Un bel libro sull’autismo

January 2nd, 2016 by mattia | Filed under autismo, libri.
Gli scorsi giorni ho letto un libro molto bello che mi sento di consigliarvi. S'intitola Un autistico in famiglia di Luigi Mazzone.

È un libro di facile e rapida lettura (io l'ho letto in un'andata/ritorno tra Praga e Brno sul treno) ma che riempie di riflessioni.

Per una volta il titolo è pienamente riassuntivo del contenuto: un autistico in famiglia sta proprio a significare che il libro parla di autismo dal punto di vista di chi si trova ad affrontare una situazione del genere all'interno della propria famiglia.
C'è - ovviamente - qualche pagina in cui si fanno rimandi al lato medico dell'autismo, ma il filo conduttore è un altro: dare uno strumento concreto alle famiglie per approcciarsi a un figlio autistico. I consigli spaziano dal come individuare i segni che dovrebbero far pensare all'autismo, fino alla gestione della sessualità, passano dall'alimentazione, l'epilessia, lo sport, l'aggressione e persino il rapporto di coppia dei genitori (messo a dura prova da un figlio autistico).

La cosa che ho particolarmente apprezzato del libro è che fa capire il metodo di approccio a un bambino autistico. Una cosa che non conoscevo è che l'autistico non è capace di interpretare le emozioni altrui. Se tu gli sorridi egli non capisce che sei felice, per lui un sorriso è una smorfia sul viso senza significato. Più leggi il libro e più entri nella logica dell'autismo per cui inizi a capire da solo quali comportamenti sono giusti e quali sbagliati.

Ma il libro è interessante anche perché pone delle domande che dovrebbero interessare tutti noi che non abbiamo a che fare direttamente con l'autismo. Parla del fatto che il sistema sanitario nazionale in italia rimborsa solo la logopedia e la psicomotricità, mentre non copre i trattamenti di tipo cognitivo comportamentale, benché l'Istituto Superiore di Sanità abbia stabilito la loro utilità nelle linee guida sull'autismo.
Oppure parla del carenza di formazione di specialisti sull'autismo per gli adulti, per cui una volta compiuti i 18 anni i ragazzi autistici  abbandonano il neuropsichiatra infantile specializzato in autismo e finiscono spesso da uno specialista che non essendo formato in autismo lo considera come uno schizofrenico.
Ma parla anche di temi "etici" come l'esigenza di non demonizzare il trattamento farmacologico, quando necessario.

Tutto il libro è condito da aneddoti, da storie e da molto buon senso. Come quella volta che un ragazzo autistico aveva grossi problemi di aggressività e si capì alla fine che aveva ingoiato un ... chiodo. Il problema dell'aggressività non era l'autismo, ma il dolore in sé (che il ragazzo non sapeva esprimere).

Vi consiglio veramente la lettura di questo libro, anche solo per farvi una cultura su di un argomento molto dibattuto.
Ci si accorge che c'è tanto da fare sull'autismo. L'autore racconta di quando è stato sentito in audizione alla Camera dei Deputati e poi alla fine non è cambiato nulla. Ecco, sarebbe bello se chi ha responsabilità pubbliche leggesse questo libro e agisse su quello che veramente si può fare per migliorare la condizione degli autistici e delle loro famiglie.

 

Piesse: l'autore è un medico ricercatore dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma. Ospedale di proprietà della Santa Sede (tanto che l'area su cui sorge gode del privilegio di extra-territorialità, come le ambasciate).
Eppure tratta il tema della sessualità negli autistici in modo molto aperto, tanto che auspica persino che venga approvata la legge istitutiva delle assistenti sessuali per i disabili.
L'avesse fatto un medico dell'Ospedale Bambin maomettin gli avrebbero già tagliato le mani.

Comments are closed.