria serena. E tuo nonno sembra uscito dagli anni ’80 🙂

    (a meno che non avesse vent’anni negli anni ’80… 😛 )

  13. mattia says:

    E tuo nonno sembra uscito dagli anni ’80 🙂

    (a meno che non avesse vent’anni negli anni ’80… 😛 )

    Molto probabilmente la foto è o subito prima o subito dopo la guerra.

  14. derreavatar says:

    Caro Mattia sai meglio di me che certe formule semplicissime da scrivere sono proprio quelle che causano più mal di testa per essere digerite.
    Ad esempio propongo l’ equivalente elettrico del teorema dei lavori virtuali scritto con la polenta sul panaro.

  15. marco says:

    Potresti usare uno “sfondo” a mo’ di ritaglio di giornale o qualcosa del genere.

  16. Io, invece, toglierei del tutto la freccia che punta ai nonni, perchè uno che non comprende che quelli sono i tuoi nonni (o l’idea di nonni, in b/n, che possiamo avere oggi) difficilmente comprenderà il testo del libro 🙂

    Agiungerei qualcosa che rimandi (con semplicità) all’elaborazione numerica, ma non conoscendo nulla dell’argomento non ho suggerimenti da darti.

  17. mattia says:

    Caro Mattia sai meglio di me che certe formule semplicissime da scrivere sono proprio quelle che causano più mal di testa per essere digerite.

    Vero, però in questo caso devo fare un lavoro di immagine.
    se lo sfondo “appare” complicato non funziona.

    Magari posso mettere una formula scritta in modo elegante e poi a mano delle piccole frecce con delle note che indicano il significato di ogni termine.

  18. mattia says:

    Io ti ho solo linkato dei consigli di come fare (o non fare) la copertina,

    Sì, ma se i consigli non sono rilevanti a che serve?
    Se invece sono rilevanti indica perché.

  19. Giacomo says:

    Vado controcorrente e, me ne rendo conto, non di poco. Io toglierei la freccia, del tutto. L’idea di fondo è buona: non la calcare, non la forzare, non sentire il bisogno di spiegare che sei stato arguto e come. Questo errore (a mio avviso) è simile a quel fenomeno che gli scrittori anglosassoni chiamano dell’essere “heavy-handed” (nella scrittura, non nel significato del vocabolario: qui si intende nel senso di “mancare di sottigliezza”). La freccia è il tocco grossolano su un’idea minimalista e intelligente, è come disegnare un cazzo su un quadro astratto di Mondrian.
    E per quanto mi riguarda niente pixelaggio, niente formule, niente idee grafiche da amatori. Una cosa pulita, secca, così.

  20. Raimondo says:

    Aggiungere l’immagine di un monitor di oscilloscopio c’entra?

    La freccia potrebbe essere il proseguimento “a penna” del segnale sull’oscilloscopio …

  21. Turz says:

    Niente formule per favore. Spero che le formule non ci siano nemmeno nel libro. A meno che tuo nonno non fosse Maxwell 🙂

    L’idea dell’effetto pixel invece mi piace.

    Piesse: tuo nonno ha un’aria familiare, si direbbe proprio che è un tuo parente 🙂

  22. Adesso però mi spieghi perché “for the dummies” non è tradotto efficacemente con un “per tonti” o “per gonzi”….

  23. mattia says:

    Adesso però mi spieghi perché “for the dummies” non è tradotto efficacemente con un “per tonti” o “per gonzi”….

    Perché se scrivo “per tonti” poi non posso più usare la foto dei miei nonni.